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		<title>Barcellona economica: consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 23:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Info]]></category>
		<category><![CDATA[Barcellona]]></category>
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		<description><![CDATA[Info utili per una vacanza economica a Barcellona. Alcuni consigli su come risparmiare il più possibile senza rinunciare a nulla (o quasi). Barcellona è una delle città spagnole più visitate dai turisti, se progettate bene il vostro viaggio prima di partire vi renderete conto che potreste spendere davvero poco per visitarla. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1338" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/07/barcellona-economica-consigli-e-info-utili-di-viaggio/barcelona_casa_mila_gaudi/"  rel="attachment wp-att-1338"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/07/Barcelona_casa_mila_gaudì-300x225.jpg" alt="Barcelona - Casa Mila Gaudì" title="Barcelona - Casa Mila Gaudì" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1338" /></a><p class="wp-caption-text">Barcelona - Casa Mila Gaudì</p></div>
<p>Barcellona è il capoluogo della Catalogna, nonché una delle città spagnole più visitate dai turisti, ma se progettate bene il vostro viaggio prima di partire vi renderete conto che potreste spendere davvero poco per visitarla. Di seguito troverete solo i consigli su come risparmiare il più possibile senza rinunciare a nulla (o quasi); per tutto il resto consultate l&#8217;articolo completo su <a href="http://www.wikivoyage.org/it/Barcellona" target="_blank" >wikivoyage</a>.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
Grazie ai voli low cost, il modo più veloce ed economico per raggiungere Barcellona dall&#8217;Italia è sicuramente l&#8217;aereo. I <strong>voli low cost</strong> non atterrano all&#8217;aeroporto di Barcelona (BCN), ma all&#8217;aeroporto di Girona-Costa Brava (GRO) che si trova a 12 km da Girona e 100km da Barcellona. La Ryanair parte da Alghero, Bergamo, Bologna, Cagliari, Forlì, Perugia, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Torino e Treviso. La Easyjet vola solo da Milano Malpensa. Gli <strong>autobus della Barcelona Bus</strong> collegano l&#8217;aeroporto con Barcellona e fanno capolinea alla Estació d&#8217;autobusos Barcelona Nord. Il tragitto dura un po&#8217; meno di un&#8217;ora e il biglietto di sola andata costa circa 12 €, ma vi conviene prendere direttamente il biglietto di andata e ritorno che costa 21 €.</p>
<p><strong>Muoversi a Barcellona</strong><br />
Molte attrazioni turistiche sono raggiungibili a piedi, ma altrettante è consigliabile raggiungerle con i mezzi pubblici. Il biglietto di corsa singola per la <strong>metropolitana </strong>costa dai 1,30 € a 6,40 € a seconda delle 6 zone che si intende percorrere, mentre il biglietto di corsa singola per gli autobus è di 1,30-5,40 €. Esistono diversi tipi di abbonamenti turistici ma forse la soluzione migliore è la <strong>Travel card T-10</strong> che al costo di 7.20 € offre la possibilità di usufruire di 10 corse (anche in più persone). L&#8217;<strong>autobus turistico</strong> invece può essere una soluzione interessante per chi intende visitare molte attrazioni turistiche in quanto raggiunge anche quelle fuori mano e propone 3 itinerari al costo di 20 € (bambini 12 €) per 1 giorno oppure 26 € (bambini 16 €) per due giorni, e sono inclusi diversi buoni sconto per l&#8217;ingresso ad alcuni musei, tour guidati, trasporti e fastfood. Date comunque prima un&#8217;occhiata al sito in modo da capire se gli sconti proposti sono di vostro interesse, perché se no non conviene.</p>
<p><strong>Scoprire la città</strong><br />
Barcellona propone due card per i turisti: la <strong>Barcelona Card</strong> consente di usufruire gratuitamente dei trasporti pubblici e sconti/ingressi gratuiti in oltre 100 musei e l&#8217;<strong>Articket</strong> che invece consente l&#8217;accesso ai 7 principali centri d&#8217;arte della città al costo di 20€. La prima card offre molti sconti (e costa dai 25 ai 40€) ma è da chiedersi se avete veramente intenzione di visitare tutti questi musei &#8211; non fatevi tentare troppo dall&#8217;offerta perché facendo bene due conti e programmando bene il vostro itinerario riuscirete a risparmiare di più senza acquistarla &#8211; mentre la seconda tessera è un affare per gli appassionati dell&#8217;arte in quanto include l&#8217;ingresso gratuito ai seguenti musei Museu Picasso (5,80€), Fundació Caixa Catalunya-Casa Milà (9,50€), Fundació Antoni Tàpies, Museu d&#8217;Art Contemporani de Barcelona (MACBA) (7,50€), Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) (4,50€), Museu Nacional d’Art de Catalunya (MNAC) (8,50€) e Fundació Joan Miró (8€).</p>
<p><strong>Ingresso gratuito</strong><br />
La chiese sono tutte a ingresso gratuito.</p>
<p>- <strong>Park Güell</strong> sorge sulle pendici del monte Pelat (montagna calva). Nel 1900 il conte Eusebi Güell commissionò a Gaudí la realizzazione di questo parco che doveva ospitare 60 abitazioni, anche se l&#8217;opera non fu mai terminata e ad oggi vi sono solo 3 case (di cui una è la Casa/museo Gaduí dove visse l&#8217;artista). Entrando dall&#8217;ingresso principale si possono notare le due casette che Gaudí disegnò ispirandosi alla favola di Hansel e Gretel, e la scalinata sulla quale si trova la famosa Salamandra coperta di trencadis (collage di pezzi di ceramica/vetro). In cima alla scalinata sarebbe dovuto sorgere il mercato di cui oggi si possono notare le 86 colonne della Sala Hipostila. Indirizzo: Carrer Olot. Orario: da lunedì a domenica dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc Joan Miró</strong> sorto sulle ceneri del vecchio mattatoio che serviva la vicina arena. Il parco è caratterizzato dalla statua Dona i Ocell (Donna e uccello), opera di Mirò. Indirizzo: Carrer d&#8217;Aragò. </p>
<p>- <strong>Font màgica de Montjuïc</strong> posta ai piedi del Palau Nacional, fu progettata da Carles Buïgas nel 1929 (in occasione dell&#8217;Esposizione Internazionale) e costruita in meno di un anno. Per permettere la costruzione della fontana nel 1928 vennero demolite le Quattro colonne di Josep Puig i Cadafalch. Negli orari serali (da giovedì a domenica dalle 21.30 alle 23.30; da ottobre solo il venerdì e sabato dalle 19 alle 21) propone un favoloso spettacolo di luci, suoni, colori, giochi d&#8217;acqua e musica. </p>
<p>- <strong>Caixa Forum</strong> ex-fabbrica tessile di Casarramona trasformata nel 2002 nella sede della Fondazione &#8220;la Caixa&#8221;. La grande banca catalana finanzia questo centro di esposizione di arte moderna e la collezione delle opere cambia a rotazione tre volte all&#8217;anno. L&#8217;edificio è stato progettato dall&#8217;architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, mentre il più moderno ingresso è stato aggiungo dall&#8217;architetto giapponese Arata Isozaki. Indirizzo: Av. Marquès de Comillas 6-8, tel. +34 093 4768600. Orario: da lunedì a domenica dalle 10 alle 20 (sabato fino alle 22). </p>
<p>- <strong>Palau Güell</strong> edificato da Gaudì su commissione di Eusebi Güell che voleva avere un nuova dimora a Barcellona. Dal 1984 fa parte del Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO ed è l&#8217;unico edificio che Gaudí terminò completamente e non ha subito future modificazioni significative. Momentaneamente l&#8217;edificio è in fase di ristrutturazione e sono visitabili solo il pianoterra e i sotterranei che erano destinati alla scuderia per i cavalli. Indirizzo: Nou de la Rambla 3-5, tel. +34 93 3173974, fax +34 93 3173779. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 14.30. </p>
<p>- <strong>Anella Olímpica</strong> zona dove si svolsero i Giochi Olimpici del 1992. L&#8217;Estadu Olímpic Lluís Companys fu progettato già nel 1929 perché avrebbe dovuto essere un&#8217;alternativa ai Giochi olimpici di Berlino, anche se poi venne tutto annullato a causa della Guerra civile spagnola. All&#8217;interno dell&#8217;Anella Olímpica c&#8217;è anche il <strong>Palau Sant Jordi</strong> progettato dall&#8217;architetto giapponese Arata Isozaki. Oggi il Palau Sant Jordi è la principale struttura di Barcellona per i concerti e grandi eventi. Indirizzo: Passeig Olímpic 5-7, tel. +34 093 4262089. Orario: ogni giorno dalle 10 alle 18 (da maggio a settembre fino alle 20). </p>
<p>- <strong>Mercato del Bor</strong>n struttura ottocentesca in ferro battuto. Orario: sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 15.</p>
<p>- <strong>Hospital de la Santa Creu i Sant Pau</strong> opera del modernista Lluís Domèneche i Montaner. Lo storico ospedale è ancora in funzione, con quasi 50 padiglioni. Al turista è consentito passeggiare nel giardino tra un padiglione e l&#8217;altro, tutti diversi tra loro. Indirizzo: C. Sant Antoni Maria Claret 167, tel. +34 093 2562504. </p>
<p>- <strong>Palau Reial de Pedralbes</strong> tra il 1919 e il 1931 fu la residenza della famiglia reale spagnola quando veniva in visita a Barcellona. Attualmente il palazzo ospita il Museo della Ceramica e il Museo della Arti decorative, ed è circondato da un giardino in cui si trova anche la Font de Gaudí. L&#8217;accesso al giardino è gratuito. </p>
<p>- <strong>Jardins Mossèn Costa i Llobera</strong>  dal lato del porto di Montjuïc si trova un fantastico giardino ricco di cactus e piante grasse provenienti da tutto il mondo. Indirizzo: Ctra de Miramar 1. Orario: dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc de la Ciutadella</strong> in passato era l&#8217;unico parco della città. Oggi è caratterizzato dalla Cascada monumento-fontana, dal laghetto che offre la possibilità di fare un giro con la barca a remi, dai giochi per i bambini e dalle numerose statue. Indirizzo: Passeig de Picasso. Orario: tutti i giorni dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc Espanya Industrial</strong> il parco si trova proprio dietro la stazione di Sants ed è caratterizzato da un laghetto (a volte prosciugato) e da 10 torri futuristiche simili a dei fari. Anche questa zona fu rinnovatain occasione dei Giochi Olimpici. Indirizzo: Carrer de Watt 24. Orario: tutti i giorni dalle 10 al tramonto. Metro: linea verde L3 fermata Sants-Estació; bus turistico linea blu. </p>
<p><strong>Gratuito limitato</strong><br />
Diversi musei sono gratuiti la prima domenica del mese e di seguito ve ne proponiamo alcuni. Recentemente il sindaco ha deciso che da 1° aprile 2009 i musei municipali saranno gratuiti ogni domenica pomeriggio dalle 15 alle 20.</p>
<p>- <strong>Museu Picasso</strong> propone la collezione più completa e significativa del mondo delle prime opere effettuate da Picasso. Indirizzo: Montcada 15-23, tel. +34 93 2563000. Orario: da martedì a domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: under 16 e ogni prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu Nacional d&#8217;Art de Catalunya (MNAC)</strong> ha sede nel Palau Nacional ed espone dipinti e sculture dell&#8217;arte catalana dal periodo romanico fino a metà del XX secolo. L&#8217;edificio in stile neobarocco fu realizzato per essere il cuore dell&#8217;Esposizione internazionale. L&#8217;esposizione è suddivisa in due piani ed è composta da percorsi dedicati al periodo Romanico, Gotico, Rinascente e Barocco, Arte moderna e Numismatica. All&#8217;interno sono esposte anche alcune opere di Gaudí, Dalì e Picasso. Indirizzo: Parc de Montjuïc, tel. +34 93 6220376. Orario: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 14.30. Ingresso gratuito: under 15 e over 65. </p>
<p>- <strong>Museu d&#8217;Art Contemporani de Barcelona (MACBA)</strong> Una vasta collezione di opere d&#8217;arte della seconda metà del XX secolo.  Indirizzo: Plaça dels Angels 1, tel. +34 93 4120810. Orario estivo (da fine giugno a fine settembre): nei giorni feriali dalle 11.00 alle 20.00 (martedì e venerdì fino a mezzanotte), sabato dalle 10.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 15.00. Orario invernale (da fine settembre a fine giugno): nei giorni feriali (chiuso martedì) dalle 11.00 alle 19.30, sabato dalle 10.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 15.00. Ingresso gratuito: over 65 e under 14. </p>
<p>- <strong>Cosmo Caixa</strong> un &#8217;science centre&#8217; ricco di sezioni interattive e divertenti soprattutto per i bambini e ragazzi. Il museo è diviso in diverse sezioni: il muro geologico, la foresta pluviale ricostruita in una sala a parte dove ammirare la flora e fauna tipica di quell&#8217;area, la sala degli exhibit hands-on dove scoprire e giocare con gli esperimenti scientifici, il planetario per imparare a trovare le costellazioni, e il toca-toca per conoscere meglio la natura e gli animali. Indirizzo: Teodor Roviralta 47-5, tel. +34 93 2126050. Orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: prima domenica del mese, e dopo le ore 17 (sabato, domenica e festivi dopo le ore 18). </p>
<p>- <strong>Museu Frederic Marès</strong> fondato nel 1946 ospita oggetti di uso quotidiano e dell&#8217;arte religiosa della collezione dello scultore Frederic Marès (1893-1991). Indirizzo: Pl. Sant Iu 5-6, tel. +34 93 2563500. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: la prima domenica di ogni mese e mercoledì pomeriggio. </p>
<p>- <strong>Sagrada Familia</strong>. Nel 1866 l&#8217;allora nata associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe si pose l&#8217;obiettivo di costruire un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. A seguito dei disaccordi con il primo architetto, a condurre la realizzazione dell&#8217;imponente opera subentrò Gaduí che lavorò a questo progetto per 40 anni. Negli ultimi 15 anni di vita si dedicò completamente ad essa. Purtroppo durante la guerra civile spagnola numerosi disegni e alcune parti della chiesa vennero distrutti e la sua costruzione riprese solo dopo diversi anni. La chiesa è tutt&#8217;ora in fase di costruzione e una volta terminata avrà 18 torri che rappresentano i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e la più alta sarà dedicata a Gesù. Nel sotterrano della chiesa è allestito il museo della sua storia. Indirizzo: C. Mallorca 401, tel. +34 932 080414. Orario: da ottobre a marzo dalle 9.00 alle 18.00, da a aprile a settembre dalle 9.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: under 12. </p>
<p>- <strong>Castell de Montjuïc</strong> roccaforte del Settecento al cui interno ha sede il Museo militare. La sua funzione era proteggere la città dagli attacchi dal mare. In origine ci fu solo una torre di avvistamento, ma nel 1640 venne edificata la prima fortificazione durante la rivolta contro Felipe IV e in seguito (1694) fu trasformata in castello. Tel. +34 093 3298613. Ingresso gratuito: per la parte esterna; interno solo under 8. </p>
<p>- <strong>Museu Etnològic</strong> collezione di oggetti appartenenti a culture dell&#8217;Africa, Asia, America latina e Oceania. Indirizzo: Pg. Santa Madron 16-22, tel. +34 093 4246807. Orario: da ottobre a giugno dalle 10 alle 14 (materdì e giovedì fino alle 19, chiuso il lunedì); da luglio a settembre da martedì a sabato dalle 12 alle 20, domenica e festivi dalle 11 alle 15. Ingresso gratuito: under 12 e la prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu de les Arts Decoratives</strong>, museo delle arti decorative al Palau Reial de Pedralbes. Indirizzo: Av. Diagonal 686, tel. +34 093 2563465. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: prima domenica del mese e under 16. </p>
<p>- <strong>Museu de Ceràmica</strong> fondato nel 1966, il museo della ceramica spagnola è situato dal 1990 nel palazzo reale. Indirizzo: Av. Diagonal 686, tel. +34 093 2563465. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu d&#8217;Història de la Ciutat</strong> un ottimo modo per conoscere la città attraverso duemila anni storia narrati in questo museo. Indirizzo: Pl. del Rei, tel. +34 93 2562122. Ingresso gratuito: primo sabato del mese. </p>
<p>- <strong>Jardí Botànic</strong>, dal 1999 raccoglie circa 1.500 specie di piante mediterranee provenienti da tutto il mondo divise in sezioni: Australia, Africa meridionale, Cile, California, Mediterraneo orientale, Mediterraneo occidentale, Nordafrica e Isole Canarie. Indirizzo: Parc de Montjuïc, tel. +34 93 4264935. Orario: da novembre a gennaio dalle 10.00 alle 17.00, a febbraio, marzo e ottobre fino alle 18.00, aprile, maggio e settembre fino alle 19.00, giugno, luglio e agosto fino alle 20.00. Ingresso gratuito: under 16 e ultima domenica di ogni mese. </p>
<p>- <strong>Museu Tèxtil i d&#8217;Indumentària</strong> Indirizzo: Av. Diagonal 686. Ingresso gratuito: prima domenica del mese.</p>
<p>- <strong>Monestir de Pedralbes</strong>, il museo-monastero di Pedralbes in stile gotico catalano è stato aperto al pubblico nel 1983 e nel 1991 fu dichiarato monumento storico artistico. Il monastero fu costruito nel 1326 dal re Jaime II (Giacomo II d&#8217;Aragona) per la sua quarta moglie Elisenda de Moncada. Quando il re morì la regina Elisenda si rinchiuse fino alla sua morte (1367) in un palazzo attiguo al monastero delle clarisse. Indirizzo: Baixada del Monestir 9, tel. +34 93 2039282. Orario: da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 14, chiuso il lunedì e nei giorni 1/1, 1/5, 24/6, 25/12, 26/12 e Venerdì Santo. Ingresso gratuito: under 16 e prima domenica del mese. </p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
Se volete mangiare al fast food, al posto dei soliti fast-food americani scegliete quelli spagnoli come Bocatta o Pans &#038; Company che propongono panini decisamente più sani e altrettanto economici. I ristoranti nelle zone più turistiche come la Rambla non hanno sempre un buon rapporto tra qualità e prezzo, ma basta spostarsi di qualche metro nelle stradine interne e trovare qualche locale tipico dove mangiare decisamente meglio e a prezzi più convenienti. Due posti consigliati dove mangiare degli ottimi piatti locali spendendo poco sono:</p>
<p>- <strong>Los Pescadores</strong>, un piccolo locale spartano, frequentato dalla gente del posto dove di mangia dell&#8217;ottimo pesce a buon prezzo. C. Maquinista 48, Barceloneta, tel. +34 93 3193058<br />
- <strong>Romesco</strong>, un piccolissimo ristorante economico sempre affollato da turisti e gente del posto. C. Sant Pau 28, tel. +34 93 3189381. </p>
<p><strong>Dove alloggiare</strong><br />
Se state cercando una sistemazione economica in centro città vi conviene cercarla direttamente sul posto in quanto le pensioni poco costose, per tenere i prezzi bassi, non dispongono di siti internet e tantomeno sono prenotabili attraverso i principali portali in rete. Questi alloggi si trovano soprattutto nella zona della Rambla (quindi in pieno centro), di solito sono caratterizzate da arredamento modesto e assenza di ascensore, ma in compenso sono pulite e una camera doppia con bagno può costare sui 35-40 € a notte (per camera!). Un esempio è la <strong>Pensione Solarium</strong> in La Guardia 13, Ramblas, tel. +34 93 3184873.</p>
<p><strong>Shopping</strong><br />
I negozi più piccoli chiudono durante l&#8217;ora di pranzo (13-14) e riaprono verso le 16-17, mentre quelli più grandi rimangono aperti non-stop fino alle 20-21 (alcuni anche 22). Il Barri Gotic è la zona dello shopping per tutte le tasche, mentre il Passeig de Gràcia e La Diagonal sono dedicati all&#8217;alta moda. Per gli amanti della moda Barcellona offre numerosi negozi di marchi spagnoli come Zara, Mango, Desigual e stilisti tra cui Custo e Antonio Miro. Tra i grandi magazzini spicca El Corte Inglés. Nei negozi di Barcellona è possibile trovare degli ottimi articoli in pelle (scarpe, borse, cappotti etc.) a prezzi molto più economici rispetto all&#8217;Italia, e quasi sempre sono articoli fabbricati sull&#8217;isola di Maiorca. </p>
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		<title>Kenya, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 22:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Kenya si trova a cavallo dell’Equatore e si affaccia sulle sabbie coralline dell’Oceano indiano. Più precisamente confina a nord con il Sudan, e oltre il deserto del Chalbi, con l’Etiopia; a est con la Somalia e l&#8217;oceano Indiano, a sud con la Tanzania e a ovest con l’Uganda. Le coste interamente protette dalla barriere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_950" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/06/kenya-info-utili-di-viaggio/kenya/"  rel="attachment wp-att-950"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/06/kenya-300x200.jpg" alt="Kenya" title="Kenya" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-950" /></a><p class="wp-caption-text">Kenya</p></div>
<p>Il Kenya si trova a cavallo dell’Equatore e si affaccia sulle sabbie coralline dell’Oceano indiano. Più precisamente confina a nord con il Sudan, e oltre il deserto del Chalbi, con l’Etiopia; a est con la Somalia e l&#8217;oceano Indiano, a sud con la Tanzania e a ovest con l’Uganda. Le coste interamente protette dalla barriere coralline sono piuttosto frastagliate e arginate da profonde spiagge di sabbia bianca prodotta dalla naturale frantumazione dei giardini di corallo. Oltre la barriera vi è l’arcipelago di Lamu, sulla costa settentrionale kenyana poco sotto il confine somalo. Verso l’interno in genere si incontrano mangrovie e palme da cocco, poi una ristretta fascia lussureggiante di foresta scandagliata da ruscelli, dove si trovano piantagioni di cocco, agave da sisal, arachidi, banani e manghi oltre ai giganteschi baobab.</p>
<p><strong>I MONTI</strong></p>
<p>Il Kenya è una terra di altipiani e di monti isolati e molto alti. Verso occidente si incontra una fascia verticale con antichi vulcani fra cui il Kilimangiaro (5895 mt). Quando alla fine del XIX secolo questa zona d’Africa fu divisa in zone d’influenza il &#8220;tetto dell’Africa&#8221; spettò al Kenya; poi la regina Vittoria volle offrirlo in dono al cugino, Kaiser Guglielmo II, e la frontiera venne spostata di poco a nord: il Kilimangiaro fini’ per trovarsi nella zona d’influenza tedesca.<br />
Ancora a occidente si trova il monte Meru (4556 mt) e i colli Meto, relativamente bassi, mentre a nord ci sono i monti Cyulu, bassi vulcani di recente formazione (4000 anni). Proprio dove l’equatore incontra il centro della nazione c&#8217;è il monte Kenya (5199 mt), che dà il nome allo stato e che è il suo monte più alto.</p>
<p><strong>I FIUMI</strong></p>
<p>Il Kenya è decisamente arido. Solo il 7% delle terre riceve piogge sufficienti a renderle fertili e i fiumi, quand&#8217;anche riescano a fluire tutto l’anno, hanno carattere decisamente stagionale. Il Tana (chiamato Sagana sull’altopiano) nasce dal monte Kenya e sfocia nell’oceano poco a sud dell’isola di Lamu. L’Athi e lo Tsavo formano il Galana che raggiunge l’oceano a Malindi con il nome di Sabaki.<br />
Ancora Nzoia, Yala e Mara confluiscono nel lago Nyanza (ovvero il vecchio Vittoria, 68854 Kmq, il lago più esteso d’Africa che bagna oltre al Kenya anche la Tanzania e l’Uganda).</p>
<p><strong>LA COSTA</strong></p>
<p>L’uomo ha intensamente colonizzato la costa oceanica dell’Africa, ma ha limitato la costruzione dei suoi insediamenti a zone molto ristrette e solo raramente ha lasciato che i campi agricoli arrivassero a lambire le spiagge sabbiose.<br />
Dai 600mt e fino alla sabbia, tra campi di agavi, di anacardi e banani, arbusti di arachidi, troneggiano alberi verdissimi alti anche 30 mt: i manghi che provengono dall’Asia e forniscono ombra preziosa e un frutto polposo che, maturo, e’ considerato un nettare. A lambire la sabbia salata sono anche i cocchi, palme alte 40mt, probabilmente originarie della Malesia. Devono il loro proliferare lunghi il litorale all’uomo, ma anche alla straordinaria capacità dei frutti di conservare a lungo le proprietà germinative anche dopo essere stati immerse in mare. Spesso curvati dalla pressione dei venti, i tronchi di cocco sono utilizzati nella costruzione. Le foglie lunghe fino a 5mt e larghe fino a un metro, sono utilizzate per tessere stuoie e per coprire i tetti. Il frutto pesa ca. 1.5 kg e matura in 9-12 mesi; ha un esterno di legno molto duro utilizzato per la confezione di recipienti e bottoni. Internamente si crea una polpa dapprima cremosa quindi carnosa e infine, a frutto maturo, fibrosa. Localmente viene consumato ancora acerbo. Se ne trae anche un olio e dall’olio un burro.<br />
Infine lungo i delta dei fiumi, nelle baie o nelle lagune, dove l’alternanza delle mare spinge le acque salate all’interno, si trovano mangrovie, capaci di adattarsi a condizioni anche proibitive. Alte anche 15 mt, si riconoscono dalle tipiche radici che escono oltre il livello dell’acqua.</p>
<p><strong>LA SAVANA</strong></p>
<p>Oltre la fascia costiera, dove piove davvero poco ed il terreno s’impoverisce per la siccità dovuta agli intervalli tra le stagioni delle piogge, c&#8217;è una sterminata distesa dove proliferano le graminacee, alte anche due metri, che rinverdiscono solo dopo le precipitazioni. Crescono anche arbusti e alberi e la densità e l’altezza di questi determinano una decina di habitat all’interno dei quali vivono diverse specie di erbivori.<br />
In particolare i baobab abitano la savana, e vanno considerati come i giganti degli alberi africani per lo spessore del tronco che puo’ raggiungere una circonferenza anche di 40 mt. L’altezza è in genere di 9-10 mt, raramente raggiunge i 20 mt. Vive al di sotto dei 1200mt di quota, dove l’acqua cade abbondantemente solo durante limitati periodi dell’anno e il suo tronco spugnoso assume queste dimensioni per conservarvi l’acqua. Produce un fiore bianco enorme, il frutto è scuro, ovale e durissimo e contiene all’interno una polpa farinosa della quale le scimmie sono ghiotte. La riproduzione raramente è spontanea, spesso viene aiutata dagli elefanti i quali inghiottono il frutto per intero, che viene assorbito dai loro succhi gastrici e viene poi fertilizzato. Il baobab vive anche 3000 anni.</p>
<p><strong>I PARCHI NAZIONALI</strong></p>
<p>Il Kenya ha generosamente esteso le zone riservate alla conservazione della natura fino a comprendere il 10.6% dell’intero territorio nazionale, le ha suddivise in 56 aeree protette con statuto di parco nazionale e di riserve naturali. Nei parchi nazionali, che sono gestiti a livello nazionale (come ad esempio lo Tsavo), l’obbiettivo è quello di conservare l’ambiente senza interferenze da parte dell’uomo; alcune aree si possono visitare, altre sono off limits. All’interno dei parchi bisogna muoversi in auto e sulle piste, dalle quali è consentito allontanarsi solo entro limiti ben stabiliti che differiscono da parco a parco. E&#8217; divieto assoluto disturbare la fauna e non si può raccogliere nulla; ossa e corna si decalcificano e diventano fertilizzanti, le piume servono ad altri uccelli per costruirsi il nido.<br />
Nelle riserve naturali, che sono amministrate dalle autorità locali, (come ad esempio il Masai Mara), è consentito l’utilizzo limitato dell’ambiente per ragioni diverse da quelle della conservazione, ad esempio possono viverci quelle popolazioni che da secoli le hanno abitate e vi hanno portato al pascolo le proprie mandrie.</p>
<p><strong>IL CLIMA</strong></p>
<p>Il Kenya è compreso tra i 5 gradi a nord dell’Equatore e i 5 gradi a sud. Contrariamente a quanto si crede, il clima del paese è tutt’altro che equatoriale: l’altitudine dell’altopiano rende il clima temperato al punto che nelle zone di Nairobi e Arusha è gradevole coprirsi con un maglioncino nelle serate di luglio e agosto. Intorno ai 1500 mt di altitudine si hanno medie massime di 21 gradi a marzo e medie minime di 15 gradi da giugno a settembre. Le notti sono sempre fresche. La costa oceanica e l’arcipelago di Lamu hanno clima tropicale con monsoni e alisei che mitigano la calura (medie fra i 22-30 gradi). Da ottobre a marzo il vento Kaskazi arriva sulla costa nord-est, caldo e umido; da aprile a settembre è il turno del Kuzi che arriva da sud-est, più asciutto e temperato. Da dicembre a marzo il tempo è più umido, il caldo è maggiore da settembre-ottobre e da dicembre ad aprile.<br />
All’Equatore l’insolazione è costantemente di 12 ore al giorno. Il sole si alza intorno alle 6 (per gli Africani è la dodicesima ora della notte) e tramonta intorno alle 18 (la dodicesima ora di luce). Non esiste l’alternarsi delle stagioni come da noi, mentre è possibile rintracciarne le caratteristiche durante l’arco della giornata pur con temperature diverse a seconda dell’altitudine: all’alba è inverno, al mattino è primavera, mezzogiorno e pomeriggio sono estate, tramonto e sera l’autunno. A sostituire le stagioni sono le piogge portate dai monsoni. Le grandi piogge vanno da marzo a maggio, le piccole da novembre a meta’ dicembre; in altre parole è frequente un&#8217;acquazzone al pomeriggio da marzo a maggio e una pioggia neanche troppo violenta al pomeriggio da novembre a meta’ dicembre.<br />
Nelle fasce basse degli altipiani semi desertici nel nord del Kenya il clima può essere più caldo, ma l’aria è assolutamente priva di umidità con medie di 27-30 gradi a novembre. Di sera però l’aria rinfresca.</p>
<p><strong>LA POPOLAZIONE</strong></p>
<p>Dando uno sguardo alla storia del paese, nonostante popoli estranei fossero presenti sulle regioni costiere da un migliaio d’anni, sostanzialmente c’era già un tessuto etnico stabile quando, appena un centinaio di anni fa, l’uomo bianco si è messo a giocare alla geografia politica con le savane e le foreste dell’Africa equatoriale.<br />
Seppur il concetto di popolo non corrisponda alla nostra idea di nazione (su una terra dai confine delimitati una o piu’ etnie gestiscono autonomamente il territorio in base ad uno statuto democraticamente scelto), bisogna pensare che 4 milioni di persone (tanti dovevano essere all’inizio del secolo i kenyoti), inquadrati in circa 60 tribù, erano riusciti a sopravvivere più che decorosamente in base alle proprie tradizioni e c’erano stati meno morti in duemila anni di conflitti etnici di quante non ce ne fossero stati nei due conflitti mondiali per guerre combattute all’estero.<br />
La dissoluzione degli imperi coloniali ha di fatto inventato nuove nazioni che non hanno tenuto conto delle realtà etniche, come non lo avevano fatto le nazioni civili alla conferenza di Berlino del 1885 quando si spartirono l’Africa in zone d’influenza.<br />
Una volta ottenuta l’indipendenza i nuovi Stati hanno dovuto riconoscere questi confini artificiali che hanno creato pochi paesi ricchi e altri destinati a restare deboli. E’ in quest’ottica che Kenya, Tanzania e Uganda hanno tentato di fondare la Comunità dell’Africa Orientale. Purtroppo però i nuovi stati avevano già assunto caratteristiche moderne che li rendevano incompatibili e che probabilmente non consentiranno loro di &#8220;progredire nella tradizione&#8221;.</p>
<p>In Kenya ci sono 42 tribù, alcune delle quali molto numerose, che hanno sempre mantenuto contatti a livello tribale persino all’interno dei movimenti per l’indipendenza. La popolazione cittadina è per la stragrande maggioranza maschile: gli uomini lavorano in città arrangiandosi alla meglio, mentre bambini e moglie (o mogli) restano in campagna sull &#8220;shamba&#8221; a lavorare la terra. Appena possibile l’uomo torna a casa in campagna.<br />
Oggi la popolazione del Kenya è di 32.8 milioni di abitanti e registra un notevole aumento demografico del 3.6% annuo dovuto al calo della mortalita’ infantile e all’innalzamento della soglia di vecchiaia per le migliorate condizioni igieniche e assistenziali. L’età media eè di 54 anni per la popolazione maschile e 57 per quella femminile.<br />
Solo un quarto del territorio riceve pioggia sufficiente per l’agricoltura e il 72.3% della popolazione ha finito per concentrarsi nelle zone migliori determinando una densità di 170/220 persone per kmq sulla costa.<br />
Sono le etnie più forti a mantenere vivo il concetto tribale che, pur avendo perso la sua funzione sociale, è ancora molto vitale.<br />
In Kenya esiste ancora questo tessuto tribale o per lo meno quello che resta dopo l’islamizzazione, l’evangelizzazione, la politicizzazione.<br />
Le tribù dell’altopiano sono più numerose e occupano alcune delle terre più fertili del Kenya, i più conosciuti sono i Kikuyu. Ci sono poi i Bajuni dell’arcipelago di Lamu, i Masai, i Samburu, etc&#8230;<br />
In Kenya abitano ancora 40000 arabi (di origine Omana, yemenita o saudita), 80000 asiatici (Indiani, Punjabi o Pakistani) e 45000 europei, di cui 5000 hanno preso la cittadinanza kenyota e 40000 mantengono la propria.</p>
<p><strong>LA LINGUA</strong></p>
<p>Le lingue ufficiali sono Inglese e Swahili. Quest’ultima trae il suo nome da sahel che vuol dire &#8220;fascia costiera&#8221;. A detta dei linguisti è la dodicesima lingua al mondo parlata da un quarantraquattresimo della popolazione mondiale. E’ costruita da circa il 50% di radice Bantu, il 30% di arabo e un buon 20% di inglese africanizzato. Lo Swahili si legge come si scrive per cui risulta facile agli Italiani. Uniche avvertenze: utilizzare le consonanti all’inglese e le vocali all’italiana.</p>
<p><strong>ISTRUZIONE</strong></p>
<p>Il tasso di alfabetizzazione del Kenya è del 79% circa, ovvero molto più alto di qualunque nazione confinante, e per la fascia d’età compresa tra 15 e 24 anni questa percentuale sale al 95%. Si tratta di un dato particolarmente significativo, considerando che l’istruzione in kenya è a pagamento, che le rette delle scuole secondarie sono elevate e che è difficile riuscire ad entrarvi. L’istruzione non è obbligatoria, ma la popolazione kenyota ci tiene moltissimo e ovunque si vedono scolari in uniforme, anche nelle più misere comunità rurali del kenya.<br />
Il 65% circa dei bambini in età scolare frequenta le 15000 scuole elementari del paese, ma soltanto il 26% dei ragazzi e il 22% delle ragazze riesce ad accedere alle 2500 scuole secondarie kenyote. La percentuale relativa all’università è molto più bassa, sopratutto per questioni economiche, e meno dell’8% della popolazione raggiunge la laurea.</p>
<p><strong>RELIGIONE</strong></p>
<p>Probabilmente corrisponde a verità che la maggior parte dei kenyoti, a eccezione delle province costiere e orientali, professano in un modo o nell’altro la religione cristiana, mentre quasi tutti quelli che vivono sulla costa del paese sono musulmani. Gli islamici corrispondono al 30% circa della popolazione e nelle regioni tribali piu’ isolate troverete un miscuglio di musulmani, cristiani ed etnie che seguono ancora le loro credenze ancestrali, anche se queste ultime sono decisamente una minoranza.<br />
La maggior parte delle persone che conducono un’esistenza tribale in kenya aderisce all’animismo, con credenze e rituali strettamente connessi alla stagione delle piogge. La divinità si manifesta generalmente nel sole, nella luna, nelle stelle, nel tuono, nel fulmini e negli alberi, sopratutto il fico selvatico. Anche i colori vengono associati alle divinità: il nero è considerato &#8220;fresco&#8221; e quindi buono, mentre il rosso e il bianco sono colori &#8220;caldi&#8221; e cattivi. Un’altra credenza molto diffusa è quella degli spiriti, che vivono in luoghi straordinari e possono essere violenti e imprevedibili. Stregoni e indovini fanno da intermediari con il mondo degli spiriti. La maggior parte delle tribù celebra dei riti di passaggio per uomini e donne, che segnano il confine tra l’infanzia e l’età adulta.</p>
<p><strong>L’ECONOMIA</strong></p>
<p>Il maggior problema economico del Paese ha radice sociale e demografica: l’incremento di popolazione del 3.6% annuo significa il raddoppio della popolazione in 19 anni. Gli analfabeti sono il 22% della popolazione. La situazione viene poi ulteriormente aggravate dalla morfologia e dal clima del Paese. La superficie del Kenya quasi doppia rispetto a quella italiana, è per buona parte arida: solo il 25% delle terre riceve pioggia sufficiente per dare pascoli, il 10% ne riceve a sufficienza per l’agricoltura. In tale situazione l’83% della terra rimane improduttiva. Il reddito annuo pro capite è di 339 dollari, ma questo dato dev’essere rapportato alla popolazione urbana, che rappresenta solo il 28%, ora l’economia sembra comunque essersi stabilizzata. La popolazione attiva è di circa 12 milioni di persone.<br />
L’agricoltura rende il Kenya quasi autosufficiente dal punto di vista alimentare. Sull’altopiano si produce ottimo caffè (zona del monte Kenya) té pregiato (a Kherico) e ancora mais, frumento, riso, orzo, tabacco e avena. Nella zona di Nakuru si produce piretro, un insetticida naturale che sta diventando molto popolare da quando ci si è resi conto della nocività del DDT. Il Kenya ne è il maggior produttore mondiale. A Thika, a nord-est di Nairobi, ci sono colture estive di ananas che il Kenya esporta sia fresco che in scatola. Sulla costa vi sono coltivazioni di cocco, cotone, sesamo, canna da zucchero, agave da sisal, arachidi e banana. Ovunque poi si coltivano prodotti destinati al consumo interno (miglio, sorgo, patata dolce, manioca, frutta, verdure e legumi).<br />
L’allevamento si pratica ovunque, nelle &#8220;shamba&#8221; (piccolo fattorie tradizionali), nelle savane e nelle steppe a opera delle popolazioni seminomadi, ma soprattutto nella Rift Valley. Le cifre sui bovini possono meravigliare, ma bisogna tener conto che le mucche hanno una scarsa resa se paragonate alle razze europee, che non e’ possibile allevare a causa della tse-tse, della siccità e di altre condizioni avverse. Per l’esportazione si allevano 100.000 suini mentre i nomadi del nord-est allevano 800.000 cammelli. La pesca nelle acque costiere e interne dà circa 137.000 tonnellate di pesce ogni anno.<br />
Il Kenya non ha ancora sufficientemente sviluppato le proprie risorse minerarie. Per il momento produce sale a Malindi, cenere di soda sul lago Magadi, magnesite a Niobio, amianto a Makinyambo. Ci sono due piccole miniere d’oro a Lolgorien (a nordovest del Masai Mara). Produce inoltre 2844 milioni di kwh di elettricità.<br />
L’industria è in sviluppo ma per il momento è concentrata nelle maggiori cittaà: tra Mombasa e Nairobi.<br />
Infine, il turismo porta ogni anno in Kenya oltre 370.000 visitatori procurando un reddito di 187 milioni di dollari all’anno e contribuendo a ridurre l’indebitamento con l’estero.</p>
<p><strong>L’ORDINAMENTO DELLO STATO</strong></p>
<p>Il Kenya è diventato indipendente il 12 dicembre 1963 e si è costituito in repubblica nell’ambito del Commonwealth esattamente un anno dopo. E’ membro delle nazioni unite ed è associato all’UE. Ha modificato la sua costituzione già 6 volte. Il presidente della repubblica è anche capo del governo e viene eletto a suffraggio universale per 7 anni. Al voto sono ammessi tutti i cittadini che abbiano raggiunto i 18 anni. Presidente e gabinetto dei ministri sono responsabili davanti all’Assemblea nazionale costituita da una sola Camera composta da 200 rappresentanti (188 eletti e 12 nominati dal Presidente) e rinnovata ogni 5 anni. Le prime elezioni libere si sono svolte il 5 marzo 1988. Solo recentemente è stato riammesso il pluripartitismo e sono già nati molti partiti politici.<br />
Amministrativamente il paese è diviso in 7 province e una zona metropolitana (Nairobi). La giustizia viene amministrata in base ad un sistema legale che si basa sulla Common Law Brittanica, sulle leggi tribali tradizionali, la legge islamica e il sistema dei precedenti verdetti dell’Alta Corte. Un nutrito apparato di interpreti assicura a ogni cittadino di essere giudicato nella propria lingua e una piccola biblioteca consente ad ogni credente di giurare sul libro che ritiene più sacro.<br />
La bandiera nazionale del Kenya è costituita da tre strisce orizzontali separate da una bordatura Bianca: nero (sopra), rosso e verde, con al centro uno schudo tribale su due lance incrociate.</p>
<p><strong>LA CACCIA</strong></p>
<p>In Kenya la caccia è stata proibita per vent’anni tra il 1977 e il 1997. Da poco è stata riaperta ma non si sà ancora se saranno messi in commercio avorio e trofei. Ricordarsi che comunque è tassativamente vietato importarli in Italia.</p>
<p><strong>IL FUSO ORARIO</strong></p>
<p>Il Kenya è 2 ore avanti all’ora solare italiana e 1 ora avanti a quella legale.</p>
<p><strong>PESI E MISURE</strong></p>
<p>Fino al 1978 le distanze erano calcolate in piedi e miglia, le lunghezze in yarde e pollici, i liquidi in galloni, i pesi in libbre. Oggi si dovrebbe ragionare con il sistema metrico decimale, ma non tutti ci riescono.</p>
<p><strong>ELETTRICITA’</strong></p>
<p>Le prese di corrente sono di tipo inglese con i due poli rettangolari e simmetrici e con la &#8220;terra&#8221;, sempre rettangolare ma verticale e più lontana dai poli. E’ possibile utilizzare le nostre spine a due poli avendo l’accortezza di introdurre una matita o un oggetto simile nel foro della &#8220;terra&#8221; per abbassare una protezione interna dei fori dei poli. La tensione è di 240 Volt, 50 cicli.</p>
<p><strong>LA CUCINA</strong></p>
<p>L’Africano comincia solo ora ad affacciarsi all’arte culinaria. Qui si è sempre mangiato invariabilmente lo stesso menù a colazione, pranzo e cena per 365 giorni all’anno. Ogni tanto si incontra una pietanza Indiana (in genere curry) introdotta dagli inglesi provenienti dalle colonie asiatiche. La loro cucina si basa su carni di pollo e agnello, polenta Bianca e zuppe di diverso genere. Hanno un pane particolare che ricorda le nostre piadine che viene chiamato chapati e si usano molto dei triangolo di pastella ripiena di verdure, carne, pesce o dolci. Il caffè viene prodotto ad alta quota, non viene miscelato ed è poco tostato, ma è veramente aromatico e gustoso con una nuvoletta di latte. Il té, anch’esso prodotto localmente, è eccellente; gli africani lo bevono fortissimo, con molto latte e molto zucchero.<br />
Non sono abituati agli zuccheri composti dei prodotti commerciali, di conseguenza le caramelle che tutti i bambini chiedono in dono ai visitatori sono molto più dannose del gesto fatto sicuramente con intento bonario. Portano danni ai denti, e le difficolità nel trovare un dentista, nonchè nel poterselo sempre permettere, sono più che sufficienti per consigliarvi di evitare di dare in dono dolciumi e caramelle, che non hanno nessun fine benefico sui bimbi africani.</p>
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		<title>Islanda, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 16:01:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_312" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/islanda-consigli-e-info-utili-di-viaggio/islanda_godafoss/"  rel="attachment wp-att-312"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/islanda_godafoss-300x225.jpg" alt="Islanda" title="Islanda" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-312" /></a><p class="wp-caption-text">Islanda</p></div>
<p>L&#8217;Islanda è la seconda isola più grande d&#8217;Europa e diciassettesima del mondo. La montagna più alta dell&#8217;Islanda è il Hvannadalshnjùkur con 2119 m, i due laghi maggiori sono Thòrisvatn di 83 km² e Thingvallavatn di 82 km², Thjòrsà con 230 km è il fiume più lungo, mentre la cascata più alta è quella di Glymur in Botnsà 190 m, il ghiacciaio più esteso è Vatnajokull 8.300 km² e l&#8217;isola maggiore è Heimaey (Isole Westmann) con una superficie di 13.4 km².</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
Per tutti i cittadini dell&#8217;UE basta la carta d&#8217;identità valida per l&#8217;espatrio. Il principale aeroporto internazionale dell&#8217;isola è il Leifur Eiriksson di Keflavìk (KEF) a 48 km da Reykjavík. La compagnia islandese Icelandair non effettua collegamenti diretti con l&#8217;Italia, quindi bisogna fare uno scalo in altre città europee come Amsterdam, Copenaghen, Londra, Francoforte, Oslo, Parigi o Stoccolma. Nei mesi estivi, però, è disponibile un volo diretto Milano-Reykjavík. La compagnia Iceland Express invece offre voli economici da diverse città europee.</p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Lo spostamento di merci e persone avviene soprattutto su strada. Non esistono ferrovie. Collegamenti navali su tratte interne (Fiordi dell&#8217;Ovest, isola di Videy a Reykjavik, isole Vestmannaejar, &#8230;) e internazionali estivi (collegamenti con Scozia, Isole Faroe, Norvegia, Danimarca) e invernali (Olanda su bastimenti cargo). Il mezzo ideale per spostarsi in Islanda è l&#8217;auto. Le città stesse sono costruite &#8220;a misura di macchina&#8221;. Non esistono aree pedonali, grande disponibilità di parcheggi, multe per divieto di sosta basse, urbanistica delle città macchino-centrica.</p>
<p><strong>Cosa vedere</strong><br />
*  Reykjavik, la capitale, ed in particolare: il Parlamento, il Duomo, il Museo del primo insediamento vichingo, il Museo Nazionale, Kjarvalstadir (museo del più grande pittore islandese di tutti i tempi), Halgrimskirkja, il Porto vecchio (con le baleniere), l&#8217;isola di Videy, la Casa Nordica di Alvar Aalto, la Perla, Hofdi (casa dove ci fu il primo meeting Reagan-Gorbacev), Arbaejasafn &#8211; Museo etnografico e delle case vecchie di Reykjavik.<br />
* Parco di Thingvellir, patrimonio UNESCO dal 2004<br />
* Akureyri, la capitale del Nord che ha conservato il suo aspetto originario, ricevuto ad opera dei commercianti danesi che l&#8217;hanno fondata<br />
* Geyser sorgenti di acqua calda con eruzioni periodiche che si manifestano con getti di acqua calda e vapore.<br />
* Cascate di cui è ricco il territorio islandese: Gullfoss, Godafoss, Skogafoss&#8230;<br />
* Fiordi della costa frastagliata<br />
* Jokursarlon, laguna degli iceberg<br />
* Glaumbaer, la più antica fattoria in terra, sassi e torba<br />
* Museo di Skogar con visita guidata per capire la storia dell&#8217;Islanda rurale<br />
* Museo della guerra di Reydafjordur (per capire l&#8217;importanza strategica avuta dall&#8217;Islanda nel XX secolo delle guerre mondiali e della Guerra fredda)<br />
* Area di Myvatn<br />
* Colata lavica del vulcano Laki<br />
* Tomba di Bobby Fischer</p>
<p><strong>Divertimenti</strong><br />
Sport &#8211; L&#8217;Islanda è il luogo ideale soprattutto per praticare quegli sport che offrono il contatto con la natura: lunghe passeggiate sui numerosi sentieri, river rafting, equitazione, scalate dei ghiacciai, ciclismo, pesca sotto il ghiaccio o in mare aperto, golf (anche sotto il sole di mezzanotte), nuoto nelle numerose piscine e bagni termali, sci alpino o di fondo e altro ancora</p>
<p>Gite &#8211; Diversi sono i modi per scoprire il patrimonio naturale islandese: gite in battello, avvistamento delle balene e dei delfini, bird-watching (soprattutto a Látrabjarg, sulle isole Vestmannaeyjar e sul lago Mývatn), tour a cavallo o in bici, escursioni in moto slitta&#8230;</p>
<p>Vita notturna &#8211; Non stupitevi se uscendo il venerdì sera incontrate una marea di gente che si diverte fino alle 10 del mattino seguente&#8230; qui è cosa al quanto comune. Infatti sono numerose le discoteche, i pub, e i locali con musica dal vivo. Si dice che in Islanda ci siano più gruppi musicali che famiglie.</p>
<p><strong>Ricettività</strong><br />
Oltre che nei numerosi alberghi e pensioni, l&#8217;Islanda dispone di 26 <a href="http://www.hostel.is/"  target="_blank">ostelli internazionali</a>, una cinquantina di campeggi aperti da giugno ad agosto e diverse <a href="http://www.farmholidays.is/"  target="_blank">fattorie</a> per assaporare una sana vita a stretto contatto con la natura.</p>
<p><strong>Valuta e acquisti</strong><br />
La valuta nazionale è la corona. Le banconote sono da tagli di 5.000 kr, 2.000 kr, 1000 kr e 500 kr, mentre le monete sono da 100 kr, 50 kr, 10 kr, 5 kr e 1 kr.</p>
<p>I negozi sono generalmente aperti da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 18.00, e sabato dalle 10.00 alle 13.00-16.00, tranne alcuni supermercati che rimangono aperti tutti i giorni fino alle 23.00. Le banche lavorano da lunedì a venerdì dalle 9.15 alle 16.00.</p>
<p>I prodotti tipici dell&#8217;Islanda sono prevalentemente quelli di lana (maglioni, berretti, guanti), di ceramica e vetro, l&#8217;argenteria e soprattutto i pregiati prodotti ittici di ottima qualità e varietà.</p>
<p><strong>Quando partire</strong><br />
Giugno, luglio e agosto sono i mesi migliori. Comunque anche in maggio e settembre non è male. In aumento il turismo negli altri mesi dell&#8217;anno.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Reykjavík</th>
<th> Gen</th>
<th> Feb</th>
<th> Mar</th>
<th> Apr</th>
<th> Mag</th>
<th> Giu</th>
<th> Lug</th>
<th> Ago</th>
<th> Set</th>
<th> Ott</th>
<th> Nov</th>
<th> Dic</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Temp. medie</strong></td>
<td>-0,2°C</td>
<td>1,5°C</td>
<td>3,7°C</td>
<td>4,2°C</td>
<td>5,7°C</td>
<td>10,5°C</td>
<td>11,8°C</td>
<td>10,5°C</td>
<td>6,3°C</td>
<td>3,0°C</td>
<td>1,6°C</td>
<td>2,3°C</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Alba</strong></td>
<td>11:19</td>
<td>10:09</td>
<td>08:36</td>
<td>06:47</td>
<td>05:01</td>
<td>03:23</td>
<td>03:04</td>
<td>04:33</td>
<td>06:08</td>
<td>07:35</td>
<td>09:09</td>
<td>10:44</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Tramonto</strong></td>
<td>15:44</td>
<td>17:15</td>
<td>18:45</td>
<td>20:18</td>
<td>21:51</td>
<td>23:30</td>
<td>23:57</td>
<td>22:33</td>
<td>20:45</td>
<td>18:58</td>
<td>17:12</td>
<td>15:49</td>
</tr>
<tr>
<th><strong>Akureyri</strong></th>
<th> Gen</th>
<th> Feb</th>
<th> Mar</th>
<th> Apr</th>
<th> Mag</th>
<th> Giu</th>
<th> Lug</th>
<th> Ago</th>
<th> Set</th>
<th> Ott</th>
<th> Nov</th>
<th> Dic</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Temp. medie</strong></td>
<td>-0,6°C</td>
<td>0,8°C</td>
<td>2,5°C</td>
<td>2,9°C</td>
<td>4,4°C</td>
<td>9,5°C</td>
<td>11,9°C</td>
<td>9,5°C</td>
<td>4,7°C</td>
<td>1,0°C</td>
<td>-0,3°C</td>
<td>0,7°C</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Alba</strong></td>
<td>11:32</td>
<td>10:06</td>
<td>08:25</td>
<td>06:28</td>
<td>04:34</td>
<td>02:34</td>
<td>01:55</td>
<td>04:00</td>
<td>05:47</td>
<td>07:21</td>
<td>09:04</td>
<td>10:52</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Tramonto</strong></td>
<td>15:00</td>
<td>16:46</td>
<td>18:26</td>
<td>20:06</td>
<td>21:49</td>
<td>23:49</td>
<td>00:33</td>
<td>22:35</td>
<td>20:36</td>
<td>18:42</td>
<td>16:47</td>
<td>15:10</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
L&#8217;Islanda è un paese dove il tasso di criminalità è in calo. A Reykjavik nel fine settimana possibilità di avere problemi a causa di bande di ragazzi ubriachi o sotto effetto di droghe che molestano i viandanti. Problemi eventualmente possibili a causa del numero limitato dei poliziotti. Manca un vero e proprio esercito.</p>
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		<title>Finlandia, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 22:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Finlandia è conosciuta come la Terra dei laghi, infatti sul territorio nazionale sono presenti ben 187.888 laghi che insieme ai 5.100 fiumi coprono il 10% della superficie nazionale. Lo stato finlandese vanta 179.584 isole (di cui 98.050 nei laghi), è uno dei paesi europei meno densamente popolati (17 abitanti per km²) e al settimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_310" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/finlandia-consigli-e-info-utili-di-viaggio/helsink_historic_centre/"  rel="attachment wp-att-310"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/helsink_historic_centre-300x227.jpg" alt="Helsinki" title="Helsinki" width="300" height="227" class="size-medium wp-image-310" /></a><p class="wp-caption-text">Helsinki</p></div>
<p>La Finlandia è conosciuta come la Terra dei laghi, infatti sul territorio nazionale sono presenti ben 187.888 laghi che insieme ai 5.100 fiumi coprono il 10% della superficie nazionale. Lo stato finlandese vanta 179.584 isole (di cui 98.050 nei laghi), è uno dei paesi europei meno densamente popolati (17 abitanti per km²) e al settimo posto in Europa per estensione. Le cime settentrionali superano i 1.300 m.</p>
<p><strong>Quando partire</strong><br />
Gennaio è il mese più freddo con temperature medie di -3°C nelle zone meridionali, con un clima più mite, e -15°C in Lapponia. Le temperature possono scendere anche a -30°C. Il clima è di tipo secco così anche le basse temperature sono più accettabili. Nei mesi di dicembre e gennaio scende la lunga notte kaamos che a nord dura due mesi &#8211; le giornate sono brevi perché il sole non sorge ma rimane basso all&#8217;orizzonte mandando solo luce riflessa, mentre da metà aprile le ore di sole salgono a 14-16. Le temperature diurne estive oscillano tra i 15-30°C, e nelle regioni meridionali il sole rimane costantemente sopra l&#8217;orizzonte (sole di mezzanotte) per diverse settimane. La neve ricopre la parte meridionale da dicembre a marzo, mentre a nord la neve arriva già a fine ottobre e si scioglie a fine maggio. L&#8217;alta stagione (invernale) va da febbraio a marzo al sud, mentre il periodo migliore per gli sport invernali in Lapponia è da marzo ad aprile. Per tenersi aggiornati sulle condizioni meteorologiche si consiglia di consultare il sito dell&#8217;Istituto meteorologico finlandese.</p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
In aereo &#8211; Gli aeroporti per i voli nazionali si trovano a: Enontekiö, Helsinki-Vantaa, Helsinki Malmi, Ivalo, Joensuu, Jyväskylä, Kajaani, Kemi-Tornio, Kittilä, Kruunupyy, Kuopio, Kuusamo, Lappeenranta, Mariehamn, Mikkeli, Oulu, Pori, Rovaniemi, Savonlinna, Seinäjoki, Tampere-Pirkkala, Turku, Vaasa, Varkaus.</p>
<p>In treno &#8211; I 6.000 km della rete ferroviaria collegano tutte le principali città (fino alla Lapponia meridionale) con treni veloci, puntuali e confortevoli. Su alcuni treni a lunga percorrenza esistono anche vagoni giochi per i bambini. Nel prezzo del biglietto è incluso anche il posto a sedere (senza costi aggiuntivi), ed è possibili prenotare un posto a sedere per disabili, per persone allergiche, nello scompartimento riservato agli animali domestici e nel vagone con proiezione di videofilm. La Finnrail pass acquistabile solo in loco è un biglietto a chilometraggio illimitato per i turisti, con validità di un mese. Costi in seconda classe: per 3 giorni 126 €, per 5 giorni 168 € e per 10 giorni 227 €; i ragazzi sotto i 17 anni di età pagano metà prezzo. Nel prezzo del biglietto non sono incluse le prenotazioni del posto a sedere che sono obbligatorie per il Pendolino e raccomandabili per InterCity, InterCity2 ed Espressi.</p>
<p>In automobile &#8211; Le strade sono ben tenute e non esistono pedaggi. Sui fiumi privi di ponti viene effettuato un servizio gratuito con il traghetto. Per i veicoli stranieri sono obbligatorie le gomme invernali da dicembre a febbraio. Da prestare molta attenzione alle alci e renne (pesano circa 500 kg e sono molto comuni in Finlandia) che possono attraversarvi improvvisamente la strada.</p>
<p>In autobus &#8211; Ogni giorno partono circa 40.000 autobus che collegano le varie località finlandesi. La principale società che gestisce la vasta rete è la Matkahuolto. I biglietti di andata e ritorno costano 10% in meno (su percorsi minimi di 80 km), ed è consigliabile prenotare il posto in anticipo, soprattutto nei giorni festivi e durante i weekend. Esistono diverse riduzioni per bambini, studenti, pensionati e gruppi.</p>
<p><strong>Cosa vedere</strong><br />
*  Helsinki con il suo centro imperiale.<br />
* Castelli a Turku, Hämeenlinna o Olavinlinna.<br />
* Città in legno come Porvoo e Rauma.<br />
* Aurora boreale fenomeno visibile nel cielo artico durante le notti limpide, soprattutto nei mesi di febbraio-marzo e settembre-ottobre. Questo imprevedibile spettacolo è generato dai venti solari che interagiscono con il campo magnetico terrestre.<br />
* Casa di Babbo Natale a Rovaniemi in Lapponia, dove vengono spedite tutte le lettere indirizzate dei bambini. Qui potrete incontrare Babbo Natale (in finlandese Joulupukki) insieme ai suoi elfi e alle renne.<br />
* Castello di neve a Kemi, creato con la neve, come anche l&#8217;hotel, il ristorante e la cappella.<br />
* Gli edifici finlandesi che sono considerati Patrimono mondiale dell&#8217;Umanità UNESCO sono: la Fortezza di Suomenlinna (dal 1991), la Vecchia Rauma (dal 1991), l&#8217;Antica Chiesa di Petäjävesi (dal 1994), la Fabbrica di cartone di Verla (dal 1996), il Luogo di sepoltura dell&#8217;età del bronzo di Sammallahdenmäki (dal 1999) e l&#8217;arcipelago Kvarken (dal 2006).</p>
<p><strong>Divertimenti</strong><br />
La Finlandia offre una vasta offerta di attività legate alla neve e al ghiaccio: sci di fondo, pattinaggio su ghiaccio, slitte trainate dai cani husky o dalle renne, passeggiate con le ciaspole (racchette da neve), slittino finlandese, corse in motoslitta, pesca nel ghiaccio e nuoto nelle acque ghiacciate. La stagione estiva, invece, è all&#8217;insegna di lunghe passeggiate, escursioni in bici, canoa, rafting, gite in cavallo, golf e birdwatching. E infine la sauna finlandese&#8230; quale miglior posto per provare quella originale se non in Finlandia?</p>
<p><strong>Ricettività</strong><br />
La qualità degli alberghi è di alto livello. Oltre agli alberghi è possibile alloggiare in appartamenti privati, nei oltre 150 bed &#038; breakfast, nei 330 campeggi, nei 36 centri benessere-termali, nei circa 10.000 cottage e chalet, nelle 300 fattorie, nelle guesthouse private, nei 100 ostelli e nei oltre 200 villaggi vacanze.</p>
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		<title>Croazia, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 21:31:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Croazia è composta, oltre che dalla terra ferma, da ben 1.185 isole, di cui solo una cinquantina sono abitate, per un totale di 4.058 km di coste insulari. Le isole maggiori sono Cherso/Cres e Veglia/Krk. L&#8217;acqua è cristallina soprattutto in Dalmazia mentre le spiagge sono per tutti i gusti: di ciottoli, scogli, ghiaia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_307" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/croazia-consigli-e-info-utili-di-viaggio/croazia_krka_waterfalls/"  rel="attachment wp-att-307"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/croazia_krka_waterfalls-300x194.jpg" alt="Cascate nel Parco Nazionale di Krk" title="Cascate nel Parco Nazionale di Krk" width="300" height="194" class="size-medium wp-image-307" /></a><p class="wp-caption-text">Cascate nel Parco Nazionale di Krk</p></div>
<p>La Croazia è composta, oltre che dalla terra ferma, da ben 1.185 isole, di cui solo una cinquantina sono abitate, per un totale di 4.058 km di coste insulari. Le isole maggiori sono Cherso/Cres e Veglia/Krk. L&#8217;acqua è cristallina soprattutto in Dalmazia mentre le spiagge sono per tutti i gusti: di ciottoli, scogli, ghiaia e sabbia. Numerose spiagge e campeggi sono dedicate ai nudisti/naturisti e vengono contrassegnate con la sigla FKK. Laddove non fossero presenti è possibile appartarsi in qualche baia un po&#8217; distante dalle spiagge affollate per non esser squadrati da turisti infastiditi.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
I documenti sufficienti per entrare in Croazia sono il passaporto o la carta d&#8217;identità valida per l&#8217;espatrio. </p>
<p>In aereo &#8211; I principali aeroporti croati sono quelli di Zagabria, Spalato, Dubrovnik, Fiume-Veglia, Pola, Zara e Osijek. Sulle isole Brazza e Lussino atterrano soltanto aerei piccoli. La compagnia aerea nazionale è la Croatia Airlines.</p>
<p>In autobus &#8211; Dall&#8217;Italia ci sono collegamenti quotidiani da Trieste verso Pola, Fiume, Zara, Spalato e Dubrovnik, e pullman meno frequenti da Padova e Venezia verso l&#8217;Istria.</p>
<p>In auto &#8211; A Trieste i due principali ex-valichi di frontiera sono quello di &#8220;Rabuiese-Muggia&#8221; per chi è diretto in Istria e quello di &#8220;Pesek-Kozina&#8221; per chi viaggia verso l&#8217;entroterra o verso Fiume. Le autostrade croate sono di recente costruzione e in alcuni tratti ci sono ancora i lavori in corso. La nuova superstrada &#8220;Y&#8221; collega le varie destinazioni sulla penisola istriana, mentre l&#8217;autostrada che percorre la lunghezza di tutto il paese inizia subito dopo il confine croato e continua fino a Zagreb e Dubrovnik (al momento sull&#8217;ultimo tratto di questa autostrada procedono ancora con i lavori). Normalmente il traffico sull&#8217;autostrada è scorrevole, tranne nei pressi della galleria Sv. Rok, dove stanno costruendo la seconda galleria e perciò la strada si restringe ad un&#8217;unica corsia per 5 km. A volte succede che il tratto da Sv. Rok a Maslinac rimane chiuso al traffico, oppure aperto alle sole automobili con obbligo di velocità ridotto a 40 km/h, a causa di forte vento (non sarebbe la prima volta che una rulotte venga capovolta dalle raffiche). </p>
<p>In nave &#8211; Dall&#8217;Italia ci sono frequenti collegamenti con i traghetti della Jadrolinija e della BlueLine che effettuano le seguenti rotte:</p>
<p>    * da Ancona: per Zara (Zadar), Spalato (Split) e l&#8217;isola di Lesina (Hvar)<br />
    * da Pescara: per Spalato e l&#8217;isola di Veglia<br />
    * da Bari: per Dubrovnik/Ragusa e Spalato<br />
    * da Venezia: per Lussino (Lošinj), Pola (Pula), Parenzo (Poreč), Rovigno (Rovinj) e Rabac</p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
La Croazia è una meta ideale per la navigazione da diporto. Lungo tutta la costa e sulle isole ci sono numerose marine gestite dall&#8217;ACI Adriatic Croatia International. Chi non ha la propria imbarcazione può sempre noleggiarne una nei molti porti turistici, o prenotare una crociera charter fatta su richiesta. Per chi va in barca o la porta con se a rimorchio con l&#8217;auto, è opportuno fare attenzione alla normativa croata in materia di navigazione da diporto, più restrittiva di quella italiana. La patente nautica è praticamente sempre obbligatoria. Prima di utilizzare la propria barca ci si deve recare presso una capitaneria di porto dove potrà richiede la c.d. vignetta (previo pagamento di una tassa) e dove potrà far vidimare la lista delle persone che andranno a bordo dell&#8217;imbarcazione.</p>
<p><strong>Cosa vedere</strong><br />
    *  Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice un paradiso naturale assolutamente da non perdere che dal 1979 è entrato a fare parte dell&#8217;Patrimonio dell&#8217;Umanità.<br />
    * Il centro storico di Spalato con il Palazzo di Diocleziano (sito UNESCO dal 1979).<br />
    * Anfiteatro di Pola risalente al periodo dell&#8217;imperatore Augusto (30 a.c. &#8211; 14 d.c.) con una capienza di 5.000 persone.<br />
    * Centro storico di Trogir fondato dai Greci (Traugurion), in seguito civitas romana, che dal 1997 è nella lista dell&#8217;UNESCO.<br />
    * Città vecchia di Dubrovnik dal 1979 inclusa tra i siti del Patrimonio dell&#8217;Umanità.<br />
    * La Cattedrale di San Giacomo a Sebenicco (UNESCO).<br />
    * La muraglia di Ston.<br />
    * Zagabria la capitale croata.</p>
<p><strong>Divertimenti in Croazia</strong><br />
L&#8217;isola per eccellenza per il divertimento è Pag dove nei mesi estivi vengono organizzati i party in spiaggia già di pomeriggio per proseguire fino a tarda sera. Pag è l&#8217;unica isola che è stata trasformata in una piccola Ibiza dell&#8217;Adriatico, mentre le altre isole hanno mantenuto un livello di vita notturna non eccessivamente esagerato. Comunque nei mesi estivi tutte le principali località balneari (sia sulle isole che sulla costa) propongono una buona offerta di eventi e intrattenimento.</p>
<p><strong>Ricettività</strong><br />
In Croazia è possibile alloggiare in alberghi, appartamenti privati, ostelli, agriturismi, fari, case di pescatori e campeggi. Il campeggio libero è vietato su tutto il territorio. </p>
<p><strong>A tavola</strong><br />
Sulle coste il pesce appena pescato viene cucinato in modo eccezionale. Da provare obbligatoriamente sono i čevapčići (carne mista macinata e fatta alla griglia). L&#8217;acqua del rubinetto è potabile in tutta la Croazia. Uno dei prodotti croati più noti ai giovani è la Cedevita (polvere solubile con vitamine di solito al gusto di arancia) che viene servita anche nei bar, mentre le birre nazionali sono: Karlovačko (Karlovac) e Ožujsko (Zagabria). La Croazia è nota anche per gli ottimi vini e le grappe. </p>
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		<title>Marocco, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Apr 2009 15:43:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<category><![CDATA[info utili di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Marocco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nome arabo del Marocco, Maghreb-el-Aqsa, &#8220;Estremo occidente&#8221; rivela la posizione del Marocco nella parte più occidentale del Nord Africa. Il litorale mediterraneo, lungo 450 chilometri, è ricco di scogliere e baie mentre quello atlantico, lungo 1500 chilometri, è in gran parte sabbiose presenta la sola insenatura naturale di Agadir. Il Paese è caratterizzato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_289" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/marocco-consigli-e-info-utili-di-viaggio/800px-kasbahs_in_ait_benhaddou/"  rel="attachment wp-att-289"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/800px-kasbahs_in_ait_benhaddou-300x225.jpg" alt="Kasbah di Ait Benhaddou" title="Kasbah di Ait Benhaddou" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-289" /></a><p class="wp-caption-text">Kasbah di Ait Benhaddou</p></div>
<p>Il nome arabo del Marocco, Maghreb-el-Aqsa, &#8220;Estremo occidente&#8221; rivela la posizione del Marocco nella parte più occidentale del Nord Africa. Il litorale mediterraneo, lungo 450 chilometri, è ricco di scogliere e baie mentre quello atlantico, lungo 1500 chilometri, è in gran parte sabbiose presenta la sola insenatura naturale di Agadir. Il Paese è caratterizzato da quattro grandi sistemi montuosi: il Rif, il Medio Atlante, l&#8217;Alto Atlante e l&#8217;Anti Atlante. Il Rif e il Medio Atlante sono caratterizzati da una vegetazione ricca e da abbondati corsi d&#8217;acqua. Il paesaggio dell&#8217;Alto Atlante è molto simile a quello alpino, mentre scendendo verso sud l&#8217;Anti Atlante si presenta sempre più brullo: la vegetazione tende a scomparire man mano che si avvicina alla valle del Draa, margine settentrionale del Sahara.</p>
<p><strong>Documenti</strong><br />
E&#8217; necessario il passaporto in corso di validità. Particolari disposizioni governative permettono ai cittadini italiani (con un età minima di 15 anni) di recarsi in Marocco con la sola carta d&#8217;identità purché sia unita a un voucher che attesti l&#8217;avvenuta prenotazione del servizio alberghiero. La patente di guida italiana può bastare per guidare in Marocco.</p>
<p><strong>La lingua</strong><br />
La lingua ufficiale è l&#8217;arabo, ma sono molto diffusi il francese e, nel nord del Paese, lo spagnolo. L&#8217;inglese, così come l&#8217;italiano, è frequentemente parlato nei grandi alberghi, nei ristoranti e in tutti i luoghi frequentati dai turisti.</p>
<p><strong>Religione e Ramadan</strong><br />
La popolazione marocchina è musulmana. Durante il Ramadan, il mese di purificazione, dall&#8217;alba al tramonto per il musulmano è proibito ingerire cibo, bevande o fumare. Durante questo mese i ritmi delle attività sono assopiti: luoghi pubblici, negozi e ristoranti potrebbero rimanere chiusi. E&#8217; importante evitare di mangiare, bere e fumare fuori dagli alberghi per rispetto della popolazione. L&#8217;ingresso nelle moschee è vietato ai non musulmani, fatta eccezione per la Grande Moschea di Hassan II di Casablanca.</p>
<p><strong>Clima</strong><br />
La fascia costiera, sia atlantica che mediterranea, gode di un clima mitigato dall&#8217;influenza del mare e il periodo più indicato per visitarla è da fine maggio a settembre; tra febbraio e marzo ad Agadir ci sono alte possibilità di nebbia. All&#8217;interno il clima ha carattere continentale, con sensibili escursioni termiche tra il giorno e la notte. Gli inverni sono rigidi e la stagione estiva è molto calda. La primavera è il periodo ideale per recarsi in queste zone anche se è bene non dimenticare che la piovosità può essere notevole. Ottobre e novembre spesso sono i mesi più asciutti dell&#8217;anno e quindi i più consigliabili per lunghi percorsi su strada. In estate il caldo torrido colpisce il sud e di conseguenza i mesi migliori per visitarlo sono quelli invernali. Da dicembre a febbraio le inondazioni sono frequenti specialmente nella pianura del Rharb.</p>
<p><strong>Fuso orario</strong><br />
Il Marocco è un ora indietro rispetto all&#8217;Italia durante l&#8217;ora solare, due ore nel periodo dell&#8217;ora legale.</p>
<p><strong>Telefono</strong><br />
La copertura per la rete GSM è garantita in quasi tutto il Paese, ad esclusione delle zone desertiche. Per chiamare dall&#8217;Italia al Marocco il prefisso è 00212 seguito dal prefisso della città desiderata, senza lo zero (Agadir: 048, Casablanca: 022, Fès: 055, Marrakech: 044). Per chiamare l&#8217;Italia dal Marocco il prefisso è 0039 seguito dal numero dell&#8217;abbonato con il prefisso della città incluso lo zero.</p>
<p><strong>Elettricità</strong><br />
Negli alberghi viene utilizzata la corrente alternata a 220V con prese identiche a quelle in uso in Italia. Nelle località minori è presente la corrente a 110 V con prese a due buchi. Per maggiori informazioni sul tipo di prese di corrente in Marocco <a href="http://www.viaggioideale.it/?p=170" target="_blank" >clicca qui</a>.</p>
<p><strong>Abbigliamento</strong><br />
Gli abiti più adatti sono di tipo leggero e pratico, con scarpe comode e basse per le escursioni. Sono indispensabili occhiali da sole e cappellino con visiera. Data la forte escursione termica nelle zone desertiche, è consigliabile portare capi più pesanti, soprattutto nel periodo invernale.</p>
<p><strong>Acquisti</strong><br />
Lo shoppig è garantito in Marocco: in ogni angolo delle varie località turistiche si è attirati dalle colorate e differenti esposizioni degli artigiani. Tappeti, oggetti di pelletteria, gioielli d&#8217;argento o d&#8217;ambra, vassoi di rame, ceramiche. Trovandosi in un Paese arabo, è naturale che i prezzi il più delle volte vengano contrattati. Suggeriamo di visitare almeno uno dei tanti suq (mercati all&#8217;interno della medina), dove si potranno comprare souvenir, manufatti artigianali e spezie di tutti i gusti e colori.</p>
<p><strong>Gastronomia</strong><br />
La cucina marocchina viene considerata tra le migliori di tutto il mondo arabo: il piatto più celebre è sicuramente il cous-cous, a base di semola di grano duro cotta al vapore accompagnata da carne e verdura. Tra le altre specialità c&#8217;è il tajine, uno stufato di pollo, agnello e montone cotto con verdure e frutta insaporita con miele e olive nere. Nelle zone costiere si può assaggiare un ottimo pesce e non si può tornare dal Marocco senza aver assaggiato il tè alla menta. Anche i dolci sono molto ricercati in questo Paese: soprattutto quelli a base di mandorle e miele.</p>
<p><strong>Festività</strong><br />
Feste nazionali: 1° gennaio, 11 gennaio, 1° maggio, 30 luglio, 14 agosto, 20 agosto, 21 agosto, 6 novembre, 18 novembre. Feste religiose: il Capodanno islamico, la nascita di Maometto, la vigilia e la fine del Ramadan, la festa che commemora il sacrificio di Isacco. Tutte seguono il calendario lunare islamico. Di conseguenza, ogni anno cadono sempre con una settimana prima rispetto all&#8217;anno precedente.</p>
<p><strong>Patrimoni dell&#8217;Umanità &#8211; UNESCO</strong><br />
Sito archeologico di Volubilis<br />
Città storica di Meknès<br />
Ksar di Ait-Benhaddou<br />
Medina di Essaouira (l&#8217;antica Mogador)<br />
Medina di Fèz<br />
Medina di Marrakech</p>
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		<title>Fraser Island (Australia), consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 14:17:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fraser Island è l&#8217;isola di sabbia più grande al mondo, inserita nell&#8217;elenco del Patrimonio Mondiale dell&#8217;UNESCO, ed è l&#8217;unico posto sul pianeta dove la foresta tropicale cresce sulla sabbia. La ricchezza dell&#8217;isola è rappresentata da una quarantina di laghi di acqua dolce di cui alcuni risalgono a 300.000 anni fa. L&#8217;isola si trova al largo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_285" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/fraser-island-australia-consigli-e-info-utili-di-viaggio/fraserisland-indian_head/"  rel="attachment wp-att-285"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/fraserisland-indian_head-300x220.jpg" alt="Fraser Island" title="Fraser Island" width="300" height="220" class="size-medium wp-image-285" /></a><p class="wp-caption-text">Fraser Island</p></div>
<p>Fraser Island è l&#8217;isola di sabbia più grande al mondo, inserita nell&#8217;elenco del Patrimonio Mondiale dell&#8217;UNESCO, ed è l&#8217;unico posto sul pianeta dove la foresta tropicale cresce sulla sabbia. La ricchezza dell&#8217;isola è rappresentata da una quarantina di laghi di acqua dolce di cui alcuni risalgono a 300.000 anni fa. L&#8217;isola si trova al largo della costa orientale del Queensland, in Australia, e raggiunge i 120 km di lunghezza e 30 km di larghezza. Il punto più meridionale dell&#8217;isola è Hook Point che dista soli 500 m dalla costa australiana. La Eastern Beach è nota per la sua costa lunga 75 miglia che funge da autostrada dell&#8217;isola in quanto è la via principale che percorrono i fuoristrada, mentre la West Coast, a differenza della East Coast, è molto tranquilla e deserta. Il nord dell&#8217;isola è sicuramente la parte più isolata e remota (fanno eccezione Sandy Cape e Orchid Beach) in quanto è possibile raggiungerla solamente a piedi. L&#8217;interno dell&#8217;isola è prevalentemente caratterizzato dalla foresta tropicale.</p>
<p><strong>Clima</strong><br />
Fraser Island gode di un clima subtropicale con temperature moderate che oscillano tra 22-28°C a dicembre (estate) e tra 15-22°C a luglio (inverno). Nei mesi estivi sono al quanto comuni i temporali e l&#8217;alto tasso di umidità.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
In aereo &#8211; Da Sydney e Melbourne partono voli quotidiani che atterrano all&#8217;aeroporto di Hervey Bay. Da qui è possibile proseguire in nave o con i piccoli aerei della Air Fraser Island Charter o Sunshine Aviation.</p>
<p>In nave &#8211; Da Urangan boat harbour (Hervey Bay) partono diversi traghetti giornalieri per Moon Point, da Inskip Point (Rainbow Beach) i traghetti raggiungono Hook Point, mentre River Heads (Maryborough) è collegata con Kingfisher Bay e Wanggoolba Creek. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Per percorrere l&#8217;isola di Fraser bisogna essere muniti di un fuoristrada 4&#215;4 (in quanto tutti i percorsi vengono fatti sulla sabbia e non esistono strade asfaltate se non un piccolissimo pezzo sulla costa orientale) e di un apposito permesso National Park Vehicle access Permit da richiedere al Queensland Parks and Wildlife Services (circa $34.40 valido per 28 giorni). Spesso succede che alcuni tratti della costa siano inagibili a causa delle maree e si è costretti ad aspettare qualche ora finché la &#8220;strada&#8221; di sabbia torni ad essere percorribile. A Hervey Bay o Rainbow Beach organizzano anche tour in fuoristrada in cui si viaggia accompagnati visto che guidare sulla sabbia non risulta sempre così semplice come può sembrare. Inoltre vengono organizzati anche dei tour con appositi pulmini. </p>
<p>Il Great Walk è un percorso di 90 km per scoprire l&#8217;isola camminando. Il percorso è stato inaugurato nel 2004 e conduce da Dilli Valley (costa sud-orientale) a Happy Valley (costa centro-orientale). Durante il tragitto vi sono solo alcuni luoghi destinati all&#8217;accampamento a Jabiru Swamp, Lake Boomanjin, Lake Benaroon, Central Station, Lake McKenzie, Lake Wabby, Valley of the Giants e Lake Garawongera in cui si può pernottare al massimo per 2 notti (bisogna essere muniti dell&#8217;apposito permesso e prenotare in anticipo). Per completare il percorso si impiegano mediamente dai 6 agli 8 giorni, e il periodo migliore per incamminarsi va da aprile a settembre. </p>
<p><strong>Cosa vedere</strong><br />
- Lake McKenzie, uno dei più noti laghi d&#8217;acqua dolce dell&#8217;isola grazie all&#8217;acqua cristallina e alla sabbia bianca; con aree dedicate al picnic e al campeggio<br />
- Lake Wabby, il lago più profondo dell&#8217;isola<br />
- Lake Allom, un piccolo lago con lo sfondo della foresta e abitato da tartarughe<br />
- Lake Boomanjin, riconoscibile dal suo color marroncino e dalla superficie di circa 200ha<br />
- Wreck of the Maheno, relitto della nave Maheno a nord di Happy Valley sulla spiaggia orientale, che fu condotta alla deriva da un ciclone nel 1935<br />
- The Champagne Pools, piscine naturali con acqua di mare a nord di Indian Head<br />
- The Cathedrals, torri rocciose scolpite nella sabbia multicolore dal vento<br />
- Central Station, circondata dalla foresta pluviale</p>
<p><strong>Sicurezza personale</strong><br />
L&#8217;isola è popolata di dingo selvaggi (simili al cane lupo) ai quali bisogna fare attenzione. Si consiglia di camminare sempre in gruppo, proteggere i bambini e i ragazzi in presenza di un dingo, non cibarli, non incoraggiarli e tenere il cibo in contenitori ben chiusi. Sull&#8217;isola non esistono spiagge controllate e nuotare nell&#8217;oceano è sconsigliato in quanto possono esserci gli squali. Prima di partire sull&#8217;Isola di Fraser è bene dare un&#8217;occhiata al sito del Governo del Queensland che fornisce informazioni indispensabili su regolamenti, divieti e sicurezza sull&#8217;isola. </p>
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		<title>L&#8217;Avana, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 14:44:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro:
L&#8217;Avana vecchia (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni portuali. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_283" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/lavana-consigli-e-info-utili-di-viaggio/che-havana/"  rel="attachment wp-att-283"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/che-havana-300x217.jpg" alt="Che Guevara in Havana" title="Che Guevara in Havana" width="300" height="217" class="size-medium wp-image-283" /></a><p class="wp-caption-text">Che Guevara in Havana</p></div>
<p>L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro:</p>
<p><strong>L&#8217;Avana vecchia</strong> (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni portuali. Qui si trovano gli edifici del capitano generale e i fortini di El Templete e La Fuerza risalenti al primo periodo del dominio spagnolo. Le viuzze che si dipanano dalla Plaza de Armas sono assai pittoresche per via dei vecchi negozi che vi si affacciano. In particolare sul calle Obispo si trovano antiche farmacie decorate in legno che ancora espongono vasi d&#8217;epoca in vetro e ceramica.</p>
<p><strong>Centro Habana</strong> &#8211; Questo distretto, situato ad ovest della città vecchia sul lungomare Malecon non ha beneficiato degli interventi di restauro della città vecchia eccezion fatta per la sua porzione sul lungomare dove si trova il monumento al Generale Maceo e la Torre San Lazaro. La zona si è sviluppata a partire dal XVIII secolo. Uno dei suoi quartieri più pittoreschi è il &#8220;barrio chino&#8221; dove si concentra la maggioranza dei cinesi residenti a Cuba (1% della popolazione del paese). </p>
<p><strong>El Vedado</strong> &#8211; Oltre si trova El Vedado che può esser considerato il distretto finanziario dell&#8217;Avana. Vi si trovano le sedi delle maggiori banche cubane, numerosi ministeri, alberghi e locali d&#8217;intrattenimento tra i più lussuosi della città. Le vie del distretto si intersecano ad angolo retto e sono individuate non da nomi ma da cifre o lettere, secondo l&#8217;uso nord-americano. </p>
<p><strong>Miramar</strong> &#8211; (16 km dal centro). Il distretto di Miramar rappresenta la naturale espansione del precedente verso Ovest ma, a differenza di quello, è un quartiere dal carattere più residenziale e con abbondanza di &#8220;casas particulares legali ed illegali&#8221;. Miramar è anche la sede di numerose rappresentanze diplomatiche tra cui quella italiana. Fino al 1959 era il quartiere preferito dalla classe benestante come testimoniano le sue molte ville alcune delle quali versano ancora oggi in stato di abbandono. Molti fra coloro che conoscono bene Cuba preferiscono risiedere qui, snobbando la &#8220;Habana Vieja&#8221; che considerano troppo artefatta e più adatta a turisti con macchina fotografica a &#8220;tracollo&#8221;. Non mancano a Miramar nè i locali nè le occasioni di svago e tra gli scogli della sua spiaggia è possibile praticare la balneazione. </p>
<p>Da notare che parecchi Italiani preferiscono invece risiedere sulle spiagge del versante Est dove il mare è più bello: Playa del Este, El Mégano, Santa Maria del Mar, Guanabo. Altri ancora preferiscono Marina Hemingway, sempre ad ovest del centro, evidentemente attratti dall&#8217;atmosfera mondana di questo porto turistico.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
L&#8217;Areoporto Internazionale José Martì è situato a 18 chilometri a sudovest della città e possiede tre terminals. il n° 1 è riservato ai voli domestici, il n° 2 ai voli charter e il n° 3 ai voli internazionali. I controlli alla dogana sono minuziosi e gli ufficiali addetti sospettosi ma per niente solerti cosicché code e ore di attesa (anche 2) sono la norma. Per raggiungere il centro occorre servirsi di un taxi. La società più nota è la Panataxi del gruppo Panatrans. Istituita nel 1992, pratica prezzi inferiori rispetto alla concorrenza ma ha vetture più vecchiotte. Se ci si rivolge al bancone della Cubatur ve ne chiameranno uno. Comunque fuori ce ne sono molti in attesa. I conducenti di taxi con regolare licenza portano sulla camicia un tesserino di riconoscimento. Bisogna fare estrema attenzione a non incappare in qualche abusivo nel qual caso i vostri bagagli prenderanno sicuramente il volo e voi sarete lasciati in tutt&#8217;altra zona da quella richiesta. Da notare poi che ancora oggi qualche taxi più vecchio non dispone di tassametro per cui occorre accordarsi in anticipo sul prezzo della corsa. Ci vogliono 3/4 d&#8217;ora per raggiungere il centro. La linea di autobus che dall&#8217;aeroporto faceva capolinea al Parque Fraternidad è stata soppressa e comunque gli autobus erano troppo affollati per poter essere presi in considerazione. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Camellos &#8211; Il &#8220;camello&#8221; è un autobus trainato da un camion con una capacità di ben 300 persone.<br />
Guaguas &#8211; Un&#8217;Autobus normale.<br />
Colectivos &#8211; Taxi che effettuano un percorso prestabilito. Sono parcheggiati all&#8217;ingresso del Parque Fraternidad e sul Paseo all&#8217;altezza del Capitolio. Ai turisti stranieri è vietato servirsi dei taxi collettivi ma se capita il conducente chiederà un prezzo gonfiato.<br />
Particulares &#8211; La maggioranza dei taxi &#8220;particulares&#8221; non è abilititata ad accettare stranieri.</p>
<p><strong>Da vedere</strong><br />
Castillo del Morro &#8211; Posto proprio all&#8217;imbocco del canale che immette al porto, questo fortino fu costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII ma subì in seguito notevoli modifiche. Vi si trova un faro risalente alla 1^ metà del XVII secolo la cui luce è visibile da 30 km di distanza.</p>
<p>Fortaleza de San Carlos de la Cabaña &#8211; Un altro fortilizio sempre sulla riva sinistra del canale che conduce al porto. Costruito tra il 1763 e il 1774, ha una forma poligonale con numerosi bastioni. In seguito la fortezza fu adibita a prigione e vi fu detenuto l&#8217;eroe nazionale Josè Marti. Il Comandante Ernesto Guevara occupò militarmente La Cabaña il 3 gennaio del 1959 e ne fece il suo quartier generale. Dal 1991 la fortezza costituisce un museo ove sono esposti documenti e oggetti relativi all&#8217;attività rivoluzionaria del &#8220;Che&#8221;. </p>
<p>Castillo de La punta &#8211; Un fortilizio sulla riva destra dello stesso canale di fronte el Morro risalente, come questo alla fine del XVI secolo. È aperto al pubblico e non si paga biglietto. </p>
<p>Castillo de la Real Fuerza &#8211; La più antica fortezza della città costruita intorno al 1570, dopo che la città aveva subito un rovinoso assalto dei bucanieri. L&#8217;edificio piuttosto basso è ornato di un&#8217;alta torre da cui si gode un meraviglioso panorama sulla città vecchia. Al suo interno sono state sistemate collezioni di armature e di oggetti vari tutti risalenti al periodo coloniale. </p>
<p>La cattedrale &#8211; Un edificio dalle forme barocche la cui costruzione fu voluta dai Gesuiti. Dopo la loro espulsione nel 1767 la chiesa divenne la cattedrale dell&#8217;Avana. Quando Santo Domingo cadde nelle mani dei Francesi (1795) vi furono trasportate le ossa ritenute di Cristoforo Colombo che vi rimasero fino al 1898, anno in cui furono trasferite nella cattedrale di Siviglia. Nella piazza antistante si tiene un mercato di prodotti artigianali. </p>
<p>Plaza de Armas &#8211; Recentemente riportata al suo antico splendore la piazza è contornata da notevoli edifici coloniali. Sul lato di Nord est si trova la chiesa detta &#8220;El Templete&#8221;, risalente al 1828. La colonna di fronte è stata collocata sul luogo dove, secondo la tradizione fu officiata la prima messa su suolo cubano (1519). Sulla sua sommità si erge una statua della Vergine del Pilar, protettrice dei naviganti. Su un altro lato spicca il Palazzo del capitano generale del 1780. Nel 1917 l&#8217;edificio fu adibito a sede del municipio. Oggi ospita il Museo de la Ciudad. Fu in questo edificio che nel 1899 rappresentanti dei governi statunitense e spagnolo firmarono il trattato che pose fine alla plurisecolare dominazione spagnola sulla &#8220;Isla Grande&#8221;. </p>
<p>La Plaza Vieja &#8211; Questa piazza, una delle più turistiche dell&#8217;Avana, è stata oggetto di un restauro accurato sotto il patrocinio dell&#8217;UNESCO. Qui si trova un edificio del 1763 che fu la residenza del Capitano Generale di Spagna, Conde de Ricla che riprese l&#8217;isola agli Inglesi. Gli altri edifici coloniali prospicienti la piazza risalgono tutti al XVIII secolo e si distinguono per le la loro elegante decorazione e in particolare per le balconate. </p>
<p>La Piazza di San Francesco d&#8217;Assisi &#8211; Situata sul fronte del porto a breve distanza dalla &#8220;Plaza Vieja&#8221; è una delle più animate della città vecchia. Vi si trovano la chiesa omonima e gli edifici della Lonja e del Terminal portuale della Sierra Maestra </p>
<p>La chiesa e il convento di San Francesco &#8211; Complesso del 1608 ma ricostruito nel 1737. Un edificio austero e massiccio; più che un luogo di culto dà l&#8217;impressione di una fortezza. La chiesa è oggi adibita a Sala di concerti mentre il convento è un museo con collezioni di oggetti religiosi. Per salire sulla torre campanaria occorre pagare un biglietto extra. </p>
<p>La Lonja del Comercio &#8211; Edificio restaurato davanti il molo dove attraccano le navi da crociera. È oggi adibito a sede della borsa cubana. </p>
<p>Terminal portuaria Sierra Maestra &#8211; Altro edificio del XIX secolo nella zona della Plaza Vieja piena di bar e ristoranti </p>
<p>Il convento di Santa Clara &#8211; Risale al 1644 ed ospitava l&#8217;ordine delle Clarisse. Interessante il &#8220;patio&#8221; , in ottimo stato di conservazione. </p>
<p>La chiesa de La Merced &#8211; La sua costruzione fu iniziata nel 1792 e fu completata quasi un secolo più tardi.Notevoli le decorazioni del suo interno. </p>
<p>Centro Gallego &#8211; Palazzo in stile neobarocco fondato tra il 1907 e il 1914 con il contributo degli emigrati galiziani a Cuba ed adibito a sede del loro club. La ricchezza delle decorazioni testimonia l&#8217;alto grado di opulenza raggiunto da questa comunità agli albori del XIX secolo. Il palazzo è situato all&#8217;incrocio del Paseo Marti 458 con San Rafael. </p>
<p>Palazzo del Parlamento (Capitolio Nacional) &#8211; Adiacente al centro Gallego e prospiciente il parco centrale, questo edificio che ricorda da vicino il capitol di Washington pur in scala ridotta, fu costruito nel 1929 e servì da residenza del dittatore Machado. In seguito fu adibito a sede del parlamento e del senato cubano fino al 1959. La cupola è di notevoli dimensioni. Al centro del pavimento è stato collocato un diamante di 24 carati che serve per misurare le distante kilometriche del paese. </p>
<p>Plaza de la Revolucion &#8211; Nota come piazza della Repubblica prima dell&#8217;avvento del Regime castrista, questa vasto spazio aperto fungeva e funge tuttora come centro di imponenti manifestazioni popolari soprattutto in occasione del 1° maggio. Questo è anche il luogo dove Fidel Castro soleva tenere le sue arringhe. La piazza ha al suo centro il memoriale a José Martí ed è contornata dagli edifici del Ministero degli Interni, delle Comunicazioni, delle Forze armate rivoluzionarie oltre che dal palazzo della Revolución, della Biblioteca Nacional e del Teatro Nacional. </p>
<p>Il Museo Nacional &#8211; Noto anche come &#8220;Palacio de Bellas Artes&#8221; è stato inaugurato nel 2001 al termine di un accurato intervento di restauro. Vi sono ospitate collezioni con tema la lotta per l&#8217;indipendenza nazionale ma vi si possono ammirare anche opere di pittori cubani ed europei i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo. Contiene tra l&#8217;altro tele attribuite a Van Dyck, Velasquez, Tintoretto, Degas, etc. Vi si ammirano anche manufatti e sculture di epoca egizia, greca e romana </p>
<p>Museo de la Revolucion &#8211; Dedicato agli eventi che alla fine degli anni 50 del XX secolo condussero all&#8217;abbattimento della dittatura di Batista. Nel parco antistante vi si trova lo storico panfilo Granma usato nel 1956 da Fidel Castro e da 80 barbudos per raggiungere Cuba dal Messico dove si erano rifugiati in precedenza. Il nome &#8220;Granma&#8221; è un&#8217;abbreviazione dall&#8217;inglese Grand Mother (&#8220;Nonna&#8221;). Nel parco sono stati sistemati anchi alcuni carri armati di fabbricazione sovietica usati per contrastare il fallito tentativo di invasione di Cuba nella baia dei porci. Vi si trova anche il relitto di un aereo spia americano abbattuto nel 1970.</p>
<p><strong>Acquisti</strong><br />
Il rum cubano è eccellente e i sigari di ottima fattura ma il loro prezzo alle Tiendas non è a buon mercato. Attenzione a non comprare sigari di contrabbando offerti per strada perché solo la foglia che li riveste è di tabacco. Al Palacio de la Artesania vi è un&#8217;ottima scelta di oggetti artigianiali. Le botteghe di produzione si trovano sul retro del palazzo. Vale la pena fare una capatina al Duty Free dell&#8217;areoporto. </p>
<p>L&#8217;Avana può rivelarsi una città sorprendentemente cara se si decide di stare in alberghi a conduzione statale e mangiare al ristorante. Ciò è dovuto al fatto che a Cuba vige ancora un&#8217;economia di stampo comunista che solo nell&#8217;ultima decade del XX secolo ha cominciato a fare timide concessioni ai privati. Se non si vuole spendere conviene alloggiare presso i privati (casas particulares) che servono anche cibo, altrimenti caro a Cuba.</p>
<p>Gli ATM si trovano con una certa facilità ma solo le carte Visa sono abilitate. È vietato l&#8217;uso delle MasterCard/Maestro e delle debitcards americane eccezion fatta per un paio di uffici di cambio uno dei quali è nelle vicinanze dell&#8217;Hotel Nacional ma a tassi maggiorati. Cambiare euro in un ufficio CADECA (Casa de cambio) non comporta una maggiorazione delle commissioni che invece grava sui dollari USA per un buon 10%.</p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
I ristoranti dell&#8217;Avana non sono per niente a buon mercato. Fino al 2004 si pagava in dollari o con carte di credito se esposte sulla porta d&#8217;ingresso. Bisogna controllare attentamente il conto perché spesso vi compaiono voci o sovrapprezzi ingiustificati. Fino al 1995 i ristoranti che chiedevano il pagamento in dollari erano l&#8217;unica opzione per chi volesse mangiare fuori dal proprio albergo. Dopo quell&#8217;anno, però, è stato concesso anche a case private di svolgere attività di ristorazione e di chiedere il pagamento anche in pesos. La Licenza però limita la loro ricettività a 12 posti. Un&#8217;altra restrizione riguarda il menù: aragoste e frutti di mare ne sono banditi anche se poi nella realtà quotidiana sono serviti lo stesso, se solo richiesti. Questo tipo di ristorante è noto come &#8220;Paladar&#8221;. Il nome deriva da una telenovela brasiliana molto seguita dai Cubani. Nella fiction una delle eroine di questo serial decide di aprire un ristorante e quando si tratta di trovargli un nome sceglie appunto &#8220;Paladar&#8221;. Alcuni Paladares sono eccellenti ed offrono portate generose a prezzi molto convenienti.</p>
<p><strong>Sicurezza personale</strong><br />
Rispetto ad altri centri dei Caraibi L&#8217;Avana è una città che offre garanzie di sicurezza. La popolazione è cordiale ed animata da spirito di ospitalità anche se spesso un po&#8217; &#8220;maliziosetta&#8221; ma questo pare divertire la maggior parte degli Italiani che, a differenza degli Anglosassoni, spesso si prestano volentieri al &#8220;gioco&#8221;. Occorre naturalmente prendere alcune precauzioni essenziali come non lasciare oggetti di valore nella propria stanza o incustoditi sulla spiaggia. Come in ogni altra parte del mondo i borseggiatori sono in agguato nei luoghi affollati soprattutto sugli autobus.</p>
<p>Passeggiare per l&#8217;Avana Vecchia da soli implica essere scortati da un codazzo di ragazzini petulanti. Gli adulti invece vi faranno una quantità di proposte: stanze in affitto, sigari, coca e perfino &#8220;chicas&#8221;. Accettare queste proposte è da sciocchi perché sono &#8220;fregature&#8221; nel 100% dei casi. Se acquistate sigari o altri oggetti per strada sappiate che, se non potrete esibire la ricevuta d&#8217;acquisto al momento di partire, vi saranno confiscati. Se invece accettate l&#8217;invito di affittare una stanza in una casa particolare illegale, sappiate che al sensale andrà un compenso del 10% e sarete esposti a rischi gravi se la polizia vi becca (e non è l&#8217;unico rischio).</p>
<p>I Cubani e le Cubane che offrono le loro prestazioni (anche sessuali) ai turisti sono conosciuti come &#8220;jineteros&#8221; o &#8220;jineteras&#8221; (Letteralmente: fantino) perché montano&#8230; il di dietro dei turisti. Questo nel senso che cercano di rifilar loro fregature ma sempre in modo &#8220;delicato&#8221;. </p>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 00:32:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Brasile è la più estesa nazione del continente sudamericano. Famoso per la sua tradizione calcistica e per i carnevali di Rio de Janeiro e di Salvador, il paese è caratterizzato da una grande diversità sotto ogni aspetto. Si passa dal complesso mosaico urbano di San Paolo alla intensa energia di città come Pernambuco e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_281" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/brasile-consigli-e-info-utili-di-viaggio/rio_de-janeiro/"  rel="attachment wp-att-281"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/rio_de-janeiro-300x225.jpg" alt="Rio de Janeiro" title="Rio de Janeiro" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-281" /></a><p class="wp-caption-text">Rio de Janeiro</p></div>
<p>Il Brasile è la più estesa nazione del continente sudamericano. Famoso per la sua tradizione calcistica e per i carnevali di Rio de Janeiro e di Salvador, il paese è caratterizzato da una grande diversità sotto ogni aspetto. Si passa dal complesso mosaico urbano di San Paolo alla intensa energia di città come Pernambuco e Bahia, per terminare nella selvaggia foresta pluviale dell&#8217;Amazzonia o in luoghi naturali spettacolari come le imponenti cascate dell&#8217;Iguaçu al confine con l&#8217;Argentina. In Brasile c&#8217;è veramente molto da vedere!</p>
<p><strong>Documenti</strong><br />
Il visto consolare non é obbligatorio per i cittadini italiani. Al controllo passaporti in occasione dell&#8217;ingresso in Brasile é consuetudine che il funzionario di polizia rilasci un permesso di soggiorno di 90 giorni. In alcune circostanze il permesso di soggiorno é rilasciato in base al periodo di validità del biglietto aereo se inferiore ai 90 giorni. In ogni caso il turista non puó soggiornare per un periodo di tempo superiore al consentito pena una multa diaria per i giorni di permanenza in eccesso, a partire da un minimo di 150 dollari (ricordate questo particolare perchè non sta scritto da nessuna parte). Nel caso s&#8217;intenda prolungare la permanenza, il permesso di soggiorno puó essere rinnovato presso gli uffici della Polizia Federale presenti solamente nelle grandi cittá e, comunque, per un periodo di tempo totale non superiore ai 180 giorni nell&#8217;arco di 12 mesi.</p>
<p>Nel corso del viaggio di andata, il personale di volo vi consegnerà un questionario da compilare e conservare fino al momento del rimpatrio sul quale é indicato il periodo di permanenza concesso. Conservate con cura tale documento che vi verrá richiesto al momento del rimpatrio. Lo smarrimento o il furto deve essere denunciato pena il pagamento di una multa. Insieme al documento accennato vi sará consegnato anche un questionario ad uso della dogana: leggete attentamente quanto disposto dalle leggi doganali soprattutto per quanto concerne l&#8217;esportazione di animali esotici vivi. Il solo tentativo é passibile di arresto e detenzione.</p>
<p>In alcune regioni amazzoniche e del Pantanal matogrossense é obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
In aereo &#8211; L&#8217;intero Brasile é servito da linee aeree di ottimo livello: l&#8217;unico inconveniente di non poco conto é costituito dalle operazioni aeroportuali che, a seguito anche di un grosso incremento dei passeggeri e di sostanziali pecche strutturali, possono provocare notevoli disagi in termini di puntualitá e disservizio. Recentemente (2007), specie per i voli interni, sono frequentemente registrati ritardi superiori alle 12 ore e addirittura la soppressione di alcuni voli. Da registrare il fatto che molti voli annunciati come diretti, effettuano scali in aeroporti intermedi o cambio di aeromobile in centri di connessione quali S.Paolo, Rio de Janeiro, Brasilia, etc. In occasione dell&#8217;acquisto del biglietto aereo internazionale é possibile acquistare a prezzo ridotto il Brasil-pass che consente di effettuare 4 voli interni di qualsiasi durata e destinazione.</p>
<p>Molti voli domestici sono considerati internazionali quando hanno origine in paesi stranieri ed effettuano soste intermediarie in Brasile prima del destino finale. In tali circostanze il passeggero imbarcato in Brasile diretto alla localitá di destino finale del volo, sará soggetto di nuovo al controllo passaporti e doganale. Il turista in volo sulla tratta interna non dovrá compilare nuovamente il questionario d&#8217;immigrazione, ma solamente mostrare quello già compilato all&#8217;atto del primo ingresso nel paese insieme al passaporto.</p>
<p>In auto &#8211; L&#8217;atlante &#8216;Guia das Estradas&#8217; (editore Abril) che troverete in tutte le edicole e librerie é estremamente ben aggiornato ed offre informazioni dettagliate di mappe, punti turistici, ristoranti, posti di polizia, etc. Le condizioni delle strade, in certi tratti veramente pessime, possono essere verificate sul <a href="http://www1.dnit.gov.br/rodovias/condicoes/index.htm" target="_blank" >sito del Ministero dei trasporti</a> sufficientemente obbiettivo e ben strutturato. Presso le stazioni aeroportuali sono presenti le più note agenzie di autonoleggio a prezzi interessanti. Conoscere il Brasile viaggiando in auto è un&#8217;eccellente opzione per piloti attenti, pazienti, prudenti e &#8230;senza fretta di arrivare. Ovunque guidiate prestate sempre la massima attenzione e sopprattutto evitate categoricamente di viaggiare nelle ore che vanno dal crepuscolo all&#8217;alba. I pericoli principali sono costituiti dal manto stradale in certi tratti veramente pessimo e dagli animali che invadono la pista di transito e, non ultimo, la presenza di allagamenti in caso di pioggia. Considerate inoltre che in certe regioni, molte strade di non secondaria importanza non sono asfaltate. Lungo le &#8216;rodovie&#8217; principali le stazioni di rifornimento sono frequenti e le meglio attrezzate offrono servizi ventiquattrore di vario tipo quali ristorante, toilette, farmacia, officina meccanica, gommista, etc. Evitate per quanto possibile di effettuare servizi di riparazione presso officine di dubbia fiducia ed in casi di forza maggiore, per evitare spiacevoli sorprese, contrattate in anticipo il prezzo del servizio.</p>
<p>In autobus &#8211; Gli autobus extraurbani sono convenienti, economici e costituiscono il mezzo più confortevole per spostarsi da una regione all&#8217;altra. La rete ferroviaria brasiliana é praticamente inesistente pertanto le stazioni di autobus nelle grandi come nelle piccole città corrispondono alle stazioni ferroviarie delle città italiane. Numerose compagnie fanno connessione tra città localizzate a distanze che superano alcune migliaia di chilometri con una velocitá media di percorso che si aggira sui 60-70 KMH. Il biglietto può essere acquistato presso gli sportelli delle varie compagnie presenti in stazione. Il percorso servito é indicato da grandi pannelli esposti alla vista dei passeggeri direttamente sopra la biglietteria.</p>
<p>I servizi urbani di autobus sono anch&#8217;essi abbondantemente ramificati ma, tranne che in poche città del sud-est (S. Paolo, Rio, Curitiba, Porto Alegre), l&#8217;indicazione del tragitto é molto precaria costituendo pertanto un&#8217;opzione difficoltosa persino per un utente brasiliano.</p>
<p><strong>Comunicare</strong><br />
Il linguaggio del corpo &#8211; I brasiliani fanno abbondante uso di espressioni gestuali nel comunicare ed il significato di certe parole o frasi ne possono essere influenzati. Il pugno chiuso col pollice diretto verso l&#8217;alto è universalmente usato per esprimere assenso e/o accettazione. Il gesto tipico americano di OK ha in Brasile un significato con connotazioni erotico-sessuali aberranti per cui éè consigliabile evitarlo per quanto possibile e continuare ad usare il pollice eretto. Il movimento circolare del&#8217;indice attorno al padiglione auricolare (da molti europei interpretato come &#8216;ti chiamano al telefono&#8217;)significa &#8217;sei impazzito!?&#8217;. Far schioccare le dita (che i francesi usano per indicare un costo eccessivo) è qui usato come espressione di &#8216;tempi lunghi, eccessivi&#8217;. Toccarsi il palmo della mano col pollice della contromano in un movimento circolare ha il significato di &#8217;sono stato derubato&#8217; e in certi casi &#8216;il prezzo é un furto&#8217;. Aprire e chiudere la mano in significato di &#8216;ciao!&#8217; in Brasile è usato per sollecitare chi osserva ad avvicinarsi. Un gesto informale per chiamare l&#8217;attenzione di qualcuno (simile al fischio in altre culture) è un suono sibilato uguale a quello che gli italiani amano emettere per chiamare l&#8217;attenzione di belle fanciulle (&#8216;psssiu&#8217;). In questo modo in Brasile si chiamano i camerieri. Ma non esagerate per non essere tacciati di &#8216;ropiscatole&#8217;, allo stesso modo si chiamano i gatti. Per indicare l&#8217;altezza da terra, anziché stendere la mano col palmo rivolto verso il suolo, i brasiliani usano unire le dita volgendo il palmo lateralmente.</p>
<p><strong>Alloggiare</strong><br />
Vasta e varia è l&#8217;offerta alberghiera in tutto il Brasile con particolare enfasi nelle regioni del litorale e nelle aree delle grandi città. Nei centri abitati dell&#8217;interno (ove per interno, &#8216;interior&#8217;, s&#8217;intende tutte le aree lontane da grandi centri abitati) il livello di qualità raramente supera le tre stelle. In regioni selvagge tipo il Pantanal matogrossense i viaggiatori possono trovare ospitalità in &#8216;fazendas&#8217; (aziende agrozootecniche) sul tipo dell&#8217;italico agriturismo. Numerosi e sovente di eccellente qualità sono gli &#8216;hotel-fazendas&#8217; sparsi nelle regioni agricole di tutto il paese. Il rapporto prezzo-qualitá è sempre convenientissimo. Nelle Regioni metropolitane, come Rio de Janeiro, Fortaleza, Salvador si trovano appartamenti dove oltre al fatto di poter dividere con amici o parenti lo spazio, si riducono notevolmente i costi, senza molta burocrazia da parte dei proprietari o agenti immobiliari. </p>
<p><strong>Mangiare</strong><br />
Alimentarsi in Brasile è economico e riserva piacevoli sorprese. Il servizio al ristorante è marcato da tempi rilassati anche se in generale di qualità discreta. Anche in città dal costo di vita alto (Rio, São Paulo, Curutiba) sarete sempre in grado di incontrare un ristorante di buona qualitá spendendo al massimo 15 Euro bevande incluse. Al conto finale é inglobato di rito il costo del servizio (10 %), &#8216;facoltativo&#8217;. In centro città e in tutti gli shopping-center incontrerete ristoranti indicanti &#8216;comida a quilo&#8217; (tr.: mangiare a peso). È una versione locale del tradizionale self-service: la differenza consiste nel fatto che, dopo aver riempito il vostro piatto con tutto ció che preferite lo appoggerete sulla bilancia e pagherete per kilo di peso senza differenziazione tra gli alimenti scelti. È un modo rapido ed economico di alimentarsi &#8216;on the road&#8217;, da consigliare a tutti coloro che non hanno molta dimestichezza con la lingua portoghese. Il &#8216;cardápio&#8217; (tr.: menú) elenca: entradas (antipasti), petiscos (stuzzichini) e pratos (il piatto principale). Non esiste la distinzione tra primo e secondo e la scelta anche solamente di un &#8216;petisco&#8217; per accompagnare una bevuta di birra é la regola. In molti ristoranti é ancora invalsa la regola di servire il piatto principale in dosi per due persone senza che ció sia indicato nel menú. É inutile protestare: se sfortunatamente siete soli e non riuscite a terminare il tutto, fatevi impacchettare i resti e conservateli per una merenda o donateli al primo necessitato che incontrate. Nessuno vi guarderá con sufficienza.</p>
<p><strong>Bere</strong><br />
La bevanda alcolica brasiliana più famosa è la cachaça (pron.: cashassa), un distillato della canna da zucchero famoso per mettere facilmente k.o. un incauto se pur robusto bevitore. Per gli amanti del genere è d&#8217;obbligo visitare l&#8217;Academía da Cachaça, nelle vicinanze di Leblon a Rio de Janeiro. Esistono anche tour guidati presso distillerie artigianali a Minas Gerais, molto simili ai tour dei vigneti in Sonoma Valley o in France, con l&#8217;aggiunta della loro famosa cucina regionale. In una città vicino Fortaleza nello stato del Ceará, c&#8217;è anche un museo della cachaça (Museu da Cachaça) in cui potete trovare la storia del più bevuto e antico risultato della cachaça la Ypioca, sapere come viene prodotta e assaggiare i vari tipi e sapori insieme a del buon cibo locale e trazionale.</p>
<p>Il sapore forte può essere temperato (nascosto?) in cocktails quali la famosa caipirinha, una combinazione di cachaça con zucchero di canna e succo di lime. La cittá storica di Paraty (litorale sud di Rio De Janeiro) pare abbia dato il nome alla bevanda: parati è un sinonimo di cachaça. Altre parole per indicarla sono: pinga, caninha, branquinha, malvada, aguardente (&#8220;acqua bollente&#8221;). Lo stesso mix utilizzando la vodka viene chiamato caipiroshka; con del rum bianco, parliamo di caipiríssima. Bere cachaça pura (come i Russi fanno con la vodka) è un abitudine comune nelle regioni del nord e nordest del Paese. Se amate del buon brandy o della grappa, assaggiate una cachaça invecchiata. Più scura e strutturata, tale bevanda non ha nulla da invidiare ai distillati più comunemente conosciuti.</p>
<p>La Birra (cerveja, pron. serveja) brasiliana ha una storia molto rispettabile grazie alla presenza di immigrati tedeschi. La birra alla spina è chiamata &#8216;chope&#8217; (pron. sciopi). In genere la birra brasiliana differisce da quella europea caratterizzandosi per un minore tasso alcoolico e un gusto amarognolo meno marcato. Le piú popolari marche sono Brahma, Antartica, Skol e Schincariol. Come per la cachaça, esistono piccole distillerie artigianali che offrono un prodotto decisamente superiore: famosa la Baden Baden di Campos do Jordão (San Paolo) che merita una visita per il solo fatto di essere localizzata in una amena cittadina di montagna con tutte le caratteristiche dei villaggi alpini.</p>
<p>I superalcoolici d&#8217;importazione sono estremamente cari mentre i prodotti locali, non sempre di adeguata qualitá, sono offerti a prezzi piú che convenienti. Per i bevitori accaniti il consiglio è di acquistare la propria dose presso il duty-free shop degli aeroporti. Il Brasile è uno dei pochi paesi al mondo che consente di acquistare prodotti importati all&#8217;arrivo.</p>
<p>La produzione vitivinicola é concentrata nella regione sud del paese (Rio Grande) favorita dalle condizioni climatiche piú temperate e dalla presenza massiccia di immigrati italiani di origine veneta soprattutto nei distretti di Garibaldi, Caxis do Sul, Gramado. Recentemente sono sorte cantine anche nella valle del Rio Saõ Francisco (nordest). Vini di ottima qualitá sono etichettati Miolo, Almadem, Forestier e Botticelli, venduti in una fascia di prezzo variabile tra i 5 e i 10 Euro (2007). Sangue de Boi, Canção and Santa Felicidade in offerta a prezzi stracciati, fanno parte di quella categoria di vini da prendere in considerazione solamente per farne dono al proprio nemico personale che per loro caratteristica intrinseca sono da consumarsi nello spazio di pochi mesi pena il decadimento delle caratteristiche organolettiche.</p>
<p>In occasione delle festivitá giunine (da S. Giovanni a S. Pietro e Paolo) in molte regioni del nordest si producono liquori derivati da frutti tropicali di sapore generalmente dolce e tasso alcoolico non agressivo.</p>
<p>Se vi trovate in spiaggia sotto il solleone e desiderate una bibita &#8216;refrigerante&#8217; (pr.: refrigeranci) chiedete un &#8216;agua de coco gelada&#8217;, oltre che rinfrescante è altamente reidratante e nutritiva. I medici la ricettano comunemente nei casi di disidratazione conseguenti a disturbi intestinali. Se desiderate una Coca-Cola chiedete semplicemente una Coca: la &#8216;cola&#8217; i brasiliani la usano per incollare. Il &#8216;Guaraná&#8217; è un&#8217;altra opzione: trattasi di una bevanda gassosa prodotta da un seme della foresta amazzonica. Nelle feste paesane incontrerete bancarelle che, insieme a vari succhi prodotti da frutta tropicale, offrono la &#8216;capeta&#8217; (tr.: diavolo) è un cocktail composto da latte condensato, rum o vodka a scelta, polvere di guaraná e ghiaccio. È un &#8216;ectasis&#8217; popolare da consumarsi in dosi moderate data l&#8217;alta concentrazione in caffeina del guaraná.</p>
<p>Il Brasile é un grande produttore di caffé di media qualitá anche se esistono regioni dove il prodotto assume caratteristiche di grande pregio. Il Cafezinho (pr.:cafezignu) è preparato versando acqua bollente su di uno strato di caffé macinato sparpagliato sopra un filtro di carta disposto ad imbuto. Leggero e non sempre apprezzabile al palato dei turisti italiani è servito gratuitamente al termine dei pasti in ristoranti e fast-food. I buoni ristoranti sono dotati di macchine espresso ed è esattamente la parola &#8216;Expresso&#8217; che differenzia la bevanda europea dal cafezinho. Nell&#8217;estremo sud ed in alcune regioni della frontiera orientale è diffusissima l&#8217;abitudine di bere &#8216;cimarrão&#8217;: un caldo miscuglio di erbe di campo tritate finemente messe in infusione in un contenitore ricavato dalla corteccia di una zucca con proprietà diuretiche e rinfrescanti (se questo termine significa qualcosa !). Il thé comunemente conosciuto in europa é quasi assente dalle tavole brasiliane.</p>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
Sfortunatamente tutte le grandi cittá del Brasile soffrono di una epidemica &#8216;violenza di strada&#8217; in particolare Rio de Janeiro e S. Paolo. Non lasciatevi tuttavia intimorire: adottate alcune precauzioni e godetevi la vostra vacanza come fanno milioni di altri turisti tutto l&#8217;anno. Non passeggiate di notte nelle grandi città: prendete un taxi. Per nessuna ragione entrate in una &#8216;favela&#8217; a meno che non siate accompagnati da una guida turistica riconosciuta o da un amico brasiliano di provata fiducia. Per intendersi diffidate del simpatico vicino/a di spiaggia che parla italiano e vi ha pagato da bere per tutto il pomeriggio. Lasciate nella cassaforte dell&#8217;hotel tutte le cose di valore e, meglio ancora, non portatevele in Brasile se proprio non ne avete bisogno. Evitate di trasportare grandi valori in moneta, indossare gioielli ed orologi manifestamente costosi, borsette e borse firmate, apparecchi fotografici stile &#8216;blow up&#8217;. Riponete i soldi in un luogo nascosto per aver la garanzia di poter ritornare in Hotel e tenete in tasca lo stretto necessario per le spese programmate. Per quanto possibile cercate di mimetizzarvi indossando abiti e calzando scarpe simili a quelle che incontrate addosso ai locali per evitare di richiamare l´attenzione di coloro che sono a caccia di &#8216;gringos&#8217;. Non contate denaro in pubblico e all&#8217;ora del pagamento fatelo con discrezione e rapiditá. In caso di tentativo di rapina mantenete la calma, consegnate qualche soldino e non reagite bruscamente né accennate a qualchessia gesto di reazione. Quale documento di identitá é sufficiente portarsi appresso la fotocopia del passaporto.</p>
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		<title>Capo Verde, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 23:50:31 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_271" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/capo-verde-consigli-e-info-utili-di-viaggio/capoverde/"  rel="attachment wp-att-271"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/capoverde-300x224.jpg" alt="Capo Verde" title="Capo Verde" width="300" height="224" class="size-medium wp-image-271" /></a><p class="wp-caption-text">Capo Verde</p></div>
<p>Capo Verde (Cabo Verde in Portoghese) è uno stato insulare dell&#8217;Africa occidentale, situato nell&#8217;oceano Atlantico ad Ovest del Senegal. L&#8217;arcipelago è formato da 10 isole maggiori, nove delle quali abitate, più altri 8 isolotti completamente disabitati. Capo Verde (pop. 480.000) si trova a 500 km. a ovest della costa africana. Queste isole, precedentemente disabitate, sono state scoperte e colonizzate dal Portogallo nel 15° secolo; in seguito divennero un centro del commercio degli schiavi africani e poi una importante stazione di rifornimento di carbone per le baleniere e i cargo transatlantici. Guadagnarono l&#8217;indipendenza nel luglio 1975. La maggioranza degli abitanti di Capo Verde ha ascendenza mista africana e portoghese.</p>
<p><strong>Clima</strong><br />
Il clima é tropicale secco. La temperatura media annua oscilla attorno ai 25°C. I mesi più caldi rimangono quelli estivi con una temperatura media di 28°C, mentre in quelli invernali la media si asseta sui 24°C. La differenza tra inverno ed estate è data unicamente dall&#8217;escursione termica tra giorno e notte. D&#8217;estate il termometro scende, di notte, anche a 23°C, d&#8217;inverno anche a 21°C. In oceano la temperatura oscilla tra i 21°C (febbraio e marzo) ed i 25°C (luglio, agosto, settembre). Il vento non ha stagionalità. In pratica, non esiste una stagione più ventosa e una meno ventosa. Gli alisei, che soffiano sempre e costantemente da nord est, a volte in inverno, passando più a sud, arrivano direttamente da est e, transitando sul Sahara, si caricano di aria calda e pulviscolo.</p>
<p>Per la scelta del periodo in cui effettuare il viaggio, il clima è, in pratica, ininfluente. Trovandosi nella fascia tropicale nord, Capo Verde, ha, in teoria, una stagione secca (da ottobre a maggio) e una delle piogge (da giugno a settembre). Solo in teoria però, poiché a Capo Verde uno dei problemi più pesanti è l&#8217;assenza di precipitazioni.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
Il visto d&#8217;ingresso per il soggiorno turistico nel paese ha un costo di € 25,00. Partendo con un&#8217;offerta lastminute può capitare spesso che il tour operator non faccia in tempo ad acquistarvi il visto per fare regolare ingresso nell&#8217;arcipelago. All&#8217;arrivo in areoporto ci si dovrà quindi armare di pazienza ed attendere che all&#8217;ufficio visti vi venga rilasciata la ricevuta dello stesso. Talvolta, nel caso in cui il tour operator non riesca ad acquistarvi il visto ed a comunicare almeno il vostro nominativo (situazione che capita quando si prenota 1 o 2 giorni prima), il passaporto potrà esservi ritirato per poi esservi riconsegnato qualche giorno dopo. Il passaporto deve avere almeno una validità residua di 6 mesi.</p>
<p>In aereo &#8211; Tutti i voli internazionali di origine europea atterrano all&#8217;areoporto internazionale Amilcar Cabral locato sull&#8217;isola di Sal, 200 km a nordest della capitale Praia. L&#8217;arcipelago si trova a circa 6 ore di volo dall&#8217;Italia. L&#8217;areoporto internazionale di Praia è invece preferito dai voli internazionali provenienti dal continente americano (Boston e Fortaleza). A Praia esistono dei voli operati dalla TAP con partenza da Bologna. La compagnia aerea nazionale capoverdiana TACV prevede la partenza dai maggiori areoporti europei su voli effettuati con la propria flotta (3 Boeing 757-200 da 228 posti) e dai maggiori areoporti extra-europei attraverso voli in code-sharing. Dall&#8217;Italia non concede più la prenotazione diretta affidandosi così all&#8217;intermediazione turistica. Sempre dall&#8217;Italia voli regolari, e prenotabili online, sono effettuati da NEOS. Un&#8217;altra opportunità di volare a Capo Verde è offerta dalla compagnia nazionale portoghese TAP. Il volo, solitamente, prevede sempre uno scalo a Lisbona. Capo Verde è inoltre servita dalle linee aeree Air Senegal (partenza da Dakar), dalla Angola Airlines (da Luanda) Condor (partenza dalla Germania), dalla United Airlines (con scalo europeo).</p>
<p>In nave &#8211; I mercantili della CS LINE, compagnia che ha sede a Praia, coprono le seguenti rotte: Capo verde-Rotterdam-Leixoes (Portogallo)-Lisbona-Las Palmas-Capo Verde-Guinea Bissau Bissau-Rotterdam. Nessuna delle imbarcazioni prevede un servizio passeggeri ma, parlando con il capitano, si può ottenere una cuccetta. Lo stesso servizio, però su rotte transatlantiche lo si può ottenere da compagnie navali come la Seage o la Temerosa.</p>
<p><strong>Viaggio organizzato o &#8220;fai da te&#8221;?</strong><br />
Classificatosi tra i primi dieci luoghi al mondo dove è consigliabile effettuare un&#8217;investimento immobiliare, l&#8217;arcipelago di Capo Verde conosce dagli inizi del duemila un continuo crescendo di turismo. A tale situazione si sono quindi adeguati i tour operator che nelle loro offerte hanno iniziato a proporre sempre più frequentemente la destinazione in oggetto. La maggior parte delle offerte proposte volge su Sal e Boavista. La prima grazie alla presenza dell&#8217;aeroporto internazionale, la seconda principalmente per la vicinanza a Sal. Timide proposte, ma sempre in continuo aumento, vengono offerte per le altre isole maggiori quali Sao Vincente e Santiago.</p>
<p>Il costo medio di un soggiorno settimanale a Capo Verde si aggira attorno agli € 1000,00 con la classica sistemazione in &#8220;all inclusive&#8221; o in pensione completa. Numerosissimi pacchetti, con un risparmio medio del 15%, offrono il trattamento in &#8220;B&#038;B&#8221;. Questi ultimi, come sempre, sono i preferiti dagli sportivi o dai viaggiatori che intendono visitare le isole durante la giornata. L&#8217;offerta &#8220;last minute&#8221;, sempre verso Sal o Boavista e soprattutto in coincidenza della bassa stagione, consente di aquistare un pacchetto &#8220;all inclusive&#8221; ad un prezzo medio di € 800,00. Il soggiorno invece nelle altre isole, quasi esclusivamente proposto in &#8220;B&#038;B&#8221;, possiede ancora poca malleabilità arrivando così ad avere un prezzo medio che varia tra i € 1200,00 e i € 1500,00. Su Sal e Boavista rimane abbastanza facile acquistare il pacchetto di due settimane mentre per le altre destinazioni risulta più difficile.</p>
<p>Per quanto riguarda invece il viaggio &#8220;fai da te&#8221;, un volo a/r dall&#8217;Italia ha un costo medio che va dagli € 500,00 (bassa stagione) agli € 800,00 (alta stagione). Da considerare, e consigliare, la prenotazione dello stesso in &#8220;advance-booking&#8221; che consente di risparmiare anche oltre ad un 20%. A ciò va aggiunto un costo medio di € 170,00 per un volo a/r da Sal verso le altre isole a chi ne fosse interessato. E magari di altri € 15,00 per un trasporto marittimo verso un&#8217;isola non collegata da voli. Le agenzie turistiche locali, sia in loco che attraverso un preventivo contatto mail, possono poi proporvi numerose sistemazioni che vanno dalla semplice casa privata, alla pensione, all&#8217;albergo. Le sistemazioni più economiche, in case private o piccole pensioni, possono far spendere a coppia dai € 15,00 agli € 40,00 in camera doppia e con trattamento di prima colazione. Sulle sistemazioni di categoria superiore il prezzo medio, a coppia e con trattamento di prima colazione, può aggirarsi attorno ai € 60,00. È consigliabile sempre informarsi se la struttura scelta possiede l&#8217;acqua calda nella stanza da bagno (comune o privata che sia). Molte sistemazioni infatti, offrono un ottimo prezzo proprio per il fatto che non possiedono acqua calda sia nel bagno privato o comune. Visto il clima, ed a fronte di un sicuro risparmio, la scelta di un alloggio senza questa comodità è sicuramente da preferirsi. Per quanto riguarda questa tipologia di viaggio, è facilmente organizzabile per una settimana a Sal mentre, verso le altre isole, a causa della presenza di voli interni o di spostamenti in traghetto, bisogna mettere sicuramente in preventivo una notte di appoggio a Sal sia all&#8217;andata che al ritorno. La maggiorparte dei voli dall&#8217;Italia infatti, atterra a Capo Verde in tarda serata e quindi risuta poi impossibile prendere un volo interno o un traghetto in piena notte. A tutto ciò, vanno aggiunti i costi per degli eventuali trasferimenti da/per l&#8217;aeroporto e da/per la destinazione scelta.</p>
<p>Prima della partenza dall&#8217;Italia, soprattutto per chi ha intenzione di trasportare eventuali attrezzature sportive, è sempre consigliabile informarsi sulle modalità del trasporto ed assicurazione presso il vettore scelto.</p>
<p><strong>Come spostarsi tra e nelle isole</strong><br />
In aereo &#8211; Le isole di Santiago, Sal e Sao Vincente sono collegate da voli giornalieri. Le altre isole rimangono collegate da voli non giornalieri ma comunque abbastanza regolari. Il prezzo medio di un volo interno a/r è di circa € 160,00. Vi è anche la possibilità di acquistare dei pacchetti di 5 voli interni al costo di circa € 250,00. Brava e Santo Antao, pur provviste di areoporto, rimangono attualmente raggiungibili solo via mare. Conviene sempre confermare il volo e l&#8217;orario del trasporto interno qualche giorno prima della partenza in quanto spesso vi sono dei problemi di overbooking, voli soppressi o posticipati. È consigliabile inoltre fare poco affidamento sull&#8217;effettiva durata del volo in quanto non accade di rado che il velivolo faccia tappa su un&#8217;altra isola anche se ciò non era previsto o che parta molto in ritardo rispetto all&#8217;orario esposto. La durata dei principali voli interni varia dai 15 minuti per le isole più vicine, ai 50 minuti per le isole più distanti tra loro.</p>
<p>I voli interni sono effettuati su tre ATR 42-300 da 46 posti della TACV dove è possibile stivare un bagaglio di 20Kg e portare a bordo un bagaglio di 5 Kg. Vi è inoltre un&#8217;altra compagnia locale di voli charter, la CAPOVERDEEXPRESS che collega le isole tra loro con degli L410 da 15 posti. Trattandosi di voli charter, ovvero a noleggio, la compagnia non ha orari prestabiliti o tratte preferenziali. Va infine poi considerato che le attuali restrizioni sui contenuti del bagaglio a mano hanno, per i voli interni, ancora poca validità. Molti areoporti interni non possiedono metaldetector ed il controllo di ciò che si ha al seguito è effettuato solo visivamente. La TACV sta comunque ottenendo la certificazione di sicurezza che hanno i maggiori vettori mondiali. Motivo in più per fare affidamento su tale compagnia e sulla manutenzione dei proprio velivoli e dei propri areoporti.</p>
<p>In nave &#8211; Numerose sono le compagnie marittime private: la nave traghetto &#8220;Sal Rei&#8221; (Santiago &#8211; Fogo &#8211; Brava, Santiago &#8211; Boa Vista), la &#8220;Ribeira de Paul&#8221; (São Vicente &#8211; Santo Antão), la &#8220;Canal d&#8217;Mar&#8221; (São Vicente &#8211; Santo Antão) la nave traghetto &#8220;Tarrafal&#8221; (São Vicente &#8211; Praia, São Vicente &#8211; São Nicolau &#8211; Praia), la &#8220;Sotavento&#8221; (São Vicente &#8211; São Nicolau), e la &#8220;Barlavento&#8221; (Santiago &#8211; Fogo &#8211; Brava). La tratta São Vicente &#8211; Santo Antão è gestita dalla società ARMAS.</p>
<p>Sao Vincente e Santo Antao (Mindelo-Porto Novo) sono le uniche isole collegate regolarmente e giornalmente tramite un servizio di traghetti. Il prezzo medio del biglietto a/r è di circa € 7,00. Le altre isole rimangono comunque collegate tra loro con un servizio che difficilmente rispetta una regolarità. Visto che le imbarcazioni partono spesso in ritardo rispetto agli orari pubblicati, è sempre buona norma calcolare un abbondante e potenziale tempo di attesa. Sulle tratte più lunghe il costo del biglietto a/r rimane attorno agli € 30,00. Anche sulle tratte regolari possono verificarsi lunghi ritardi. Una tabella dei collegamenti marittimi tra le isole, compresa la tipologia dell&#8217;imbarcazione, viene pubblicata ed aggiornata regolarmente sul sito della cittadina di Mindelo.</p>
<p>In autobus &#8211; Per potersi spostare all&#8217;interno delle isole vi sono tre tipi di mezzi: i minibus(&#8220;aluguer&#8221;)/pick-up, i taxi ed il servizio urbano di bus. Quest&#8217;ultimo è presente solo a Praia (Santiago) ed a Mindelo (Sao Vincente). Il costo dei servizi urbani è economico ed indicamente lo si può quantificare attorno ai 50 Escudos per Km percorso. I minibus viaggiano per tutte le isole e sono solitamente gestiti da privati che caricano qualsiasi persona che faccia loro cenno di fermarsi. Spesso capita anche di attendere per mezz&#8217;ora ed oltre a bordo di uno di questi in attesa che sia al completo ma, visto che più gente c&#8217;è e meno si paga, conviene aspettare senza strepitare ed innervosirsi. Bisognerà poi avere un po&#8217; di spirito di adattamento in quanto spesso capita di viaggiare su cassoni per nulla confortevoli, stivati fra sacchi di patate o cipolle o subire lunghe deviazioni. Con i minibus/pick-up è possibile percorre anche 20Km con meno di 200 Escudos a persona. I taxi sono invece costosi (mediamente 100 Escudos a Km percorso).</p>
<p><strong>Valuta e acquisti</strong><br />
La moneta nazionale è l&#8217;Escudo Capoverdiano. Un euro equivale a 110,265 escudos capoverdiani. La moneta europea viene facilmente accettata nelle turistiche isole di Sal e Boavista, nelle altre, proprio a causa del minor flusso di viaggiatori, è consigliabile cambiare in valuta locale. Primordiale, ma in continua evoluzione, la moneta elettronica quali carta di credito e bancomat. Questi ultimi, anche se abilitati al prelievo internazionale, spessissimo non consentono di prelevare dagli sportelli mentre per le carte di credito è consigliabile portarsi carte del circuito VISA (accettate ovunque) che non siano elettroniche. Le carte MASTERCARD (anch&#8217;esse non elettroniche) sono difficlmente accettate. Gli Escudos Capoverdiani non hanno conto valutario quindi è opportuno, prima della partenza, cambiarli in loco.</p>
<p>Nelle zone turistiche e più popolose dell&#8217;arcipelago i prezzi si stanno allineando velocemente con quelli europei. Un espresso in un bar di un centro cittadino potrà costarvi circa 100 Escudos (€ 0,90), una birra in bottiglia da 30 cl. sui 150 Escudos (€ 1,36), una cartolina affrancata sui 100 Escudos (€ 0,90), una cena per due persone a base di pesce di mare sui 2500 Escudos € 22,80), una T-Short ricordo sui 1000 Escudos (€ 9,00), un pacchetto di sigarette sui 250 Escudos (€ 2,28). Le boutique areoportuali, seppur free-tax, sono le più care e non è quindi conveniente fare acquisti in questi luoghi. Va detto che in tutto l&#8217;arcipelago si stanno facendo sempre più presenti attività gestite dal commercio orientale dove, a fronte di una minor qualità del prodotto, è comunque possibile risparmiare sui propri acquisti. Pagando in valuta locale si riesce a risparmiare ulteriormente un 10% visto che nessun commerciante applica il tasso di cambio corrente. </p>
<p><strong>Lingue parlate</strong><br />
La lingua ufficiale è il portoghese. Il Creolo (un misto di portoghese e di parole africane) è largamente diffuso. Nelle isole di Sal e Boavista gli abitanti riescono spesso a comprendere ed a parlare l&#8217;italiano. Solo nelle zone più impervie e fuori mano è difficile trovare un accordo linguistico ma comunque si riesce sempre a recuperare qualche locale che, magari in cambio di un paio di sigarette, farà da traduttore.</p>
<p><strong>Dove alloggiare</strong><br />
Tralasciando i faraonici villaggi turistici di Sal e Boavista, sull&#8217;arcipelago è possibile trovare sistemazioni più che dignitose presso piccole pensioni o alberghi di svariate categorie. Di questi ultimi, bisogna dire, che i loro standard di servizio si stanno sempre più adeguando a quelli europei. Sarà così possibile trovare una postazione internet nella hall, asciugacapelli, condizionatore d&#8217;aria, frigo-bar, tv satellitare in camera a seconda della categoria. Nelle pensioni invece, l&#8217;ambiente sarà un pò più spartano e spesso vi ritroverete a farvi la doccia con la sola acqua fredda. Vi sono poi numerosi stranieri che vivono nell&#8217;arcipelago disposti, solitamente previo contatto, ad affittarvi delle stanze della loro casa comprendendo nel prezzo la prima colazione. Infine è possibile prendere in affitto un appartamento che, per 4 persone in alta stagione ed esclusi i consumi, vi potrà costare attorno agli € 450,00 a settimana. Per chi decide di prenotare in loco, solitamente non nei mesi estivi, è abbastanza facile trovare una sistemazione senza nemmeno riservarla prima della partenza.</p>
<p><strong>Sicurezza personale</strong><br />
Il tasso criminale è relativamente poco elevato. Il numero per le emergenze è 132. Per quanto riguarda i trasferimenti aerei interni, attualmente si è a conoscenza di un solo incidente accaduto il 7 agosto del 1999 accaduto sull&#8217;isola di Sant Antao di un Dornier DO-228 della Guardia Costiera di Capo Verde. Segno questo che spostarsi tra le isole in aereo è più che sicuro.</p>
<p>Seppur il tasso criminale è bassissimo, va considerato che il mercato della droga sta conoscendo un terreno fertilissimo in tutto l&#8217;arcipelago. Questo principalmente per colpa del flusso turistico che, sotto l&#8217;ombrellone o sul terrazzino dell&#8217;hotel, ama lasciarsi andare ad aromatiche fumate di marjuana o sniffate di cocaina. I controlli portuali ed areoportuali sono blandi e la droga entra molto facilmente. L&#8217;isola disabitata di Santa Luzia è diventata uno scalo di prima categoria per gli approdi del crack e della cocaina. Mentre vi sono fiorenti piantumazioni di marjunana nelle valli più remote di Sant&#8217;Antao. Potrà capitare, più spesso di quanto si creda, di vedere locali in evidente stato confusionale dato dall&#8217;uso del crack che vi chiederanno soldi per mangiare ma che in realtà verranno usati per ben altro. Il crack è attualmente la droga più presente in tutto l&#8217;arcipelago.</p>
<p>Altra nota dolente è quella della prostituzione. Sempre più spesso accade di vedere turisti europei (ahinoi, molti italiani) accompagnati da giovani spesso non ancora maggiorenni. Il fenomeno diventa visibile a tutti nelle isole di Sao Vincente e di Santiago ed, al calar della sera, è un fiorire di giovanotte teneramente abbracciate a neo pensionati o a ragazzotti curiosi di sperimentare, a poco prezzo, il sapore africano.</p>
<p>È sempre consigliabile non dare alcun soldo a bambini o a chiunque ve lo chieda. I bambini che a Sal o nelle altre isole insisteranno per avere pochi spiccioli solitamente preferiscono non frequentare la scuola e gli adulti che vi chiederanno qualche Euro lo faranno per procurarsi, contrariamente a quanto vi diranno, una dose di cocaina o di crack. Offritegli un panino o una bibita, supposto che gli possa andar bene, limitandovi a questo. Se proprio volete offrire dei soldi, affidatevi a chi sa utilizzarli nel miglior modo senza andar ad alimentare il mondo delinquenziale. Siate sempre decisi nel negare una richiesa economica, i tentennamenti non faranno altro che legarvi per parecchi minuti il mendicante che, spesso e volentieri, inizierà seguendovi con una lunghissima ed interminabile richiesta di denaro fino a portarvi a cedere per estenuazione.</p>
<p>Va infine prestata attenzione al diffuso randagismo presente nelle isole. Gatti, ma soprattutto cani, in cattive condizioni di salute sono presenti quasi ovunque. È buona norma non dar loro del cibo (pratica cara ai turisti ma sconsigliata vivamente dal governo locale) ed allontanarsi quando assistete ad una rissa territoriale. Cani e gatti sono ovunque e diventano quasi facenti parte del paesaggio naturale dell&#8217;arcipelago. Non capita di rado, soprattutto nelle grandi città, di trovarli a gironzolare per le corsie degli ospedali o in qualche supermercato.</p>
<p><strong>Prevenzione sanitaria</strong><br />
Le uniche strutture ospedaliere sono presenti a Mindelo (Isola di Sao Vincente) ed a Praia (Isola di Santiago). Sulle altre isole ci sono dei modesti ambulatori medici. I principali medicinali generici sono facilmente reperibili mentre per quelli specifici è consigliabile portarli al seguito. Non sono richieste vaccinazioni per i passeggeri provenienti da destinazioni europee.</p>
<p>Una particolare attenzione andrà prestata alla protezione dai raggi solari. A pochi gradi di latitudine nord dall&#8217;equatore, l&#8217;arcipelago è illuminato da un Sole caldo e tropicale. Anche per le pelli più resistenti, una crema solare con FP 30 è il minimo consigliabile. Il sole presente a queste latitudini è molto più forte di quello delle latitudini europee cosicché il tempo di esposizione andrà ridotto ed il fattore di protezione solare aumentato a seconda della durata dell&#8217;esposizione. Ci si mette poi molto spesso il &#8220;fattore vento&#8221; che inganna il turista facendogli sopportare meglio l&#8217;esposizione, la rifrazione solare data dal mare e dalle spiagge bianche. Non ultimo la nuvolosità sparsa che, contrariamente a quanto si crede, concede un passaggio dei raggi solari pressoché simile a quello di una giornata serena. In qualsiasi caso, è sempre utile portarsi una pomata per le scottature ed augurarsi di non usarla.</p>
<p><strong>Rispettare gli usi</strong><br />
&#8220;Obrigado&#8221; se si è uomo, &#8220;Obrigada&#8221; se si è donna&#8230; È sempre consuetidine ringraziare qualsiasi persona con cui abbiate un contatto. Il ringraziamento è come se fosse una forma di saluto a tutti gli effetti. Va poi considerato che si è in un paese africano e che spesso gli usi ed i costumi locali ci appaiono ridicoli. È buona norma evitare sorrisi compatiti davanti a robuste signore con 15 Kg di patate sulla testa o di osservare la pulizia del pesce nelle aree portuali con aria schifata. Infastidirsi poi per le lunghe code alla banca o per la lentezza della cassiera del supermercato è di cattivo gusto e fuori luogo. Siamo in un paese africano ed i ritmi, gli orari, la prontezza non è certo quella che possiamo trovare a Milano od a New York. L&#8217;espresso, se non negli italianissimi villaggi di Sal e Boavista, sarà spesso una brodaglia al colmo della tazzina. Il pretendere a tutti i costi un caffé d&#8217;orzo macchiato in tazza piccola od una tisana depurativa diventa spesso ridicolo e privo di buon senso proprio nel rispetto delle abitudini locali. Lo sbraitare ad alta voce nei luoghi pubblici, l&#8217;infastidirsi se la copertura GSM è debole, l&#8217;irritarsi se l&#8217;autista decide di far tappa durante il viaggio presso un amico, vale come sopra. Infine, va benissimo cercare di contrattare il prezzo del minibus o della maglietta ma limitarsi sempre nella richiesta dello sconto. I capoverdiani non si divertono a trattare sul prezzo come le popolazioni arabe.</p>
<p><strong>Comunicazioni</strong><br />
La compagnia telefonica locale è la Capo Verde Telecom che offre il servizio di telefonia fissa e gsm. Tim, Vodafone, Wind e 3 hanno un accordo con la suddetta società per l&#8217;erogazione del servizio gsm in roaming internazionale. È quindi possibile chiamare e ricevere telefonate sia locali che internazionali come inviare e ricevere sms. La rete di accesso è quella GSM 900 quindi adatta anche ad un normale, vecchio ed economico cellulare dualband. Visto la copertura essenziale, non è possibile attualmente usufruire dei servizi GPRS e UMTS (quindi spedire/ricevere messaggi multimediali, videochiamare e connettersi in internet). Per telefonare tra le isole non è necessario il prefisso. L&#8217;attuale copertura dell&#8217;arcipelago (febbraio 2007) è completa ad un 70%. Maio, Fogo, Boavista e Sant&#8217;Antao risultano ancora scoperte in gran parte del territorio (nella fattispecie quello montuoso e desertico). Visto l&#8217;attuale costo delle chiamate, sia in entrata che in uscita, e la difficoltà ad usufruire dei servizi accessori delle varie compagnie, è consigliabile partire (per le carte ricaricabili) con un buon credito residuo o stipulando con il proprio operatore un addebito delle chiamate su carta di credito. La Capo Verde Telecom fornisce inoltre un servizio di navigazione veloce ADSL attraverso gli Internet Point.</p>
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