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	<title>ViaggioIdeale &#187; viaggio</title>
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	<description>Racconti, video, foto e informazioni utili per i tuoi viaggi</description>
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		<title>Viaggio nella Repubblica Ceca, agosto 2008</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1776" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/12/RepubblicaCeca.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/12/RepubblicaCeca-300x225.jpg" alt="Repubblica Ceca" title="Repubblica Ceca" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1776" /></a><p class="wp-caption-text">Repubblica Ceca</p></div>
<p><strong>Durata del Viaggio</strong>: 15 giorni, in auto dall&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Itinerario</strong>: Di cose da vedere ce ne sono parecchie, e abbiamo suddiviso il viaggio in 3 tappe: Cesky Krumlov, Olomouc, Kutna Hora. Ovviamente in cosi poco tempo abbiamo dovuto fare delle scelte, lasciando da parte diverse zone.</p>
<p><strong>Alloggi</strong>: Tutti prenotati via internet dall&#8217;italia. Una curiosità: pur essendo hotel di buona categoria, nessuno ha voluto caparre e nemmeno numeri di carte di credito come assicurazione.</p>
<p><strong>Pagamenti</strong>: Tutti gli hotel da noi scelti accettavano il pagamento con carte di credito, ma diversi di quelli che avevamo contattato vogliono solo cash!! Per i prelievi in corone, ci siamo affidati ai tantissimi sportelli bancomat che accettano tutti la nostra fida Visa Electron.</p>
<p><strong>Guide utilizzate</strong>: Rough (Ottima e con fin troppe notizie), Lonely Planet (Buona la parte tecnica, troppo scarna su tutto il resto), Guida Verde TCI (Globalmente piuttosto scarsina).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>- &#8220;Dove andate quest&#8217;anno in vacanza&#8230;&#8230; ? &#8221;<br />
- &#8220;In Repubblica Ceca .&#8221;<br />
- &#8220;Ah&#8230;.. Praga! Gran bella città!! &#8220;.<br />
- &#8220;Mah&#8230;.. veramente non andiamo proprio a Praga&#8230;.. &#8221;</p>
<p>Questo, più o meno, è il dialogo che abbiamo avuto con amici, parenti, e tutti coloro che ci chiedevano informazioni sulla meta delle nostre vacanze estive.</p>
<p>Se avessimo compiuto un&#8217;analisi demoscopica, potremmo tranquillamente affermare che il 100% degli italiani contattati afferma che la Repubblica Ceca = Praga.</p>
<p>L&#8217;idea di visitare zone un po&#8217; meno &#8220;battute&#8221; della capitale, ci e&#8217; venuta dopo aver letto le centinaia e centinaia di recensioni e commenti su Praga, che viene definita bella e affascinante, ma anche estremamente caotica e piena di italiani, sopratutto durante il mese d&#8217;agosto.</p>
<p>Dalle poche informazioni raccolte sul web da chi ha visitato quelle zone, ed in base a quanto letto sulle guide, abbiamo stilato un percorso di massima, che toccasse i principali siti protetti dall&#8217;Unesco, oltre ad altre varianti che ci interessavano.</p>
<p>Poco prima di partire pero&#8217;, le tanti voci di gente che non conosceva minimamente la nostra destinazione hanno fatto insorgere anche a noi qualche dubbio sulla scelta fatta&#8230;.. </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Annotazioni</strong>:</p>
<p>- Le zone da noi visitate si sono rivelate inaspettatamente verdi, ricchissime di fitte foreste, neanche fossimo sulle Alpi. Dolci colline, laghi e fiumi donano al paesaggio un aspetto molto rilassante e piacevole.</p>
<p>- Occorre fare molta attenzione all&#8217;orario di cena. Esiste un &#8220;punto di non ritorno&#8221; che varia da zona a zona, passato il quale, è inutile cercare, nessuno vi darà più da mangiare! Potrete solo riempirvi di birra! A <strong>Cesky Krumlov</strong>, si attesta intorno alle 22:00, ad <strong>Olomouc</strong> è anticipato vertiginosamente alle 19:45 (McDonald a parte), verso le 20:30 a <strong>Kutna Hor</strong>a. In generale oltre le 23:00 è quasi tutto chiuso.</p>
<p>- Anche gli <strong>orari dei negozi</strong> nelle zone visitate sono molto particolari: oltre le 17:30 e&#8217; difficile trovarne di aperti. Sabato aperti solo la mattina dalle 7:30 alle 10:30 / 11:00 al massimo, pomeriggio sempre chiusi. Domenica ovviamente chiusi.</p>
<p>- <strong>Costi</strong>: ad oggi (2008) in Repubblica Ceca non e&#8217; ancora arrivato l&#8217;Euro, e la moneta locale è la Corona (cambio 24 corone = 1 euro ). Grazie al basso valore della valuta interna, alcune spese risultano molto convenienti. In particolare tutto il mangiare ha costi veramente ridicoli (con 400 corone, circa 16 euro, in birrerie &#8220;standard&#8221; abbiamo mangiato e bevuto a sazietà in 2 persone, in ristoranti di ottima qualità, abbiamo raggiunto le 1000 corone, 41 euro circa, in due, mancia compresa al cameriere). Conveniente la benzina (1,2 euro a litro) e i trasporti pubblici in genere. Invece prezzi di abbigliamento di marca o elettronica ci sono sembrati uguali, se non superiori ai nostri.</p>
<p>- <strong>Lingua Inglese</strong>: abbiamo trovato persone che parlavano inglese negli hotel e negli uffici di informazione turistica. Nei locali più piccoli (birrerie, etc&#8230;) capiscono a grandi linee, ma spesso rispondono in ceco. Abbiamo chiesto alcune volte informazioni a gente del luogo, e in un solo caso abbiamo trovato qualcuno che capisse e parlasse l&#8217;inglese. Comunque abbiamo trovato i cechi sempre disponibilissimi a farsi capire e ad aiutarci in qualsiasi modo.</p>
<p>- <strong>Lunedì quasi tutti i monumenti e i luoghi da visitare sono chiusi</strong>.</p>
<p>- <strong>Le autostrade sono poche</strong>, ed uniscono PLZEN a PRAGA, PRAGA con BRNO, BRNO con BRATISLAVA e BRNO con OLOMOUC. Quindi se dovete dirigervi al di fuori di questi itinerari dovrete viaggiare su strade comuni, che sono ben tenute, al pari di quelle italiane, ma comportano rallentamenti notevoli, a causa delle centinaia di piccoli paesini da attraversare dove sempre e comunque, il limite e&#8217; tassativamente quello dei 50 km/h. Quindi fate bene i conti su quello che volete visitare, e cercate di raggrupparlo in zone vicine tra loro. Come in Austria, anche qui per poter circolare in autostrada occorre acquistare una Vignetta, della durata variabile, che deve essere applicata sul parabrezza.</p>
<p>- I lavori in corso sulle strade tradizionali: ci e&#8217; capitato 3/4 giorni (su 15) di imbatterci in lavori in corso lungo le strade che dovevamo percorrere per arrivare a destinazione. E&#8217; vero che erano strade secondarie, che il navigatore considerava per farci arrivare prima alla meta, ma non ci e&#8217; mai capitato di vederci chiusi 5/7 km interi di strada (in entrambi i sensi!) perché la dovevano asfaltare!! Occhio perché&#8217; le deviazioni segnate non sono sempre molto chiare, e a volte abbiamo dovuto percorrere parecchi chilometri in più&#8217;, solo per saltare il pezzo di strada chiusa, perdendo molto tempo!</p>
<p>- In Repubblica Ceca, anche nei castelli più&#8217; famosi, non esistono Audioguide e visite individuali. La visita del castello deve avvenire sempre in gruppo accompagnati da una guida in carne ed ossa. Quindi ci sono orari e tempi da rispettare, e nei luoghi più&#8217; turistici è meglio prenotare se si vuole essere certi di poter entrare ad un orario stabilito. Visite in inglese solo nei castelli più&#8217; importanti, altrimenti se vi va bene, verrete forniti di un opuscolo da restituire al termine della visita, nella vostra lingua o comunque in inglese.</p>
<p><strong>Hotels</strong>:</p>
<p><strong>Romantick Garni Hotel</strong> (Cesky Krumlov): a 10 minuti a piedi dal centro del paese, in posizione tranquilla vicino al fiume, con parcheggio interno custodito (molto molto piccolo ), oppure esterno di fronte. Hotel molto intimo, poche camere, la nostra molto graziosa e pulita. Colazione a buffet discreta, non abbondantissima la parte &#8220;dolce&#8221;, in una piccola saletta staccata dalla struttura con le camere. Proprietari gentilissimi e carinissimi, Wifi in tutte le camere, e anche un PC per navigare 24h su 24h. C&#8217;è&#8217; un frigobar disponibile per gli ospiti dove prelevare bevande, pagamento a fine soggiorno sulla fiducia (non essendo in camera!).</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>Hotel Flora</strong> (Olomouc): in posizione perfetta, a 5 minuti a piedi dalla piazza centrale, passando attraverso i giardini che circondano il centro storico. Hotel di grandi dimensioni, adatto a meeting e convegni. Camera ampia e pulita, materassi discreti. A causa della grandezza dell&#8217;hotel, l&#8217;abbiamo trovato decisamente piu&#8217; rumoroso del precedente, sopratutto grazie ad una squadra / societa&#8217; sportiva composta da ragazzi molto molto caciaroni (di provenienza non Ceca). Colazione spettacolare, con buffet infinito di dolci e salato, veramente notevole! Wifi presente, ma un solo PC per navigare nella hall sembra un po&#8217; pochino.</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>Hotel U Vlasskeho Dvora</strong> (Kutna Hora): posizione centralissima, nella piazza principale. Parcheggio auto per sole 5 vetture, da dividere con altri hotel: se si va fuori dal paese durante la giornata, e&#8217; comunque facile trovare parcheggio la sera, visto che Kutna Hora si &#8220;svuota&#8221; di turisti verso le 18. Colazione a buffet con poco dolce e buona scelta di salato che preparano su richiesta. L&#8217;hotel ha una decina di camere, la nostra bella, pulita e spaziosa. Wifi presente. Al piano terra c&#8217;è&#8217; anche la birreria/ristorante dell&#8217;hotel che a dir la verità&#8217; abbiamo visto spesso vuota. Personale abbastanza distaccato.</p>
<p>Voto 7.</p>
<p><strong>Diamo i voti al Viaggio</strong>:</p>
<p><strong>10 &#8211; 11 Agosto</strong>.<br />
Dopo i 750 km che ci separano da Cesky krumlov, arriviamo in un bel pomeriggio di sole al nostro primo hotel. Durante il viaggio, da Linz a Cesky, il navigatore si imbanana e ci fa fare una strada forse piu&#8217; corta, ma sicuramente piu&#8217; tortuosa e lenta. Passiamo alcuni tipici paesini alpini incantevoli, poi la strada si restringe e prima del confine, si immerge nella folta Selva Boema, dove costeggia una caratteristica ferrovia prima di arrivare sulla strada principale per Cesky Krumlov. La sera siamo un po&#8217; cotti, stiamo un po&#8217; troppo in hotel a riposare, e alle 22:00 troviamo per miracolo un posto in centro che ci dia da mangiare. Cena ottima e un po&#8217; pesantina, con tipiche portate ceche.</p>
<div id="attachment_2001" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_8190_ok.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_8190_ok-300x200.jpg" alt="Cesky Krumlov" title="Cesky Krumlov" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2001" /></a><p class="wp-caption-text">Cesky Krumlov</p></div>
<p><strong>Cesky Krumlov</strong>: bella, bella, bella. Non a caso e&#8217; la seconda meta piu&#8217; visitata in Repubblica Ceca dopo Praga, ed e&#8217; soprannominata la &#8220;Perla della Boemia&#8221;. E&#8217; un piccolo paese medievale che si snoda tra due anse del fiume Moldava, con il castello che domina dall&#8217;alto. E&#8217; sicuramente il posto piu&#8217; turistico che abbiamo visitato, ci sono diversi negozietti di souvenir sparsi per il centro storico, ristoranti e birrerie. Si visita con calma in una giornata (senza interni del castello e musei!), ma e&#8217; molto piacevole passeggiare per le vie del centro, alla ricerca di qualche bello scorcio sul fiume. I canoisti e le loro urla vi accompagneranno nella visita del paese, quasi foste ai bordi di una piscina. Molto molto bello anche il castello al quale si puo&#8217; accedere da diverse punti.</p>
<p>Voto: 9</p>
<p><strong>12 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2003" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Hluboká-nad-Vltavou.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Hluboká-nad-Vltavou-300x200.jpg" alt="Hluboká nad Vltavou" title="Hluboká nad Vltavou" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2003" /></a><p class="wp-caption-text">Hluboká nad Vltavou</p></div>
<p><strong>Castelli intorno a Cesky Krumlov</strong>: intorno a Cesky Krumlov si trovano diversi castelli e fortezze (come un po&#8217; in tutta la Repubblica Ceca), alcuni piu&#8217; famosi, altri piu&#8217; isolati. Ognuno ha una sua visita guidata, diversi pero&#8217; meritano solo un&#8217;occhiata dall&#8217;esterno. Leggete una guida per avere un idea di cosa potrebbe piacervi di piu&#8217;. Quello di <strong>Hluboká nad Vltavou</strong> e&#8217; probabilmente il piu&#8217; spettacolare e caotico, di color bianco cangiante, con un bel parco intorno. Per rilassarsi invece, ci si puo&#8217; spostare piu&#8217; a nord, verso il castello di <strong>Červená Lhota</strong>, le cui rosse mura si specchiano nelle acque di un bel lago circondato da foreste. Bello anche quello di <strong>Jindřichův Hradec</strong> (notevole la rotonda della musica color rosa), che si trova nel centro dell&#8217;omonimo paese affacciato su un lago. In posizione spettacolare piu&#8217; per le cartoline che da visitare, alla confluenza tra due fiumi, il castello di Zvíkov .</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>13 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2014" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Telc.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Telc-300x200.jpg" alt="Telc" title="Telc" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2014" /></a><p class="wp-caption-text">Telc</p></div>
<p><strong>Telc</strong>: è un piccolo capolavoro, con le sue case color pastello che si affacciano sulla grande piazza. Il suo castello e tutto il borgo circondato dall&#8217;acqua e da un bel parco dove rilassarsi lo rendono uno dei luoghi piu&#8217; incantevoli visitati in Repubblica Ceca. Veramente notevole. Ci sono negozietti e bancarelle, ma il paese non ci e&#8217; sembrato ancora invaso dal turismo di massa. Assolutamente da non perdere !!</p>
<p>Voto: 9</p>
<p><strong>Holasovice</strong>: iscritta nel patrimonio Unesco come altri luoghi della Repubblica Ceca, l&#8217;abbiamo visitata al tramonto, di ritorno da una giornata di visita. Si trova in un luogo piuttosto appartato, tra verdi colline e boschi dove corrono liberi diversi daini e cerbiatti. Deserta, l&#8217;abbiamo potuta ammirare forse meglio di altri. Pero&#8217; non ci ha particolarmente colpiti, sarà&#8217; che il tutto si concentra in un&#8217;unica via su cui si affacciano tipiche e graziose casettine bianche, sarà&#8217; che eravamo un po&#8217; stanchi, ma non ci ha lasciato un ricordo molto particolare. Carina.</p>
<p>Voto: 6</p>
<p><strong>14 Agosto</strong></p>
<p><strong>Trebonsko</strong>: è una zona particolare della Boemia, riserva naturale e patrimonio Unesco, situata nei dintorni della citta&#8217; di Trebon, che viene chiamata non a caso &#8220;Il Canada Ceco&#8221;. Concentrati in poche decine di chilometri quadrati, immersi in vaste foreste, si trovano circa 600 laghi e stagni per lo piu&#8217; creati artificialmente. Al di la&#8217; dell&#8217;aspetto paesaggistico di notevole bellezza, il luogo e&#8217; rifugio di diverse specie di uccelli e animali. In questi laghi, vengono allevate migliaia e migliaia di Carpe, il piatto tipico natalizio della Repubblica Ceca. Abbiamo abbandonato la strada principale e ci siamo addentrati nel cuore di questo territorio verso sera, per ammirarne ancor meglio la bellezza. Fermandosi sulle rive di qualche lago, basta attendere alcuni minuti per vedere guizzare dall&#8217;acqua enormi carpe&#8230;.. e&#8217; veramente buffo, nel silenzio in cui si e&#8217; immersi, sentire i continui &#8220;Ploff &#8221; dei tuffi dei pesci.</p>
<p>Voto : 7,5<br />
<strong><br />
15 &#8211; 16 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2016" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Olomuc.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Olomuc-300x225.jpg" alt="Olomuc" title="Olomuc" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-2016" /></a><p class="wp-caption-text">Olomuc</p></div>
<p><strong>Olomuc</strong>: è come una buona squadra di calcio, che vince senza individualita&#8217; e fuoriclasse, ma grazie al collettivo. Infatti, al di fuori della stupenda colonna della trinita&#8217;, non ha cose che ci abbiano lasciato a bocca aperta. Ma le due belle piazze del centro, il municipio con il particolare orologio astronomico, le chiese sparse un po&#8217; ovunque, i vicoletti nascosti, i parchi che la circondano e la poca affluenza di turisti la rendono molto armoniosa, e piacevole da visitare. Senza i musei, in una giornata la si gira tranquillamente, chiese comprese. Da Olomouc a Brno c&#8217;e&#8217; una comoda autostrada che in circa mezz&#8217;ora collega le due citta&#8217;.</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>17 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Area Lednice &#8211; Valtice</strong>: sinceramente non ci ha fatto impazzire. Carini i due castelli, anche se in quello di Lednice non esistono manco i pannelli con spiegazioni in inglese nelle varie stanze, e la visita il giorno in cui siamo andati era solo in lingua Ceca. Il parco che collega i due castelli e&#8217; immenso, e piu&#8217; che a piedi va girato in bicicletta. Ci e&#8217; sembrata una meta frequentata dai cechi per la classica uscita domenicale, con tanto di venditori di gelato con carriolino, e bimbi che giocano nei prati. A Valtice abbiamo trovato una tipica sagra paesana, con gli abitanti in costume tradizionale che ballavano al suono di un&#8217;orchestrina.</p>
<p>Voto: 6,5</p>
<p><strong>18 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Carso Moravo e Grotte Punkevny</strong>: partiamo di buon mattino da Olomouc, abbiamo prenotato la visita alle grotte dall&#8217;Italia via email alle 14:30, e vorremmo dare un&#8217; occhiata anche al paesaggio del Carso Moravo. Purtroppo oggi e&#8217; la giornata in cui ci becchiamo gli &#8220;asfaltatori stradali&#8221; che ci occupano un tratto per noi, anzi x il navigatore, di fondamentale importanza per raggiungere le grotte. Perdiamo 1 ora di tempo a girare intorno a ‘sto pezzo di strada, salendo e scendendo le colline morave. Il paesaggio e&#8217; bello, la giornata e&#8217; soleggiata, ma la perdita di tempo non ce la fa godere appieno. Riusciamo comunque ad arrivare a Mlyn alle 12:30, giusto in tempo per parcheggiare e riposarci un po&#8217;. La strada finisce in una valle molto stretta e boscosa, dove si trova il centro informazioni e la biglietteria. Da qui a piedi o con uno sgangherato trenino si percorre 1 km circa di strada per arrivare all&#8217;entrata delle grotte. Scambiamo alla biglietteria la nostra prenotazione, e prendiamo i biglietti cumulativi sia per il treno che per la funivia che sale sulla sommita&#8217; dell&#8217;abisso macocha (sicuramente da evitare, non ne vale la pena). C&#8217;è&#8217; un sacco di gente, il posto e&#8217; tra i piu&#8217; conosciuti della nazione. Entriamo puntuali. La visita dura circa 1 ora, ed e&#8217; particolare perche&#8217; per mezz&#8217;ora viene fatta nel modo tradizionale, a piedi. D&#8217;improvviso, dopo il buio delle grotte, una luce abbagliante: sbuchiamo <strong>nel punto piu&#8217; profondo dell&#8217;abisso di Macocha</strong>, spettacolare. Si tratta di una grotta come quelle viste prima, la cui volta e&#8217; pero&#8217; crollata tempo addietro, dando origine ad una spettacolare voragine, ricoperta di verdissimi muschi e piante. Da qui, si rientra sottoterra per arrivare ad un molo dove saliamo su barche elettriche da 20 posti, per completare la visita navigando il fiume sotterraneo. Il tragitto e&#8217; suggestivo, spesso c&#8217;e&#8217; da sdraiarsi perche&#8217; il soffitto e&#8217; bassissimo, ed essendoci un po&#8217; di traffico, e&#8217; facile incappare in un frontale con un&#8217;altra barca (come capitato a noi), comunque niente di pericoloso. A meta&#8217; del fiume, la barca attracca per visitare un&#8217;altra parte di grotte, e poi si riprende sino all&#8217;uscita. Chi ha visitato Frasassi, trovera&#8217; un po&#8217; deludenti le formazioni calcaree che si vedono qui, ma la visita nel complesso colpisce, grazie alla varietà&#8217; degli ambienti e delle cose che si vedono. Quando usciamo, ci dirigiamo verso la funivia poco piu&#8217; avanti, che porta in cima all&#8217;abisso Macocha. La vista pero&#8217; non e&#8217; granché&#8217;, molto piu&#8217; spettacolare dal basso! Ci gustiamo un ottimo Magnum visto che fa caldino, e ci apprestiamo a rientrare verso l&#8217;auto.</p>
<p>Voto : 8</p>
<p><strong>Castello di Pernstein</strong>: terminata la visita alle grotte, siccome sono le 16:30 ed il sole splende alto, decidiamo di fare una capatina al castello di Pernstein , che si trova a una quarantina di chilometri da li&#8217;. Il tragitto si rivela molto bello paesaggisticamente, scavalchiamo diverse valli passando attraverso foreste bellissime, ma le strade sono pessime, e i tempi si allungano. Arriviamo al castello e lo vediamo dall&#8217;esterno. E&#8217; tra i piu&#8217; belli, sia per la posizione molto isolata, che per la struttura: il classico castello medievale da film dell&#8217;orrore, immaginandocelo in una notte buia con lampi e fulmini mette i brividi! Nessun turista in giro, tutto e&#8217; chiuso.</p>
<p>Voto : 8</p>
<p>Ci accorgiamo che sono le 19:00&#8230;&#8230; tardissimo!! Non riusciremo mai ad arrivare ad Olomouc per trovare un locale aperto dove mangiare! Giriamo per un&#8217;ora su stradine secondarie in mezzo al nulla, finche&#8217; non arriviamo sulla statale principale. Ci fermiamo al primo paese di una certa dimensione, Boskovice, e cerchiamo i ristoranti nelle vicinanze, affidandoci completamente al caso. Finiamo in una birreria old-style, i cui proprietari sono appassionati d&#8217;auto d&#8217;epoca. Alcuni ragazzi bevono ai tavoli all&#8217;esterno. Scopriamo che fanno pure la pizza, e per curiosita&#8217; ordiniamo anche 2 gnocchini semplici oltre ai piatti principali. Consumiamo quella che sara&#8217; la nostra miglior cena di tutta la vacanza, spendendo meno di tutte le altre volte! Spettacolo! Ripartiamo alla volta di Olomouc sazi e soddisfatti.</p>
<p><strong>19 Agosto</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultimo giorno disponibile ad Olomouc, lo sfruttiamo per andare a visitare la zona orientale confinante con la Slovacchia, dove si trovano ancora resti della cultura valacca in Repubblica Ceca. I valacchi sono un popolo particolare, si erano creati un loro stato autonomo, ovviamente mai riconosciuto dalle istituzioni, e avevano coniato una propria moneta.</p>
<p><strong>Stramberk e le chiese di legno</strong>: La giornata e&#8217; splendida, cielo azzurrissimo e sole bello caldo. Lasciata l&#8217;autostrada verso Ostrava, ci addentriamo per alcuni chilometri verso la valle di Stramberk. La zona e&#8217; verdissima. In breve arriviamo al paese che si trova arroccato su una collina. Non vediamo parcheggi a pagamento come negli altri posti visitati, e troviamo immediatamente un posto dove lasciare l&#8217;auto, all&#8217;ombra di diverse piante. Si sta bene, e l&#8217;aria profuma di resina. Mentre passeggiamo verso il centro, notiamo gia&#8217; le prime costruzioni in legno&#8230;. ce ne sono tantissime, e tutte abitate. La piazza del paese e&#8217; deliziosa, tutta circondata da case dalle facciate dipinte, con un bel giardino al centro. Intorno ci sono birrerie, qualche negozietto, un museo e un forno che vende i tipici dolci del paese, le &#8220;Štramberské uší&#8221; cioe&#8217; le &#8220;Orecchie di Stramberk&#8221;, fatte con un impasto a base di cannella. L&#8217;odore e&#8217; intenso e si sparge per tutta la piazza. Il paese e&#8217; dominato dalla scenografica torre in legno, alla quale ci si arriva percorrendo un comodo sentiero. Pochi turisti in giro, tutto molto tranquillo. Prendiamo due succhi di frutta e ci rilassiamo un po&#8217; su una panchina mentre leggiamo cosa dice la guida. Le tipiche chiese in legno non sono in questo paese, ce ne sono una decina, ma sono sparse un po&#8217; ovunque. La Rough da&#8217; qualche indicazione in piu&#8217; su quali siano le piu&#8217; belle, e partiamo verso quella di Guty. Ci arriviamo in circa mezz&#8217;ora d&#8217;auto. O meglio, arriviamo al paese, perche&#8217; della chiesa non v&#8217;e&#8217; traccia. C&#8217;e&#8217; solo un cimitero ed alcune case. Chiediamo ad un cicloturista ceco, molto gentile, che pero&#8217; non sa&#8217; una parola d&#8217;inglese. Capisce cosa cerchiamo, e a gesti ci indirizza. Non ci abbiamo capito un granche&#8217;, e dopo dieci minuti, riproviamo a chiedere ad una signora. Anche lei non sa nulla d&#8217;inglese, ma grazie ad una biro e ad un foglio di carta, ci indica esattamente dove trovarla. Finalmente dopo 5 minuti, fuori dal paese in mezzo ad un bosco, giungiamo alla meta! La chiesa&#8217; e come me l&#8217;aspettavo, immersa nel verde e nel silenzio del bosco. I raggi del sole che filtrano dagli alberi la illuminano leggermente. Il cancello che le gira intorno e&#8217; aperto, ed entriamo. Purtroppo l&#8217;interno e&#8217; chiuso, c&#8217;e&#8217; un numero di cellulare da chiamare, probabilmente per farsi aprire la porta, ma e&#8217; tutto scritto in ceco, e desistiamo dal provare a chiamare, probabilmente nessuno capirebbe.</p>
<p>Voto : 8,5</p>
<p><strong>20 Agosto</strong>.</p>
<p>Ultima spettacolare colazione ad Olomouc, la giornata e&#8217; grigia ed invoglia a mangiare alimenti energetici&#8230; bisogna approfittarne, tanta roba cosi&#8217; forse non la troveremo nel prossimo hotel.</p>
<p>Abbiamo circa 200 km da percorrere, non sara&#8217; un trasferimento lungo questa volta. Comunque abbiamo un&#8217;importante deviazione lungo la strada, verso la</p>
<p>Chiesa di S. Giovanni Nepomuceno: si trova a <strong>Žd´ár nad Sázavou</strong>, circa 40 km dall&#8217;uscita dell&#8217;autostrada Praga &#8211; Brno. La zona paesaggisticamente non dice granche&#8217;, ed il tempo grigio non aiuta piu&#8217; di tanto. Arriviamo seguendo i cartelli stradali, il posto e&#8217; ben segnalato, meta di molti pellegrinaggi. Parcheggiamo ai piedi della collina, c&#8217;e&#8217; solo un&#8217;altra skoda vecchissima. Saliamo pian piano lasciando in auto tutti i bagagli. Tira un fastidioso vento. L&#8217;entrata della chiesa e&#8217; sormontata da un vistoso stemma di una stella dorata a 5 punte. Sara&#8217; quello il tema ricorrente: e&#8217; a forma di stella la chiesa, le mura che la circondano, le vetrate, gli stemmi sopra le porte, e tanti altri particolari all&#8217;interno. Arriviamo x la pausa pranzo, dobbiamo attendere 1 oretta prima che arrivino le guide e possiamo pagare i biglietti per entrare. La guida parla ovviamente solo il ceco, e siccome siamo in 10 turisti tutti stranieri ( italiani, francesi, tedeschi) ci consegnano dei pratici fogli che descrivono in maniera dettagliata la chiesa (non c&#8217;e&#8217; l&#8217;italiano, solo tedesco, francese e inglese). Opera di Giovanni Santini e&#8217; un piccolo capolavoro, assolutamente da non perdere, giustamente inserita tra i monumenti patrimonio dell&#8217; umanita&#8217;. </p>
<p>Voto: 8,5.</p>
<p>Terminata la visita, ci mangiamo qualche biscotto che avevamo con noi e poi ripartiamo verso Kutna Hora dove arriviamo a meta&#8217; pomeriggio. Qui&#8217; c&#8217;e&#8217; piu&#8217; caldo, e addirittura spunta il sole. Troviamo la via per raggiungere l&#8217;hotel solo grazie al navigatore, siccome e&#8217; in pieno centro, con un sacco di sensi unici. Gran fortuna, ci becchiamo anche il parcheggio comodo per scaricare, e dopo esserci registrati, saliamo a riposare un po&#8217; in camera.</p>
<p><strong>21 Agosto</strong>.</p>
<p>Il piano iniziale prevedeva una capatina verso la zona di Cesky Ray, il &#8220;Paradiso Boemo&#8221;, ma siamo stanchi, le previsioni meteo sono incerte, e non abbiamo voglia di riprendere l&#8217;auto. Sfrutteremo la giornata per visitare bene Kutna Hora e rilassarci un po&#8217;!</p>
<div id="attachment_2018" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Ossario-di-Sedlec.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Ossario-di-Sedlec-200x300.jpg" alt="Ossario di Sedlec" title="Ossario di Sedlec" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-2018" /></a><p class="wp-caption-text">Ossario di Sedlec</p></div>
<p><strong>Kutna Hora</strong>: per vederla bene bene senza fretta, visitando musei ed attrazioni varie, servono un paio di giorni, o comunque una giornata e mezzo. Altrimenti senza visite particolareggiate in una giornata si vede tutto. Se non avete problemi cardiaci e non soffrite di claustrofobia, vi consigliamo di iniziare la visita dal Museo dell&#8217;Argento (occhio che c&#8217;e&#8217; sempre molta gente!), dove abbiamo prenotato una delle tante visite guidate (in lingua ceca, con fogli scritti in italiano) della durata di 1 ora circa che sono suddivise in 2 parti: nella prima ci hanno fatto vedere gli strumenti usati dai minatori e come e dove lavoravano, mentre nella seconda parte, una volta indossati grembiuli bianchi, elmetti protettivi e torce elettriche, ci hanno fatto visitare i resti dell&#8217;unica miniera d&#8217;argento rimasta agibile nella citta&#8217;. Non vedrete nulla di incredibile, ma la visita serve per immedesimarsi in uno di quelle persone che lavoravano tempi addietro nelle tante miniere da cui si estraeva l&#8217;argento per coniare le monete di mezza europa. Si sta sotto per mezz&#8217;ora circa, ma sembra un&#8217;eternita&#8217;. Il cunicolo pian piano si restringe, l&#8217;acqua gocciola copiosa dalla roccia sopra le nostre teste, e pian piano ci si trova a strisciare attorno alle pareti con la schiena abbassata. Brutta sensazione, non faremo mai gli speleologi! Una volta usciti all&#8217;aria aperta dall&#8217;altra parte della citta&#8217;, verrete fotografati dalle decine di turisti sorridenti vedendovi tutti belli agghindati mentre rientrate al museo. L&#8217; argento e le sue miniere sono il punto centrale della storia di Kutna Hora. Tutto cio&#8217; che vedrete, in un modo o nell&#8217;altro, ricondurrà lì. Dalla stupenda e grandiosa cattedrale di S. Barbora (protettrice dei minatori) al Cortile Italiano, dalla fontana Kamenna Kasna agli scorci che potrete ammirare camminando senza meta per il centro storico. Senza dimenticare il macabro ossario di Sedlec, appena fuori dal centro cittadino, fatto costruire nel luogo dove un abate di ritorno da Gerusalemme, lascio&#8217; cadere una manciata di terra prelevata dal Golgota. Da quel momento, tutti i nobili del luogo vollero essere sepolti li&#8217; per essere sicuri di avere la vita eterna. Ma l&#8217;arrivo della peste porto&#8217; migliaia di vittime, e il numero di ossa accumulate era divenuto ingestibile, tanto che se ne dovettero ammassare un gran numero in un magazzino accanto alla chiesa. Fino a quando vennero trovate da un falegname di nome Frantisek Rint, che ebbe l&#8217;idea di utilizzarle per comporre ornamenti ed altro nella cripta dell&#8217;ossario. A prima vista molto macabro, in realta&#8217; il lavoro che Rint (che ha pure firmato la sua opera ad una delle pareti, ovviamente usando ossa) vuole mandare un messaggio ben piu&#8217; profondo. Imperdibile.</p>
<p>Voto: 8,5</p>
<p><strong>22 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Castello di Konopiste</strong>: il tempo non e&#8217; proprio malaccio, fa caldo ed il cielo e&#8217; semi coperto, e ne approfittiamo per dirigerci verso l&#8217;unico castello che, prima di partire, ci aveva risposto via email dicendo che era possibile visitarlo con audioguide in italiano. In un oretta arriviamo al gigantesco parcheggio ai piedi dello Zamek. E&#8217; uno dei piu&#8217; visitati del paese, e si vede. E&#8217; ancora presto e troviamo tranquillamente posto. C&#8217;e&#8217; una lunga fila di bancarelle che vendono un sacco di souvenir tipici, oltre ad un paio di bar, al trenino e alla carrozza che portano in giro la gente. Ci rendiamo conto di essere molto vicini a Praga, la zona e&#8217; nettamente piu&#8217; sfruttata turisticamente degli altri luoghi visitati sinora. Percorriamo il breve sentiero che sale al castello. Da fuori non dice un granché. Nel fossato che lo circonda c&#8217;è un orso che fa tanta tristezza, come quelli visti a Cesky Krumlov. Entriamo nella biglietteria. Sono molto attrezzati, un pannello LCD stile aeroporto elenca le visite in programma e l&#8217;orario di partenza. Di audioguide neanche l&#8217;ombra&#8230;.. chissà cosa avranno capito nell&#8217;email, ma comunque vediamo la bandierina bianca rossa e verde tra le visite in programma e la prenotiamo; nell&#8217;attesa andiamo a fare due passi. Qui gli italiani ci sono, e si sentono come al solito. Facciamo due passi nel bosco che circonda il castello, poi rientriamo nell&#8217;ampio cortile e ci sediamo su una panchina. D&#8217;un tratto un ragazzo dai capelli lunghi tinti di giallo e rosso, con una decina di orecchini, anelli e braccialetti di ogni tipo, esce da una porta laterale e si piazza in mezzo urlando: &#8220;Italiani ??? Italiani ?? &#8220;. Attendiamo un attimo. &#8220;Si fara&#8217; pur avanti qualcuno&#8230;.. &#8221; penso tra me. &#8220;Italiani&#8230;.. ???&#8221;. Ci alziamo e alzando la mano presentiamo i biglietti. Siamo soli. Il ragazzo sorride e ci fa strada verso la porta d&#8217;ingresso. Notiamo che ha allacciato alla vita uno strano marsupio. Arrivati nel primo corridoio, la guida si ferma. Schiaccia un pulsante sul marsupio, e parte una musica a tutto volume, che pian piano si abbassa lasciando spazio ad una voce che dice : &#8220;Benvenuti al castello di Konopiste&#8230;.&#8221; . Ecco dov&#8217;era l&#8217;audioguida&#8230;. non propriamente come la intendevamo noi, ma e&#8217; pur sempre qualcosa. La visita comunque e&#8217; molto gratificante, gli interni sono molto belli, tutti ben arredati e molto interessanti. Alla fine scopriamo che la nostra guida, molto gentile, di italiano non sa una parola, idem per inglese e francese, per cui chiediamo informazioni a gesti su altre cose che ci interessano prima che la visita si concluda. E&#8217; uscito il sole, e fa un gran caldo. Andiamo a visitare il roseto e il giardino che sta dietro al castello, e poi torniamo nel cortile dove c&#8217;e&#8217; una specie di bar, per prendere qualcosa di fresco. Mi pappo 2 magnum e ci riposiamo un po&#8217;, mentre un gruppone di italiani con guida ceca al seguito invadono Konopiste. Dopo alcuni minuti alcuni di loro partono con imprecazioni all&#8217;indirizzo della loro guida, quando scoprono che dovranno attendere un po&#8217; prima di entrare, perchè c&#8217;e&#8217; gia&#8217; un altro gruppo in visita. Uno di loro, un signore tranquillo, si siede accanto a me, e gli domando in italiano da dove venivano. Un po&#8217; sorpreso (ma dai ??? eh eh, qui in pratica son solo italiani) ci racconta che stanno in hotel a Praga, che sono usciti per un&#8217;escursione in giornata. Ieri sono stati a Karlstein, ma a lui, appassionato di antiquariato, non e&#8217; piaciuto per niente, in quanto gli interni sono piuttosto anonimi e spogli. Buono a sapersi, vorra&#8217; dire che lo vedremo soltanto dall&#8217;esterno. Lo ringraziamo per le informazioni e lo salutiamo lasciandolo alla visita.</p>
<p>Voto : 8,5</p>
<p><strong>23 Agosto</strong>.<br />
<strong><br />
Castelli di Sternberk, Karlstein e Krivoklat</strong>: l&#8217;ultimo giorno, col tempo imbronciato ma ancora asciutto, lo dedichiamo ad un veloce tour dei castelli intorno a Praga. La vista di Sternberk dalla strada e&#8217; indubbiamente di grande impatto. Una fortezza maestosa che si erge in una valle verdissima su uno sperone di roccia, merita sicuramente una sosta e qualche foto. Non tanti turisti in giro. Da qui ci avviamo verso Karlstein. Le belle e solitarie valli che attraversiamo non lasciano presagire quello che ci troveremo di fronte al nostro arrivo. Mamma mia&#8230;. sembra di essere a Roma! Che macello di gente, ovunque si sente solo parlare in dialetto romano. Una lunga strada piena di negozi, locali e hotel risale verso il castello. Noi per fortuna, non arrivando dalla strada principale, parcheggiamo senza pagare una corona ai bordi di una stradina di montagna, a fianco di una pensioncina dietro la roccia su cui si erge il castello. Da qui proseguiamo e in 5 minuti siamo all&#8217;inferno. Addirittura i negozianti che parlano in italiano, in romano!!! Ma non si puo&#8217;&#8230;..! Incredibile&#8230; c&#8217;è addirittura il discount dei souvenir&#8230;. Scatoloni pieni di cianfrusaglie fabbricate in Cina o chissa&#8217; dove, e comitive di italiani intenti a comprare questo o quello!!! Terribile!! Non fraintendeteci, non ce l&#8217;abbiamo coi romani&#8230;&#8230; ci saranno stati italiani di altre regioni, ma si sentivano soltanto loro. Il cielo migliora, e addirittura esce un po&#8217; di sole. Decidiamo di risalire verso il castello, almeno per vederlo un po&#8217; piu&#8217; da vicino. In effetti e&#8217; molto scenografico. C&#8217;e&#8217; da sperare che dentro non sia cosi&#8217; deludente come ci aveva descritto quel turista italiano. Comunque di sto&#8217; casino ne abbiamo gia&#8217; abbastanza, velocemente ritorniamo verso l&#8217;auto, e prima di rientrare in hotel facciamo una capatina al castello di Krivoklat che dista solo 25 km. Questa deviazione ci permette di attraversare le colline del Krivoklasto, dove ci fermiamo per alcune foto ai bei panorami. Arriviamo al piccolo borgo di Krivoklat, lo troviamo molto meno caotico di Karlstein, anche a causa della sua posizione isolata, in una stretta valle circondato da boschi. Riprendiamo la strada per Kutna Hora passando per l&#8217;ampia ma trafficatissima tangenziale di Praga.</p>
<p>Voto : 7.</p>
<p><strong>Conclulsioni</strong></p>
<p>Tutto sommato, la Repubblica Ceca ci ha fatto un&#8217;ottima impressione. Non abbiamo trovato un paese arretrato rispetto all&#8217;Italia, tenendo conto che abbiamo visitato zone fuori dalle rotte turistiche principali, anzi sotto certi punti di vista direi ci sia pure da imparare qualcosa. I dubbi che prima della partenza ci erano venuti, sono stati definitivamente fugati.</p>
<p>Sapevamo che non avremmo incontrato paesaggi spettacolari da lasciarci a bocca aperta, ma comunque il paese è ricchissimo di foreste e di laghi, che sono un piacevole diversivo alla visita pura e semplice di una città’ o di un castello.</p>
<p>La gente locale è sempre stata cortese e disponibile.</p>
<p>Unendo a tutto questo i favorevoli prezzi per dormire e mangiare, crediamo che sia una vacanza da consigliare caldamente a chi vuole scoprire angoli ancora poco conosciuti della Repubblica Ceca.</p>
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		<title>Amaca pieghevole</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 22:20:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bisogno di relax? La soluzione pratica e veloce arriva con questa bella amaca pieghevole con supporto. Facilissima da installare, è pronta in un attimo per regalarti rilassanti momenti di meritato riposo ovunque vuoi! In giardino, in spiaggia, sul balcone, grazie alla sua borsa dotata di tracolla, la porti comodamente in giro. Il suo meccanismo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1980" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Amaca-pieghevole.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Amaca-pieghevole-225x300.jpg" alt="Amaca pieghevole" title="Amaca pieghevole" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1980" /></a><p class="wp-caption-text">Amaca pieghevole</p></div>
<p>Bisogno di relax? La soluzione pratica e veloce arriva con questa bella amaca pieghevole con supporto.</p>
<p>Facilissima da installare, è pronta in un attimo per regalarti rilassanti momenti di meritato riposo ovunque vuoi! In giardino, in spiaggia, sul balcone, grazie alla sua borsa dotata di tracolla, la porti comodamente in giro.</p>
<p>Il suo meccanismo di apertura/chiusura è intuitivo, veloce e sicuro; la struttura è in acciaio, mentre il tessuto è in PVC. Colore blu.</p>
<p>Portata massima: 130 Kg.<br />
Dim. (L x H x P) 75 x 83 x 237 cm ca.</p>
<p><a href="http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&#038;a=1538951&#038;g=0&#038;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=214807-841" target="_blank"><img title="Acquista subito!" src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" width="200" height="30" /></a></p>
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		<title>Contenitore termico con dispenser 6L</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:48:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Utile da portare con te nelle gite fuori porta, in campagna come al mare, un pratico e capiente contenitore termico che arriva a contenere fino a ben 6 litri d’acqua. Con maniglia per il trasporto e piedini d’appoggio, ha un dispenser da premere ogni volta che si vuole un fresco bicchiere d’acqua! In materiale antiurto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1957" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Contenitore-termico-con-dispenser-6L.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Contenitore-termico-con-dispenser-6L-225x300.jpg" alt="Contenitore termico con dispenser 6L" title="Contenitore termico con dispenser 6L" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1957" /></a><p class="wp-caption-text">Contenitore termico con dispenser 6L</p></div>
<p>Utile da portare con te nelle gite fuori porta, in campagna come al mare, un pratico e capiente contenitore termico che arriva a contenere fino a ben 6 litri d’acqua.</p>
<p>Con maniglia per il trasporto e piedini d’appoggio, ha un dispenser da premere ogni volta che si vuole un fresco bicchiere d’acqua!</p>
<p>In materiale antiurto, è nel colore blu.<br />
Dim. (L x H x P) 33 x 33 x 30 cm ca.</p>
<p><a href="http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&#038;a=1538951&#038;g=0&#038;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=217442-841" target="_blank"><img title="Acquista subito!" src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" width="200" height="30" /></a></p>
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		<title>Portachiavi galleggiante con luce</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 21:44:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1954" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Portachiavi-galleggiante-con-luce.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/06/Portachiavi-galleggiante-con-luce-225x300.jpg" alt="Portachiavi galleggiante con luce" title="Portachiavi galleggiante con luce" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1954" /></a><p class="wp-caption-text">Portachiavi galleggiante con luce</p></div>
<p>Perfetto per chi va in barca o a pesca, o pratica sport acquatici in generale: se questo portachiavi cade accidentalmente in acqua, rimane a galla, iniziando immediatamente a lampeggiare per essere visibile anche in notturna! Potrai inoltre utilizzarlo come normale torcia, scegliendo la modalità luce fissa.</p>
<p>La luce a led ha una durata di circa 100.000 ore!<br />
Colore: Giallo e rosso.<br />
Dim. (Ø x H) 3.5 x 8.5 cm ca.</p>
<p><a href="http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&#038;a=1538951&#038;g=0&#038;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=212933-841" target="_blank"><img title="Acquista subito!" src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" width="200" height="30" /></a></p>
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		<title>Vacanze in Mongolia</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 21:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1728" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/Mongolia.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/Mongolia-300x107.jpg" alt="Mongolia" title="Mongolia" width="300" height="107" class="size-medium wp-image-1728" /></a><p class="wp-caption-text">Mongolia</p></div>
<p>La voglia di trascorrere una vacanza in un luogo lontano dalle solite mete turistiche, ci fa optare per un <strong>viaggio in Mongolia</strong>. Espletate le pratiche burocratiche (consistenti nella richiesta del visto al consolato onorario mongolo con sede a Torino, e successiva spedizione del passaporto tramite corriere convenzionato che nell&#8217;arco di pochi giorni ci riconsegnerà a domicilio il tutto), siamo pronti per la partenza. La Mongolia è una destinazione ancora relativamente poco battuta, e sono poche le compagnie aeree che vi arrivano. Per chi viaggia dall&#8217;Italia la scelta <strong>Aeroflot</strong> è pressoché obbligata. Per risparmiare qualche centinaio di euro a testa partiamo da Milano anziché dalla molto più comoda Venezia: dobbiamo fare scalo a Mosca, dove non possiamo uscire dalla zona internazionale dell&#8217;aeroporto a meno di non essere in possesso di visto russo. Poco male, perché all&#8217;andata dobbiamo aspettare solo due ore prima di imbarcarci per <strong>Ulan Bator</strong>. Il volo dalla capitale russa a quella mongola si rivela scomodissimo: i sedili sono stretti e a fianco di uno di noi è seduto un belga di notevole stazza che per tutto il viaggio non fa altro che bere vino, vodka e… sudare. Arriviamo comunque vivi e vegeti in Mongolia alle 7 di mattina e, dopo aver cambiato un po&#8217; di soldi, ci facciamo portare in centro da un tassista improvvisato. Non abbiamo prenotato un posto per dormire e perdiamo la mattina a cercarne uno. Notiamo subito come gli alberghi qui siano pochi e molto cari rispetto agli standard asiatici: decidiamo quindi di orientarci verso una ben più accessibile guesthouse. Ne dobbiamo girate diverse prima di trovarne una che avesse una stanza doppia libera. Alla fine troviamo posto alla <strong>Khongor Guesthouse</strong>: inizialmente vorremmo pernottare lì per una sola notte e poi cercare qualcos&#8217;altro. Ma poi il prezzo economico (circa 9 euro al giorno per la stanza), la possibilità di poter prenotare tour direttamente, e la posizione centrale ci fanno decidere di rimanere lì per tutto il periodo di ferie, o perlomeno per i giorni che resteremo ad Ulan Bator, visto che una parte considerevole della nostra permanenza in Mongolia la trascorreremo in giro per le sterminate lande desolate del Paese.</p>
<div id="attachment_1720" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/DSCN3421.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/DSCN3421-300x224.jpg" alt="Ulan Bator" title="Ulan Bator" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-1720" /></a><p class="wp-caption-text">Ulan Bator</p></div>
<p>Al di fuori della capitale è pressoché impossibile viaggiare da soli: la rete ferroviaria è limitata al solo asse nord-sud (si tratta della linea che unisce la Russia alla Cina) e i minibus adibiti a trasporto pubblico sono utilizzati quasi esclusivamente dai mongoli per trasportare le merci ingombranti che acquistano nella capitale fino agli angoli più sperduti dello Paese. Per spostarsi da un posto all&#8217;altro della Mongolia ci vogliono ore e ore, talvolta giornate, di viaggio in dissestate strade di terra battuta (quelle asfaltate sono rare e per lo più situate nei pressi della capitale), ma quando si arriva a destinazione si dimenticano i disagi fin lì sopportati. Non resta quindi che affidarsi ai tour organizzati, che permettono di noleggiare una jeep (o, più spesso, un minivan) con autista e sono comprensivi di pernottamenti e pasti (e non è cosa da poco, per noi vegetariani, avere qualcuno che ci metta a disposizione piatti adeguati in un Paese in cui la dieta è quasi esclusivamente carnivora). La nostra prima destinazione è il <strong>monastero di Amarbayasgalant</strong>. Il termine &#8220;cattedrale nel deserto&#8221; è quanto mai adeguato per definire questo monastero. Si tratta di una bellissima costruzione attorniata da mura, situata in mezzo al nulla. Amarbayasgalant è uno dei principali templi buddisti della Mongolia ed ha un fascino enorme: a livello architettonico ricorda molto lo stile cinese piuttosto che quello tibetano, e così sarà per gran parte degli edifici religiosi che avremo modo di vedere in Mongolia. </p>
<div id="attachment_1724" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/Gher_Mongola.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/Gher_Mongola-300x224.jpg" alt="Gher della Mongolia" title="Gher della Mongolia" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-1724" /></a><p class="wp-caption-text">Gher della Mongolia</p></div>
<p>La notte dormiamo in una <strong>gher</strong> (la tipica tenda circolare dei nomadi mongoli). E&#8217; un&#8217;esperienza indimenticabile: fuori c&#8217;è un bellissimo cielo stellato e dormire in mezzo alla natura lontani dal tran tran del mondo occidentale fa bene allo spirito.<br />
Il giorno seguente lo trascorriamo assieme ad una famiglia di nomadi: li osserviamo nelle loro attività quotidiane, legate in particolar modo all&#8217;allevamento, e giochiamo con i bambini a giochi in cui si inventano loro tutte le regole (ad esempio, una dama in cui solo loro possono mangiare le nostre pedine…). Come spesso accade in Asia, veniamo scambiati per americani. Chissà poi perché ogni occidentale viene considerato uno yankee… per quanto ci riguarda, tutto vorremmo sembrare a parte che sudditi dell&#8217;impero a stelle e strisce.</p>
<p>Dormiamo ancora in una gher, ma questa volta non si tratta più di una tenda solo per noi come quella della prima notte. Da ora in avanti dovremo abituarci a dormire assieme alle famiglie nomadi, in tende che non brillano certo per pulizia: anche questa, tuttavia, è un&#8217;esperienza da fare!</p>
<p>Ritorniamo ad Ulan Bator e ci ritempriamo prima di intraprendere un altro lungo viaggio, questa volta con destinazione <strong>Karakorum</strong>: non si tratta dell&#8217;omonima catena montuosa, ma della vecchia capitale dell&#8217;impero mongolo. In realtà, dei fasti dell&#8217;epoca non resta nulla. La città fu rasa al suolo dai cinesi e dalle rovine sono stati costruiti degli edifici religiosi circondati da mura su cui si ergono 108 stupa (monumenti votivi utilizzati per conservare reliquie) bianchi: il <strong>monastero di Erdene Zuu</strong>.</p>
<div id="attachment_1726" class="wp-caption alignright" style="width: 234px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/ErdeneZuu.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/ErdeneZuu-224x300.jpg" alt="Monastero Erdene Zuu" title="Monastero Erdene Zuu" width="224" height="300" class="size-medium wp-image-1726" /></a><p class="wp-caption-text">Monastero Erdene Zuu</p></div>
<p>Il colpo d&#8217;occhio dell&#8217;insieme è sensazionale e ripaga di tutte le ore passate nel minivan a sobbalzare per ogni buca. Trascorriamo qualche ora a visitare i diversi templi, immergendoci nella pace del luogo. La sera assistiamo ad uno spettacolo caratterizzato dall&#8217;esibizione canora di un anziano che ci fa conoscere il <strong>Khoomei</strong>, il canto gutturale tipico delle popolazioni mongole (va detto che di per sé la lingua mongola presenta già diversi suoni gutturali): assistiamo anche alle prodezze di una giovanissima contorsionista, e poi andiamo a goderci il meritato riposo in una gher situata all&#8217;interno di un villaggio turistico (se così si può chiamare). Il giorno seguente facciamo una breve escursione alla Boovon Khad, una roccia fallica meta di pellegrinaggio da parte delle donne che vogliono avere figli. Fatte le foto e le battute di rito, riprendiamo il cammino verso Ulan Bator. Per strada ci imbattiamo in una manifestazione ludica tipica della Mongolia: si tratta di una selezione locale per il <strong>Naadam</strong>, la più grande manifestazione sportiva che si svolge nel Paese, nella quale gli atleti gareggiano in tre discipline sportive (lotta, equitazione e tiro con l&#8217;arco).</p>
<p>Dopo qualche giorno di relax nella capitale, è la volta della terza ed ultima escursione: quella nel <strong>deserto del Gobi</strong>, che ci terrà impegnati per cinque giorni. Pur preferendo viaggiare da soli (cioè senza altri turisti), il caso vuole che due ragazze giapponesi abbiano organizzato con la stessa agenzia il nostro stesso tour per i medesimi giorni. Quindi, anche se con automezzi diversi, facciamo il viaggio assieme. Man mano che ci addentriamo nel deserto, la prima cosa che viene da pensare è che non è poi così diverso dal resto della Mongolia. Si tratta di una steppa con una vegetazione composta quasi esclusivamente da erba e piccoli arbusti, con l&#8217;alternanza di zone più brulle e di altre un po&#8217; più rigogliose. Soltanto, con l&#8217;incidere dei chilometri scompaiono via via le aquile che invece nel resto del Paese volano numerosissime in cielo e che spesso capita di incrociare appollaiate per terra o sopra qualche palo ad appena pochi passi di distanza. Il primo giorno di viaggio ci fermiamo a <strong>Baga Gazariin Chuluu</strong>, una montagna di granito in cui la roccia è modellata a formare un paesaggio che pare extraterrestre. Qui un tempo sorgevano dei templi, e qualche rovina, anche se ormai quasi inglobata dalle rocce, si può ancora intravedere. Dopo aver trascorso la notte in una gher, la mattina siamo pronti per ripartire: prossima tappa è il deserto come viene pensato nell&#8217;immaginario collettivo, che occupa soltanto una piccola parte della superficie del Gobi; noi abbiamo l&#8217;opportunità di vedere le <strong>dune di sabbia di Moltsog</strong>. Sembra di stare in una grande spiaggia in un ambiente, però, montuoso anziché marino. Ci divertiamo per un po&#8217; a scorrazzare tra le dune e ripartiamo quindi alla ricerca di una gher in cui dormire. Molto spesso le guide dei tour vanno alla ricerca sul momento di un posto dove passare la notte: i nomadi sono ospitali e, particolare non trascurabile, non disdegnano qualche <strong>togrog</strong> (la moneta mongola). </p>
<div id="attachment_1733" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/DesertoGobi.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/11/DesertoGobi-300x225.jpg" alt="Deserto del Gobi" title="Deserto del Gobi" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1733" /></a><p class="wp-caption-text">Deserto del Gobi</p></div>
<p>Il tour nel Gobi riparte l&#8217;indomani con le visite a <strong>Bayanzag</strong> e a <strong>Temeen Shavar</strong>: si tratta di paesaggi dominati dal colore rosso della terra e da vegetazione molto rada. In età remote qui doveva esserci una presenza piuttosto nutrita di dinosauri, tant&#8217;è che nei dintorni si continuano a trovare resti di questi animali preistorici.</p>
<p>Ci trasferiamo poi a <strong>Yoliin</strong>, una zona di montagna con sentieri molto piacevoli da percorrere, che si snodano tra rocce ruscelli e dai quali scorgiamo vari animali tra cui diverse marmotte. La sera, prima di andare a coricarci (ovviamente, ancora in una gher), veniamo convinti a fare un giro in cammello, nonostante una certa contrarietà all&#8217;utilizzo degli animali a fini ludici. Fatto sta che a fine cavalcata, Gabriele viene disarcionato e cade rovinosamente a terra, facendosi male ma, fortunatamente, non troppo. Siamo in mezzo al deserto, a centinai di chilometri dal più vicino ospedale e i cellulari non prendono: non ci si può permettere di lamentare dolori. L&#8217;autista della jeep ci porge due bicchieri di vodka &#8220;Chinggis&#8221; a mo&#8217; di medicina e tutto finisce lì.</p>
<p>Comincia la mattina successiva la lunga marcia verso Ulan Bator: dopo ore e ore di viaggio ci fermiamo a pernottare nell&#8217;ennesima gher nei pressi della cittadina di <strong>Erdene Dalai</strong>. Quest&#8217;ultima è un agglomerato di case per lo più in legno e lamiera con qualche edificio in mattoni di impronta sovietica. Come in tutti gli altri centri abitati (sono tutti simili, se si eccettua Ulan Bator, che fa storia a sé), i bagni sono posti poco distanti dalle ultime case e consistono di una casetta in legno (o, talvolta, costruita con l&#8217;abitacolo di un camion) che poggia su delle assi posizionate in maniera tale da lasciare una fessura piuttosto ampia; la fessura a sua volta si apre sopra una buca profonda che rappresenta la rete fognaria.</p>
<p>Ormai siamo stanchi di trascorrere gran parte della giornata a guardare fuori dal finestrino paesaggi che dopo un po&#8217; risultano essere sempre uguali. Passiamo ore a contare i copertoni dei camion che vengono abbandonati in gran numero ai bordi della strada e quando arriviamo a Ulan Bator (nel tardo pomeriggio) non possiamo esimerci dal recarci a rilassarci al chioschetto della Tiger (ottima birra mongola).</p>
<p>Per quanto riguarda Ulan Bator, l&#8217;abbiamo visitata approfittando dei giorni di intervallo tra un tour e l&#8217;altro: la città ci è subito piaciuta tantissimo. Piuttosto inquinata (come molte città asiatiche), appare ai visitatori come un misto di vecchia capitale di stampo sovietico e città in continuo mutamento in cui trovano posto, gli uni accanto agli altri, modernissimi centri commerciali e piccole bancarelle in cui si vendono sigarette e frutta e che fungono anche da telefoni pubblici (sopra un banchetto è posizionato un telefono collegato chissà dove di cui i mongoli usufruiscono spesso!). Prendiamo subito confidenza con i luoghi più conosciuti: il centro è costituito da <strong>Piazza Sukhbathaar</strong>, la classica piazza di vaste dimensioni di stampo sovietico dominata dal palazzo del Parlamento presso il quale è situata una statua di <strong>Gengis Khan</strong> (una statua di modeste dimensioni, in attesa di quella molto più grande che le autorità hanno in cantiere di costruire). Non distante vi è un grande centro commerciale in cui si trova un po&#8217; di tutto e che fungerà come punto di riferimento sia per cambiare soldi che per l&#8217;acquisto di diverse cose. Tra i luoghi che visitiamo il più incantevole è di sicuro il <strong>Monastero di Gandan</strong>, nel quale assistiamo ad una cerimonia cui partecipavano decine e decine di monaci oltre a numerosi fedeli. Per il resto, visitiamo un paio di musei (<strong>Museo di storia naturale</strong> e <strong>Museo Nazionale di storia mongola</strong>) mentre rinunciamo ad altri luoghi che magari avrebbero anche meritato una visita, preferendo bighellonare un po&#8217; per la città, che dal nostro punto di vista merita veramente di essere conosciuta non soltanto da un punto di vista turistico. La penultima sera andiamo alla <strong>collina di Zaisan</strong>, dove si trova un Memoriale dedicato all&#8217;antica amiciza mongolo-sovietica. Si tratta di un insieme monumentale imponente, di stampo tipicamente socialista, sopravvissuto al cambio di regime avvenuto in seguito alla disgregazione dell&#8217;U.R.S.S. La collina è frequentata abitualmente dai giovani del posto, che vi si recano per trascorrere dei momenti romantici. Il panorama di Ulan Bator che si vede da qui è sensazionale, e ci lascia tanta malinconia, visto che siamo ormai agli sgoccioli del nostro viaggio. Scesi dalla collina, visitiamo anche un parco che si trova nei dintorni, caratterizzato dalla presenza di una grande statua dorata di Buddha: anche qui è pieno di gente che ne approfitta per una passeggiata o per pregare. Arriviamo così alla fine della vacanza: l&#8217;ultimo giorno ad Ulan Bator lo dedichiamo allo shopping (tra le altre cose, troviamo anche la maglia della nazionale di calcio mongola, una chicca…) e a sedute di massaggi (qua veramente economici). La mattina dopo ci imbarchiamo nuovamente su un volo Aeroflot diretto a Mosca e, dopo sette interminabili ore trascorse all&#8217;aeroporto Sheremetyevo in attesa della coincidenza, a malincuore saliamo sull&#8217;aereo che ci riporterà in Italia.</p>
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		<title>Toda Cuba! Il mio viaggio lungo tutta l&#8217;isola&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato… Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1596" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/08/toda-cuba-il-mio-viaggio-lungo-tutta-lisola/cuba-3/" rel="attachment wp-att-1596"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/08/cuba-300x192.gif" alt="Cuba" title="Cuba" width="300" height="192" class="size-medium wp-image-1596" /></a><p class="wp-caption-text">Cuba</p></div>
<p>Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato…</p>
<p>Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno di che vivere, allora forse potrei anche dire che l&#8217;America non è il paese che fa per me!</p>
<p>Questa sete di conoscenza mi porta a visitare i luoghi più disparati ed a scegliere le mete più incomprensibili… Ed è così che decido di visitare Cuba, il paese di Fidel, il leader maximo, quello più amato, più odiato, più discusso al mondo. Vado per vedere come vive la gente, per capire se tutto ciò che si narra di Cuba sia vero oppure no!</p>
<p>E arrivo in questo paese dove tutto è statale, dove la concorrenza non esiste, è lo stato che decide i prezzi, pesos più, pesos meno. Vedo subito che per chi non è cubano è difficile comprendere la realtà del luogo, ma non mi lascio scoraggiare sebbene il &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; ripetutomi da una guida locale.</p>
<p>E comincio a girare: <strong>L&#8217;Avana</strong> non è molto diversa dalle nostre città, caos e confusione. Così dopo un breve e rapido giro del centro, che val la pena di visitare perché molto caratteristico, decido di allontanarmi. Farlo in treno è improponibile, &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; come funziona prendere un treno. Il noleggio è la mia unica salvezza. E così con la mia auto fiammante faccio strada per <strong>Matanzas</strong> passando sul <strong>Puente Bacunayagua</strong> alto 110 metri, per loro un&#8217;opera pazzesca, per noi sarebbe semplicemente bello. Arrivata alla mia prima destinazione visito il museo farmaceutico, la stupenda <strong>botica</strong> creata dal dottor Ernest Triolet, un insieme di &#8220;remedios&#8221; quasi alchimistici fatti di tanta tradizione omeopatica e di cure medico-scientifiche di sicura efficacia, qui tutto è curato e mantenuto perfettamente, in onore alla memoria di un uomo, Ernest Triolet, che diede tutta la sua vita per il bene altrui. Ed è proprio all&#8217;uscita dalla visita della stupenda Farmacia adibita ormai a museo, che incontro il primo, ma non unico, omosessuale della mia vacanza, e comincio a notare che se da un lato la legge li perseguita, dall&#8217;altro la gente li accoglie, ed è così che capisco che sono perseguitati se fanno qualcosa che non dovrebbero, come prostituirsi o &#8220;non stare al loro posto&#8221;. Che la gente sia così tollerante e priva di pregiudizi, mi fa già amare particolarmente questo luogo. Attraverso il piccolo e caratteristico ponte di pietra detto &#8220;concordia&#8221; per arrivare al mosaico del &#8220;Che&#8221; e poi riparto subito per Varadero, giusto il tempo per rimanere delusa dalla sua aridità, dalla sua falsità. In pieno contrasto con la pienezza dei sentimenti della donna conosciuta a Remedios, che mi narrò di aver avuto l&#8217;emozione più grande della sua vita quando strinse la mano di Che Guevara. Questa donna mi fa capire che ormai il comunismo non è più molto ben visto a Cuba perché mi dice &#8220;sono comunista, però io sono una brava persona&#8221;, un intero universo in questa frase. Non è capodanno e non posso quindi vedere i bellissimi fuochi d&#8217;artificio che fanno in questa città, così riparto alla volta di <strong>cayo Santa Maria</strong>, la spiaggia più bella che io abbia mai visto al mondo, fine e bianca, ed il mare con il suo mondo nuovo dentro, credo proprio che Dio volesse dare uno specchio del paradiso.</p>
<p>Prendo poi la strada per <strong>Florencia</strong>, dove volevo assistere ad uno dei famosi rodei che organizzano nella zona e invece trovo la festa del Carnevale con animazione in piazza ed ogni tipo di cibo servito tra le bancarelle. E&#8217; speciale la loro pizza, cotta in piccoli forni portatili. E strada facendo do un passaggio ad una signora che mi presenta a tutto il paese, con grande imbarazzo da parte mia, ma soprattutto compro il caffè cubano, buonissimo, in una di quelle botteghe &#8220;solo per cubani&#8221; dove si compra con la tessera… Dopo essermi riposata dalla festa faccio colazione con il loro buonissimo yogurt di soia, un&#8217;altra squisitezza, e parto per <strong>Santa Clara</strong>, città icona del mito di Che Guevara, il suo mausoleo, il treno, tutto sulla sua guerriglia è descritto minuziosamente. In ogni dove, un po&#8217; in tutta Cuba è costante la presenza di Guevara e Fidel e Cienfuegos e i protagonisti della rivoluzione… Eviva Cuba, eviva el compagnero, eviva la revoluciòn….</p>
<p>Gusto la mia solita &#8220;comida&#8221; ossia pranzo e/o cena cubana e mi dirigo verso <strong>Jatibonico</strong>. In questa cittadina della provincia di Sancti Spiritus si trovano diverse <strong>fabbriche di sigari</strong>, quelle vere, non quelle per turisti… Ne voglio visitare una ma non mi fanno entrare, però lì conosco Omar e la sua famiglia, Omar è un cubano che lavora nella fabbrica e mi regala un sigaro e io lo fumo tutto per intero e subito, è buonissimo, il suo sapore scende in gola e sale fino al cervello. Hola Omar, parto per <strong>Camguey</strong> splendida città coloniale con i suoi onnipresenti &#8220;tinajones&#8221; i grandi orci per la raccolta dell&#8217;acqua piovana simbolo della città. Nella periferia fermatevi a gustare il latte di cocco fresco.</p>
<p>Subito proseguo per <strong>Holguìn</strong>, la città dei parchi, a me non piace molto e allora seguo la strada 6-241 per banes, questa è una strada che scende verso la costa e si insinua nelle verdi vallate del Grupo Montanoso Maniabòn, dove giunti alla Central Rafael Freyre potete fare un giro sui vecchi treni a vapore che durante la zafra (raccolta della canna da zucchero) circolano quotidianamente tra i mogotes della zona, lasciandovi ammaliare dall&#8217;ambientazione caratteristica che sembra portarvi indietro nel tempo.<br />
<strong><br />
Proseguendo verso </strong>Playa Esmeralda e Guardalavaca rimango delusa perché qui il ciclone quest&#8217;anno ha devastato la spiaggia… Ma mi rifaccio appena arrivo nel piccolo villaggio di <strong>Yaguajay</strong> dove rimango affascinata dal <strong>Museo Aborigen Chorro de Maita</strong>, ambientazione simile, nel suo piccolo, all&#8217;immenso esercito di terracotta cinese. Questa strada mi conduce verso <strong>Banes</strong>, passando attraverso ai luoghi del principale sito precolombiano di Cuba, e ai discendenti degli Indio che un tempo popolavano questa splendida isola. Ed è qui che una donna mi fa entrare in casa sua, una di quelle tipiche fatte di paglia, e che mi fa salire su un mogote circostante ad ammirare il paesaggio e gli effetti devastanti dell&#8217;uragano che in quest&#8217;area ha causato fin troppi danni. Con quella vista nel cuore mi fermo a Banes a visitare il Museo Indocubano e la Chiesa dove si &#8220;casò&#8221; Fidel Castro.</p>
<p>Un po&#8217; tutte le strade di Cuba sono in buone condizioni a parte i rischi di buche, biciclette e carri trainati da buoi, ma <strong>la strada che da Banes porta a Baracoa è terribile</strong>, cinque ore di strada dissestata&#8230; La sconsiglio vivamente sebbene il paesaggio sia ancora una volta mozzafiato!</p>
<p><strong>Baracoa</strong> è la città più pittoresca dell&#8217;isola, piccola e raccolta circondata da montagne ricoperte di foresta pluviale, tutt&#8217;intorno è un susseguirsi di splendide spiagge e di percorsi di montagna. Io dopo aver visitato il busto del Taino, fiero e orgoglioso, miro e ammiro la <strong>Cruz de la Parra</strong>, ossia la Croce che Colombo infilzò sulla spiaggia giunto nel nuovo mondo. La leggenda secondo cui il genovese sbarcò lì è stata disattesa da fonti storiche, ma il fascino per una così bella e antica croce rimane. Un giro sul Malecòn giusto il tempo di farmi fare una doccia gelata dalle acque che si frastagliano sulle rocce, fate molta attenzione… E poi alla <strong>Casa de Chocolate</strong>, vera chicca del posto! Gustando il loro meraviglioso coco dolce mi allontano nei dintorni dove faccio un giro in barca sul fiume ad ammirare la splendida vegetazione della riva, che nel suo piccolo mi porta alla mente il Rio delle Amazzoni, anzi i suoi affluenti minori… Finito il giro nel fiume si va alla finca (fattoria) si assaggia il cocco fresco, si fa un giro tra i vari animali e ci si sofferma sui galli da combattimento, sport che nella zona è molto praticato. Torno al mio carro (auto) e lo trovo perfettamente limpio e pulito, la gente mi fa una festa mai vista e lascio qualche regalo per fare tutti contenti. Ma le bellezze del luogo continuano lungo la Farola, strada di montagna che congiunge Baracoa a Cajobabo, lungo una catena montuosa ricca di freddo e di gente da un grande cuore, che baratta cibo per vestiti. Sembra di essere sulle montagne della Sicilia…</p>
<p>Alla volta di <strong>Santiago de Cuba</strong> con il suo bellissimo centro storico e la Casa de la Trova, (proprio vicino al Museo del Carnevale) belle un po&#8217; dappertutto, dove chi conosce i passi può lasciarsi ammaliare dalle bellissime danze caraibiche! El Cobre invece ti ammalia con il fascino del suo volto da bambola…</p>
<p>E infine decido di attraversare la costa sud per arrivare a <strong>Manzanillo</strong>, qui la strada è ancor più terrificante di quella che ho fatto per arrivare a Baracoa… Lungo la via solo caldo, sole e deserto, <strong>il deserto di Cuba</strong>, con le sue strada che costeggiano il mare con il rischio di essere trascinati via dal mare e i ponti spezzati in due che vengono indicati come &#8220;in malo stato&#8221; ma transitabili! Pilon, Marea del Portillo e Manzanillo sono indicati come i luoghi più pescosi dell&#8217;isola ed in effetti troviamo dei gamberoni gustosissimi, assaggiati e cucinati in casa di una signora che ci apre le porte di casa sua, le porte veramente sono sempre aperte, come un tempo in casa da mia nonna, oggi sarebbe pericolosissimo da noi, lì è la normalità, la gente di valore ha solo la TV che si guarda tutti insieme la sera e che si tiene sotto chiave di giorno, perché si sa anche in Paradiso può passare un demone!</p>
<p>E poi dritto verso l&#8217;ultima tappa del mio viaggio, dulcis in fundo <strong>Trinidad</strong>, dove l&#8217;Aragosta offerta ai turisti è tantissima, dove questa cittadina merita il Patrimonio mondiale dell&#8217;umanità, simbolo di un&#8217;isola dove la gente danza e canta per le strade, pur rispettando la quiete dei luoghi. Il mare è stupendo e i fondali tipici del reef corallino fra il più ricco di vita del pianeta, attira da lungi gli appassionati di snorkeling e sport acquatici e immersioni. Con la spugna vaso, il pesce chirurgo azzurro, la tubaste, il pesce angelo-reale, il sergente maggiore ecc…</p>
<p>Se avete tempo potete visitare la <strong>Baia dei Porci</strong> e la <strong>Sierra Maestra</strong> dove si va solo con visite guidate perché luoghi politici della rivoluzione. Sconsiglio infine il lato ovest dell&#8217;isola o meglio potete arrivare solo fino al Pan de Guajabon e la strada piena di coltivazioni di riso e caffè e tabacco ma la città di Pinar del Rio è piena di pazzie ed è orrenda!</p>
<p>La vacanza si conclude assaporando del buon rum a L&#8217;Avana e acquistando dei ricordi per mantenere viva la memoria di un viaggio indimenticabile!!!!!!!</p>
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		<title>Portacravatte da viaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 21:19:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Portacravatte]]></category>
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		<description><![CDATA[Occupa poco spazio in valigia e mantiene le tue cravatte ben distese, senza pieghe, pronte per essere indossate! Questo portacravatte si chiude completamente con la zip e può ospitare due cravatte. Ha due taschine in rete per contenere il fazzoletto da taschino, i gemelli ecc. In nylon, struttura semirigida, rifinita nei minimi particolari. Comodo per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_855" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/06/Portacravattedaviaggio.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/06/Portacravattedaviaggio-225x300.jpg" alt="Portacravatte da viaggio" title="Portacravatte da viaggio" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-855" /></a><p class="wp-caption-text">Portacravatte da viaggio</p></div>
<p>Occupa poco spazio in valigia e mantiene le tue cravatte ben distese, senza pieghe, pronte per essere indossate! Questo portacravatte si chiude completamente con la zip e può ospitare due cravatte. Ha due taschine in rete per contenere il fazzoletto da taschino, i gemelli ecc. In nylon, struttura semirigida, rifinita nei minimi particolari. Comodo per chi viaggia spesso per lavoro. Dim. cm 40,5 x 13 x 1,5.</p>
<p><a href="http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&amp;a=1538951&amp;g=0&amp;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=162106-121" target="_blank"><img title="Acquista subito!" src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" width="200" height="30" /></a></p>
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		<title>Mini ventilatore tascabile da viaggio con indicatore della temperatura</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 13:11:57 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<category><![CDATA[Mini ventilatore tascabile]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fresco a portata di mano con il mini ventilatore tascabile! Le piccole pale sono in morbidissima e sottile plastica per non correre rischi e farsi male, qualora vengano inavvertitamente a contatto con le mani durante l’uso, quindi nessun pericolo per i bambini! Una volta azionato apparirà sulle pale la temperatura (in gradi °C e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1950" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/05/MiniVentilatore.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/05/MiniVentilatore-225x300.jpg" alt="Mini Ventilatore" title="Mini Ventilatore" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1950" /></a><p class="wp-caption-text">Mini Ventilatore</p></div>
<p>Il fresco a portata di mano con il mini ventilatore tascabile! Le piccole pale sono in morbidissima e sottile plastica per non correre rischi e farsi male, qualora vengano inavvertitamente a contatto con le mani durante l’uso, quindi nessun pericolo per i bambini! </p>
<p>Una volta azionato apparirà sulle pale la temperatura (in gradi °C e °F), oltre ad un simpatico messaggio di &#8220;Buona Fortuna!&#8221; (Good Luck).</p>
<p>Colore: Assortiti, tra nero e bianco.<br />
Dim. (Ø x H) 3,2 cm x 11 cm ca.<br />
Necessita di 3 batterie modello AAA 1.5 V (ministilo), non comprese.</p>
<p><a href="http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&amp;a=1538951&amp;g=0&amp;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=205906-C841" target="_blank"><img title="Acquista subito!" src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" width="200" height="30" /></a></p>
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		<title>Viaggio in Campania!</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 12:59:12 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una regione piena di storia e cultura, ma anche di bellezze naturali. Un viaggio immersi nelle mille facce di una regione senza tempo: mare, monti, vulcani, turismo, isole, cibo squisito, città stupende&#8230; semplicemente Campania!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/05/viaggio-in-campania/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> Una regione piena di storia e cultura, ma anche di bellezze naturali. Un viaggio immersi nelle mille facce di una regione senza tempo: mare, monti, vulcani, turismo, isole, cibo squisito, città stupende&#8230; semplicemente Campania!</p>
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		<title>Ferro da stiro a secco da viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2009 22:36:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Utilità]]></category>
		<category><![CDATA[ferro da stiro]]></category>
		<category><![CDATA[Ferro da stiro a secco]]></category>
		<category><![CDATA[Ferro da stiro da viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Infila questo ferro da stiro a secco comodamente nella tua valigia, renderà i tuoi vestiti sempre perfetti, qualunque viaggio affronterai! La temperatura può essere regolata col pratico termostato, in funzione dei tessuti da stirare. Dotato di impugnatura reclinabile salvaspazio e di pratica custodia da viaggio, portalo sempre con te! CARATTERISTICHE TECNICHE: - Potenza: 230 W/ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1993" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/Ferro-da-stiro-a-secco-da-viaggio.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/Ferro-da-stiro-a-secco-da-viaggio-225x300.jpg" alt="Ferro da stiro a secco da viaggio" title="Ferro da stiro a secco da viaggio" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-1993" /></a><p class="wp-caption-text">Ferro da stiro a secco da viaggio</p></div>
<p>Infila questo ferro da stiro a secco comodamente nella tua valigia, renderà i tuoi vestiti sempre perfetti, qualunque viaggio affronterai!</p>
<p>La temperatura può essere regolata col pratico termostato, in funzione dei tessuti da stirare. Dotato di impugnatura reclinabile salvaspazio e di pratica custodia da viaggio, portalo sempre con te!</p>
<p>CARATTERISTICHE TECNICHE:<br />
- Potenza: 230 W/ 115 W;<br />
- Alimentazione: AC 230/115 V 50/60 Hz<br />
Colore: Bianco e nero.<br />
Dimensioni: (L x H x P) 175 x 35 x 70 mm</p>
<p><a href='http://clk.tradedoubler.com/click?p=825&#038;a=1538951&#038;g=0&#038;url=http://www.dmail.it/prodotto.php?cod=182304-C754' target="_blank"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/acquistadmail.gif" alt="Acquista subito!" title="Acquista subito!" width="200" height="30"  /></a></p>
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