Viaggio in Patagonia

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Autore: Grazia Bertano

Dopo un volo di oltre 14 ore atterriamo all’aeroporto di Buenos Aires dove ad attenderci c’è Carolina, la nostra referente per l’Argentina.

Venerdì 14.03.08, Buenos Aires – L’albergo dove pernotteremo è il Broadway All Suites, situato in pieno centro. Subito dopo aver sistemato le nostre cose in camera usciamo per un giro di perlustrazione della città. Ci rechiamo all’Obelisco e successivamente ci mettiamo alla ricerca di Calle Florida, l’area pedonale caratterizzata da numerose attività commerciali, ristoranti e alberghi. Grazie al navigatore GPS scopriamo che si trova proprio vicino al nostro albergo, decidiamo quindi di pranzare in un ristorante della zona dove per soli 15 Euro consumiamo un enorme filetto con patate, un insalata, una macedonia e il caffè.
Alle ore 14, accompagnati dalla nostra guida, partiamo per la visita della città. La prima tappa è Plaza de Mayo, il cuore pulsante della capitale Argentina. Uno degli edifici più importanti di questa piazza è sicuramente la casa Rosada, ancora oggi sede degli uffici presidenziali. Il lato che si vede dalla piazza è in realtà il retro, ma è proprio da uno dei balconi di questo lato del palazzo che si affacciavano Juan ed Evita Peron. Al centro della piazza si trova la piramide de Mayo circondata da manifesti e cartelloni con descrizioni e foto dei desaparecidos della guerra sporca. Qui, ogni giovedì, le madri vengono ancora a chiedere giustizia per i propri cari scomparsi. Girando in senso antiorario si giunge alla Catedral Metropolitana, al cui interno sono seppellite le spoglie del generale Josè de San Martin, eroe della guerra d’Indipendenza argentina del XIX secolo. All’esterno una fiamma sempre accesa simboleggia il suo spirito sempre vivo. Sul lato opposto a quello della casa Rosada sorge il Cabildo, un palazzo bianco con colonnato della metà del XVIII secolo, dove si dice sia nata la repubblica Argentina. Proseguiamo per i quartieri San Telmo e la Boca che si raggiungono fiancheggiando lo stadio La Bomboniera, colorato di giallo e azzurro. La via più rinomata di questa zona è El Caminito, una strada coloratissima dove i ballerini di tango si esibiscono per i clienti dei bar locali. Le case sono dipinte con tinte forti, e si dice che la popolazione abbia usato le pitture avanzate dai cantieri vicini per colorarle. E’ un quartiere davvero molto pittoresco, dove la città confina con la foce del fiume Riachuelo, le cui acque sono inquinatissime.
Proseguiamo il nostro tour della città e giungiamo ai vecchi magazzini del porto ora completamente ristrutturati e sede dei migliori ristoranti. Successivamente facciamo una passeggiata all’interno del parco Palermo, una zona tranquilla, verdissima e ricca di alberi secolari. Facciamo rientro in albergo attraversando i quartieri Retiro (quello dei grattacieli) e La Recoleta, la zona più “in” della città, passando vicino al cimitero dove è sepolta Evita Peron. La nostra guida ha solo tre ore a disposizione e la visita si conclude alle 17, con il sole ancora alto e noi che non sappiamo se coricarci o uscire di nuovo. Decidiamo di riposarci un po’ e uscire alle 19 per la cena che consumeremo presso il ristorante suggerito da Carolina. Il ristorante La Nazarenas è situato a Puerto Madero, vicino alla darsena. Carolina ci ha prenotato un posto al primo piano, vicino alla vetrata. Mangiamo la parrilla, un piatto di carne e verdure alla brace: bue, agnello, pollo, salsiccia e salsiccia nera simile al nostro sanguinaccio. La spesa totale è di 100€. Il taxi costa intorno ai 6 peso, poco più di un euro. Prima di rientrare in albergo ci rechiamo al Pacifico, una galleria di negozi in Calle Florida, dove adocchiamo delle belle giacche in pelle che ci promettiamo di acquistare prima di ripartire per Italia.

Sabato 15.03.08, Ushuaia – Oggi inizia la nostra avventura in Patagonia, l’immensa regione dell’estremità meridionale dell’America Latina divisa tra Argentina e Cile. La partenza per Ushuaia, la capitale della Terra del Fuoco, è prevista alle ore 7.40 dall’albergo. Il nostro aereo partirà alle ore 11.10 e atterrarà dopo circa tre ore. L’atterraggio è a dir poco spettacolare, con le ali ci sembra di sfiorare i picchi innevati che circondano la città. La temperatura è intorno ai 15 gradi ed il tempo è ottimo. Il nostro albergo, il Merabeagle, è un po’ scomodo, si trova ad un quarto d’ora di auto dalla città. Posiamo velocemente i bagagli e partiamo per una visita al Parco della Tierra del Fuego. Visitiamo la Bahia di Lapataia, splendida, dove facciamo anche una breve passeggiata fino ad uno splendido belvedere, per poi proseguire ad un lago delle vicinanze dove gli abitanti di Ushuaia vengono a prendere il sole ed a pescare. Il sole è caldo e la giornata è quasi estiva. Dopo una cena a base di granchio in Rue Martin, la strada dei negozi, ritorniamo in albergo. Enrico continua a lamentarsi per la distanza dal centro. All’alba capisco il motivo per cui l’albergo è stato costruito in questa zona isolata: le finestre delle stanze sono posizionate in modo da godere pienamente dello spettacolo della nascita del sole sul canale di Beagle, uno spettacolo straordinario che immortalo in diversi scatti con la mia macchia fotografica.

Domenica 16.03.08, Ushuaia – In mattinata chiediamo a un tassista di portarci in giro per mostrarci i luoghi più panoramici della zona. Veniamo trasportati sulla riva del canale Beagle dove abbiamo la possibilità di fotografare le coloratissime case che si specchiano nell’acqua calmissima, uno spettacolo che capita solo poche volte all’anno! Tornati in città andiamo in giro per acquisti e musei. Visitiamo il Museo del Fin del Mundo, che conserva opere d’artigianato degli indiani Onas, resti di naufragi, documenti e foto riguardanti la storia della regione e il Museo Marittimo installato nell’antico carcere (una delle prigioni più famose della storia argentina, la prima costruzione di Ushuaia). Sono entrambi interessanti.

Itinerario Crociera Australis

Itinerario Crociera Australis

Alle ore 13 consegniamo i bagagli presso il check-in della nave da crociera che ci porterà a scoprire le bellezze dei fiordi australi della Terra del Fuoco, una crociera della durate di 4 giorni e 3 notti con termine a Punta Arenas, in Cile. Pranziamo in un ristorante molto caratteristico, la cui particolarità è che con il proprio piatto si va dal cuoco e si chiede il pezzo di carne che si preferisce. Noi mangiamo la parillada: cordero (agnello) cotto alla brace, il mio era buonissimo! Qui a Ushuaia il cambio è molto conveniente: 4,75-4,80 molto più alto dei 4,32 dell’aeroporto! Alle 17 ci imbarchiamo, il tempo improvvisamente muta: il cielo si copre di grossi nuvoloni neri e l’atmosfera sembra proprio quella della Fin del Mundo! La nave Via Australis è molto bella e confortevole, dopo un cocktail di benvenuto ed una breve presentazione dell’escursione del giorno successivo, andiamo a cena. Facciamo conoscenza con un italiano che vive a Parigi con una francese e notiamo che la nave è popolata soprattutto da europei, americani, messicani e cileni. In tutto 120 persone. Intanto la nave prosegue la sua crociera lungo il Canale Murray verso Capo Horn.

Lunedì 17.03.08, Capo Horn – Arriviamo a Capo Horn di prima mattina. Alle 6 siamo già pronti per una leggera colazione nella sala Sky e alle 7 iniziamo lo sbarco. L’equipaggio della nave è organizzatissimo. Con le apposite gru mettono in acqua diversi gommoni da 10/12 posti con i quali giungiamo a una piccola passerella attraccata al muraglione di Capo Horn. Grazie a una scalinata in legno raggiungiamo il monumento all’Albatros mentre il cielo diventa plumbeo e il vento inizia a salire. Da qui la vista è spettacolare, l’incrocio dei due oceani è di fronte a noi, poco distante c’è il famoso faro di Cabo de Hornos, quello che guida i naviganti nelle insidie dei due oceani. E’ un’esperienza indimenticabile che vale il viaggio!
Il mare comincia a incresparsi, diventa tutto bianco, le guide ci invitano a tornare alla nave per evitare di bagnarci. La temperatura non è bassissima, intorno ai 10 gradi. Torniamo alla nave con la consapevolezza che la navigazione lungo il canale di Murray sarà difficoltosa. Facciamo colazione mentre la nave prosegue in modo agitato, il vento supera i 45 nodi con raffiche fino a 60. E’ impossibile sostare sul ponte alto all’aperto, il freddo è penetrante. Poco più tardi partecipiamo a una conferenza sulla vegetazione locale in vista dello sbarco nella Bahia Wulaia. Alle 17.20, sotto una leggere pioggerellina, sbarchiamo sull’isola di Navarino a sud di Puerto Williams. Qui visitiamo un piccolo museo sulla navigazione nella Patagonia Cilena che l’Australis ha allestito all’interno di una costruzione ristrutturata. L’isola ha una vegetazione tipicamente Patagonica, facciamo una breve passeggiata fino ad un belvedere da dove si gode di una vista stupenda, anche il sole fa capolino ed inizia il tramonto. La baia è molto riparata e la burrasca è ora solo un ricordo. Dopo una piacevole cena e il bingo nello Sky lounge ci ritiriamo nella nostra cabina mentre la nave prosegue verso Gunter Pluschow.

Martedì 18.03.08, Gunter Pluschow – Dopo la colazione ci trasferiamo sul ponte della nave per vedere le foche che saltano nell’acqua, gli albatros, i cormorani ed una piccola balena. Il cielo è sempre più coperto da grossi nuvoloni che comunque ci regalano uno spettacolo meraviglioso. Rimaniamo tutto il pomeriggio sulla nave in attesa dello sbarco che ci avvicinerà al ghiacciaio Pilota (Gunter Pluschow), sbarco che avverrà solo alle ore 19. Le operazioni di sbarco avvengono in tre turni e ahimè noi veniamo inseriti nell’ultimo turno. Non si scende a terra ma ci si avvicina semplicemente con il gommone. Il ghiacciaio ha un bel colore azzurro nonostante sia coperto dalle nuvole. E’ un vero peccato, il maltempo ci sta perseguitando!

Mercoledì 19.03.08, Punta Arenas e Puerto Natales – Anche oggi la sveglia è di primo mattino in previsione dello sbarco sull’isola Magdalena, abitata da una colonia di 120 mila pinguini Magellano. Piove e il vento è intorno ai 20 nodi. Un primo gommone giunge sulla riva dell’isola ma fa subito ritorno a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Dopo circa mezz’ora ci avvisano che possiamo sbarcare, quindi ci prepariamo e usciamo sul ponte Yamanà per attendere il nostro turno. Tutti i gommoni vengono calati in acqua, il cielo è scuro e continua a piovere. Il primo gommone porta a terra il personale per consetire le operazioni di sbarco, presto però lo stesso gommone rientra annunciando che lo sbarco non può avvenire a causa del cattivo tempo. Siamo tutti delusi, specialmente io che sognavo di scattare tante belle foto ai pinguini. Mi accontento di fotografarli con il tele e la macchina sul cavalletto, sotto la pioggia e con il cielo nerissimo. Il risultato è un vero disastro, purtroppo non è uscita nemmeno una foto decente, che peccato!! Ci consoliamo vedendoli che dalla spiaggia, da dove attendevano il nostro sbarco, si tuffano in acqua e vengono verso la nave.
Alle ore 11 giungiamo a Punta Arenas, città cilena dove ha fine la nostra crociera. Ad attenderci c’è un autista che ci condurrà in città per un breve tour panoramico. Continua a piovere! Dopo aver depositato i nostri bagagli presso la stazione dei pullman, liberi dai pesi, andiamo a cambiare i nostri soldi in Peso Cileni (50€ = 32.000 peso C.). Scopriamo così che la vita in Cile è molto più cara. Il pranzo ci viene a costare quasi 100 € in 4! Alle 14.30 con un bus ci dirigiamo a Puerto Natales, a circa 250 km a nord da Punta Arenas. Le strade sono diritte e senza traffico, attraversiamo un solo borgo, il resto è una distesa di pascoli con migliaia di pecore. Tutti i campi sono recintati, alcuni hanno l’indicazione “Estancia…”, altri solo una piccola porticina con una strada che sembra non portare da nessuna parte.
Il nostro albergo, il Weskar Lodge, situato anch’esso fuori città, gode di una vista stupenda sul Seno dell’Ultima Esperancia. Purtroppo continua a piovere quindi non riusciamo a coglierne appieno la bellezza. Dopo aver sistemato le nostre cose in stanza ci rechiamo in centro città. Scopriamo subito che Puerto Natales è in realtà un piccolo villaggio che conta solo circa 5.000 abitanti. I negozi per turisti sono davvero pochi e hanno prezzi troppo alti per le nostre tasche. Qui non c’è nient’altro a parte alcune botteghe di abbigliamento, elettrodomestici e generi alimentari per la gente del posto. Torniamo in albergo per la cena, fortunatamente si mangia bene ed i piatti sono superabbondanti.

Giovedì 20.03.08, Parco Nazionale di Torres del Pain – Ore 8, partenza per l’escursione al Parco Nazionale di Torres del Pain. Per fortuna oggi c’è un po’ di sole. Ci inoltriamo in vallate che sembrano paradisiache: laghetti d’acqua dolce color turchese e laghetti salati color smeraldo. Le torri del Pain, nonostante le nuvole grigie minacciose, sono fantastiche. Sul Pullman conosciamo due ragazzi di Montevideo, lei è di origini italiane, sono molto carini e simpatici. Ci sono due signori di Santiago molto gentili, una coppia di Brasilia, due spagnoli che avevano fatto la crociera con noi e dei tedeschi. Parliamo inglese, spagnolo e spesso anche italiano. Notiamo che i turisti che hanno orgini europee hanno un fare diverso, più ‘nobile’ rispetto alla gente del posto e con orgoglio ostentano le proprie origini italiane. Fisicamente sono più belli e più alti rispetto ai locali. Anche la coppia di Brasilia parla un po’ di italiano, la ragazza è stata qualche mese a Firenze, il ragazzo ci saluta con “Piacere di avervi conosciuto”, sono sempre pronti ad aiutarci. Mentre il signore Cileno chiede informazioni e la signora vuole che faccia delle foto per lei perché pensa che io sia una brava fotografa, dopo che le ho fatto vedere le inquadrature delle foto appena scattate.
Mangiamo all’interno del parco in una zona panoramica per poi proseguire fino al lago Grey e raggiungere la morena del ghiacciaio omonimo. Ci incamminiamo per circa un ora mentre le condizioni atmosferiche peggiorano: il vento si alza e comincia a piovere. Enrico ed io ci bagniamo completamente. Sulla strada di ritorno a Puerto Natales il tempo migliora, comincio a pensare che i ghiacciai attirino il brutto tempo. Nonostante le avverse condizioni meteo questa escursione è stata davvero emozionante, se nel mondo esiste ancora una copia del paradiso terrestre il posto è sicuramente questo! Ceniamo in albergo, Enrico mangia un piatto tipico della cucina Cilena a base di formaggio e centolla (granchio): è davvero squisito.

Venerdì 21.03.08, El Calafate – Lasciamo il nosto hotel di Puerto Natales alle ore 7 per prendere il bus delle 7.30 per raggiungere la tappa successiva del nostro viaggio, la città in territorio argentino di El Calafate. Alla frontiera Cilena perdiamo circa un’ora per le formalità doganali. Il paesaggio, lungo il tragitto, è sempre brullo, sembra quasi un deserto, non ci sono alberi né cespugli, ogni tanto si intravvedono cavalli, mucche, pecore, guanachi e qualche nandù, animali simili agli struzzi. Alle 13.30 siamo a destinazione. L’albergo dove soggiorneremo, il Kau Yatun, è una costruzione in mezzo agli alberi. La nostra camera è ampia e ha un grande bagno ma la pulizia lascia molto a desiderare. Appena entrato in stanza Enrico trova un paio di slip nella doccia. Mancano gli asciugamano per il viso e le coperte leggere. Il piumone a nostra disposione è troppo caldo, in camera ci sono almeno 25 gradi! Ceniamo al ristorante Argentino, dove siamo anche allietati da canti e balli patagonici. La cena è a base di asado e parrilla: agnello e bue alla brace.

Sabato 22.03.08, Lago Argentino – Si parte nuovamente presto, alle 7.15, per la visita ai ghiacciai Onelli, Upsala e Spegazzini, sul Lago Argentino. Dopo 40 minuti di macchina ci imbarchiamo su un catamarano con tre ponti. La prima visita è al ghiacciaio Onelli. Verso le 11 sbarchiamo e ci inoltriamo in un bosco quasi magico, una breve camminata di 20 minuti e siamo in vista del lago. Le guardie del parco ci controllano a vista, non si fuma e non ci si allontana dalla spiaggia, oltre un certo limite non si può andare. Ci sediamo su un tronco morto per mangiare al sacco. Il lunch box dell’albergo è una vera schifezza (35 peso). Il ghiacciaio è piccolino e non raggiunge più l’acqua, mentre nel laghetto galleggiano tanti piccoli iceberg. Alle 12.30 risaliamo sulla barca, dopo aver riattraversato lo splendido bosco di lenga, ci dirigiamo verso il ghiacciaio Upsala. Prima di avvicinarci la barca sosta a lungo vicino agli spettacolari iceberg che hanno forme molto grandi e colori che vanno dal bianco al blu scuro. Proseguiamo tra i ghiacci per fermarci proprio di fronte al ghiacciaio. Successivamente ci dirigiamo verso il ghiacciaio Spegazzini con un fronte molto alto e rumori continui dovuti al frantumarsi del ghiaccio. Spegazzini è un ghiacciaio stupendo, rimaniamo impressionati per le sue enormi dimensioni. E pensare che quello che vediamo è solo il 15-20% del fronte completo, il resto è sott’acqua!

Domenica 23.03.08, Parco Nazionale Los Glaciares – Accompagnati dalla guida partiamo alle ore 9 per la visita al Perito Moreno, un immenso ghiacciaio situato nel Parco Nazionale Los Glaciares. Lungo la strada ci fermiamo per scattare alcune foto del Lago Argentino e di alcuni scorci del Perito Moreno, lo spettacolo è unico. Il ghiacciaio avanza nel Lago Argentino formando una diga naturale che separa le due metà del lago. Quando raggiunge la riva opposta forma un arco che cede rovinosamente per la gioia dei fortunati turisti e delle televisioni che stazionano per giorni in attesa dell’evento. Questo processo è molto lento, l’ultima volta è successo nel marzo 2004. Ora il ghiacciaio ha completato la chiusura del lago superiore e non è ancora iniziato il passaggio dell’acqua tra il lago superiore e quello inferiore. Dopo le varie visite sui balconi panoramici facciamo un giro in barca della durata di un ora. Mentre la barca avanza lentamente davanti al fronte ci sono diverse frane. La più grande, purtroppo, avviene mentre siamo all’interno del boschetto che consente di raggiungere il balcone panoramico inferiore. Rientriamo in albergo alle ore 17 e dopo un ora siamo di nuovo fuori per fare un po’ di shopping. Tra le altre cose acquisto anche uno splendido libro di fotografie di Andrés Bonetti con le spettacolari immagini delle frane del 2004.

Lunedì 24.03.08, El Calafate – Partiamo alle ore 10 con un potente camion 4×4 per raggiungere i balconi rocciosi a sud-ovest di El Calafate. La pista è terribile, adatta solo ai 4×4. La prima sosta avviene in vista del lago, le nuvole nascondono il ghiacciaio Chaltén, per Enrico è un vero peccato, ci teneva tanto vederlo. La econda sosta è in vista di una splendida formazione rocciosa che ricorda i deserti Americani. Mentre noi ci attardiamo a fotografare, l’autista e la guida preparano le bistecche alla griglia. C’è una piccola tenda all’interno della quale servono del buon vino, pane, pomodori e maionese, mentre la carne cuoce all’esterno. Ottima carne devo dire! Vicino al campo ci sono delle volpi quasi domestiche, faccio molte foto con il tele sperando di averne qualcuna buona. Presto arriva l’ora del ritorno, se la salita sembrava ripida, la discesa è impressionante, il camion viaggia con pendenze superiori al 50%, tutti i passeggeri restano in silenzio a guardare la strada che compare verticale di fronte alla cabina di guida. Facciamo ancora una sosta vicino ad una formazione rocciosa dove sono cresciute delle forme simili ad enormi cappelli (sombrero), una formazione stranissima. Percorriamo ancora qualche strada ripida in discesa e poi arriviamo in albergo. Subito decidiamo di impegnare il resto del pomeriggio facendo un giro in bici in riva al lago. Il vento è fortissimo e si fatica molto a pedalare. Vediamo dei bellissimi cigni con il collo nero e al ritorno, nel parco dell’albergo, dei meravigliosi cavalli. Nel tardo pomeriggio veniamo trasferiti all’aeroporto per il volo di rientro a Buenos Aires. L’agenzia di Calafate pecca un po’ nell’organizzazione, tarda tantissimo a venirci a prendere, quasi mezz’ora. All’aeroporto troviamo una coda lunghissima e per questo le due guide che ci hanno accompagnato si dileguano lasciandoci nei casini senza assisterci nell’imbarco. Il nostro volo è previsto per le 20.22. Riusciamo a non perderlo solo grazie alla decisione dell’equipaggio che ha deciso di chiudere l’imbarco solo quando tutti i passeggeri sono a bordo. Arriviamo a Buenos Aires dopo 2 ore e 40.

Martedì 25.03.08, Buenos Aires – Ci alziamo di prima mattina per visitare lo zoo di Buenos Aires, vogliamo assolutamente vedere i pinguini Magellano che ci siamo persi durante la criciera. La mia speranza è di fotografarli ed eventualmente fare un fotomontaggio ma ahimè sono in un angolo buio, nascosti dietro un vetro e fanno pena, sono prigionieri senza averne nessuna colpa! Dopo lo zoo visitiamo il cimitero della Recoleta, dove troviamo senza fatica la tomba di Evita Duarte Peron. E’ molto semplice, simile a molte altre tombe, all’interno di un anonimo corridoio, non ci sono persone in preghiera ma solo qualche fiore appoggiato alla porta. Per pranzo andiamo al mitico caffè Tortoni, un antico caffè che ha conservato lo stile di quando era un caffè per artisti, nel secolo scorso. Nel pomeriggio torniamo nell’Avenida Florida, dove ci sbizzarriamo nello shopping che risulta molto vantaggioso per le nostre tasche. Il magazzino che preferiamo è El Pacifico, qui troviamo tutti i migliori negozi monomarca. Torniamo in albergo per prepararci per la serata di Tango. Probabilmente quando avevamo chiesto alla guida di indicarci un locale non per turisti dove si balla il tango non ci ha ben compreso. Ci ritroviamo infatti al Senor Tango, un capannone con un palcoscenico centrale e alcune centinaia di turisti seduti ai tavoli intorno al palco. Il nostro posto è quasi dietro al palcoscenico, la cena è schifosa e lo spettacolo racconta la storia dell’Argentina e tocca l’argomento ‘tango’ solo marginalmente. Siamo molto arrabbiati perché non è possibile nemmeno scattare qualche foto, così decidiamo di andare via prima della fine spettacolo. Cerchiamo un altro locale tipico e l’autista ci porta alla Cumparsita di San Telmo, caratteristico locale con alcuni cantanti, una piccola orchestra e due ballerini. Faccio qualche foto però la luce è bassa ed il risultato è molto misero. Unica consolazione: abbiamo visto un locale tipico, anche se credo che anche qui siano soprattutto i turisti a frequentarlo. Pensiamo di andare in una Milonga ma rinunciamo, ormai è tardi e dobbiamo fare rientro in albergo

Mercoledì 26.03.08, Buenos Aires – Ultimo giorno a Buenos Aires e del nostro viaggio. Di mattina facciamo un giro della città con uno di quei pullman con il tetto scoperto usati per i sightseeing tour al costo di 100 peso (20 €). Il pullman fa due soste: la prima in plaza de Mayo, dove la guida scende con noi e racconta, in inglese, la storia della Plaza e dei monumenti: la casa Rosada, il Cabildo e la Cattedrale. La seconda sosta è al quartiere Boca. Passiamo in San Telmo per poi raggiungere il quartiere Palermo. Visitiamo con più calma i docks ristrutturati e consumiamo il pranzo al Puerto Madero, sulla riva del canale con le barche a vela ormeggiate e il famoso ponte di Santiago Calatrava. Dopo pranzo torniamo nelle vie commerciali Florida e Santa Fe per gli ultimi acquisti. Alle 18 torniamo in albergo e alle 18.45 arriva il pulmino che ci conduce in aeroporto. Alle 22 parte l’aereo per l’Italia, con 12.30 ore di volo. Atterriamo a Roma alle 14.30, l’aereo per Torino parte alle 19.50. Alle 21.20 siamo a Caselle.

Grazia Bertano
http://www.graziaroundtheworld.it

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