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	<title>ViaggioIdeale &#187; Tour del Marocco</title>
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		<title>Tour del Marocco, città Imperiali + Agadir</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 14:00:04 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_286" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/marocco_porta_bab-el-mansour.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/marocco_porta_bab-el-mansour-300x225.jpg" alt="Meknes - Porta Bab El-Mansour" title="Meknes - Porta Bab El-Mansour" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-286" /></a><p class="wp-caption-text">Meknes - Porta Bab El-Mansour</p></div>
<p>Il Marocco è un Paese davvero affascinante, ricco di bellezze architettoniche, paesaggi mozzafiato e atmosfere magiche. Non immaginavo che potesse offrire ai suoi visitatori cosi tante meraviglie, tutte di pregio e culturalmente molto interessanti come le rinomate città Imperiali di Rabat, Fès, Meknès e Marrakech o la zona archeologica di Volubilis, risalente all&#8217;epoca romana. Quello che segue è un breve racconto che descrive le emozioni e i luoghi visitati nella vacanza del luglio 2006 che ha previsto un tour delle città Imperiali della durata di una settimana e un estensione mare di 4 giorni ad Agadir, piccola città turistica affacciata sull&#8217;Oceano Atlantico.</p>
<h2>Agadir</h2>
<p>Agadir è una delle più importanti località balneari del Marocco, frequentata sia da turisti stranieri che da famiglie e gente del posto. Gli alberghi internazionali si trovano soprattutto nei pressi del lungo mare dove la sera, come in ogni località turistica del mondo, si svolge il rito dello &#8216;struscio&#8217;. L&#8217;atmosfera è molto simile a quella delle nostre città di mare nel periodo estivo: animata da allegre combriccole di giovani, coppiette innamorate e famigliole con pargoli al seguito. Non sembra proprio di stare in un Paese arabo. Le donne, e non solo qui ad Agadir, sono molto emancipate: sono truccate, scollacciate, senza velo e svolgono attività che di solito nei Paesi arabi sono un esclusiva maschile. L&#8217;hotel Al Moggar dove ho soggiornato è un complesso residenziale molto grande ma ahimè, a differenza di quanto riportato dal depliant del CTS, non ha una spiaggia riservata ai propri clienti. Per farsi un bagno nell&#8217;Oceano occorre attraversare la strada del lungomare, quella dove si trovano i caffè, i bar, i ristoranti, e le sale giochi. Le spiagge di Agadir sono molto ampie e la mattina si popolano di giovani marocchini che fanno sport e giocano a calcio. Quella di fronte al mio albergo non dispone del servizio di noleggio di ombrelloni (nemmeno di lettini o sedie a sdraio..) pertanto sono costretto a limitare le ore di permanenza in spiaggia anche perché se il cielo è lattiginoso e la temperatura non cosi alta (circa 28 gradi) il rischio scottatura o insolazione, a queste latitudini, è sempre in agguato, soprattutto per chi come me ha la pelle molto chiara. La temperatura dell&#8217;acqua dell&#8217;Oceano consente di fare il bagno senza problemi ma è il colore a scoraggiare un po, è simile a quello del mar Adriatico della Romagna.<br />
Di culturalmente rilevante, qui ad Agadir, c&#8217;è ben poco. Merita sicuramente una visita la Casbah, o ciò che rimane della devastazione del terremoto del 1960 che la rase al suolo provocando oltre 18 mila vittime. Di questo complesso è visibile solo una parte delle mura e qualche rudere qua e là. Situata su una collina a nord della città per raggiungerla è consigliabile utilizzare un taxi, la salita è abbastanza lunga e ripida. Dalla cima si gode di una bella vista della città e del porto. La zona erbosa ai piedi della fortezza ricopre le rovine della vecchia Medina ed è la fossa comune delle vittime del terremoto, l&#8217;atmosfera qui è desolante e un po triste. Un altra attrattiva di Agadir è la Medina. Dall&#8217;hotel Al Moggar dista circa 10 km, per raggiungerla occorre prendere un taxi. E&#8217; di recente costruzione ed è opera dell&#8217;architetto italiano Coco Polizzi. Si tratta di una sorta di villaggio berbero ideale che ospita diverse botteghe artigianali. Il complesso non ha la tipica atmosfera delle antiche Medine, qui tutto è nuovo, ordinato e pulito, caratteristiche che difficilmente si trovano in questi luoghi.</p>
<h2>Casablanca</h2>
<p>Casablanca è una metropoli moderna, considerata dai marocchini la capitale economica del proprio Paese. E’ una città molto movimentata ed esteticamente poco gradevole. I palazzoni che si susseguono lungo le strade principali sono a dir poco orribili e non hanno nulla a che fare con la tipica architettura araba. La Medina, con le sue stradine strette e tortuose, ha la solita caotica atmosfera dei borghi antichi delle città arabe ma all’interno vi si trovano soprattutto negozi di abbigliamento, scarpe e oggetti occidentali, spesso taroccati e facilmente reperibili nei mercati rionali delle nostre città. Merita sicuramente una visita la moderna moschea Hassan II, una tra le più grandi del mondo. La moschea sorge sulla riva dell&#8217;Oceano e il suo minareto di 210 metri (il più alto del mondo) viene utilizzato anche come faro per il porto. Questa enorme struttura, ricca di marmi di diversi tipi e splendidi lampadari, può ospitare fino a 20.000 fedeli che salgono a 80.000 se si considera anche quelli contenibili nell’ampio piazzale antistante. La città offre ai turisti poco altro: il palazzo reale, la chiesa di Notre Dame de Lourdes e la piazza Mohammed V. Casablanca è stata la città di partenza del mio tour delle Città Imperiali marocchine.</p>
<h2>Rabat</h2>
<p>Rabat, seconda tappa del mio tour, è la capitale del Marocco. E’ una città tranquilla che, a differenza di Casablanca, conserva bene le testimonianze della proprio passato. Ne sono un esempio la Casbah e la Medina, due zone della città davvero molto pittoresche. La Casbah, a cui si accede da un monumentale portone, è un quartiere fortificato che sorge su uno sperone roccioso. All’interno le pareti delle strette strade sono ornate da fioriere e tinteggiate di azzurro, un colore intenso che conferisce al luogo un atmosfera unica. Percorrendo la strada principale si giunge prima a un belvedere con vista sulla foce del fiume Oued Bou Regreg e poi ai Giardini Andalusi dove, al riparo dal sole, è possibile sorseggiare una tazza di tè. La Medina non ha di certo il fascino della vicina Casbah ma è comunque caratteristica, con le sue bancarelle di prodotti alimentari freschi, souvenir dell’artigianato locale e botteghe di giacche kitsch in pelle. Qui fare acquisti risulterà più gradevole e meno stressante, i venditori sono meno aggressivi e il trambusto tipico di questi luoghi è ridotto al minimo. A Rabat meritano una visita anche la torre e il Mausoleo di Hassan.</p>
<h2>Meknes e Volubilis</h2>
<p>Meknes è posizionata lungo la strada che unisce Rabat e Fès. E’ una città incantevole, circondata da possenti mura e varchi di ingresso monumentali come la colossale porta Bab el-Mansour, considerata la più bella di tutto il Marocco. Meknes è una città di origine berbera tranquilla e solare, adagiata su un ampia e fertile distesa pianeggiante. Nel suo suq troverete tappeti, spezie e prodotti dell’artigianato locale. Meritano di essere visti il maestoso palazzo del sultano Moulay, il granaio e le scuderie.<br />
A pochi chilometri di distanza da Meknes sorge il sito archeologico della città di Volubilis. E’ il più grande e meglio conservato di tutto il Marocco ed è considerato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Qui troverete dei magnifici mosaici, colonne e rovine risalenti all’Impero Romano. Se deciderete di visitare questo sito è consigliabile adottare misure di precauzione contro le scottature in quanto le zone d’ombra sono pressoché assenti e il sole picchia duro. Il momento della giornata migliore per visitare il sito è al tramonto, sia per evitare insolazioni e affollamenti di turisti ma anche e soprattutto per ammirare lo spettacolo magico prodotto dagli ultimi raggi del sole che lambiscono le colonne delle antiche rovine.</p>
<h2>Fès</h2>
<p>Fès è sicuramente la Città Imperiale più affascinante del Marocco. Qui l&#8217;atmosfera é straordinaria, la vitalità e la confusione regnano sovrane. Le strade della Medina, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, sono strette e tortuose e per questo motivo, l&#8217;unico mezzo di trasporto consentito e possibile è il mulo o il cavallo. Fès è un museo dinamico a cielo aperto con rumori e odori forti, come quelli nauseabondi provenienti dalle enormi vasche delle concerie per la tintura delle pelli. I suoi bazar coperti traboccano di ogni sorta di negozio di artigianato, ristoranti e moschee. I cortili interni delle Mederse e dei palazzi sono una meraviglia: i portali decorati, le pareti arabescate, le vasche azzurre per la raccolta dell’acqua vi lasceranno letteralmente a bocca aperta. L’insistenza di ragazzini, guide improvvisate, procacciatori d’affari e negozianti potrà risultare fastidiosa ma con un po’ di fermezza riuscirete a liberarvene, tutto ciò fa parte del ‘gioco’ e bisogna accettarlo con un atteggiamento positivo anche perchè in alcuni casi queste persone, soprattutto i ragazzini, potranno essere d&#8217;aiuto. Se vi doveste perdere, infatti, vi accompagneranno molto volentieri alla più vicina uscita dalla Medina in cambio, ovviamente, di una piccola mancia (bakshish).</p>
<h2>Ifrane</h2>
<p>Ifrane si trova a circa 60 chilometri da Fès ed è una tappa inevitabile per chi si dirige a Marrakech. E’ una cittadina immersa in una regione ricca di foreste di lecci e cedri che ricorda molto il paesaggio alpino. E’ cosi ordinata, pulita e ben curata che stenterete a credere di essere in Marocco, vi sembrerà di stare in una località delle Alpi svizzere. D’inverno è una meta sciistica mentre d’estate è raggiunta dai marocchini più benestanti che scappano dal caldo insopportabile della pianura. Da vedere qui non c’è nulla, ciò che affascina e stupisce di Ifrane è semplicemente la sua unicità, il suo essere diversa da tutte  le altre località turistiche presenti in Marocco. E’ una meta ideale per chi desidera fare picnic o escursioni a piedi nei boschi.</p>
<h2>Marrakech</h2>
<p>Se giungete a Marrakech provenendo da Fès vi accorgerete di quanto straordinario e affascinante sia il paesaggio naturale del Marocco. Passerete dal suggestivo paesaggio montano verde e rigoglioso a quello quasi desertico delle pianure. Lungo la strada sono dislocati diversi villaggi dove è possibile ammirare scorci di vita marocchina. E’ un viaggio che dura diverse ore (noi ce ne abbiamo messe 10, compresa la sosta pranzo) pertanto armatevi di buona pazienza e bottiglie d’acqua fresca.<br />
Marrakech, detta anche la perla del sud, è l’ultima tappa del tour delle Città Imperiali, è la ciliegina sulla torta (marocchina) che vi saprà stupire ed emozionare. E’ una città che fuori dalle antiche mura della Medina si presenta caotica, rumorosa e disordinata ma non appena varcherete la soglia di ingresso della città vecchia avrete sicuramente un impressione diversa, di una città magica. Il cuore pulsante di questa magnifica città è la piazza Djemaa el-Fna dove, al calar del sole, acrobati, incantatori di serpenti, danzatori e suonatori animano in modo frenetico questo enorme spiazzo da cui parte la ragnatela dei mercati. Passare una serata sorseggiando un tè in una delle terrazze che affaccia sulla piazza sarà molto piacevole, godrete di uno spettacolo unico che rimarrà impresso per sempre nella vostra mente. Nelle strade circostanti troverete numerosi laboratori artigianali e botteghe che producono e vendono gioielli, teiere, pugnali, tappeti e antichi prodotti di bellezza (Hennè, Kajal). Anche qui verrete assaliti da ragazzini e venditori pertanto rassegnatevi e divertitevi, soprattutto a contrattare i prezzi dei vostri acquisti. Le cose da vedere qui a Marrakech sono diverse ma a mio parere girare a zonzo tra le strade della Medina è più piacevole e divertente.</p>
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		<title>Video del tour in Marocco</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 15:39:26 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/01/tour-del-marocco/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> Il giro completo del Marocco dal Rif all&#8217;Atlante scendendo lungo il confine con l&#8217;Algeria a lambire l&#8217;Erg Ghebbi e risalita lungo la costa.</p>
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		<title>Tour del Marocco in fuoristrada</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 23:04:30 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_183" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/01/tour-del-marocco-in-fuoristrada/maroccoinfuoristrada/" rel="attachment wp-att-183"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/maroccoinfuoristrada-300x225.jpg" alt="Marocco in fuoristrada" title="Marocco in fuoristrada" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-183" /></a><p class="wp-caption-text">Marocco in fuoristrada</p></div>
<p><strong>11 agosto 2008</strong> &#8211; Finalmente ci siamo! L&#8217;aliscafo ci sta portando da Tarifa a Tangeri ed in poco meno di 35 minuti sbarcheremo. E&#8217; una strana vibrazione, l&#8217;emozione circonda il gruppo, non siamo mai stati in Marocco, chissà cosa ci aspetta. Una volta scesi le pratiche doganali sono stranamente veloci e dopo mezz&#8217;ora siamo tutti sul piazzale del porto pronti per dirigerci verso l&#8217;albergo. Tangeri è un caos mostruoso: biciclette, motorini, furgoni e automobili procedono aggrovigliandosi sulle strade piene di pedoni che attraversano dovunque. Il frastuono dei clacson è quello dei festeggiamenti dei mondiali di calcio! &#8230;e sarà la colonna sonora di tutte le grandi città del Marocco. La visita alla Medina mi avvicina a quella che sarà una costante di tutto il viaggio, la confusione delle viuzze, gli odori penetranti, a volte non si può fare a meno di definirli puzze insopportabili, ma il tutto ha un fascino che colpisce.</p>
<p><strong>12 agosto 2008</strong> &#8211; Lasciamo Tangeri per dirigerci verso Fes, la strada è bella, asfaltata ma molto trafficata. Le macchine dei locali sfrecciano pericolosamente, azzardano sorpassi imbarazzanti in preda alla frenesia ed in pieno contrasto con ciò che succede a bordo strada dove invece il tempo è come rallentato, molte le persone che procedono lungo la provinciale a piedi o a dorso di muli con fagotti più grandi di loro. Anche a Fes la sensazione è di confusione generale e il traffico caotico. La visita al souk è piena di sorprese, innumerevoli vicoli pieni di mercanzie di ogni genere, tutti che ti offrono qualcosa o che ti chiedono qualcosa! Visitiamo una conceria, un&#8217;esperienza da fare ma, attenzione, la puzza toglie il fiato, è impensabile come facciano a lavoraci!</p>
<p><strong>13 agosto 2008</strong> &#8211; Oggi partiamo alla volta di Ifrane, ci avventuriamo sull&#8217;Atlante. Finalmente siamo sulla pista nella foresta dei cedri, io ho la fortuna di averne uno alto 30 metri nel mio giardino di casa, e tutte le volte che lo guardo resto colpito dalla sua maestosità ma essere dentro ad una foresta con centinaia e centinaia di questi colossi è impressionante! Ce ne sono di enormi, bellissimo. La mulattiere è bella e panoramica, ombreggiata, saliamo in quota oltre i 2.200 metri, il paesaggio è fantastico. Arriviamo ad Ifrane e sembra di essere in Svizzera non in Marocco: giardini, aiuole fiorite, strade pulite e ben asfaltate, nessun frastuono, insomma un altro mondo. Ci dirigiamo verso il campeggio che si trova ad Azrou, la prima notte in tenda in Marocco!</p>
<p><strong>14 agosto 2008</strong> &#8211; Da Ifrane a Midelt, passiamo per Khenifra, un po&#8217; su asfalto un po&#8217; su pista, comunque sempre su strade di montagna. Fa caldo ma è sopportabile perché secco e asciutto, i posti sono incantevoli, attraversiamo villaggi e una quantità di bambini ci si avvicina per chiederci di tutto, soldi, matite, vestiti, alcuni di noi hanno qualcosa da dare ma non ne abbiamo per tutti purtroppo!</p>
<p><strong>15 agosto 2008</strong> &#8211; Da Midelt a Tinehir, la tappa di oggi prevede solo asfalto ma il paesaggio e comunque riempie gli occhi. Attraversiamo le gole del Todra, gli orti che costeggiano il fiume sono incredibilmente ordinati, i profumi invadono l&#8217;aria, le palme che ne delimitano il perimetro sono maestose, tutto è molto bello, l&#8217;architettura delle abitazioni cambia, comincio ad assaporare l&#8217;aria del Marocco che mi aspettavo. Quando arriviamo il cielo è coperto, anzi mentre siamo all&#8217;interno dell&#8217;ospedale per consegnare un pacco di siringhe da insulina arriva un temporale! Visitiamo il centro del paese, il mercato, facciamo i primi acquisti.</p>
<p><strong>16 agosto 2008</strong> &#8211; Oggi anziché arrivare a Rissani come previsto facciamo sosta a Erfoud e da lì ci spingiamo verso l’Erg Ghebbi. Le dune segnano l&#8217;inizio del Sahara, decidiamo di giocarci un po&#8217; e di campeggiare tra di esse sicuri che domani il vento cancellerà le nostre tracce. Fantastico, esperienza indimenticabile! Il buio profondo, le stelle si possono quasi toccare, è davvero difficile rendere in parola quelle sensazioni. Quella che stiamo per affrontare è la tappa più lunga (300km), tutta in fuoristrada, pista, toule ondule, oued, pietraie, la più dura ma la più entusiasmante e più bella di tutto il viaggio. Passeremo da Merzouga ed arriveremo a Zagora. Una cavalcata che ha messo alla prova tutti i partecipanti ed i mezzi, la temperatura per tutte le 10 ore ha oscillato tra i 49 e i 52 gradi, io e Sonia abbiamo bevuto quasi 5 litri di acqua, il paesaggio è incredibile, i piccoli villaggi sembrano disabitati ed invece, al nostro passaggio, si popolano di bambini dagli sguardi intensi, profondi. Vivere qui è duro, loro lo fanno con naturalezza, tra difficoltà non immaginabili per noi europei. Quello che ho provato oggi rimarrà nella mia mente per sempre&#8230; che caldo però! La cavalcata di oggi ha lasciato il segno, a circa 5 km da Zagora ho rotto un ammortizzatore. Per fortuna eravamo ormai arrivati, la pista non più impegnativa e senza grossi problemi abbiamo raggiunto l&#8217;albergo. La mattina seguente sono stato al &#8220;Garage Dakar&#8221; dei fratelli Abdoul e Mohammed a cambiare gli ammortizzatori posteriori, ma dato che solitamente i guai non vengono mai da soli Paolo si è accorto di aver bucato e Alessandro di aver tagliato malamente un copertone sulla spalla, gli altri ne hanno approfittato per farsi sostituire i filtri e controllare i livelli, 7 macchine tutte lì, per loro una gran festa!!! Per noi una mattinata all&#8217;insegna del divertimento fotografico e dell&#8217;insegnamento dei proverbi italiani, i marocchini impazziscono per la musicalità della nostra lingua. Se vi capiterà di passare da Zagora andate a trovarli e ditegli: &#8220;trentatre trentini entrarono in trento trotterellando&#8221; vi faranno vedere la mia foto!!!</p>
<p><strong>17 agosto 2008</strong> &#8211; Passando per le gole del Draa arriviamo a Ouarzazate cittadina caotica anche se non molto grande, non ci ho trovato nulla di particolare anche se è una delle città del Marocco più pubblicata sulle riviste di viaggi.</p>
<p><strong>18 agosto 2008</strong> &#8211; Attraversiamo l&#8217;alto Atlante, saliamo parecchio in quota, la strada è panoramica e bella, il territorio anche se montuoso ha colori molto particolari, marroni che si avvicinano al rossiccio: uno spettacolo! Gole strette e profonde, strapiombi che tolgono il fiato e la strada sale sale ma quanto manca per arrivare a Marrakech? Sembra non finire mai. Finalmente ci siamo, un caos tremendo come nelle altre grandi città già visitate, ma l&#8217;aria che respiro è diversa, sicuramente si vede che il turismo è presente, molti gli occidentali per le strade, arriviamo in hotel, risciacquata veloce e poi via, si va alla mitica piazza Djemaa el-Fna! Sono le 4 del pomeriggio e i banchi sono ancora quelli del mercato, frutta, verdura, spezie, tessuti, ma anche saltimbanche e incantatori di serpenti. Stanno cominciando a sbaraccare, ci addentriamo nel souk, diverso dagli altri, più ricco e, nel suo caos, più ordinato e pulito. I commercianti non ti assillano, ma sono pronti ad assecondare le curiosità di chi si avvicina. Il tempo vola tra un negozio di argenteria artigianale e tessutai, non ci si rende conto ma si sono fatte quasi le otto e sta venendo buio, si ritorna nella piazza che è ormai diventata la fiera della ristorazione, trovi di tutto ogni banco propone le proprie prelibatezze, fumi di carne alla griglia ti soffocano, incredibile, bellissimo.</p>
<p><strong>19 agosto 2008</strong> &#8211; In mattinata partiamo per Essaouira, peccato esserci fermati solo per un giorno a Marrakech, avrebbe meritato una sosta di almeno 3 giorni, pazienza avrò la scusa per tornarci ancora. Ormai la strada è solo asfaltata, non più piste polverose e sconnesse, stiamo scendendo verso l&#8217;oceano, verso la città che negli anni 60 è stata una tappa della generazione hippy! Le strade sono piene di gioventù europea, che forse cercano il passato, ma anche di locali che vengono a villeggiare. Ci fermeremo 2 notti. Peccato che il vento fortissimo ed il mare agitato ci vietino un bagno, le dune della costa si tuffano direttamente nel mare, è strepitoso! La temperatura da queste parti è molto più bassa, siamo attorno ai 25/27 gradi, la sera ci vuole la felpa.</p>
<p><strong>21 agosto 2008</strong> &#8211; Safi è la nostra destinazione, la capitale delle ceramiche. Ci fermiamo e facciamo incetta di vasellame, piatti e souvenir. Il tempo stringe, dobbiamo arrivare ad El Jadida per la notte, ma dopo aver visto le pessime condizioni igieniche del campeggio decidiamo di sobbarcarci altri 70 km ed arrivare fino a Casablanca, in hotel. Quando arriviamo sono ormai le 20 e non ci resta che andare al ristorante, un astice da quasi 2 kg ci aspetta. Casablanca vista di notte non mi ha attratto in modo particolare, la peggiore delle grosse città: caos, confusione, cattivo odore.</p>
<p><strong>22 agosto 2008</strong> &#8211; Praticamente abbiamo anticipato di un giorno, visto che non ci siamo fermati ad Essaouira per tre notti, prendiamo la decisione di arrivare direttamente a Ceuta saltando la notte a Tangeri. Il viaggio è praticamente finito, un lungo serpentone autostradale attraverso una pianura arida e desolata ci porta a nord. Alle 4,30 arriviamo a Ceuta, la dogana è stata una tortura, colpa nostra che non abbiamo previsto il rientro di migliaia di marocchini, praticamente passiamo tre ore sotto un sole cocente in un imbuto lungo poco più di 4 km. Riusciamo a traghettare alle 9 di sera, un delirio!</p>
<p><strong>Considerazioni</strong> &#8211; Il Marocco è come me lo aspettavo, in alcuni posti sembra di essere in Svizzera in altri in Islanda ma naturalmente per la maggior parte del territorio sei decisamente in Africa. Un viaggio che merita di essere fatto anche se ormai sul rif e sull&#8217;Atlante le strade sono quasi tutte asfaltate e di mulattiere veramente toste non ne abbiamo fatte, peccato. Consiglio di prenotare il traghetto Genova/Barcellona/Tangeri almeno per il rientro quasi 4.500km a/r per attraversare Francia e Spagna sono davvero molti. Nessun problema per trovare carburante, nelle città anche non molto grandi abbiamo sempre trovato un distributore. Non mi resta che ringraziare le persone che hanno condiviso con me questa fantastica avventura, per me è stata la prima volta in Africa, ed è stato bellissimo!</p>
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