Australia, viaggio di nozze in mezzo alla natura (racconto e considerazioni)

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Autore: Ram

Era la prima volta che affrontavamo un viaggio così lungo, era la prima volta che andavamo in Australia, era la prima volta di una luna di miele, era la prima volta per un sacco di cose… e come ogni prima volta, c’è sempre la preoccupazione per quello che potrai incontrare.

Siamo tornati ormai da un po’, e dopo aver riordinato le migliaia di foto scattate, scriviamo due righe per ricordare a noi quanto bello è stato questo viaggio, e per dare una mano e qualche info a chi si appresta a organizzarlo.

Premettiamo subito che ci siamo appoggiati ad un’agenzia unicamente per voli e assicurazione, e per fare la lista nozze:la differenza tra il costo in agenzia e l’acquisto fai da te dei biglietti era minima.

Notizie tecniche

Voli

  • Bologna – Francoforte –- Lufthansa
  • Francoforte – Sydney -– Quantas (con scalo di 1 ora a Singapore)
  • Sydney – Ayers Rock –- Quantas
  • Ayers Rock – Cairns -– Quantas
  • Cairns – Darwin –- Quantas
  • Darwin – Francoforte –- Quantas (con scalo di 4 ore a Singapore)
  • Francoforte – Bologna –- Lufthansa

In pratica abbiamo fatto tutti i voli, sia interni sia intercontinentali con Quantas, risparmiando un bel po’ di soldini (a testa i voli sono costati poco meno di 1.800 Euro, tasse incluse). Voli presi circa 5 mesi prima.

Auto

Abbiamo noleggiato le auto ad Ayers Rock, Cairns e Darwin, vista la nostra vacanza totalmente fai da te. Tutte prenotate via internet dall’italia. Le migliori che abbiamo trovato: Thrifty ad Ayers Rock (150 km free al giorno) e Cairns (km illimitati), Europcar a Darwin (800 km free, abbiamo sforato di circa 300 km).

Noleggiare un auto in queste tre zone è indispensabile, a meno che uno non voglia unirsi a gruppi organizzati, ma a quel punto si perde la libertà di potersi fermare dove e quando si vuole…

Hotel

Anche qui tutto prenotato via internet dall’Italia.

  • Sydney: Central Park Hotel, buona posizione a 15 minuti a piedi da Circular Quay e 10 da Darling Harbour, camera ampia e pulita con cucina e frigorifero. Niente di lussuoso, ma un 3 stelle dignitoso. Bagno bello, grande con vasca idromassaggio. Niente colazione. Hotel contattato direttamente via email.
  • Ayers Rock: Lost Camel, prezzo altissimo per la camera proposta, di gran lunga inferiore a quella di Sydney, aria condizionata, bagno piccolo ma in camera. Posizionato nella ring road dove si trovano anche tutti gli altri resort, proprio dietro al centro commerciale.
  • Port Douglas: Central Plaza, a 5 minuti a piedi dalla via principale con negozi e ristoranti, avevamo prenotato un appartamento più piccolo, ci hanno fatto l’upgrade gratuito alla suite, con salotto con home theatre, cucina grandissima, veranda privata, bagno con vasca idromassaggio, ripostigli, pulitissimo e ampissimo. Pagato 100 euro a notte, consigliatissimo. Proprietari gentili e cordiali. Parcheggio privato.
  • Darwin: Darwin Airport Resort, 1 notte perché il volo da Cairns arrivava alle 20:30. Se dovete alloggiare nei pressi dell’aeroporto questo Resort lo straconsigliamo, ci hanno fatto l’upgrade gratuito dalla suite standard al bungalow indipendente con parcheggio privato, appartamento nuovo e pulito.
  • Kakadu: Gagudju Crocodile Holiday Inn, questo è abbastanza conosciuto, comodo perché a Jabiru, nel cuore del Kakadu Nat. Park. Abbiamo approfittato di una promozione via internet prepagando tutte le notti in camera matrimoniale 4 mesi prima, risparmiando parecchio. Ovviamente se poi non saremmo partiti, i soldi andavano persi tutti. La colazione era compresa nella tariffa: a buffet, molto abbondante, ma acquistata a parte credo costasse circa 30 $ AU a testa, troppi per quello che noi mangiamo di solito a colazione, quindi se non fosse stata inclusa non l’avremmo pagata a parte. Comunque c’è di tutto, dalle brioches, alla frutta, al salato di ogni tipo sia caldo sia freddo, tisane, te, caffè e latte in abbondanza. Alla reception al nostro arrivo (verso le 19:00) abbiamo prenotato la crociera alle Yellow Waters per l’alba del giorno dopo, che ci hanno poi addebitato sul conto della nostra camera. Abbiamo sempre cenato in hotel, i tavoli si possono prenotare la mattina per la sera stessa (consigliabile), e si può scegliere se mangiare a la carte, oppure a buffet (ovviamente in questo caso il costo è più alto). I prezzi nel caso della cena a la carte, con acqua, vino e una portata principale sono intorno ai 40/50 $ AU a testa, ma la qualità del cibo ci è parsa piuttosto buona. Le cene le abbiamo sempre pagate al momento.

Brevi considerazioni

Voli. Avevamo un po’ di preoccupazione riguardo i bagagli e i controlli all’arrivo in Australia. Le valigie le abbiamo imbarcate a Bologna con molta ansia di non rivederle più, invece al nostro arrivo a Sydney le abbiamo magicamente trovate sul nastro trasportatore… bellissimo!!! In aereo hanno consegnato un moduletto da compilare con i nostri dati e il motivo della visita in Australia. Dopo aver ritirato i bagagli, vengono ritirati i foglietti e a campione alcuni addetti selezionano i passeggeri per controllare i bagagli facendo aprire un po’ tutto. Per fortuna non siamo stati i prescelti!

Gli aerei della Quantas per la tratta intercontinentale (747-438 Longreach) sono confortevoli, noi che siamo piccolini ci stavamo tranquillamente, chi fosse più alto/grasso potrebbe sentirsi un po’ sacrificato (in classe turistica). Ogni posto comunque ha monitor LCD e telecomando per scegliere se guardare film (anche in italiano), ascoltare radio, CD, giocare (non PlayStation!) o guardare il piano di volo. Cibo senza infamia e senza lode, da aereo in turistica. Assistenti di volo molto cortesi e gentili, un hostess in prossimità di Sydney ci ha addirittura regalato una bottiglia di Champagne una volta saputo che eravamo in luna di miele!

Anche al ritorno, bagagli imbarcati a Darwin e ricevuti a Bologna sani e salvi!

Per le carte d’imbarco, all’andata a Bologna ci hanno dato solo quella fino a Francoforte. Poi a Francoforte con il biglietto siamo andati al banco del check-in del volo per Sydney e, senza bagagli, ovviamente, ci hanno rilasciato le carte d’imbarco per Francoforte e Singapore. A Singapore siamo scesi, andati in bagno e poi risaliti subito dopo da dove siamo scesi. Al ritorno invece a Darwin ci hanno dato la carta d’imbarco solo fino a Singapore. Qui siamo andati al transfer desk (tra le tante compagnie servite c’è anche la Quantas) per ritirare la carta d’imbarco fino a Francoforte. Qui altra fermata a un trasfer desk della Lufthansa (ce ne sono tantissimi in giro) e ritiro della carta d’imbarco fino a Bologna.

Sydney. E’ stata la nostra prima tappa. Siamo stati 4 giorni, calcolando che siamo arrivati prima dell’alba (alle 06:00 eravamo in hotel, prenotato anche x il giorno prima per avere la camera a disposizione da subito).

Il primo giorno ovviamente è quello peggiore, risenti del fuso, e come ci avevano consigliato, devi cercare di resistere e girare, senza andare a letto, altrimenti non ti riprendi più. Così abbiamo fatto, resistendo fin verso le 19:00, poi distrutti siamo andati a letto e il giorno dopo eravamo freschi e pimpanti!

In 4 giorni abbiamo visitato bene la città e un po’ di dintorni, tralasciando la gita alle Blue Mountains, sia per non buttare 4 ore in treno e sia perché molti turisti che c’erano stati ne erano rimasti delusi. Diciamo che se avessimo avuto un quinto giorno a disposizione ci saremmo andati, ma con 4 è stato meglio così.

Più di tutto meritano le bellissime viste della baia dai Royal Botanic Gardens, la crociera a Manly e relativa passeggiata (sia lì sia ai giardini botanici si vedono decine di pappagalli arcobaleno, oltre ad altri uccelli e tantissime ragnatele giganti con inquilini annessi), Bondi Beach e la bellissima passeggiata verso le spiagge vicine fino a Bronte, la vista dello Skyline di Sydney di sera, con l’Opera House e Harbour Bridge illuminati. Un po’ deludente l’acquario, visitato solo perché fuori pioveva di brutto quella mattina.

Comunque la città con la sua giungla di grattacieli e la sua baia ci è piaciuta molto, sicuramente merita una visita se si passa da queste parti!

Ayers Rock. Non credevamo molto a quello che raccontava chi c’era stato. Eppure sorvolando l’interno dell’Australia si capisce quanto strano e desertico sia questo paese, e la vista dopo oltre 3 ore di volo da Sydney dei due monoliti (uno a dir la verità) mentre ci si appresta all’atterraggio fa provare emozioni particolari, come se si stesse arrivando su un altro pianeta.

L’aeroporto sembra più un autogrill, ci manca solo l’insegna della Motta! Prendiamo a noleggio l’auto a 3 metri dal nastro che scarica i bagagli… qui tutto è in un’unica sala. Usciamo. Cielo azzurrissimo, terra rossa ovunque, il sole che picchia come non mai, e mosche… tantissime fastidiose mosche iniziano a ronzarci intorno e si infilano nel naso, in bocca, un macello insomma! Purtroppo di giorno sarà sempre così, tanto che saremo costretti ad acquistare una retina da metterci in testa per poter camminare e fare qualche foto in santa pace.

Al di là dei tramonti che colorano Uluru e Kata Tjuta di un rosso sempre più intenso, entrambi molto suggestivi, ricorderemo i 2 giorni passati qui anche per altre cose: il cielo, meraviglioso, fantastico, un cinema sopra le nostre teste, con lo spettacolo che inizia al tramonto, e prosegue ininterrottamente sino all’alba. Mai visto nulla del genere!

Ayers Rock

Ayers Rock

Il bello viene proprio dopo il momento più atteso dalla massa dei turisti, il tramonto. Quando il giallo, il viola, l’arancio, il blu intenso dipingono una parte del cielo, creando effetti magici, che lasciano senza fiato. E quando la luce se n’è andata del tutto, arrivano le stelle a continuare la meraviglia. Basta uscire dalla strada dei resort ed immettersi su quella che conduce all’entrata del parco, per immergersi nella totale oscurità. Allora guardando in alto vedrete tante di quelle stelle da rimanere a bocca aperta!

Non siamo saliti su Uluru, per rispetto nei confronti degli aborigeni. Parecchi lo facevano. Abbiamo preferito percorrere alcuni sentieri che girano ai piedi del monolito, e che comunque regalano scorci suggestivi e affascinanti contrasti tra cielo e terra, tra le verdi foglie e la rossa e levigata roccia.

Bellissima anche la zona di Kata Tjuta, tra l’altro ricca di sentieri interessanti.

Entrando nel centro informazioni situato a pochi chilometri da Uluru, con i suoni e i canti aborigeni in sottofondo, sembra un po’ come entrare in un luogo sacro: si parla a bassa voce, e ci si toglie il cappello un po’ come entrare in chiesa. Cosa che non fecero tanto tempo fa, uomini bianchi come noi arrivati qui dal vecchio continente.

Queensland Tropicale. Arrivati con l’aereo a Cairns (qui il caldo si sente bene, e c’è molta umidità ), abbiamo noleggiato l’auto e in un’oretta di strada giungiamo a Port Douglas, dove abbiamo prenotato per 5 notti un appartamento; non amando vita notturna e locali, siamo stati ben lontani da Cairns (per altro da molti sconsigliata, paragonata alla Rimini Australiana).

Diciamo subito che di tutti i luoghi visitati, il Queensland è quello che meno ci ha impressionato, sia perché simile comunque ad altri posti già visti altrove e sia perché, al di là della Grande Barriera Corallina, non abbiamo visto altro che ci abbia effettivamente lasciato a bocca aperta.

Non avevamo mai fatto snorkeling in zone tropicali, e questo ha reso ancora più magica la visione di coralli e pesci all’Agincourt Reef. Abbiamo prenotato l’escursione giornaliera direttamente tramite la reception del nostro residence, ed il proprietario è stato veramente paziente e gentile nel trovare quella che sarebbe stata la soluzione migliore per noi per poter vedere tanti pesci, e nello stesso tempo avere l’assistenza necessaria per dei principianti come siamo.

La prima mattina alle 09:30 siamo partiti con Quicksilver, che con un grosso catamarano veloce (ma poca gente per fortuna) ci ha portati sino alla piattaforma galleggiante collocata sul reef più esterno. Da qui ci siamo tuffati e abbiamo visto pesci bellissimi, coralli e spugne, e perfino una tartaruga marina. L’escursione a noi è piaciuta tantissimo, ma obbiettivamente chi ha già esperienza a riguardo può sfruttare altre escursioni con barche più piccole che consentono di visitare anche 2 o 3 siti in una giornata (sia con QuickSilver che con altre compagnie).

Una giornata l’abbiamo dedicata a Cape Tribulation e al Daintree National Park: abbiamo visitato diverse spiagge lungo il percorso (molto belle Kimberly e CowBay tra le altre) fino ad arrivare a quella di Cape Tribulation. Carino anche l’ambiente con la foresta pluviale fitta e intricata che arriva fino al mare, con liane e piante aggrovigliate tra loro a oscurare la luce del sole. Il rumore assordante degli uccelli è veramente impressionante, sembra di essere in un documentario!

A Port Douglas (paesino turistico con tanti hotel e localini) in prossimità dell’incrocio con la Capitan Cook Highway, c’è un bel parco da visitare, il Rainforest Habitat WildLife Sanctuary, il cui biglietto di ingresso costicchia un po’, ma merita una visita di un paio d’ore almeno per poter vedere a pochi metri di distanza tanti animali tipicamente australiani, koala compresi.

Altre due giornate le abbiamo dedicate alla visita degli Atherton Tablelands, gli altipiani che si estendono per chilometri alle spalle di Cairns. Un’esperienza emozionante è stata la sosta fatta al Granite Gorge, dove abbiamo incontrato i wallabies delle rocce, che arrivano saltellanti a mangiare direttamente dalle mani. A Kuranda ci siamo fermati solamente per un paio d’ore, giusto il tempo di prendere in braccio un dolcissimo koala (Skippie), e fare un rapido giro per il paese, davvero troppo troppo turistico per dedicarci più tempo.

Koala

Koala

Il resto degli altipiani regala alcuni panorami interessanti (niente di memorabile comunque), cascate carine immerse nella foresta tropicale, laghi vulcanici circondati da lussureggiante vegetazione e alcuni giganteschi e vecchissimi alberi da cui si dipanano centinaia di radici aeree e liane.

Ripeto, a parte la barriera corallina, il resto che abbiamo visto è tutto carino, ma niente di incredibile da dire “vengo in Australia apposta per vedere queste cose…”, … questa è la nostra opinione.

Litchfield e Kakadu National Park. L’arrivo a Darwin da Cairns alle 20:30 ci ha obbligato a dormire una notte nel resort a fianco dell’aereoporto. Fa caldo, tanto caldo, e c’è un’umidità spaventosa.

La mattina seguente, ci alziamo di buon’ora e ne approfittiamo per andare a visitare il Lichtfield Nat. Park prima di dirigerci al Kakadu. Ci sono circa 130 km dall’aeroporto per arrivare al parco, i limiti sono subito fissati a 90 km/h, poi pian piano salgono fino a 110 km/h…. per fortuna !

Arriviamo al Lichtfield incontrando pochissima gente ed alcuni wallabies che saltellando lungo la strada ci accompagnano per un breve tratto; oggi è domenica, e decidiamo di andare subito verso le Wangi Falls per evitare i turisti, e poi pian piano tornare indietro verso Batchelor. La scelta si rivela azzeccata, alle Wangi non c’è quasi nessuno, ma quando ce ne andiamo inizia ad arrivare gente. Nel tornare indietro ci fermiamo alle Tolmer Falls e alle Florence Falls, queste ultime invase da australiani in gita domenicale alla ricerca di fresco; tutte le cascate sono piuttosto belle e meritano una visita.

Molto particolare anche la distesa di termitai magnetici che si trova all’inizio del parco; sembra di trovarsi davanti ad un immenso cimitero con tante lapidi nere e grigie!

Terminata la nostra breve visita al Lichtfield, nel primo pomeriggio ci dirigiamo verso il Kakadu dove verso le 18 giungiamo a Jabiru al Crocodile Holiday Inn; alla reception prenotiamo subito un tavolo per la cena e la crociera sulle Yellow Waters all’alba. E’ un po’ una tirata, ma anche il ragazzo della reception ci ha confermato che come orario è senz’altro il migliore.

In effetti l’alba sulle Yellow Waters, con tutti gli uccelli e gli animali che si risvegliano è sicuramente la cosa che più ci è rimasta impressa dei giorni passati nel kakadu. I colori con cui si tinge il cielo, i riflessi magici sull’acqua compensano la levataccia che si deve fare per essere puntuali alla partenza.

Qui fa caldo. Tanto. Di giorno diventa quasi insopportabile, e ovunque si trovano cartelli che invitano i visitatori a bere acqua in continuazione per evitare disidratazione.

Mentre si gira nel parco, è impossibile non notare le decine di uccelli, rapaci e non, che volano a poche decine di metri dal suolo, spesso piombando all’improvviso a terra (non a caso se ne trovano diversi travolti dalle auto ai lati della strada); ce ne sono tantissimi, come tantissimi sono i pipistrelli giganti che si trovano appollaiati sugli alberi un po’ ovunque. Nei pressi del nostro hotel, nel paese di Jabiru, centinaia e centinaia si muovono a testa in giu’, sono enormi, ed effettivamente fanno pure un po’ impressione.

Carine Nouralngie Rock e le pitture rupestri a Ubirr, bellissima l’Angbang Billabong e meraviglioso il tramonto dall’Ubirr lookout. Ben fatto il centro visitatori di Jabiru. Unica nota stonata, i poveri aborigeni che soprattutto qui si vedono girare quasi fossero zombie, con birra in mano, sbronzi, seduti in cerchio a bighellonare davanti al centro commerciale di Jabiru, o addirittura seduti ai tavoli degli hotel. “Poveri” perchè quello che sono oggi lo devono in gran parte al comportamento dell’uomo bianco da un centinaio d’anni ad oggi.

Conclusioni

Il viaggio nel complesso è stato meraviglioso. Certo, alcune cose ci sono piaciute di più, altre meno, ma questo è normale. L’Australia è grande, grande, grande, e senza muoversi in aereo, probabilmente anche noiosa e monotona (da quel che racconta chi l’ha girata in auto).

Diciamo che visti i giorni che avevamo a disposizione, la scelta fatta è stata sicuramente la migliore. Abbiamo letto diverse recensioni e commenti fatti su questa terra e alla luce dell’esperienza vissuta diciamo che alcuni ci sono sembrati troppo “entusiastici”, al limite della promozione turistica per luoghi che sinceramente non ci sono apparsi così idilliaci (mi riferisco al Queensland in particolare). Di certo è una terra che ha un suo fascino, selvaggio e moderno al tempo stesso, dove la natura la fa da padrona, e la trovi ovunque, persino in metropoli come Sydney.

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