Cagliari, Villasimius e Alghero

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In poco meno di due settimane quello che si può vedere della Sardegna è veramente poco. Tuttavia questo mio primo viaggio in terra sarda ha confermato ogni aspettativa riguardante le rinomate bellezze dell’isola: mare stupendo e spiagge di sabbia bianca e fine. Il viaggio si è svolto in due tappe, la prima nella città capoluogo, Cagliari, e la seconda nella città ad influenza catalana, Alghero. Da queste due città mi spostavo per le escursioni nelle località circostanti più suggestive che prima di partire avevo programmato di visitare. Per raggiungere l’isola ho utilizzato un volo aereo di una compagnia lowcost e a parte il ritardo di due ore all’andata è filato tutto liscio e ho risparmiato un bel po’ di soldini.

CAGLIARI

Credevo di trovare una città un po’ malandata, sgarrupata come spesso accade quando si visitano le grandi città di mare e invece, appena ho messo piede nel capoluogo sardo, mi sono ricreduto: Cagliari è una città pulita, vivibile e tranquilla. Il centro storico poi è ben tenuto e molto caratteristico. Arroccato su di un colle e cinto da mura antiche è ricco di musei, chiese e palazzi che meritano di essere visti, magari raggiungendoli con il trenino turistico (con guida multilingue) che dalla parte bassa della città arriva fino al borgo antico. La temperatura sempre alta e il caldo quasi asfissiante, pero, non mi hanno permesso di visitare tutto ciò che si poteva visitare, ho infatti preferito trascorrere la maggior parte del tempo in spiaggia (Villasimius, Baia Chia, Calamosca) piuttosto che gironzolare per monumenti e musei sotto il sole cocente. La rete dei trasporti pubblici è abbastanza efficiente e capillare sia per quanto riguarda la zona urbana che per quella extraurbana. Con i pullman della ARST è possibile raggiungere le più belle spiagge del cagliaritano nonché le più importanti località della Sardegna. Durante la mia permanenza a Cagliari ho soggiornato in un albergo a tre stelle nelle immediate vicinanze di P.za Matteotti, a due passi dal porto e dal borgo antico. Grazie alla posizione strategica dell’albergo potevo spostarmi anche a piedi per raggiungere il centro storico dove nelle numerose trattorie e pizzerie usavo pranzare e cenare. I cagliaritani (probabilmente solo quelli con cui ho parlato) li ho trovati un po’ chiusi e poco propensi alla socializzazione, spesso quando chiedevo informazioni turistiche ricevevo indicazioni e risposte poco esaurienti e molto sbrigative, ma chissà forse sarà stato solo un caso di coincidenze ripetute.. Il mio giudizio finale per Cagliari rimane comunque positivo anche se mi aspettavo qualcosa in più soprattutto per quanto riguarda i divertimenti.

Il borgo antico
Il borgo antico è caratterizzato da un miscuglio di stili architettonici ben visibili nei palazzi, nelle chiese e nei monumenti rimasti a testimonianza di un passato di invasioni e dominazioni che Cagliari ha vissuto nei secoli. Della civiltà romana, per esempio, rimangono i resti dell’anfiteatro, della necropoli di Tuvixeddu e la villa di Tigellio. Dell’occupazione pisana, invece, gli austeri torrioni militari, mentre di quella spagnola rimangono gli imponenti bastioni. Nella cittadella dei musei si trovano invece collezioni di opere di artisti sardi, reperti della preistoria di età fenicia-punica e della storia recente della Sardegna. Questa parte della città, che i cagliaritani chiamano ‘il castello’, è davvero un posto unico e molto suggestivo e merita sicuramente una visita, se non altro per scattare qualche foto al golfo di Cagliari da uno dei suoi numerosi belvedere.

VILLASIMIUS

Questa ridente località balneare si trova sulla costa sud orientale della Sardegna a pochi chilometri di distanza da Cagliari. Si raggiunge in circa un ora e un quarto di macchina (o di pullman dell’ARST) percorrendo una strada litoranea piena di tornanti e curve. Di questo paese mi ha subito affascinato la sua spiaggia di sabbia bianca e le acque cristalline del mare. Fare il bagno qui è stato davvero uno piacere, soprattutto per la temperatura dell’acqua che con il caldo eccezionale di quest’anno (leggi 2003) ha raggiunto i 27 gradi: mi è sembrato di cuocere in un brodino di pesce.. La sera, come avviene ovunque d’estate, il paese si anima e anche qui la gente compie il rito dello struscio. Nella via principale, infatti, frotte di ragazzetti ingellati e famigliole con pargoli al seguito passeggiano senza meta tra i negozi aperti, le gelaterie e i pub trascorrendo così la serata che altrimenti sarebbe noiosa visto che Villasimius non offre nient’altro.

ALGHERO

Non appena mi sono addentrato nei vicoli e nelle stradine del centro storico di Alghero mi è sembrato di rivivere l’atmosfera antica dell’epoca della dominazione catalana. Già perché, per chi non lo sapesse, questa parte del nord della Sardegna è stata per un lungo periodo una colonia della corona Aragonese e ancora oggi, a distanza di secoli, ne conserva l’impronta nelle chiese, nei palazzi, nelle torri e nel suo stupefacente sistema di fortificazioni. Anche la lingua, che gli algheresi parlano, ha tutt’oggi influenze catalane tanto che molte indicazioni stradali e molte vie riportano ancora la dizione in lingua spagnola. Alghero è insomma una città catalana in Sardegna, un’isola nell’isola e questo la rende unica e davvero molto caratteristica. Ma Alghero è eccezionale non solo per le sue bellezze architettoniche ma anche per le sue spiagge di sabbia bianca e finissima e per il suo mare limpido e ricco di coralli: è infatti il centro turistico più importante della riviera del Corallo. Anche i dintorni della città offrono numerosi motivi di interesse come il Nuraghe Palmavera, la zona di Porto Conte o la Grotta di Nettuno: tutte località che ho visitato e che vivamente consiglio a tutti coloro che intendono trascorrere una vacanza da queste parti. Per quanto riguarda i divertimenti e le attività ricreative ad Alghero non ci si annoia di sicuro. Sono infatti numerosi i pub e i locali all’aperto situati soprattutto sul lungomare mentre al porto le serate si animano grazie agli artisti di strada e ai gruppi folkloristici. Durante la mia permanenza ho soggiornato in un albergo a 3 stelle in zona Lungomare Dante mentre per gli spostamenti e per raggiungere le spiagge e le località circostanti ho usato una bicicletta a noleggio.

Nuraghe Palmavera
Il nuraghe Palmavera si trova sulla via che congiunge il golfo di Alghero con quello di Porto Conte a circa 10 Km di distanza dalla città catalana. E’ raggiungibile in auto oppure in bicicletta (come ho fatto io) percorrendo una strada soleggiata con a lato, per un lungo tratto, una pista ciclabile. Il nuraghe è formato da due torri e un cortile. La torre principale è la più antica ed stata successivamente rifasciata dal muro che racchiude la torre secondaria, il cortile interno e un corridoio d’ingresso con diverse nicchie. Tutto intorno è disposto l’antico villaggio di capanne (una cinquantina), tra cui quella delle riunioni che conserva al centro una torre in miniatura e dove è ancora ben visibile il sedile in pietra che segue parzialmente la base della parete. L’ingresso a questo ben tenuto sito archeologico è a pagamento ed è possibile anche farsi accompagnare da una guida.

Porto Conte
Porto Conte è un porto naturale racchiuso tra Capo Caccia e Punta del Giglio distante circa 15 KM da Alghero. E’ un’ampia insenatura che si estende per circa 6 Km dall’imboccatura al punto più interno e ha una larghezza massima di circa 2,5 Km. La parte costiera è formata da piccole insenature, grotte semi sommerse dal mare, spiagge solitarie e da un ampia pineta. Si dice che i fondali delle sue acque siano ricchi di pesce pregiato ma a me l’acqua è sembrata sporca e stento un po’ a crederlo. Non ho visto nemmeno colorazioni del mare verde-azzurro come mi avevano detto ma probabilmente sarò capitato in un momento sbagliato: la luce, in effetti, era tenue e il sole si nascondeva tra le nuvole rendendo l’acqua del mare scura. Al largo di Capo Caccia si trova l’isola Foradada chiamata cosi per la sua grotta splendidamente forgiata dal vento e dall’erosione dell’acqua di mare. Sul versante opposto, invece, a poca distanza dalla Punta del Giglio si trova la bella spiaggia del Lazzaretto che deve il suo nome alla presenza, all’epoca delle epidemie di peste, di un lazzaretto ormai scomparso.

Grotta di Nettuno
All’interno della massa calcarea della scogliera di Capo Caccia, sul versante più battuto dalla violenza del mare, si trova una vera perla della natura, una di quelle meraviglie che lasciano un ricordo indelebile a chi, come me, ha avuto l’opportunità di visitarla. E’ questa la Grotta di Nettuno: uno scenario naturale di incomparabile bellezza che merita sicuramente la visita da chi viene in vacanza da queste parti. La grotta custodisce nel suo interno numerose sale, ampie gallerie, limpidi laghetti e un cospicuo numero di stalagmiti e stalattiti. La visita, con guida multilingue, dura circa 45 minuti e l’ingresso è a pagamento. E’ possibile giungere in questo posto magico via mare, per mezzo di battelli privati che organizzano escursioni giornaliere da Alghero, oppure via terra per mezzo di una scalinata di circa 650 gradini.

MUOVERSI

Muoversi all’interno della Sardegna non è sempre facile. I collegamenti per spostarsi da una città all’altra sono poco frequenti e i tempi di percorrenza piuttosto lunghi. Per raggiungere Sassari da Cagliari, per esempio, si impiega tre ore e un quarto con il pullman e più di tre ore e mezzo con il treno. Questo perché le infrastrutture per la viabilità qui in Sardegna sono un po’ arretrate. Sicuramente per certi aspetti è meglio cosi: se si costruissero più strade o autostrade ci sarebbero più automobili, quindi più inquinamento e degrado del territorio. L’ideale sarebbe ammodernare la rete ferroviaria visto che qui i treni corrono ancora su un unico binario e con locomotive a motore diesel. Per questi motivi, chi viene in Sardegna è quasi costretto, ahimè, a portarsi appresso un proprio mezzo oppure noleggiarne uno, per esempio la bicicletta, come ho fatto io.

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