Amazzonia senza filtri

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Autore: Laura Pellizzari

Quando si parte per il Brasile e in particolare per la parte nord di questo immenso e straordinario Paes, si crede di poter arrivare a vedere con i propri occhi l’Amazzonia, la foresta vergine, per poi tornare velocemente con i piedi per terra, alla constatazione che difficilmente sarà così.

Per raggiungere la Foresta Primaria, ovvero la vera Foresta Amazzonica, per capirci, quella con alberi alti oltre gli 80 m, liane e fiori sgargianti e che risulta così fitta da essere impenetrabile, bisogna attraversare una fascia urbanizzata e sfruttata di circa un centinaio di chilometri che avvolge le città e le maggiori vie di comunicazione, Rio compreso. La vera foresta primaria è praticamente inaccessibile ai profani, non organizzati e con poco tempo.

Quando nel 2005 io e il mio ragazzo andammo in Brasile, pianificammo all’interno del nostro viaggio di un mese, una cosa come 5 giorni nel Norte per poter dare “un’occhiata” alla foresta amazzonica. All’epoca non ci rendevamo conto, e infatti tornammo dall’esperienza brasiliana, senza aver visto null’altro che foresta secondaria… bella per carità, ma nulla a che vedere con la Foresta Primaria e con la fauna e la flora di cui avevo sentito parlare.

Inoltre, mi resi conto che era praticamente impossibile fare un viaggio in Brasile e pensare di dedicare una settimana all’Amazzonia, perché lì tutto scorre lento e il viaggio in Brasile, deve essere un viaggio in Amazzonia e basta, solo allora si comincia a ragionare.

Così al ritorno iniziai a scandagliare la rete internet decisa a trovare qualcosa, di poco turistico, ecocompatibile nel vero senso della parola, e il più reale possibile che mi permettesse di visitare la vera Foresta Amazzonica. La cosa risultò difficile, sui siti nazionali ed esteri vi sono offerte di pacchetti turistici, già visti anche in Brasile, che sull’onda del turismo mordi e fuggi, propongono il miraggio della vera Amazzonia, propinandoti 4 giorni per la “modica cifra” di 400 euro tutto incluso, a 50 km dalla capitale come Belem, Manaus, usando paroline chiave quali: delfini rosa, pesca ai piranha, tramonto sul Rio delle Amazzoni, etc. E che, con il senno di poi, non hanno nulla a che vedere con quello che stavo cercando io.

Ma la ricerca raggiunse lo scopo, incappai infatti nel sito di un’associazione che tra l’altro promuoveva viaggi in una Riserva a 30 h di battello a nord di Manaus. Una riserva naturale gestita dalle popolazioni locali, la Riserva Xixuau, sul Rio Jauperì. Chiesi info e non persi tempo, il costo era relativamente abbordabile, sui 900euro per un soggiorno di 15 giorni, tutto incluso, trasferimenti compresi, eccetto birrette. Decisi che ne valeva la pena, anche dopo aver visitato a dovere il sito dell’Associazione Amazonia, sito web www.amazonia.org, che si occupa di Ricerca, studio della biodiversità, sviluppo ecosostenibile, e che usa il turismo come un modo per finanziare tutto ciò. Grandioso! Preservare e dare la possibilità a chi è interessato, di vedere ciò che si sta preservando, con i ritmi e i costumi locali.

Partii, questa volta da sola, perché si sa, certe esperienze volute e desiderate fino in fondo, possono anche essere assaporate in solitudine e in compagnia di chi magari ha la tua stessa passione: la natura. L’esperienza è stata davvero incredibile. E così due anni dopo, a Ottobre partii. Zaino in spalla, riempito secondo i suggerimenti avuti contattando Emanuela di amazonia.org, biologa italiana che per 6 mesi all’anno vive nella Riserva studiando la lontra gigante… wow! Arrivo a Manaus, volo da Malpensa 16 orette, con scalo a Sao Paulo, con me altre 5 persone accomunate dalla stessa curiosità. Raccolti da un pulmino siamo stati accompagnati all’imbarco del Battello, prima però abbiamo dovuto acquistare un amaca, al prezzo di circa 15 euro al mercato centrale di Manaus, mai acquisto è stato più veloce e proficuo, chi l’avrebbe detto che avrei avuto bisogno di un’amaca, e invece si… si è resa necessaria per dormire sulla battello nel viaggio di andata e ritorno (si avete capito bene… e non si dorme nemmeno male), 30 h di scivolamento in battello lungo il Rio Negro e il Rio Jauperì.

La Riserva è un vero paradiso naturale dove si è ospiti della comunità locale in capanne di legno, le cosiddette “Malocas”, tutto ciò fa molto backpackers… ma vi assicuro che non hanno nulla di turistico e sono confortevoli quanto basta. Il gruppo di “ecoturisti”, e per la prima volta accetto una definizione che contiene la parola “turista”, era di circa 10, infatti la riserva accoglie massimo 100 visite l’anno, che arrivano solo ed esclusivamente tramite l’associazione e che partecipano con il loro turismo al sostentamento della Riserva stessa. La lingua parlata è il portoghese, ma ci si capisce a gesti, si sa che noi italiani ce la caviamo.

Malocas

Malocas

I primi giorni sono stati di ambientamento, svegliarsi la mattina con i suoni della foresta e con l’odore della natura, è un’esperienza indimenticabile, a pochi passi il Rio Jauperì con le sue acque trasparentissime e purissime (lo garantisce l’analisi biologica!!). Nei mesi che vanno da Novembre a Marzo, il livello delle acque è più basso e permette l’emergere di spiaggette paradisiache lungo la sponda del Rio a pochi passi dalle Malocas, dove è possibile fare il bagno e prendere il sole in tutta tranquillità.

Le escursioni venivano fatte nel numero di 2/3 persone, con la guida locale, un personaggio stranissimo, con le conoscenze di un Botanico e l’aspetto di un indio vissuto. In un’escursione in canoa sul Rio Jauperì, abbiamo avvistato la lontra di fiume, alcuni delfini rosa, un giaguaro. Abbiamo fatto anche un’escursione notturna in canoa per avvistare i caimani.. i cui occhietti gialli si riflettono sulla superficie dell’acqua… e un trekking all’interno della foresta con tanto di preparazione del campo base e di lezioni di botanica!!! Per fortuna avevo con me una macchina fotografica con uno zoom adeguato, non avrei mai potuto perdonarmelo se non fosse stato così, diciamo che servirebbe anche un grandangolo… certe piante proprio non ci stanno!

Il villaggio è proprio un villaggio immerso nella foresta amazzonica, con tutto quello che vi potreste aspettare, ma fatto in maniera consapevole, c’è persino un laboratorio artigianale, dove le donne del posto intrecciano braccialetti e manufatti che si possono acquistare. La vita scorre lenta e la filosofia è quella brasiliana…

Devo dire che l’Amazzonia vista così soddisfa davvero la curiosità, stuzzicata dalle riviste con le foto patinate. Lì si vede la foto… bellissima del paesaggio, ma si vede anche quello che c’è dietro… fatto di impegno e amore per la propria terra. A proposito… c’è l’ADSL!!!!

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