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	<title>ViaggioIdealeEgitto</title>
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		<title>Sharm El Sheik &#8211; Sheraton Dolphin Resort</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 17:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Egitto, terra di contraddizioni, di arte e sapori, di antiche tradizioni, di natura incontaminata e di sole caldo tutto l&#8217;anno. Questo è il video della mia vacanza a Sharm El Sheik presso lo Sheraton Dolphin Resort realizzata dal 7 al 14 marzo 2009. 
Il ViloraClub Sheraton Sharm Dolphin Resort è parte del complesso alberghiero internazionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggioideale.it/2010/01/sharm-el-sheik-sheraton-dolphin-resort/" ><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Egitto, terra di contraddizioni, di arte e sapori, di antiche tradizioni, di natura incontaminata e di sole caldo tutto l&#8217;anno. Questo è il video della mia vacanza a Sharm El Sheik presso lo Sheraton Dolphin Resort realizzata dal 7 al 14 marzo 2009. </p>
<p>Il ViloraClub Sheraton Sharm Dolphin Resort è parte del complesso alberghiero internazionale &#8220;Sheraton Sharm Hotel, Resort &#038; Villas&#8221;. Il complesso si adagia sulla costa denominata Al Pasha ed è costituito da un corpo centrale circondato da vari Resort e Ville. Il Dolphin Resort è composto da un aera indipendente con propria piscina, bar e un anfiteatro. Inoltre, sono a disposizione dei clienti del ViloraClub tutte le strutture ed i servizi del complesso Sheraton Sharm Hotel, Resort &#038; Villas. </p>
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		<title>Egitto: El Alamein + visita ad Alessandria</title>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 16:25:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevo proprio bisogno di una settimana di totale relax e quella trascorsa all&#8217;hotel Alba Club di El Alamein (che ora ha preso il nome di Ghazala Regency Resort) si è rivelata tale. L&#8217;idea iniziale era quella di partire per Sharm El Sheikh, per un soggiorno settimanale nel mio amato Conrad International hotel, ma per motivi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_304" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/31032009116.jpg" ><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/31032009116-300x225.jpg" alt="El Alamein - Hotel Alba Club" title="El Alamein - Hotel Alba Club" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-304" /></a><p class="wp-caption-text">El Alamein - Hotel Alba Club</p></div>
<p>Avevo proprio bisogno di una settimana di totale relax e quella trascorsa all&#8217;<strong>hotel Alba Club</strong> di El Alamein (che ora ha preso il nome di <strong>Ghazala Regency Resort</strong>) si è rivelata tale. L&#8217;idea iniziale era quella di partire per Sharm El Sheikh, per un soggiorno settimanale nel mio amato Conrad International hotel, ma per motivi tecnico-gestionali da parte di Teorema Tour non mi è stato possibile effettuare la prenotazione. E cosi, navigando sul sito <a href="http://www.it.lastminute.com/" title="Vai al sito lastminute.com"  target="_blank">lastminute.com</a>, mi sono imbattuto in un offerta davvero interessante (per il prezzo soprattutto) che proponeva una settimana all inclusive presso l&#8217;Hotel Alba Club di El Alamein. Questa piccola città, tristemente nota per le sanguinose battaglie della seconda guerra mondiale, si sta lentamente trasformando in località turistica grazie alla sue belle spiagge di sabbia bianca e fine ma anche per la sua vicinanza ad Alessandria e ad altre località d&#8217;interesse turistico. Allettato dal prezzo dell&#8217;offerta e dalla curiosità di conoscere un eventuale nuova meta delle mie future vacanze in terra egiziana ho prenotato e sono partito! L&#8217;intera vacanza, in pensione completa con supplemento singola, mi è costata 624 Euro.</p>
<h2>L&#8217;hotel Alba Club</h2>
<p>La struttura si trova all&#8217;interno del Gazhala Village, un piccolo centro turistico costituito da villette e appartamenti di villeggiatura frequentato soprattutto da egiziani facoltosi. L&#8217;albergo è comunque indipendente e separato dal resto delle abitazioni. Dalla città di El Alamein dista circa 30 Km, mentre dal nuovo aeroporto di Dabaa i chilometri sono 20.</p>
<p><strong>La spiaggia privata</strong> dell&#8217;hotel, di sabbia bianca e fine, è ampia e attrezzata. Dispone di ombrelloni, lettini (con teli gratuiti) e un campetto da beach-volley. L&#8217;acqua del mare è limpida e di color turchese, simile a quello della Sardegna. Purtroppo, durante questa mia vacanza di fine marzo, sono riuscito a fare un solo bagno, la temperatura dell&#8217;acqua era ancora piuttosto fredda! Per non parlare del vento che ha tirato forte per quasi tutta la settimana! Questa zona del litorale di El Alamein è pressoché desertica, attorno al Gazhala Village non c&#8217;è nulla (vedi mappa sotto). Tutto ciò favorisce la presenza di fastidiosi venti che spirano quasi tutto l&#8217;anno. La posizione dell&#8217;hotel è comunque strategica per effettuare interessanti escursioni ad <strong>Alessandria</strong> (140 Km), al <strong>Cairo</strong> (310 Km) o all&#8217;<strong>Oasi di Siwa</strong> raggiungibile in 4 ore di pullman o jeep.</p>
<p><strong>Le stanze</strong> sono molto ampie e hanno tutte la vista sul mare. Sono dotate di aria condizionata, terrazzo o balcone, TV con alcuni canali italiani, frigobar, asciugacapelli e cassetta di sicurezza gratuita. La pulizia lascia un po a desiderare: un giorno mi sono ritrovato le federe del letto macchiate e unte, e avevano appena rifatto la stanza! Gli inservienti sono disponibili ma potrebbero applicarsi un po&#8217; di più. Il <strong>ristorante</strong> principale è a buffet e la scelta delle pietanze è ampia. Durante la mia permanenza ho mangiato discretamente e abbondantemente tanto che sono pure ingrassato di qualche etto! Ovviamente non è come mangiare in Italia, il mio giudizio è rapportato agli standard qualitativi della ristorazione nei Paesi arabi.</p>
<p>All&#8217;interno dell&#8217;hotel sono presenti alcuni negozi di souvenir, il bancomat (per poter prelevare in valuta egiziana), un <strong>centro SPA</strong> e una piccola palestra attrezzata con accesso gratuito. I servizi disponibili presso la SPA sono di qualità, io ho provato un massaggio della durata di un ora al costo di 35 Euro con incluso l&#8217;accesso al bagno turco e alla sauna finlandese, è stato davvero molto piacevole e rilassante. La <strong>piscina</strong> interna (con acqua riscaldata) è un po piccola mentre quella esterna è davvero ampia e ben tenuta. Il <strong>Team di animazione</strong>, formato pressoché da ragazzi giovani, durante il giorno organizza attività sportive in spiaggia mentre la sera propone spettacoli di intrattenimento. A nessuno di questi ho partecipato per cui non posso pronunciarmi sulla loro qualità. L&#8217;hotel è dotato di accesso a <strong>internet wireless</strong>. Il servizio dovrebbe essere a pagamento ma volendo (se si è un po &#8217;sgamati&#8217; in materia di networking..) <a href="http://www.viaggioideale.it/forum/index.php?showtopic=30" target="_blank" >si può anche navigare gratis</a>.</p>
<h2>El Alamein</h2>
<p>Come ben saprete questa località fu teatro di sanguinosi scontri tra le forze italo-tedesche e quelle britanniche durante la seconda guerra mondiale. In queste battaglie persero la vita migliaia di soldati, di cui oltre 5.000 italiani. Le loro spoglie sono custodite all&#8217;interno del <strong>Sacrario Militare Italiano</strong> che si trova a metà strada tra l&#8217;Hotel Alba Club e El Alamein. L&#8217;ingresso al Sacrario è gratuito, l&#8217;ambiente è desolante, triste e solitario. A poca distanza sorgono anche il <strong>Cimitero del Commonwealth</strong>, con le tombe dei soldati dei vari paesi che hanno combattuto dal lato britannico, e il <strong>Sacrario Tedesco</strong> costruito nello stile di una fortezza medioevale. Oltre a questi luoghi commemorativi El Alamein ospita anche un <strong>Museo dedicato alla Seconda Guerra Mondiale</strong> che espone diversi tipi di carri armati, blindati, cannoni ed aerei impiegati nelle battaglie del nordafrica dai diversi eserciti combattenti. L&#8217;ingresso costa 10 Lire Egiziane. Vi suggerisco di visitare questi luoghi in autonomia, magari chiedendo a qualche ragazzo locale di accompagnarvi, risparmierete di sicuro sul costo dell&#8217;escursione proposto dall&#8217;agenzia interna all&#8217;Hotel Alba Club (20 Euro a persona).</p>
<p>Per il resto El Alamein non offre altro. Grazie allo sviluppo turistico che ha interessato tutta la costa settentrionale dell&#8217;Egitto, oggi la città è una semplice e ridente località balneare che vede nel villaggio di Marina El Alamein il suo punto di attrazione principale. La Marina si affaccia su 11 km di spiaggia ed è affiancato da un porto turistico realizzato nel 2005, in grado di ospitare fino a 500 imbarcazioni.</p>
<h2>Alessandria</h2>
<p>Alessandria, con oltre 4 milioni di abitanti, è una delle più popolose città dell&#8217;Egitto. E&#8217; una città dinamica e allo stesso tempo tranquilla. In alcune zone il traffico è caotico in altre la vita sembra scorrere lenta come nel passato. Sulle strade capita spesso di vedere automobili di grossa cilindrata sfrecciare accanto a carrettini trainati da muli. Numerosi sono i vicoli\bazar affollati di gente dove si compra di tutto: abbigliamento, cibarie, oggetti per la casa. Alessandria è una metropoli con molte contraddizioni, formata da quartieri ricchi ma anche, ahimè, da diverse baraccopoli. La città si raggiunge dall&#8217;hotel Alba Club in circa 2 ore di auto (o pullman) su una superstrada di recente costruzione scorrevole e lineare.</p>
<p>Le attrazioni turistiche non sono molte, di sicuro ciò che attira più visite è la famosa <strong>Biblioteca</strong>. Questa moderna struttura sorge a pochi passi dall&#8217;antica sede voluta ben 2.300 anni fa dal primo faraone greco d&#8217;Egitto, Tolomeo I. Essa allora rappresentava il principale centro di raccolta e diffusione di tutto il sapere dei più grandi studiosi e scienziati dell&#8217;antichità. Oggi, ispirandosi ad un gigante sole inclinato che sorge dal mare, questo spettacolare e ardito edificio si estende su un&#8217;area di 80.000 metri quadri e ospita sale di lettura, un istituto per il restauro dei libri antichi, una biblioteca per l&#8217;infanzia, una scuola di informatica, sale per congressi e possiede più di un milione di testi scientifici. Per chi viene ad Alessandria la visita è obbligatoria, ne rimarrà sicuramente affascinato! L&#8217;ingresso costa 10 Lire Egiziane ed eventuali borse al seguito vanno obbligatoriamente depositate al guardaroba prima di entrare.</p>
<p>Meritano una visita anche il Serapeo con la colonna di Pompeo, le catacombe e la cittadella di QaitBay. Il <strong>Serapeo</strong>, di cui oggi rimangono solo pochi ruderi, era il più famoso dei templi della città e si trova nel quartiere Rhakotis, nei pressi della cosiddetta <strong>Colonna di Pompeo</strong>, una colossale colonna in granito alta circa 30 m. A fare da &#8216;guardia&#8217; a questo monumento ci sono due piccole sfingi posate su robusti basamenti. L&#8217;ingresso è di 20 Lire Egiziane. Poco lontano si trovano le <strong>catacombe</strong> egizio-romane di &#8220;Kom al-Shuqafa&#8221;, composte da camere, nicchie, sarcofagi e architetture scolpite nella roccia. La <strong>cittadella di QaitBay</strong> è invece una fortezza di &#8216;recente&#8217; costruzione, risale infatti al 1480. Sorge dove un tempo svettava il famoso <strong>faro di Alessandria</strong> distrutto probabilmente dai terremoti del XI e del XIV secolo. Questa fortezza, oltre che da turisti stranieri, è frequentata anche da giovani coppie egiziane che cercano intimità in un luogo tranquillo e con vista sul Mar Mediterraneo. Molto bello è anche il chilometrico lungomare.</p>
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		<title>Egitto, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 21:11:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_258" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/sphinx_of_gizeh-300x224.jpg" alt="La Sfinge" title="La Sfinge" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-258" /><p class="wp-caption-text">La Sfinge</p></div>
<p>L&#8217;Egitto, seppur con una forte impronta moderata, è un paese mussulmano: il suo popolo deve, quindi rispettare precise regole di comportamento che non sono obbligatorie per i turisti, ma che è sempre utile sapere. Sarebbe buona norma, nei luoghi pubblici, indossare vesti o pantaloni lunghi e camicie che coprano le braccia. E’ obbligo, come succede anche nelle chiese cristiane, visitare le moschee con un abbigliamento serio. Quando si scattano fotografie, è meglio evitare di riprendere le persone, perché l’Islam proibisce la riproduzione di esseri umani. Non è educato consumare bevande alcoliche per strada perché il Coran lo proibisce. Soprattutto durante il Ramadan, è cattiva educazione consumare bibite, cibi e fumare sigarette in pubblico durante il giorno. Può inoltre capitare di vedere coppie di uomini passeggiare mano nella mano: questo è un uso egiziano che simboleggia amicizia.</p>
<p>Anche qua, in particolar modo per le località turistiche del Mar Rosso, usi e costumi locali sono alquanto opinabili. Le persone saranno felicissime di scattare qualche foto con voi (chiedendovi spesso qualche Euro), il loro linguaggio sarà colorito da varie espressioni italiane non certamente educate, ed anche il sentimento e la pratica religiosa rimarranno quasi impercettibili.</p>
<p>Una nota particolare va certamente prestata all&#8217;arte della contrattazione. In qualsiasi bazar o mercato verrete letteralmente presi per le braccia e trascinati all&#8217;interno dei negozi con la solita scusante di un infuso di karkadé o menta. L&#8217;abilità egiziana dell&#8217;arte oratoria (vi parleranno un corretto italiano e spesso numerosi dialetti) farà in modo che dopo sittante attenzioni vi sentiate in dovere di acquistare ciò che il negozio vende. E così spesso va a finire. Dal ciondolo con lo scarabeo, ai papiri, dall&#8217;olio profumato al narghilé (la tipica pipa ad acqua).</p>
<p>Spesso tale comportamento potrà infastidirvi e l&#8217;insistenza all&#8217;acquisto può davvero creare una sorta di esaurimento. Inutile dire che il borbottare in continuazione o l&#8217;assumere atteggiamenti di profondo fastidio è di cattivo gusto e poco educato. Se proprio una serata al mercato di Sharm vi infastidirà oltremodo, conviene semplicemente non tornarci ed acquistare in hotel da anonimi ed educatissimi negozianti. Gli egiziani, come molte altre popolazioni mediorientali, provano un profondo gusto per la contrattazione e ciò che a noi può davvero sembrare fastidioso per loro è un normalissimo modo di essere.</p>
<p>Va detto infine che i prezzi vengono mediamente caricati di un 50% e su tale rapporto verrà condotta la contrattazione. L&#8217;illudersi di essersi portati a casa, dopo una contrattazione a nostro favore, un oggetto ad un prezzo stracciato è il fine ultimo del venditore egiziano. Il venditore avrà sempre e comunque modo di vendervi l&#8217;oggetto al prezzo da lui pensato e spesso vi distrarrà regalandovi collanine di argento (che non è mai argento) o qualche altra cianfrusaglia che, anche in questo caso, ha per lui pochissimo valore.</p>
<p>Sempre, in Egitto, viene chiesto il bakschich, la mancia, per ottenere un miglior servizio.</p>
<p><strong>Situazione sanitaria</strong></p>
<p>La situazione sanitaria in Egitto è discreta e nella maggiori località turistiche sono situate grandi strutture ospedaliere paragonabili a quelle europee, al contrario di quelle del resto del Paese. In ogni caso, è prudente informarsi bene prima del viaggio e consigliabile stipulare un&#8217;assicurazione sanitaria che preveda la copertura delle spese mediche e il rimpatrio aereo sanitario (cosa che qualsiasi tour operators, in caso di viaggio organizzato, include sempre).</p>
<p>I casi di epatite sono diffusissimi in tutto il Paese, perciò si consiglia di pulire bene frutta e verdura, prestare attenzione ai cibi non cotti e, se possibile, evitarli, e di bere solo acqua minerale senza ghiaccio.</p>
<p>Si consigliano, previo parere medico, le vaccinazioni contro: epatite A e B, rabbia, tetano, febbre tifoide, morbillo, poliomielite e quelle contro la leishmaniosi, filariosi, Rift Valley fever. Infine, è altamente sconsigliato bagnarsi in acque dolci per evitare di contrarre la bilarziosi.</p>
<p>Va detto comunque che chi soggiorna in Egitto, ed in particolare sul Mar Rosso, non deve preoccuparsi troppo. Gli standard degli hotels e dei resorts sono spesso di gran lunga migliori rispetto ai loro concorrenti europei. Le condizioni igieniche sono più che buone e si può tranquillamente consumare verdura e frutta crude o lavarsi i denti sciacquandosi con l&#8217;acqua dei rubinetti nelle stanze. L&#8217;acqua dei resort viene per la maggiorparte dissalata e filtrata e, come in altri luoghi del mondo, l&#8217;unico inconveniente è quello di un sottofondo salmastro all&#8217;assaggio.</p>
<p>Va invece prestata molta attenzione al tempo di esposizione solare. Una piccola dissenteria del viaggiatore è sicuramente il male minore rispetto ad una grave scottatura solare. Il sole egiziano, pur non essendo un sole equatoriale, è comunque molto forte. L&#8217;assenza di sistemi nuvolosi e l&#8217;aridità dell&#8217;aria possono creare disidratazioni più o meno gravi. Un FP 20 è il minimo consigliabile anche per le pelli scure mentre per le nuotate di snorkeling è utile indossare una maglietta scura per fare in modo di proteggere la schiena.</p>
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		<title>Egitto: crociera sul Nilo, Cairo e Sharm El Sheikh</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 19:49:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Egitto mi ha sempre affascinato. Fin da quando ero piccolo, quando sui libri di storia leggevo e studiavo di una civiltà misteriosa che ha costruito gigantesche opere e colossali monumenti per venerare i propri faraoni. Sin d&#8217;allora, da quando andavo a scuola, ho sempre avuto un sogno: visitare questo meraviglioso Paese. E finalmente nell&#8217;aprile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_114" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/08/sfinge-e-piramide-di-cheope.jpg" ><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/08/sfinge-e-piramide-di-cheope-300x196.jpg" alt="Cairo - Sfinge e Piramide di Cheope" title="Cairo - Sfinge e Piramide di Cheope" width="300" height="196" class="size-medium wp-image-114" /></a><p class="wp-caption-text">Cairo - Sfinge e Piramide di Cheope</p></div>
<p>L&#8217;Egitto mi ha sempre affascinato. Fin da quando ero piccolo, quando sui libri di storia leggevo e studiavo di una civiltà misteriosa che ha costruito gigantesche opere e colossali monumenti per venerare i propri faraoni. Sin d&#8217;allora, da quando andavo a scuola, ho sempre avuto un sogno: visitare questo meraviglioso Paese. E finalmente nell&#8217;aprile del 2001 sono riuscito a realizzarlo partendo per un viaggio della durata di 15 giorni il cui programma prevedeva una breve ma intensa crociera sul Nilo, la visita di tre giorni al Cairo e una settimana di sole, mare e relax nella splendida perla del Mar Rosso: Sharm El Sheikh. Come da consiglio di alcune persone che avevano già visitato l&#8217;Egitto, per questo tour mi sono rivolto a una agenzia dove ho acquistato un pacchetto di viaggio tutto incluso per evitare, così mi hanno detto, spiacevoli inconvenienti e disagi. Tuttavia, per chi come me ha un forte spirito d&#8217;adattamento e ama i viaggi all&#8217;avventura, è possibile visitare questo straordinario Paese (escludendo forse le località del Mar Rosso) anche come &#8220;turista fai da te&#8221; ed è proprio quello che farò nel mio prossimo viaggio di ritorno in Egitto.</p>
<p><strong>PRIMO GIORNO (MILANO &#8211; LUXOR)</strong></p>
<p>La partenza per Luxor prevista per le 8.00 dalla Malpensa mi costringe, mio malgrado, ad alzarmi all&#8217;alba: alle 4.00 sono già sveglio e alle 7.40 sono a bordo dell&#8217;aereo pronto per partire per quello che sarà un viaggio indimenticabile. Atterrato alle 12.20 a Luxor vengo subito impressionato dallo sbalzo di temperatura: qui fa un caldo tremendo (32 gradi) ma fortunatamente c&#8217;è qualche nuvola che di tanto in tanto copre il sole. Dall&#8217;aeroporto vengo subito trasferito con un pullman sulla motonave: un enorme barcone su tre piani e due ponti di cui uno con piscina. Dopo il pranzo, con altri viaggiatori conosciuti sulla nave, faccio un giro senza meta per la città, ma il bello arriva verso le 18 quando, con la nostra guida, visitiamo il tempio di Luxor, un monumento ampliato e modificato nel corso dei secoli che sorge a pochi metri dalla riva del Nilo. Qui in Egitto fa buio presto e il sole cala verso le 18 cosi ammiriamo il tempio illuminato da luci artificiali: la visione è affascinante e l&#8217;atmosfera diventa subito magica. Verso le 20 siamo testimoni di un evento eccezionale che non si verificava da 4 anni: inizia a piovere (4 gocce), cosi ritorniamo sulla nave per la cena e, dopo una mediocre animazione e una ridicola danza del ventre, si va tutti a letto perché la sveglia per il giorno successivo è di nuovo all&#8217;alba (li mortacci…).</p>
<p><strong>SECONDO GIORNO (LUXOR &#8211; ESNA)</strong></p>
<p>La sveglia è per tutti alle 4.45, dopo una abbondante colazione ci dirigiamo subito verso la Valle dei Re e alle 6.30 siamo già tra le tombe dei Faraoni più importanti della storia dell&#8217;antico Egitto. Qui, tra le rocce di questa valle desertica, visitiamo le splendide e ancora in parte colorate tombe di Ramses IX, Ramses IV e Ramses VI, composte tutte da un lungo corridoio diviso in sezioni con nicchie, stanze e anfratti. Successivamente, mentre la temperatura pian piano si alza, visitiamo il vicino tempio di Hatshepsut, sviluppato su tre piani e in parte scavato nella roccia. Questo tempio fu realizzato in onore di una delle poche donne faraone che, con comportamenti e modi di vestire da uomo, riuscì ad imporsi e a governare l&#8217;Egitto per ben 20 anni. A non poca distanza da lì si trova una piccola fabbrica di alabastro dove abbiamo fatto una &#8217;sosta commerciale&#8217; e dove ho acquistato, ovviamente contrattando, un busto in granito grigio di Nefertiti. Sempre in mattinata ci rechiamo nella Valle delle Regine e dei Principi e, molto velocemente, visitiamo la tomba della regina Teti e quella del principe Amun che contiene nella camera funeraria il feto mummificato del fratello. Infine, dopo una breve visita ai Colossi di Memnone, ritorniamo sulla sponda orientale del Nilo (da dove eravamo partiti) per visitare il maestoso tempio di Karnak, un tempo collegato a quello di Luxor da un viale di 2 Km, costeggiato da grandiosi statue raffiguranti sfingi. Questo tempio è forse il monumento che più di ogni altro dà l&#8217;idea della grandiosità dell&#8217;Egitto, la visione delle sue 134 imponenti colonne, delle sue immense sale e dei sui grandi cortili mi lasciano meravigliato e senza fiato. Ritornati a bordo per il pranzo mi riposo per tutto il pomeriggio in cabina e, mentre la nave comincia la sua navigazione lungo il Nilo in direzione di Esna, ammiro con emozione lo straordinario panorama della rigogliosa vegetazione sulla riva del fiume. La serata trascorre all&#8217;insegna del &#8216;divertimento&#8217;: dopo un orribile spettacolo di cabaret offerto dalle due animatrici della nave, una giocata a scala 40 e dopo quattro salti in discoteca, a mezzanotte arriviamo alle chiuse di Esna. Lo spettacolo, quello vero, è durato un&#8217;ora circa ed è stato sorprendente vedere come la nostra nave si alzava man mano che la chiusa si riempiva d&#8217;acqua.</p>
<p><strong>TERZO GIORNO (EDFU &#8211; KOM OMBO &#8211; ASSUAN)</strong></p>
<p>Durante la notte navighiamo silenziosamente verso sud, in direzione di Edfu sulla sponda occidentale del Nilo. Oggi la sveglia è finalmente a un orario decente, alle 7.30. Appena mi alzo apro subito le tende della mia finestra curioso di vedere il panorama ma davanti a me vedo solo il fianco di un&#8217;altra motonave. Qui sul Nilo, infatti, le navi hanno uno strano modo di attraccare sulla riva: si dispongono una affianco all&#8217;altra, in ordine d&#8217;arrivo, in modo da formare un lungo pontile artificiale e i passeggeri di quella più lontana, per toccare terra, devono oltrepassare le hall di tutte le navi arrivate prima. Dopo la solita colazione abbondante e l&#8217;attraversamento di 3 o 4 navi scendiamo per visitare l&#8217;imponente tempio di Horo, uno tra i più completi e meglio conservati templi d&#8217;Egitto. Questo vasto complesso architettonico, di fabbricazione greca e dedicato al dio falco, venne costruito in epoca molto posteriore rispetto ai templi di Luxor e Karnak, nel 237 a.C. e fu terminato 200 anni dopo. Ritornati sulla nave prima del pranzo, proseguiamo la nostra crociera navigando lungo il Nilo in direzione sud. Dopo qualche ora di relax sul ponte della nave, arriviamo, nel tardo pomeriggio, a Kom Ombo, sulla sponda orientale del fiume dove, su una collinetta, sorge l&#8217;omonimo tempio. L&#8217;edificio è ormai quasi del tutto demolito ma nonostante ciò, costituisce tuttora uno spettacolo straordinario soprattutto visto alla luce del sole al tramonto. Alla fine della visita ci fermiamo lungo la strada che porta al porticciolo per una &#8217;sosta commerciale&#8217;: qui tutti acquistano abiti e indumenti caratteristi del posto in previsione della cena egiziana che avrà luogo in serata sulla nave. Dopo cena, per mancanza di alternative più interessanti, mi vedo costretto ancora una volta ad assistere al sempre più orribile spettacolo d&#8217;animazione e, verso le 23, mentre arriviamo ad Assuan, accuso un leggero mal di pancia, ma non me ne preoccupo più di tanto così mi ritiro in cabina per andare a dormire.</p>
<p><strong>QUARTO GIORNO (ASSUAN &#8211; ABU SIMBEL &#8211; CAIRO)</strong></p>
<p>Quello che sembrava un semplice mal di pancia si è rivelato poi una vera e propria indigestione. Durante tutta la notte ho scagazzato e vomitato tutto quello che la sera prima avevo mangiato rovinandomi così il sonno e l&#8217;intera giornata. Infatti, stanco e stravolto, ho rinunciato alla visita del tempio di Philae ad Assuan previsto in mattinata dal programma di viaggio, rimanendo in cabina a riposare soprattutto in previsione dei due spostamenti aerei (Assuan-Abu Simbel e Abu Simbel-Cairo) che avrei dovuto affrontare più tardi. Ad Assuan, città molto grande e vivace, si conclude cosi la mia crociera lungo il Nilo e alle 9.30 lasciamo la nave per volare verso Abu Simbel. Mi sento un po&#8217; meglio ma continuo ad avere ancora problemi di cacagarella, tuttavia non riesco a non rimanere affascinato alla vista del tempio di Ramses e del tempio di Hathor. Scavati nella roccia e con gigantesche statue poste ai lati dei rispettivi ingressi, i due templi furono rinvenuti per caso nel 1813 sotto un cumulo di sabbia che li ricopriva quasi completamente. Cento anni dopo furono smontati e ricostruiti poco lontano e oggi la bellezza di questo luogo non può essere paragonata a quella di nessun altro posto al mondo. Subito dopo la visita ci dirigiamo verso l&#8217;aeroporto per trasferirci al Cairo. Atterrati in questa immensa città (con più di 13 milioni di abitanti) ci trasferiamo subito all&#8217;Oasis hotel che si trova a poca distanza dalle piramidi di Giza. Il pomeriggio è libero, ma le mie condizioni di salute ancora precarie mi costringono a ritirami in camera e a dormire fino al mattino successivo.</p>
<p><strong>QUINTO GIORNO (CAIRO)</strong></p>
<p>La sveglia di questa mattina è puntata alle 7, ho dormito per 13 ore di fila e oggi mi sento molto meglio anche se non ancora in forma al 100%. La prima visita della giornata qui al Cairo si svolge al museo egizio. Questo museo dà un po&#8217; l&#8217;impressione di un enorme magazzino pieno di statue e reperti archeologici tanti quanti i numerosissimi turisti stranieri e visitatori locali. Dopo un&#8217;interminabile coda e vari spintoni, riusciamo a vedere, tra l&#8217;altro, la sala degli ori di Tutankhamon che contiene la famosissima maschera funeraria del giovane faraone, considerato il più straordinario manufatto che un museo possieda la mondo. Subito dopo ci rechiamo in pullman alla Cittadella, un tempo residenza dei governatori dell&#8217;Egitto, che si estende su una collina a est della città. Qui visitiamo la moschea del sultano Hasan, esempio classico dell&#8217;architettura egizia, mentre dalle terrazze scattiamo qualche foto allo sconfinato panorama della città del Cairo. La mattinata si conclude con la visita al gigantesco e tortuoso mercato all&#8217;aperto Khan El Khalili. La cosa più divertente di questo mercato è ovviamente la contrattazione coi venditori. Anche se non acquisto nulla mi divertito comunque a partecipare alle trattative commerciali dei miei compagni di viaggio che comprano cose inutili a prezzi esagerati. Dopo il pranzo in un ristorante, con un gruppo di persone di Milano con cui ho fatto amicizia, trascorro il pomeriggio in giro per il Cario. Con un taxi ci facciamo condurre nelle vicinanze della Cairo Tower e da li, a piedi, girovaghiamo senza meta per circa due ore. Il Cairo è una megalopoli disordinata, caotica e molto trafficata. Non ci sono semafori, i vigili non dirigono il traffico e le macchine vengono guidate come sugli autoscontri: da pazzi, con la differenza che qui, nonostante la guida folle degli automobilisti, non ci sono incidenti. La temperatura è molto diversa da quella dei giorni precedenti: fa fresco, soprattutto la sera quando cala il sole. Dopo cena assisto al deludente e penoso spettacolo &#8216;luci e suoni&#8217; che si tiene alle piramidi: 20 dollari buttati al vento (e faceva pure freddo a causa del forte vento) per uno spettacolo che sconsiglio vivamente a tutti.</p>
<p><strong>SESTO GIORNO (CAIRO &#8211; SAQQARA &#8211; MENFI)</strong></p>
<p>Il programma di viaggio di questo sesto giorno prevede la visita di Saqqara e Menfi. Entrambe le località, che raggiungiamo in pullman nella prima mattinata, si trovano nel deserto a pochi chilometri di distanza dal Cairo. La necropoli di Saqqara venne usata come luogo di sepoltura non solo dai residenti della città, ma anche da re, principi e nobili di diverse dinastie nel periodo faraonico e nei periodi successivi. Il monumento più importante di questo complesso archeologico è la piramide a gradoni di Zoser, probabilmente la prima costruita in Egitto. La particolarità di questa piramide, che la differenzia da quelle della piana di Giza, è che i suoi lati non sono mai stati lisci ma a gradoni appunto. Fu concepita infatti su sei livelli o &#8216;mastabe&#8217; e fu innalzata per 62 metri. Non molto lontano da qui si trova la tomba di Mereruka, all&#8217;interno della quale abbiamo ammirato interessanti iscrizioni murarie e importanti bassorilievi. Successivamente ci dirigiamo, sempre in pullman, verso il luogo dove un tempo sorgeva la capitale dell&#8217;Antico Regno: Menfi. Purtroppo non è rimasto quasi nulla di questa città gloriosa e importante: la gigantesca statua in calcare di Ramses II, la sfinge in albastro e altre due statue di Ramses II è tutto ciò che rimane e che la nostra guida ci illustra molto velocemente. Prima del pranzo al ristorante facciamo una &#8217;sosta commerciale&#8217; presso una fabbrica di papiri che altro non è che un negozio di pergamene. Qui acquisto un papiro raffigurante l&#8217;albero della vita con accanto l&#8217;iscrizione in geroglifico del mio nome. Nel pomeriggio, con alcuni compagni di viaggio, ritorniamo nella parte vecchia del Cairo dove camminiamo senza meta fino all&#8217;ora di cena. La gente qui al Cairo è molto disponibile e cordiale, camminare (anche da soli) per le strade della città non è poi cosi pericoloso come pensavo anche, e soprattutto, per la presenza massiccia di poliziotti armati ad ogni angolo di strada. Dopo cena la serata trascorre veloce nella hall dell&#8217;albergo tra le note di un anziano pianista che suona musica italiana in nostro onore, quindi mi ritiro in camera per dormire.</p>
<p><strong>SETTIMO GIORNO (CAIRO &#8211; GIZA)</strong></p>
<p>Finalmente oggi, come da programma, visitiamo le piramidi. Di prima mattina ci dirigiamo verso la piana di Giza dove rimango subito incantato alla vista di quella che viene considerata una delle sette meraviglie del mondo: la piramide di Cheope. Questa, fatta costruire dal faraone Cheope più di 4 mila anni fa, è alta oggi 137 metri e ha una base il cui lato misura quasi 250 metri. Un tempo la piramide, come tutte le altre della piana di Giza, era coperta da un rivestimento in calcare ma oggi di quel rivestimento, purtroppo, non è rimasto nulla. Solo sulla cima della piramide di Chefren è possibile vedere parte del rivestimento che probabilmente un tempo rendeva le piramidi luccicanti. La piramide di Chefren si trova a sud-ovest della grande piramide di Cheope e, poiché sorge su una posizione sopraelevata, sembra quasi più grande. La piramide di Micerino alta solo 62 metri è la tomba del nipote di Cheope rimasta incompiuta. All&#8217;interno di questa tomba, l&#8217;unica in cui sono entrato, non vi è nulla: un lungo e stretto corridoio porta a una stanza spoglia dove un caldo tremendo e un aria quasi asfissiante mi costringono quasi subito ad uscire. Infine la Sfinge. Questa meravigliosa statua col corpo di leone e la testa di uomo mi affascina tantissimo, il suo portamento fiero e il suo grande magnetismo mi lasciano incantato per qualche minuto. Purtroppo questa stupenda figura scolpita in un unico blocco di calcare si sta letteralmente sgretolando a causa dell&#8217;inquinamento. Se non si farà qualcosa per salvarla, verrà perduta per sempre! Prima del pranzo effettuiamo una divertente cammellata della durata di un ora circa sotto il sole cocente e con allo sfondo le grandiose piramidi della piana di Giza. Successivamente ci dirigiamo presso un negozio di essenze per una &#8217;sosta commerciale&#8217;, quindi tutti al ristorante per il tanto sospirato pranzo. Il pomeriggio a disposizione lo trascorro in albergo a cazzeggiare e dopo cena vado quasi subito a letto, anche perché la sveglia del giorno dopo è puntata alle 3.30 per la partenza per Sharm El Sheikh.</p>
<p><strong>OTTAVO GIORNO (SHARM EL SHEIKH)</strong></p>
<p>Alle 9 del mattino circa mi trovo già nel bellissimo Hotel Conrad International in località Ras Nosrani a pochi chilometri da Naama Bay in una posizione forse tra le migliori di Sharm El Sheikh. Infatti, a circa 30 metri della spiaggia privata dell&#8217;albergo, è presente una meravigliosa e ricchissima barriera corallina piena di pesci colorati, considerata uno dei tratti più belli della costa orientale della penisola del Sinai. Dopo aver sistemato le mie valigie in camere ed essermi preparato per il bagno in mare, anche se un po&#8217; stanco per la notte insonne, vado subito in spiaggia e mi butto in acqua (non è caldissima ma mi abituo subito). L&#8217;emozione di nuotare in mezzo ai pesci è fortissima tanto che ciascuno dei miei bagni in acqua dura all&#8217;incirca un&#8217;ora. La temperatura qui è abbastanza alta (supera i 30 gradi) ma fortunatamente c&#8217;è un leggero venticello che rende l&#8217;aria secca e piacevole. Le giornate seguenti trascorrono all&#8217;insegna del mare e del sole. Il relax è totale e finalmente riesco anche a mangiare qualcosa di decente: il ristorante dell&#8217;albergo, infatti, offre svariate pietanze e appetitosi piatti che mi fanno dimenticare il solito riso che fino a oggi ho mangiato quasi quotidianamente. Le serate vengono rallegrate dai divertenti spettacoli di cabaret che lo staff d&#8217;animazione ci offre quotidianamente, per fortuna il livello è più alto rispetto a quello dell&#8217;animazione sulla nave, altrimenti l&#8217;alternativa sarebbe guardare la TV in camera o andare a Naama Bay, il centro turistico di Sharm El Sheikh che è diventato ormai come Rimini.</p>
<p><strong>UNDICESIMO GIORNO (SHARM EL SHEIKH &#8211; RAS MOHAMMED)</strong></p>
<p>Alle 8.30 di questa mattina raggiungo in pullman, con un gruppo di 12 persone dell&#8217;hotel a cui mi sono aggregato, la paradisiaca Ras Mohammed. Questa splendida località si trova all&#8217;interno di un parco nazionale protetto a 30 km a sud di Sharm El Sheikh. La zona delle mangrovie è il primo luogo che visitiamo; a non molta distanza da li rimango affascinato dalla bellezza e dalla limpidezza del laghetto magico che, come ci dice la guida, cambia colore durante il giorno. Successivamente raggiungiamo due piccole spiagge dove tra un sacco di pesci colorati abbiamo fatto snorkeling: sembra di nuotare in un acquario, ed è proprio qui che ho potuto ammirare e fotografare, con la mia macchina fotografica subacquea monouso, il grosso pesce Napoleone. Dopo qualche scatto da un punto panoramico torniamo in albergo per il pranzo.</p>
<p><strong>TREDICESIMO GIORNO (SHARM EL SHEIKH &#8211; TIRAN)</strong></p>
<p>Oggi, di buona mattina, intraprendo una gita in barca in direzione dell&#8217;isola di Tiran, che sorge proprio di fronte al mio albergo. Partiti dal porto turistico di Sharm El Sheikh, dopo mezz&#8217;ora di navigazione comincio a sentire una leggera sensazione di nausea, a causa del vento forte e del mare mosso, ma fortunatamente dopo un po&#8217; passa quando il mare si calma. Intanto la barca, che avrebbe dovuto circumnavigare l&#8217;isola di Tiran (fregatura), prosegue la sua navigazione verso una nave incagliata tra la barriera corallina, dove assieme con la guida, ci buttiamo in mare per una nuotata: qui non ci sono moltissimi pesci ma l&#8217;esperienza è ugualmente emozionante. Successivamente raggiungiamo un altra zona dove incontriamo più varietà di pesci e coralli multiformi. Dopo il pranzo a bordo raggiungiamo la barriera corallina di Naama Bay e mentre facciamo ritorno verso il porto di Sharm un branco di delfini si avvicina alla nostra barca regalandoci persino dei salti.</p>
<p><strong>QUINDICESIMO GIORNO (SHARM EL SHEIKH &#8211; MILANO)</strong></p>
<p>Purtroppo la mia vacanza in Egitto si conclude: nel primo pomeriggio, con il volo per Milano delle 14.10, lascio questo straordinario Paese per tornarmene a casa. La magia dei luoghi visitati e le forti emozioni provate in questi indimenticabili 15 giorni credo che rimarranno per sempre come un tatuaggio indelebile nel mio cuore e nella mia mente.</p>
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