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	<title>ViaggioIdeale &#187; L&#8217;Avana</title>
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		<title>Toda Cuba! Il mio viaggio lungo tutta l&#8217;isola&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato… Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1596" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/08/toda-cuba-il-mio-viaggio-lungo-tutta-lisola/cuba-3/" rel="attachment wp-att-1596"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/08/cuba-300x192.gif" alt="Cuba" title="Cuba" width="300" height="192" class="size-medium wp-image-1596" /></a><p class="wp-caption-text">Cuba</p></div>
<p>Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato…</p>
<p>Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno di che vivere, allora forse potrei anche dire che l&#8217;America non è il paese che fa per me!</p>
<p>Questa sete di conoscenza mi porta a visitare i luoghi più disparati ed a scegliere le mete più incomprensibili… Ed è così che decido di visitare Cuba, il paese di Fidel, il leader maximo, quello più amato, più odiato, più discusso al mondo. Vado per vedere come vive la gente, per capire se tutto ciò che si narra di Cuba sia vero oppure no!</p>
<p>E arrivo in questo paese dove tutto è statale, dove la concorrenza non esiste, è lo stato che decide i prezzi, pesos più, pesos meno. Vedo subito che per chi non è cubano è difficile comprendere la realtà del luogo, ma non mi lascio scoraggiare sebbene il &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; ripetutomi da una guida locale.</p>
<p>E comincio a girare: <strong>L&#8217;Avana</strong> non è molto diversa dalle nostre città, caos e confusione. Così dopo un breve e rapido giro del centro, che val la pena di visitare perché molto caratteristico, decido di allontanarmi. Farlo in treno è improponibile, &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; come funziona prendere un treno. Il noleggio è la mia unica salvezza. E così con la mia auto fiammante faccio strada per <strong>Matanzas</strong> passando sul <strong>Puente Bacunayagua</strong> alto 110 metri, per loro un&#8217;opera pazzesca, per noi sarebbe semplicemente bello. Arrivata alla mia prima destinazione visito il museo farmaceutico, la stupenda <strong>botica</strong> creata dal dottor Ernest Triolet, un insieme di &#8220;remedios&#8221; quasi alchimistici fatti di tanta tradizione omeopatica e di cure medico-scientifiche di sicura efficacia, qui tutto è curato e mantenuto perfettamente, in onore alla memoria di un uomo, Ernest Triolet, che diede tutta la sua vita per il bene altrui. Ed è proprio all&#8217;uscita dalla visita della stupenda Farmacia adibita ormai a museo, che incontro il primo, ma non unico, omosessuale della mia vacanza, e comincio a notare che se da un lato la legge li perseguita, dall&#8217;altro la gente li accoglie, ed è così che capisco che sono perseguitati se fanno qualcosa che non dovrebbero, come prostituirsi o &#8220;non stare al loro posto&#8221;. Che la gente sia così tollerante e priva di pregiudizi, mi fa già amare particolarmente questo luogo. Attraverso il piccolo e caratteristico ponte di pietra detto &#8220;concordia&#8221; per arrivare al mosaico del &#8220;Che&#8221; e poi riparto subito per Varadero, giusto il tempo per rimanere delusa dalla sua aridità, dalla sua falsità. In pieno contrasto con la pienezza dei sentimenti della donna conosciuta a Remedios, che mi narrò di aver avuto l&#8217;emozione più grande della sua vita quando strinse la mano di Che Guevara. Questa donna mi fa capire che ormai il comunismo non è più molto ben visto a Cuba perché mi dice &#8220;sono comunista, però io sono una brava persona&#8221;, un intero universo in questa frase. Non è capodanno e non posso quindi vedere i bellissimi fuochi d&#8217;artificio che fanno in questa città, così riparto alla volta di <strong>cayo Santa Maria</strong>, la spiaggia più bella che io abbia mai visto al mondo, fine e bianca, ed il mare con il suo mondo nuovo dentro, credo proprio che Dio volesse dare uno specchio del paradiso.</p>
<p>Prendo poi la strada per <strong>Florencia</strong>, dove volevo assistere ad uno dei famosi rodei che organizzano nella zona e invece trovo la festa del Carnevale con animazione in piazza ed ogni tipo di cibo servito tra le bancarelle. E&#8217; speciale la loro pizza, cotta in piccoli forni portatili. E strada facendo do un passaggio ad una signora che mi presenta a tutto il paese, con grande imbarazzo da parte mia, ma soprattutto compro il caffè cubano, buonissimo, in una di quelle botteghe &#8220;solo per cubani&#8221; dove si compra con la tessera… Dopo essermi riposata dalla festa faccio colazione con il loro buonissimo yogurt di soia, un&#8217;altra squisitezza, e parto per <strong>Santa Clara</strong>, città icona del mito di Che Guevara, il suo mausoleo, il treno, tutto sulla sua guerriglia è descritto minuziosamente. In ogni dove, un po&#8217; in tutta Cuba è costante la presenza di Guevara e Fidel e Cienfuegos e i protagonisti della rivoluzione… Eviva Cuba, eviva el compagnero, eviva la revoluciòn….</p>
<p>Gusto la mia solita &#8220;comida&#8221; ossia pranzo e/o cena cubana e mi dirigo verso <strong>Jatibonico</strong>. In questa cittadina della provincia di Sancti Spiritus si trovano diverse <strong>fabbriche di sigari</strong>, quelle vere, non quelle per turisti… Ne voglio visitare una ma non mi fanno entrare, però lì conosco Omar e la sua famiglia, Omar è un cubano che lavora nella fabbrica e mi regala un sigaro e io lo fumo tutto per intero e subito, è buonissimo, il suo sapore scende in gola e sale fino al cervello. Hola Omar, parto per <strong>Camguey</strong> splendida città coloniale con i suoi onnipresenti &#8220;tinajones&#8221; i grandi orci per la raccolta dell&#8217;acqua piovana simbolo della città. Nella periferia fermatevi a gustare il latte di cocco fresco.</p>
<p>Subito proseguo per <strong>Holguìn</strong>, la città dei parchi, a me non piace molto e allora seguo la strada 6-241 per banes, questa è una strada che scende verso la costa e si insinua nelle verdi vallate del Grupo Montanoso Maniabòn, dove giunti alla Central Rafael Freyre potete fare un giro sui vecchi treni a vapore che durante la zafra (raccolta della canna da zucchero) circolano quotidianamente tra i mogotes della zona, lasciandovi ammaliare dall&#8217;ambientazione caratteristica che sembra portarvi indietro nel tempo.<br />
<strong><br />
Proseguendo verso </strong>Playa Esmeralda e Guardalavaca rimango delusa perché qui il ciclone quest&#8217;anno ha devastato la spiaggia… Ma mi rifaccio appena arrivo nel piccolo villaggio di <strong>Yaguajay</strong> dove rimango affascinata dal <strong>Museo Aborigen Chorro de Maita</strong>, ambientazione simile, nel suo piccolo, all&#8217;immenso esercito di terracotta cinese. Questa strada mi conduce verso <strong>Banes</strong>, passando attraverso ai luoghi del principale sito precolombiano di Cuba, e ai discendenti degli Indio che un tempo popolavano questa splendida isola. Ed è qui che una donna mi fa entrare in casa sua, una di quelle tipiche fatte di paglia, e che mi fa salire su un mogote circostante ad ammirare il paesaggio e gli effetti devastanti dell&#8217;uragano che in quest&#8217;area ha causato fin troppi danni. Con quella vista nel cuore mi fermo a Banes a visitare il Museo Indocubano e la Chiesa dove si &#8220;casò&#8221; Fidel Castro.</p>
<p>Un po&#8217; tutte le strade di Cuba sono in buone condizioni a parte i rischi di buche, biciclette e carri trainati da buoi, ma <strong>la strada che da Banes porta a Baracoa è terribile</strong>, cinque ore di strada dissestata&#8230; La sconsiglio vivamente sebbene il paesaggio sia ancora una volta mozzafiato!</p>
<p><strong>Baracoa</strong> è la città più pittoresca dell&#8217;isola, piccola e raccolta circondata da montagne ricoperte di foresta pluviale, tutt&#8217;intorno è un susseguirsi di splendide spiagge e di percorsi di montagna. Io dopo aver visitato il busto del Taino, fiero e orgoglioso, miro e ammiro la <strong>Cruz de la Parra</strong>, ossia la Croce che Colombo infilzò sulla spiaggia giunto nel nuovo mondo. La leggenda secondo cui il genovese sbarcò lì è stata disattesa da fonti storiche, ma il fascino per una così bella e antica croce rimane. Un giro sul Malecòn giusto il tempo di farmi fare una doccia gelata dalle acque che si frastagliano sulle rocce, fate molta attenzione… E poi alla <strong>Casa de Chocolate</strong>, vera chicca del posto! Gustando il loro meraviglioso coco dolce mi allontano nei dintorni dove faccio un giro in barca sul fiume ad ammirare la splendida vegetazione della riva, che nel suo piccolo mi porta alla mente il Rio delle Amazzoni, anzi i suoi affluenti minori… Finito il giro nel fiume si va alla finca (fattoria) si assaggia il cocco fresco, si fa un giro tra i vari animali e ci si sofferma sui galli da combattimento, sport che nella zona è molto praticato. Torno al mio carro (auto) e lo trovo perfettamente limpio e pulito, la gente mi fa una festa mai vista e lascio qualche regalo per fare tutti contenti. Ma le bellezze del luogo continuano lungo la Farola, strada di montagna che congiunge Baracoa a Cajobabo, lungo una catena montuosa ricca di freddo e di gente da un grande cuore, che baratta cibo per vestiti. Sembra di essere sulle montagne della Sicilia…</p>
<p>Alla volta di <strong>Santiago de Cuba</strong> con il suo bellissimo centro storico e la Casa de la Trova, (proprio vicino al Museo del Carnevale) belle un po&#8217; dappertutto, dove chi conosce i passi può lasciarsi ammaliare dalle bellissime danze caraibiche! El Cobre invece ti ammalia con il fascino del suo volto da bambola…</p>
<p>E infine decido di attraversare la costa sud per arrivare a <strong>Manzanillo</strong>, qui la strada è ancor più terrificante di quella che ho fatto per arrivare a Baracoa… Lungo la via solo caldo, sole e deserto, <strong>il deserto di Cuba</strong>, con le sue strada che costeggiano il mare con il rischio di essere trascinati via dal mare e i ponti spezzati in due che vengono indicati come &#8220;in malo stato&#8221; ma transitabili! Pilon, Marea del Portillo e Manzanillo sono indicati come i luoghi più pescosi dell&#8217;isola ed in effetti troviamo dei gamberoni gustosissimi, assaggiati e cucinati in casa di una signora che ci apre le porte di casa sua, le porte veramente sono sempre aperte, come un tempo in casa da mia nonna, oggi sarebbe pericolosissimo da noi, lì è la normalità, la gente di valore ha solo la TV che si guarda tutti insieme la sera e che si tiene sotto chiave di giorno, perché si sa anche in Paradiso può passare un demone!</p>
<p>E poi dritto verso l&#8217;ultima tappa del mio viaggio, dulcis in fundo <strong>Trinidad</strong>, dove l&#8217;Aragosta offerta ai turisti è tantissima, dove questa cittadina merita il Patrimonio mondiale dell&#8217;umanità, simbolo di un&#8217;isola dove la gente danza e canta per le strade, pur rispettando la quiete dei luoghi. Il mare è stupendo e i fondali tipici del reef corallino fra il più ricco di vita del pianeta, attira da lungi gli appassionati di snorkeling e sport acquatici e immersioni. Con la spugna vaso, il pesce chirurgo azzurro, la tubaste, il pesce angelo-reale, il sergente maggiore ecc…</p>
<p>Se avete tempo potete visitare la <strong>Baia dei Porci</strong> e la <strong>Sierra Maestra</strong> dove si va solo con visite guidate perché luoghi politici della rivoluzione. Sconsiglio infine il lato ovest dell&#8217;isola o meglio potete arrivare solo fino al Pan de Guajabon e la strada piena di coltivazioni di riso e caffè e tabacco ma la città di Pinar del Rio è piena di pazzie ed è orrenda!</p>
<p>La vacanza si conclude assaporando del buon rum a L&#8217;Avana e acquistando dei ricordi per mantenere viva la memoria di un viaggio indimenticabile!!!!!!!</p>
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		<title>L&#8217;Avana, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 14:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro: L&#8217;Avana vecchia (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_283" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/lavana-consigli-e-info-utili-di-viaggio/che-havana/" rel="attachment wp-att-283"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/che-havana-300x217.jpg" alt="Che Guevara in Havana" title="Che Guevara in Havana" width="300" height="217" class="size-medium wp-image-283" /></a><p class="wp-caption-text">Che Guevara in Havana</p></div>
<p>L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro:</p>
<p><strong>L&#8217;Avana vecchia</strong> (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni portuali. Qui si trovano gli edifici del capitano generale e i fortini di El Templete e La Fuerza risalenti al primo periodo del dominio spagnolo. Le viuzze che si dipanano dalla Plaza de Armas sono assai pittoresche per via dei vecchi negozi che vi si affacciano. In particolare sul calle Obispo si trovano antiche farmacie decorate in legno che ancora espongono vasi d&#8217;epoca in vetro e ceramica.</p>
<p><strong>Centro Habana</strong> &#8211; Questo distretto, situato ad ovest della città vecchia sul lungomare Malecon non ha beneficiato degli interventi di restauro della città vecchia eccezion fatta per la sua porzione sul lungomare dove si trova il monumento al Generale Maceo e la Torre San Lazaro. La zona si è sviluppata a partire dal XVIII secolo. Uno dei suoi quartieri più pittoreschi è il &#8220;barrio chino&#8221; dove si concentra la maggioranza dei cinesi residenti a Cuba (1% della popolazione del paese). </p>
<p><strong>El Vedado</strong> &#8211; Oltre si trova El Vedado che può esser considerato il distretto finanziario dell&#8217;Avana. Vi si trovano le sedi delle maggiori banche cubane, numerosi ministeri, alberghi e locali d&#8217;intrattenimento tra i più lussuosi della città. Le vie del distretto si intersecano ad angolo retto e sono individuate non da nomi ma da cifre o lettere, secondo l&#8217;uso nord-americano. </p>
<p><strong>Miramar</strong> &#8211; (16 km dal centro). Il distretto di Miramar rappresenta la naturale espansione del precedente verso Ovest ma, a differenza di quello, è un quartiere dal carattere più residenziale e con abbondanza di &#8220;casas particulares legali ed illegali&#8221;. Miramar è anche la sede di numerose rappresentanze diplomatiche tra cui quella italiana. Fino al 1959 era il quartiere preferito dalla classe benestante come testimoniano le sue molte ville alcune delle quali versano ancora oggi in stato di abbandono. Molti fra coloro che conoscono bene Cuba preferiscono risiedere qui, snobbando la &#8220;Habana Vieja&#8221; che considerano troppo artefatta e più adatta a turisti con macchina fotografica a &#8220;tracollo&#8221;. Non mancano a Miramar nè i locali nè le occasioni di svago e tra gli scogli della sua spiaggia è possibile praticare la balneazione. </p>
<p>Da notare che parecchi Italiani preferiscono invece risiedere sulle spiagge del versante Est dove il mare è più bello: Playa del Este, El Mégano, Santa Maria del Mar, Guanabo. Altri ancora preferiscono Marina Hemingway, sempre ad ovest del centro, evidentemente attratti dall&#8217;atmosfera mondana di questo porto turistico.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
L&#8217;Areoporto Internazionale José Martì è situato a 18 chilometri a sudovest della città e possiede tre terminals. il n° 1 è riservato ai voli domestici, il n° 2 ai voli charter e il n° 3 ai voli internazionali. I controlli alla dogana sono minuziosi e gli ufficiali addetti sospettosi ma per niente solerti cosicché code e ore di attesa (anche 2) sono la norma. Per raggiungere il centro occorre servirsi di un taxi. La società più nota è la Panataxi del gruppo Panatrans. Istituita nel 1992, pratica prezzi inferiori rispetto alla concorrenza ma ha vetture più vecchiotte. Se ci si rivolge al bancone della Cubatur ve ne chiameranno uno. Comunque fuori ce ne sono molti in attesa. I conducenti di taxi con regolare licenza portano sulla camicia un tesserino di riconoscimento. Bisogna fare estrema attenzione a non incappare in qualche abusivo nel qual caso i vostri bagagli prenderanno sicuramente il volo e voi sarete lasciati in tutt&#8217;altra zona da quella richiesta. Da notare poi che ancora oggi qualche taxi più vecchio non dispone di tassametro per cui occorre accordarsi in anticipo sul prezzo della corsa. Ci vogliono 3/4 d&#8217;ora per raggiungere il centro. La linea di autobus che dall&#8217;aeroporto faceva capolinea al Parque Fraternidad è stata soppressa e comunque gli autobus erano troppo affollati per poter essere presi in considerazione. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Camellos &#8211; Il &#8220;camello&#8221; è un autobus trainato da un camion con una capacità di ben 300 persone.<br />
Guaguas &#8211; Un&#8217;Autobus normale.<br />
Colectivos &#8211; Taxi che effettuano un percorso prestabilito. Sono parcheggiati all&#8217;ingresso del Parque Fraternidad e sul Paseo all&#8217;altezza del Capitolio. Ai turisti stranieri è vietato servirsi dei taxi collettivi ma se capita il conducente chiederà un prezzo gonfiato.<br />
Particulares &#8211; La maggioranza dei taxi &#8220;particulares&#8221; non è abilititata ad accettare stranieri.</p>
<p><strong>Da vedere</strong><br />
Castillo del Morro &#8211; Posto proprio all&#8217;imbocco del canale che immette al porto, questo fortino fu costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII ma subì in seguito notevoli modifiche. Vi si trova un faro risalente alla 1^ metà del XVII secolo la cui luce è visibile da 30 km di distanza.</p>
<p>Fortaleza de San Carlos de la Cabaña &#8211; Un altro fortilizio sempre sulla riva sinistra del canale che conduce al porto. Costruito tra il 1763 e il 1774, ha una forma poligonale con numerosi bastioni. In seguito la fortezza fu adibita a prigione e vi fu detenuto l&#8217;eroe nazionale Josè Marti. Il Comandante Ernesto Guevara occupò militarmente La Cabaña il 3 gennaio del 1959 e ne fece il suo quartier generale. Dal 1991 la fortezza costituisce un museo ove sono esposti documenti e oggetti relativi all&#8217;attività rivoluzionaria del &#8220;Che&#8221;. </p>
<p>Castillo de La punta &#8211; Un fortilizio sulla riva destra dello stesso canale di fronte el Morro risalente, come questo alla fine del XVI secolo. È aperto al pubblico e non si paga biglietto. </p>
<p>Castillo de la Real Fuerza &#8211; La più antica fortezza della città costruita intorno al 1570, dopo che la città aveva subito un rovinoso assalto dei bucanieri. L&#8217;edificio piuttosto basso è ornato di un&#8217;alta torre da cui si gode un meraviglioso panorama sulla città vecchia. Al suo interno sono state sistemate collezioni di armature e di oggetti vari tutti risalenti al periodo coloniale. </p>
<p>La cattedrale &#8211; Un edificio dalle forme barocche la cui costruzione fu voluta dai Gesuiti. Dopo la loro espulsione nel 1767 la chiesa divenne la cattedrale dell&#8217;Avana. Quando Santo Domingo cadde nelle mani dei Francesi (1795) vi furono trasportate le ossa ritenute di Cristoforo Colombo che vi rimasero fino al 1898, anno in cui furono trasferite nella cattedrale di Siviglia. Nella piazza antistante si tiene un mercato di prodotti artigianali. </p>
<p>Plaza de Armas &#8211; Recentemente riportata al suo antico splendore la piazza è contornata da notevoli edifici coloniali. Sul lato di Nord est si trova la chiesa detta &#8220;El Templete&#8221;, risalente al 1828. La colonna di fronte è stata collocata sul luogo dove, secondo la tradizione fu officiata la prima messa su suolo cubano (1519). Sulla sua sommità si erge una statua della Vergine del Pilar, protettrice dei naviganti. Su un altro lato spicca il Palazzo del capitano generale del 1780. Nel 1917 l&#8217;edificio fu adibito a sede del municipio. Oggi ospita il Museo de la Ciudad. Fu in questo edificio che nel 1899 rappresentanti dei governi statunitense e spagnolo firmarono il trattato che pose fine alla plurisecolare dominazione spagnola sulla &#8220;Isla Grande&#8221;. </p>
<p>La Plaza Vieja &#8211; Questa piazza, una delle più turistiche dell&#8217;Avana, è stata oggetto di un restauro accurato sotto il patrocinio dell&#8217;UNESCO. Qui si trova un edificio del 1763 che fu la residenza del Capitano Generale di Spagna, Conde de Ricla che riprese l&#8217;isola agli Inglesi. Gli altri edifici coloniali prospicienti la piazza risalgono tutti al XVIII secolo e si distinguono per le la loro elegante decorazione e in particolare per le balconate. </p>
<p>La Piazza di San Francesco d&#8217;Assisi &#8211; Situata sul fronte del porto a breve distanza dalla &#8220;Plaza Vieja&#8221; è una delle più animate della città vecchia. Vi si trovano la chiesa omonima e gli edifici della Lonja e del Terminal portuale della Sierra Maestra </p>
<p>La chiesa e il convento di San Francesco &#8211; Complesso del 1608 ma ricostruito nel 1737. Un edificio austero e massiccio; più che un luogo di culto dà l&#8217;impressione di una fortezza. La chiesa è oggi adibita a Sala di concerti mentre il convento è un museo con collezioni di oggetti religiosi. Per salire sulla torre campanaria occorre pagare un biglietto extra. </p>
<p>La Lonja del Comercio &#8211; Edificio restaurato davanti il molo dove attraccano le navi da crociera. È oggi adibito a sede della borsa cubana. </p>
<p>Terminal portuaria Sierra Maestra &#8211; Altro edificio del XIX secolo nella zona della Plaza Vieja piena di bar e ristoranti </p>
<p>Il convento di Santa Clara &#8211; Risale al 1644 ed ospitava l&#8217;ordine delle Clarisse. Interessante il &#8220;patio&#8221; , in ottimo stato di conservazione. </p>
<p>La chiesa de La Merced &#8211; La sua costruzione fu iniziata nel 1792 e fu completata quasi un secolo più tardi.Notevoli le decorazioni del suo interno. </p>
<p>Centro Gallego &#8211; Palazzo in stile neobarocco fondato tra il 1907 e il 1914 con il contributo degli emigrati galiziani a Cuba ed adibito a sede del loro club. La ricchezza delle decorazioni testimonia l&#8217;alto grado di opulenza raggiunto da questa comunità agli albori del XIX secolo. Il palazzo è situato all&#8217;incrocio del Paseo Marti 458 con San Rafael. </p>
<p>Palazzo del Parlamento (Capitolio Nacional) &#8211; Adiacente al centro Gallego e prospiciente il parco centrale, questo edificio che ricorda da vicino il capitol di Washington pur in scala ridotta, fu costruito nel 1929 e servì da residenza del dittatore Machado. In seguito fu adibito a sede del parlamento e del senato cubano fino al 1959. La cupola è di notevoli dimensioni. Al centro del pavimento è stato collocato un diamante di 24 carati che serve per misurare le distante kilometriche del paese. </p>
<p>Plaza de la Revolucion &#8211; Nota come piazza della Repubblica prima dell&#8217;avvento del Regime castrista, questa vasto spazio aperto fungeva e funge tuttora come centro di imponenti manifestazioni popolari soprattutto in occasione del 1° maggio. Questo è anche il luogo dove Fidel Castro soleva tenere le sue arringhe. La piazza ha al suo centro il memoriale a José Martí ed è contornata dagli edifici del Ministero degli Interni, delle Comunicazioni, delle Forze armate rivoluzionarie oltre che dal palazzo della Revolución, della Biblioteca Nacional e del Teatro Nacional. </p>
<p>Il Museo Nacional &#8211; Noto anche come &#8220;Palacio de Bellas Artes&#8221; è stato inaugurato nel 2001 al termine di un accurato intervento di restauro. Vi sono ospitate collezioni con tema la lotta per l&#8217;indipendenza nazionale ma vi si possono ammirare anche opere di pittori cubani ed europei i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo. Contiene tra l&#8217;altro tele attribuite a Van Dyck, Velasquez, Tintoretto, Degas, etc. Vi si ammirano anche manufatti e sculture di epoca egizia, greca e romana </p>
<p>Museo de la Revolucion &#8211; Dedicato agli eventi che alla fine degli anni 50 del XX secolo condussero all&#8217;abbattimento della dittatura di Batista. Nel parco antistante vi si trova lo storico panfilo Granma usato nel 1956 da Fidel Castro e da 80 barbudos per raggiungere Cuba dal Messico dove si erano rifugiati in precedenza. Il nome &#8220;Granma&#8221; è un&#8217;abbreviazione dall&#8217;inglese Grand Mother (&#8220;Nonna&#8221;). Nel parco sono stati sistemati anchi alcuni carri armati di fabbricazione sovietica usati per contrastare il fallito tentativo di invasione di Cuba nella baia dei porci. Vi si trova anche il relitto di un aereo spia americano abbattuto nel 1970.</p>
<p><strong>Acquisti</strong><br />
Il rum cubano è eccellente e i sigari di ottima fattura ma il loro prezzo alle Tiendas non è a buon mercato. Attenzione a non comprare sigari di contrabbando offerti per strada perché solo la foglia che li riveste è di tabacco. Al Palacio de la Artesania vi è un&#8217;ottima scelta di oggetti artigianiali. Le botteghe di produzione si trovano sul retro del palazzo. Vale la pena fare una capatina al Duty Free dell&#8217;areoporto. </p>
<p>L&#8217;Avana può rivelarsi una città sorprendentemente cara se si decide di stare in alberghi a conduzione statale e mangiare al ristorante. Ciò è dovuto al fatto che a Cuba vige ancora un&#8217;economia di stampo comunista che solo nell&#8217;ultima decade del XX secolo ha cominciato a fare timide concessioni ai privati. Se non si vuole spendere conviene alloggiare presso i privati (casas particulares) che servono anche cibo, altrimenti caro a Cuba.</p>
<p>Gli ATM si trovano con una certa facilità ma solo le carte Visa sono abilitate. È vietato l&#8217;uso delle MasterCard/Maestro e delle debitcards americane eccezion fatta per un paio di uffici di cambio uno dei quali è nelle vicinanze dell&#8217;Hotel Nacional ma a tassi maggiorati. Cambiare euro in un ufficio CADECA (Casa de cambio) non comporta una maggiorazione delle commissioni che invece grava sui dollari USA per un buon 10%.</p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
I ristoranti dell&#8217;Avana non sono per niente a buon mercato. Fino al 2004 si pagava in dollari o con carte di credito se esposte sulla porta d&#8217;ingresso. Bisogna controllare attentamente il conto perché spesso vi compaiono voci o sovrapprezzi ingiustificati. Fino al 1995 i ristoranti che chiedevano il pagamento in dollari erano l&#8217;unica opzione per chi volesse mangiare fuori dal proprio albergo. Dopo quell&#8217;anno, però, è stato concesso anche a case private di svolgere attività di ristorazione e di chiedere il pagamento anche in pesos. La Licenza però limita la loro ricettività a 12 posti. Un&#8217;altra restrizione riguarda il menù: aragoste e frutti di mare ne sono banditi anche se poi nella realtà quotidiana sono serviti lo stesso, se solo richiesti. Questo tipo di ristorante è noto come &#8220;Paladar&#8221;. Il nome deriva da una telenovela brasiliana molto seguita dai Cubani. Nella fiction una delle eroine di questo serial decide di aprire un ristorante e quando si tratta di trovargli un nome sceglie appunto &#8220;Paladar&#8221;. Alcuni Paladares sono eccellenti ed offrono portate generose a prezzi molto convenienti.</p>
<p><strong>Sicurezza personale</strong><br />
Rispetto ad altri centri dei Caraibi L&#8217;Avana è una città che offre garanzie di sicurezza. La popolazione è cordiale ed animata da spirito di ospitalità anche se spesso un po&#8217; &#8220;maliziosetta&#8221; ma questo pare divertire la maggior parte degli Italiani che, a differenza degli Anglosassoni, spesso si prestano volentieri al &#8220;gioco&#8221;. Occorre naturalmente prendere alcune precauzioni essenziali come non lasciare oggetti di valore nella propria stanza o incustoditi sulla spiaggia. Come in ogni altra parte del mondo i borseggiatori sono in agguato nei luoghi affollati soprattutto sugli autobus.</p>
<p>Passeggiare per l&#8217;Avana Vecchia da soli implica essere scortati da un codazzo di ragazzini petulanti. Gli adulti invece vi faranno una quantità di proposte: stanze in affitto, sigari, coca e perfino &#8220;chicas&#8221;. Accettare queste proposte è da sciocchi perché sono &#8220;fregature&#8221; nel 100% dei casi. Se acquistate sigari o altri oggetti per strada sappiate che, se non potrete esibire la ricevuta d&#8217;acquisto al momento di partire, vi saranno confiscati. Se invece accettate l&#8217;invito di affittare una stanza in una casa particolare illegale, sappiate che al sensale andrà un compenso del 10% e sarete esposti a rischi gravi se la polizia vi becca (e non è l&#8217;unico rischio).</p>
<p>I Cubani e le Cubane che offrono le loro prestazioni (anche sessuali) ai turisti sono conosciuti come &#8220;jineteros&#8221; o &#8220;jineteras&#8221; (Letteralmente: fantino) perché montano&#8230; il di dietro dei turisti. Questo nel senso che cercano di rifilar loro fregature ma sempre in modo &#8220;delicato&#8221;. </p>
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		<title>Cuba libre! Video del mio viaggio a Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 16:05:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Video del mio viaggio a Cuba realizzato e montato con il mio cellulare Nokia N70. Immagini di Havana e di Matanzas del gennaio 2006. Chissà come sarà Cuba dopo Fidel&#8230; Spero sarà davvero &#8216;libre&#8217; dalla dittatura, dall&#8217;embargo e dalla povertà!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.viaggioideale.it/2008/07/cuba-libre/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> Video del mio <a href="http://www.viaggioideale.it/?p=14" target="_blank">viaggio a Cuba</a> realizzato e montato con il mio cellulare Nokia N70. Immagini di Havana e di Matanzas del gennaio 2006. Chissà come sarà Cuba dopo Fidel&#8230; Spero sarà davvero &#8216;libre&#8217; dalla dittatura, dall&#8217;embargo e dalla povertà!</p>
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		<title>Il mio viaggio a Cuba (L&#8217;Avana e Varadero)</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 20:49:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La decisione di partire per Cuba è stata presa d&#8217;improvviso: mercoledì 18 gennaio ho fatto la prenotazione e il sabato successivo (21 gennaio) sono partito. Questo grazie all&#8217;inaspettata e vantaggiosa proposta ricevuta da Alessandro, un amico che lavora in una agenzia di viaggi, a cui non ho voluto rinunciare. Il volo di andata (della durata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_485" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2008/06/il-mio-viaggio-a-cuba-avana-e-varadero/cuba/" rel="attachment wp-att-485"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/06/cuba-300x225.jpg" alt="Cuba - Spiaggia di Varadero" title="Cuba - Spiaggia di Varadero" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-485" /></a><p class="wp-caption-text">Cuba - Spiaggia di Varadero</p></div>
<p>La decisione di partire per Cuba è stata presa d&#8217;improvviso: mercoledì 18 gennaio ho fatto la prenotazione e il sabato successivo (21 gennaio) sono partito. Questo grazie all&#8217;inaspettata e vantaggiosa proposta ricevuta da Alessandro, un amico che lavora in una agenzia di viaggi, a cui non ho voluto rinunciare.</p>
<p>Il volo di andata (della durata di circa 11 ore) è filato liscio più di quanto pensassi. Odio star seduto per tanto tempo in aereo, tuttavia i file mp3 che avevo preventivamente salvato sul mio cellulare e i 2 film proiettati a bordo mi hanno fatto passare &#8216;velocemente&#8217; la lunga attraversata sull&#8217;oceano atlantico. Arrivati all&#8217;Havana abbiamo subito preso un pullman diretto a Varadero dove abbiamo soggiornato all&#8217;hotel SunBeach per 3 giorni e 4 notti. Questa località della provincia di Matanzas, a circa 150 km di distanza dalla capitale, ha ben poco dell&#8217;atmosfera e della cultura cubana: è una cittadina prettamente turistica con &#8216;grandi&#8217; alberghi e poco altro.. Anche la spiaggia non è, a mio parere, granché.. Mi aspettavo la tipica atmosfera tropicale con spiagge immense e vegetazione selvaggia e invece Varadero è poco di tutto ciò.. La gente qui è cordiale, socievole e molto disponibile.. Non abbiamo faticato, infatti, a far conoscenza con i sorridenti e simpatici ragazzi del posto e due di loro, Derian e Savier, ci hanno fatto conoscere la vera realtà cubana portandoci in giro tra le strade della vicina città di Matanzas.. Qui i cubani vivono con molto poco e tutto quello di cui dispongono basta per sopravvivere, ciò nonostante sembra gente allegra e spensierata.. I mezzi di trasporto sono fatiscenti, le auto degli anni 50/60 inquinanti, le strade poco illuminate, i negozi spogli e le abitazioni molto modeste.</p>
<p>Gli ultimi 3 giorni di questa settimana a Cuba li abbiamo trascorsi tra Havana e Playa del Este dove abbiamo pernottato all&#8217;hotel Tropicoco. Playa del Este si trova a 22 km dal centro dell&#8217;Havana, a circa 20 minuti di taxi, unico mezzo di trasporto a noi concesso per raggiungere la capitale. Il costo di ciascuna corsa si aggirava intorno ai 10/15 pesos convertibles. A Cuba circolano due valute separate: il pesos cubano, usato dalla popolazione locale e che non ha alcun valore per noi stranieri, e il peso convertibles usato dai turisti e che vale circa 1 euro. Le spiagge di Playa del Este sono assai più belle di quelle di Varadero: più ampie e più ricche di vegetazione. Anche qui, pero, oltre agli hotel c&#8217;è ben poco: niente divertimenti e quasi inesistenti i locali. Anche a causa delle non buone condizioni atmosferiche abbiamo trascorso gran parte del tempo all&#8217;Havana. La capitale cubana è meravigliosa, la zona vecchia (Havana vieja) mi ha davvero sorpreso per la bellezza dei sui palazzi e per la sua affascinante atmosfera, per non parlare poi del Malecon, il lungomare più bello che abbia mai visto dove onde vigorose si stagliano impetuose sulla muraglia. Durante il giorno la gente dell&#8217;Havana brulica tra le calli del centro come nei giorni di festa ed è estremamente facile fare conoscenza.. Peccato, però, che la maggior parte della gente che si conosce è costituita da mignotte e marchettari e questo è molto triste! Qui per un mojito, una cena, un cappellino firmato o per pochi euro ragazzi e ragazze ti si attaccano come sanguisughe e non ti mollano più fino alla partenza, quasi come se il turista fosse un succulento pollo da spolpare fino all&#8217;osso&#8230;</p>
<p>Il mio viaggio a Cuba termina il 29 gennaio con il volo per Milano partito con 5 ore di ritardo causa straordinaria nevicata in tutto il nord d&#8217;Italia. Dopo circa 10 ore di volo rientro a casa stanco, assonnato, affamato e con un po&#8217; di nostalgia per aver lasciato uno dei Paesi più interessanti che abbia mai visitato. Spero di ritornarci presto..</p>
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