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Penisola dello Yucatán (Messico): siti archeologici, bellezze naturali e località da non perdere

La penisola dello Yucatán è una delle mete turistiche più gettonate del centro America. Situata nel sud-est del Messico, separa il mar dei Caraibi dal golfo del Messico. Nel suo vasto territorio, che tra l’altro comprende gli Stati messicani di Yucatán, Campeche e Quintana Roo, ospita numerose e affascinanti bellezze naturali ma anche tantissime località dove la natura allunga le sue radici sino a lambire le testimonianza di un mondo antico creando connubi unici e magici.

Lo Yucatán è il luogo dell’impatto del gigantesco meteorite che circa 65 milioni di anni fa avrebbe causato, in parte o del tutto, la fine dell’era dei dinosauri. Mentre quasi nulla di esso può essere visto oggi, alcune recenti ricerche sostengono che il diametro del suddetto meteorite fosse di ben 12 km e che il suo impatto al suolo, nei pressi dell’attuale città di Chicxulub, avrebbe sprigionato una potenza esplosiva paragonabile a quella prodotta dalla detonazione di 190.000 miliardi di tonnellate di TNT.

Una vacanza in questa affascinante terra dell’Amarica centrale non può escludere la visita alle rovine Maya di Chichén Itzá e Palenque, e nemmeno un tuffo in uno dei suoi misteriosi cenote o un bagno nelle acque straordinariamente turchesi del Caribe messicano. Chi viene da queste parti non deve altresì mancare di vedere Mérida (capitale dello Stato dello Yucatán), Campeche (capitale dell’omonimo Stato e Patrimonio Culturale dell’Umanità), Villahermosa (dinamica capitale dello Stato di Tabasco) e San Cristobal de Las Casas (la più antica città fondata dagli spagnoli nel territorio del Chiapas).

Nota: contrariamente ad uno strano fraintendimento, il popolo Maya non è mai “scomparso” tant’è che la cultura, l’identità, le tradizioni e la lingua Maya sono ancora oggi molto vive, principalmente al di fuori delle città principali. Riferendosi alla gente del posto chiamandoli messicani piuttosto che Maya, si potrebbe rischiare di offendere qualcuno.

Di seguito una selezione delle più affascinanti zone archeologiche, bellezze naturali e località della penisola dello Yucatán.

Chichén Itzá

Chichén Itzá è una delle zone archeologiche più importanti del Messico. Situata nel nord della penisola dello Yucatán, ospita le più impressionanti rovine della civiltà Maya ed è una meta da non perdere assolutamente se si decide di trascorrere una vacanza da queste parti.

L’edificio più noto e fotografato di Chichén Itzá è El Castillo, patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1988. Alto poco più di 30 metri, è situato al centro del sito archeologico e sulla sua sommità sorge il tempio dedicato al dio Kukulkán, il Maya Yucateco o “dio-Serpente Piumato” strettamente legato a sua volta al dio Quetzalcoatl noto agli Aztechi e ad altre culture messicane centrali del periodo post-classico.

Chichén Itzá – Messico

La piramide di El Castillo è costituita da una serie di terrazze e scalinate che giungono da ciascuno dei quattro lati del tempio. Durante gli equinozi primaverili e d’autunno, il sole del tardo pomeriggio colpisce l’angolo nord-ovest della piramide e lancia una serie di ombre triangolari contro la balaustra nord-ovest, creando l’illusione di un serpente piumato “strisciante” sullo sfondo della piramide.

Gli altri edifici degni di nota di Chichén Itzá sono: il Templo de Los Guerreros, il Templo de Los Jaguares, il Tzompantli, l’Edificio de Las Aguilas, il campo del Juego de Pelota (il più grande del Messico), El Caracol (un osservatorio gigante sormontato da una cupola), e la Casa de Las Monjas. All’interno della zona archeologica, e più precisamente a nord di El Castillo, c’è anche il Sacro Cenote noto anche come Chenkú Cenote o Cenote de Los Sacrificios: non è balneabile ma la sua selvaggia bellezza, immersa in una silenziosa atmosfera naturale, merita comunque una visita.

Mérida

Capitale dello Stato di Yucatán, Mérida viene spesso indicata come il centro economico-culturale del sudest del Messico. E’ una città solitaria ed elegante dove la gastronomia è un arte e l’ospitalità una virtù quotidiana. Le sue serate dalle temperature sempre miti possono rivelarsi un’esperienza affascinante grazie ai tanti caffè e ai ristoranti all’aperto che animano le vie, alle serenate a cui non è raro imbattersi e ai concerti nelle piazze. Al lunedì, davanti al Palacio Municipal, si danza la tradizionale jarana yucateca, e la domenica due orchestre vivacizzano la serata al ritmo del son, della salsa e della cumbia.

Mérida

Tutta l’eredita culturale (maya e spagnola) di Mérida si rispecchia in modo creativo nell’artigianato costituito per lo più da ceramiche, tessuti colorati, sculture in pietra e in legno, e soprattutto dalle amache. Tra le attrazioni più interessanti presenti nella città segnaliamo il Palacio Cantòn (Museo Regionale di Antropologia e Storia), la Catedral (la più antica cattedrale del continente americano), il Templo de Jesus de la Tercera Orden (gioiello dell’architettura barocca), e il Paseo Montejo (viale tracciato sul modello dei Campi Elisi di Parigi).

Nei dintorni della città di Merida si trovano diverse haciendas riadattate e trasformate in alberghi, seconde case, ristoranti o musei. Tra le più importanti citiamo Katanche, Kancabchén, Ochil, Petac, San José Cholul , Santa Rosa, Temozon, Teya e Yaxcopoil, quest’ultima considerata uno dei più grandi fondi agricoli per la sua estensione e sontuosità ed attualmente adibita a museo.

Uxmal

Dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, Uxmal è uno dei siti archeologici più grandiosi di tutta la Mesoamerica. E’ situato a circa 78 km da Mérida e ospita diversi edifici risalenti al Periodo Classico della civiltà maya tra cui il Cuadrangulo de las Monjas (in cui oggi si svolge lo spettacolo di son et lumière), il Juego de Pelota, la “Gran Piramide” (alta circa 32 metri), la Casa de las Tortugas, el Palacio del Gobernador e la Piramide dell’indovino (Piramide del Adivino) altra circa 35 metri.

Piramide dell’indovino (Piramide del Adivino)

Il sito è rimasto sepolto sotto una fitta vegetazione per diversi secoli sino alla sua riscoperta da parte degli archeologi avvenuta nella prima metà del 1800. I sopracitati edifici sono in ottimo stato di conservazione e rappresentano un esempio di architettura maya eguagliato in bellezza solo dal sito di Palenque (vedi descrizione a seguire). Lo stile Puuc è predominante e colpisce soprattutto per la ricchezza e l’eleganza delle decorazioni.

Cancún e Playa del Carmen

Cancún si trova sulla costa dello Stato di Quintana Roo. Si divide in due aree: una situata nella parte continentale, dove c’è la vera e propria città, e l’altra in un’isola a forma di 7 lunga 22 km, su cui si estende la zona degli alberghi (zona hotelera), unita alla terraferma da due ponti: quello sul canale Nichupte, a 4 km dal centro della città, e quello sul canale Nizuc, all’estremo opposto, che unisce la Punta Nizuc alla parte continentale, vicino all’aeroporto ed alla Riviera Maya.

Spiaggia di Punta Nizuc – Cancún

La città di Cancún conserva testimonianze del passato Maya, sia nella zona hotelera con le rovine di El Rey, sia nella terraferma con le rovine di El Meco. La sofisticata infrastruttura, l’offerta di servizi turistici di alta qualità e la varietà delle sue attrazioni, hanno fatto di Cancún la prima meta turistica dei Caraibi.

Con il suo comprensorio turistico di Playacar, Playa del Carmen è la destinazione più richiesta da chi sceglie il Messico per una vacanza balneare all’insegna del divertimento. Situata a circa 68 km a sud di Cancún, Playa del Carmen, con la Riviera Maya, si è infatti convertita in uno dei luoghi più esclusivi e goderecci dei Caraibi.

Splendide spiagge di sabbia bianca e fine, mare cristallino e incontaminato, il sapore tipico dei villaggi messicani con i colori della gente, le stradine, i bar e i ristoranti all’aperto hanno fatto di questa località una meta molto ambita dal turismo di massa e infatti gli alberghi e le strutture ricettive si sono negli anni adeguati per offrire soggiorni per tutte le tasche.

Tulum

Tulum è un vero gioiello dello Stato di Quintana Roo, una deliziosa località dove il folklore e l’archeologia si uniscono alla natura selvaggia circostante, alle spiagge di sabbia bianca e fine, e al mare cristallino della Riviera Maya. E’ la meta ideale per chi ama praticare sport acquatici ma anche per chi è alla ricerca di paesaggi mozzafiato.

Su un promontorio roccioso, a poca distanza dal centro abitato, sorge uno dei più suggestivi templi della cultura Maya, l’unico edificato in prossimità del mare: il Castillo. La visita alle sue magiche rovine è d’obbligo non solo per conoscere e ammirare un altro importante pezzo della mitica storia del popolo Maya ma anche per farsi un bagno e prendere il sole nella paradisiaca spiaggia sottostante, non a caso chiamata Playa Paraiso.

Tulum – Playa Paraiso

La zona alberghiera di Tulum è del tutto idonea per chi è alla ricerca di pace e tranquillità. Sono pochi gli alberghi in questa distesa di spiaggia di più di 10 km, e tutti distanti uno dall’altro. E’ un luogo perfetto per coppie e famiglie dove la sistemazione potrà essere una comoda stanza con tutti i servizi o una rustica capanna di leggo e palma illuminata dalla luce delle candele.

A pochi chilometri da Tulum si trova il piccolo villaggio di pescatori di Akumal, anch’esso ricco di bellezze naturali e molto amato dalle tartarughe marine tant’è che ogni anno vi tornano per deporre le uova: uno spettacolo a cui è possibile assistere ma, ovviamente, con il dovuto rispetto e a debita distanza.

Cobá

Cobá è famosa per le antiche rovine Maya letteralmente immerse nella foresta. E’ un sito archeologico straordinario che ogni anno attira turisti di tutto il mondo desiderosi di arrampicarsi sulla cima della maestosa piramide di Nohoch Mul, alta ben 42 metri, per godere della spettacolare vista sull’antica città immersa nella fitta vegetazione circostante.

Gli archeologi ritengono che Cobá fosse uno dei più importanti e ricchi complessi urbani della civiltà Maya. Estesa per 80 chilometri quadrati, la città accoglieva nel suo periodo di maggiore splendore circa 50.000 abitanti: una vera e propria metropoli brulicante di vita, contatti commerciali e fervore culturale. Del resto, neppure la prospera posizione in cui sorse fu un caso: Cobá è stata infatti edificata nei pressi di due placidi laghi d’acqua dolce, che rifornivano la popolazione delle risorse idriche di cui aveva bisogno per vivere.

Coba – El Castillo

Il sito archeologico di Cobá può essere raggiunto a piedi, percorrendo il sentiero di circa 2 km che attraversa la foresta, oppure affittando una bicicletta. In alternativa è possibile salire a bordo di uno dei risciò adibiti al trasporto dei turisti. Una volta giunti a destinazione si potrà decidere se intraprendere la scalata della suddetta piramide di Nohoch Mul (salendo circa 120 gradoni) oppure ammirarla e fotografarla dalla base per poi dedicarsi alla scoperta delle altre meraviglie che compongono questo magico sito: templi, campi dedicati al Gioco della Pelota, stele religiose e pitture murarie.

Campeche

San Francisco de Campeche è la capitale dello Stato di Campeche dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1999. Affacciata su una placida Baia, è una città in stile coloniale con un graziosissimo centro storico caratterizzato da vicoletti, strade lastricate e abitazioni variopinte, un incantevole lungomare ideale per passeggiate rilassanti (soprattutto all’alba), e un’atmosfera amichevole e festosa ogni sera.

L’attuale centro storico della città, nervo principale delle attività commerciali, culturali, amministrative e turistiche, è un amalgama di costruzioni dei secoli XVI, XVII, XVIII e XIX con architettura di tipo militare, civile e religiosa. Per godere di tutte le sue bellezze si può salire a bordo di una delle repliche di vecchi veicoli chiamati “El Guapo” (Il bello) e “Tranvía de la Ciudad” (Tram di Città) oppure semplicemente camminare dal momento che quasi tutte le attrazioni si concentrano all’interno delle cinte murarie del centro storico.

Ednza

A circa un’ora di distanza da San Francisco de Campeche, da cui è semplice fare un’escursione giornaliera, si erigono le rovine di Ednza accessibili alle visite turistiche. Scoperte nel 1950 e meticolosamente restaurate, offrono un’eccellente sguardo sulla vita dei Maya durante i loro tempi d’oro.

La costruzione più importante della zona è il tempio principale. Costruito su una piattaforma alta 40 metri, permette di avere una visione ampia dell’ambiente circostante: spicca per la sua magnifica struttura realizzata su cinque piani, motivo per cui viene chiamato Palazzo dei Cinque Piani.

Rovine di Ednza

Edzná era già abitata nel 400 a.C. e venne abbandonata nel 1500. La sua origine pare sia la stessa di Chichén Itzá: i Maya chontales che nei secoli eressero sontuosi costruzioni e un ammirevole sistema idrico i cui resti testimoniano il livello di sviluppo tecnologico della loro civiltà.

Villahermosa

Capitale dello Stato di Tabasco, Villahermosa è una città moderna ricca di risorse naturali e culturali. Soprannominata lo “smeraldo del sud-est” del Messico, ha un vivace centro storico caratterizzato da pittoreschi vicoli che evocano il suo grande passato legato alla vita del fiume Grijalva: è un zona pedonale, disseminata di negozi e ristoranti, ed è molto piacevole da visitare a piedi.

Il più famoso luogo d’interesse di Villahermosa è il Parco-museo La Venta che vanta la più grande collezione di reperti della cultura olmeca tra cui le colossali teste scolpite: è una palude dunque infestata di zanzare pronte a colpire. Per visitare questo è sito è quindi buona cosa indossare vestiti lunghi e ampi e munirsi di un buon repellente antizanzare.

Palenque

Palenque è un sito archeologico maya situato nello stato messicano del Chiapas, non lontano dal fiume Usumacinta e a circa 130 km a sud di Ciudad del Carmen. È un sito di medie dimensioni ma contiene alcune delle più belle opere di architettura e scultura che i Maya abbiano prodotto.

L’area abbraccia circa 2,5 km², ma si stima che si sia esplorato meno del 10% della superficie totale che raggiunse la città, in quanto ancora moltissime strutture rimangono coperte dalla foresta. Nel 1981, Palenque fu designata “Zona Protetta” e nel 1987 l’UNESCO la dichiarò Patrimonio dell’Umanità.

Palenque

Il Tempio delle Iscrizioni è uno degli edifici più significativi del sito ed una delle tombe più notevoli del centroamerica. Costruito su una piramide a gradini posizionata nella zona est del sito archeologico, vanta il secondo geroglifico per lunghezza del mondo Maya (il primo è il geroglifico di Copan).

Di rilievo e ben conservato è anche il Palazzo (“El Palacio” in spagnolo), un complesso di edifici adiacenti e interconnessi e cortili costruiti, rimodellati e modificati da diverse generazioni lungo un periodo di 400 anni. Sorge su una terrazza artificiale nella parte centrale della zona archeologica e il suo nome è dovuto all’unione di corti, portici e passaggi sotterranei, e alla torre a quattro corpi che lo formano. Contiene sculture e bassorilievi in stucco di alto valore artistico.

San Cristobal de Las Casas

Situata tra le montagne della Sierra Madre nello Stato del Chiapas, il più arretrato e selvaggio del Messico al confine con il Guatemala, San Cristobal de Las Casa è una città pittoresca e viva come i colori degli abiti delle sue donne. Ma è un grande errore pensare che i fili rossi, blu, neri e bianchi che li impreziosiscono creino motivi muti e privi di significato perchè in realtà ogni intreccio di colore serve a tramandare, di generazione in generazione, la cosmogonia segreta dei Maya.

Chi visita San Cristobal de Las Casas rimane affascinato dalla colorata architettura in stile coloniale delle case, dei palazzi e delle chiese ma anche dalla magica atmosfera che si respira dopo il tramonto nelle vie del centro e dalla bellezza della Catedral e dalla chiesa di Santo Domingo. Nel caos del mercado Viejo è invece possibile osservare gli uomini e le donne di etnia chamula vendere i propri prodotti.

San Cristobal de Las Casas

San Cristobal de Las Casa è anche la base di partenza di emozionanti escursioni alla scoperta delle comunità Maya odierne come quelle di Zinacantán e di San Juan Chamula dove ancora oggi le giornate vengono scandite dai ritmi delle attività agricole e dove nei colorati mercati è possibile acquistare manufatti e prodotti di artigianato realizzati dagli indios delle foreste limitrofe.

Xcaret

Xcaret è uno dei parchi più visitati della Riviera Maya, sia per i suoi antichi monumento sia per il Parco Eco-Archeologico istituito per promuovere e diffondere la cultura maya nonché la tutela dell’ambiente. La visita al Parco di Xcaret, paradiso della natura, non è soltanto un’escursione attraverso un meraviglioso paesaggio ma l’ingresso in un universo ecologico riservato all’osservazione e alla protezione delle specie biologiche della zona. E’ anche un emozionante approccio alla civiltà maya, significativamente presente nelle vestigia archeologiche disseminate nell’intera area.

Xcaret

Il Parco copre una superficie di circa 130 ettari che, per la spettacolare geomorfologia e per l’immensa ricchezza della flora e della fauna, rappresentano, per tutto l’arco dell’anno, un’ineguagliabile attrattiva turistica. Qui infatti si viene per nuotare nelle acque trasparenti dei “cenotes”, lasciarsi trasportare dalla corrente di un fiume sotterraneo, immergersi nell’habitat dei delfini ma anche per ammirare la ricostruzione in plastico di un antico villaggio maya, per addentrarsi nelle innumerevoli grotte e caverne profumate dagli intensi effluvi del “copal”, o per assistere al mitico gioco della palla, il Pok-ta-pok.

Nel Parco è anche possibile praticare sport acquatici come lo snorkeling e le immersioni o visitare, utilizzando lo “snuba”, le scogliere coralline che si allineano di fronte alle coste. Di notte, nell’anfiteatro, è invece possibile assistere ad uno spettacolo di musiche e danze di tutte le regioni del Messico.

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