La mia Kastellorizo (Grecia)

Se chiedete ad un greco dove sia Kastellorizo, probabilmente non vi saprà rispondere. Se la cercate su una cartina della Grecia, troverete la piccola isola all’interno di un rettangolo staccato in basso a destra, non ben definito. Kastellorizo, conosciuta anche con il nome di Megisti, ha un fascino misterioso, dovuto a più fattori; il primo è la posizione geografica: 72 miglia marine ad est di Rodi (circa 40 minuti di volo, qualche ora di navigazione), solo 2 miglia a sud della costa turca.

Ciò spiega la massiccia presenza di militari greci per contrastare (un’improbabile) invasione e il vano tentativo di scostarsi dall’influenza musulmana: lo stesso simbolo dell’isola è una croce legata ad un’ancora, unione della cristianità e del mare. A queste culture si aggiunge quella italiana: il nome Kastellorizo deriva da “castello rosso”, immagine che evoca le rovine della fortezza che si tingono al tramonto. Diventata famosa grazie al film premio oscar Mediterraneo, l’isola è stata abitata da militari italiani durante la seconda guerra mondiale e ancora oggi è possibile incontrare qualche vecchio che parla correntemente la nostra lingua. Ah, non preoccupatevi se non fate in tempo a vedervi il film prima della partenza: in agosto ogni ristorante assicura almeno una proiezione serale!

La prima volta che ho soggiornato a Kast mi aspettavo un’isola povera, la cui economia fosse basata unicamente sulla pesca. In realtà mi sbagliavo di grosso! Durante la stagione estiva (seconda metà di luglio e agosto) l’isola è frequentatissima da lussuosi mega yacht e i pochi isolani si contendono i clienti propinando conti salatissimi, più che raddoppiati e marchiati con la X di xenos – straniero. In questo periodo camminare lungo il kordoni, il bacino su cui si affacciano le case, diventa uno slalom impossibile tra i tavolini e le sedie, in un inferno di divertimento sfarzoso, lussuoso e mercenario, che non riflette affatto la pace e la solitudine del luogo.

Recatevi invece a settembre o inizio ottobre e ve ne innamorerete. L’isola ritorna di proprietà della natura, che decide arrivi e partenze (in caso di vento forte l’aereo giornaliero non decolla) e che scandisce il tempo ad un ritmo incomprensibile, ma non casuale. Potrete godere del blu intenso del mare profondo e del rosso purpureo dei tramonti, e rivivere gli attimi del film davanti alla casetta azzurra o mangiando la moussaka a horaki, il ristorante dove sono state girate le scene del matrimonio. Sere intere sul tetto del faros ad ammirare il cielo stellato e le fioche luci di Kas, la città turca sull’altra costa, accompagnati dallo sciacquio delle onde.

Kastellorizo va vissuta ed è il rifugio perfetto per chi vuole scappare, ma è ancora più perfetta nei ricordi di chi ha saputo allontanarsene.

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  • L'invasione turca tanto improbabile non lo è visto che nel 2011 l'isola è stata sorvolata da caccia turchi in volo di ricognizione e soprattutto da qualche anno è al centro di un braccio di ferro internazionale sulla zee greca.
    :-)

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