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	<title>ViaggioIdeale &#187; bici</title>
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	<description>Racconti, video, foto e informazioni utili per i tuoi viaggi</description>
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		<title>Mulini d&#8217;Olanda in bici</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 23:26:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia prima vacanza in Olanda risale al 1990: siamo partiti in tre, con l&#8217;idea di noleggiare delle biciclette sul posto, per girovagare fra campagne e città, in mezzo a canali, mucche, mulini e fiori, rigorosamente in pianura, come ci era stato raccontato da chi aveva già provato l&#8217;ebbrezza di pedalare sulle piste senza l&#8217;assillo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_194" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/01/mulini-dolanda-in-bici/mulini/" rel="attachment wp-att-194"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/mulini-300x218.jpg" alt="Mulini d&#039;Olanda in bici" title="Mulini d&#039;Olanda in bici" width="300" height="218" class="size-medium wp-image-194" /></a><p class="wp-caption-text">Mulini d'Olanda in bici</p></div>
<p>La mia prima vacanza in Olanda risale al 1990: siamo partiti in tre, con l&#8217;idea di noleggiare delle biciclette sul posto, per girovagare fra campagne e città, in mezzo a canali, mucche, mulini e fiori, rigorosamente in pianura, come ci era stato raccontato da chi aveva già provato l&#8217;ebbrezza di pedalare sulle piste senza l&#8217;assillo del traffico automobilistico.</p>
<p>Perchè là il ciclista è protagonista: i cartelli stradali sono anche per le biciclette, con i chilometraggi fra i vari paesini nelle strade di campagna e la pista ciclabile a carreggiata separata nelle città. Ogni paesino ha il suo negozietto con bici a noleggio, a modico prezzo, spesso aperto anche fino a notte inoltrata, compresi i giorni di festa.</p>
<p>Forse è stato tutto questo che mi ha spinto a tornare in quel paradiso anche l&#8217;anno successivo, e poi ancora, fino a trascorrervi sette vacanze d&#8217;estate fino al 1997.</p>
<p>O forse è stata la tranquilla campagna, le placide mucche pascolanti nei verdi prati che ti guardano passare a pochi metri dal loro mondo; o la pioggia, oppure i mulini, tutti così diversi e così uguali.</p>
<p>Non so dirvi di più. Ormai da anni ho cambiato mete. La bicicletta mi porta su altri itinerari. Ma l&#8217;Olanda è sempre là che mi aspetta, con i suoi acquazzoni improvvisi, le sue isolette incontaminate, le città a misura d&#8217;uomo, i mulini&#8230;</p>
<p><strong>Alcuni suggerimenti</strong><br />
Allora, dopo sette vacanze in Olanda in bicicletta, sono riuscito a imparare qualche accorgimento per trascorrere serenamente in sella un po&#8217; di tempo senza l&#8217;assillo dell&#8217;impreparato &#8220;turista fai-da-te&#8221;. I consigli qui riportati sono stati scritti di getto, ripescati dai messaggi inviati da chi mi ha contattato in questi anni.</p>
<p>Forse un giorno saranno disponibili anche suggerimenti per &#8220;vacanze-tipo&#8221; per gli amanti della natura, itinerari per chi si interessa esclusivamente di arte, oppure passaggi misti per chi vuole assaporare l&#8217;Olanda e le sue peculiarità.</p>
<p>BICICLETTE: si possono noleggiare (fietstalling/rijwielen) presso le stazioni ferroviarie a poco prezzo . Non hanno cambio (l&#8217;Olanda è pianeggiante per il 90% del territorio, se volete montagne optate per la Svizzera o l&#8217;Austria), il freno posteriore è a contropedale. Vi chiederanno una cauzione, più bassa nelle piccole città e nei paesi, e un documento di identità.</p>
<p>ABBIGLIAMENTO: dipende chiaramente dalla stagione. Indispensabili indumenti anti-pioggia e pantaloncini da ciclista se volete percorrere almeno 60/70 km al giorno. Ricordate che d&#8217;estate in caso di pioggia vi bagnate maggiormente se vi coprite molto (&#8230;sudate!).</p>
<p>VVV OFFICE: sono gli uffici turistici olandesi presenti anche nei paesi più insignificanti. Sono segnalati con cartelli blu con tre V disposte a triangolo. Qui si possono chiedere informazioni (inglese) su B&#038;B, noleggi bici, orari musei; si può prenotare da una città all&#8217;altra il posto dove dormire in Hotel; si possono acquistare cartine molto dettagliate con gli itinerari ciclabili.</p>
<p>PISTE CICLABILI: sono indicate con &#8220;FIETSPAD&#8221; oppure con le classiche segnaletiche stradali. Si trovano ai lati delle strade principali in campagna, spesso separate da una striscia di prato di un paio di metri, oppure sono stradine secondarie. A volte sono ricoperte di un asfalto rosso. Lungo le strade, agli incroci, si possono trovare cartelli bianchi con scritte rosse che indicano gli itinerari ciclabili per paesi e città con le distanze. Nella periferia delle città vi sono sempre le segnalazioni per il &#8220;centrum&#8221;.</p>
<p>Buoni mulini a tutti.</p>
<p>Visita il sito dell&#8217;autore: <a href="http://digilander.libero.it/lservent/" target="_blank">http://digilander.libero.it/lservent</a></p>
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		<title>Una vacanza speciale in bici sul Lago di Costanza</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 23:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì, avete letto bene. Queste righe parleranno di una vacanza lungo la pista ciclabile del Lago di Costanza (in lingua tedesca Bodensee), ma nonsolobici e nonsolocostanza. Il nonsolobici è presto spiegato: un bimbo di due anni e mezzo non ci consente piena libertà di movimento, di scelte di itinerari, di tempi e di luoghi. Quindi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_196" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/01/una-vacanza-speciale-sul-lago-di-costanza/lagocostanza/" rel="attachment wp-att-196"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/lagocostanza-300x164.jpg" alt="Il lago di Costanza" title="Il lago di Costanza" width="300" height="164" class="size-medium wp-image-196" /></a><p class="wp-caption-text">Il lago di Costanza</p></div>
<p>Sì, avete letto bene. Queste righe parleranno di una vacanza lungo la pista ciclabile del Lago di Costanza (in lingua tedesca Bodensee), ma nonsolobici e nonsolocostanza. Il nonsolobici è presto spiegato: un bimbo di due anni e mezzo non ci consente piena libertà di movimento, di scelte di itinerari, di tempi e di luoghi. Quindi, per conciliare la voglia di bici (mia) e la voglia di vacanze (Laura e Gian Marco) un po&#8217; varie, mischieremo l&#8217;itinerario lungo il Lago con qualche fuoriprogramma per fare contenti tutti e non stancarci troppo. Intanto alcune notizie sul percorso ciclabile: mi limiterò a descrivere qui le caratteristiche essenziali (&#8211;&gt; cronaca del viaggio), rimandando ad altri siti più &#8220;tecnici&#8221; notizie pratiche (quanti Km? dove sostare? in quale stagione è meglio andare? e così via&#8230;).</p>
<p>La pista del lago di Costanza segue il perimetro del lago, snodandosi lungo Austria, Germania e Svizzera. Noi abbiamo percorso parte del lato austriaco e tedesco, in senso antiorario, per un totale di circa 250 km. E qui esce il &#8220;nonsolocostanza&#8221;. Infatti abbiamo deciso di iniziare il nostro itinerario da Feldkirch (A), a circa 40 km SO da Bregenz, poichè sembrava una cittadina interessante. La nostra auto ci ha seguito lungo la vacanza, poichè conteneva il lettino da campeggio di nostro figlio, pesantuccio da caricare sulla bici (circa 15/20 kg). Seguito, sì, nel senso che tramite treno mi preoccupavo di ritornare sui miei passi per recuperarla nelle tappe di trasferimento, mentre rimaneva a riposo nel cortile del nostro B&amp;B nelle tappe a stella. L&#8217;attrezzatura comprende due bici con seggiolini intercambiabili per il nostro passeggero. Altro dettaglio importante. Annata molto calda, l&#8217;estate 2003: siamo però sempre riusciti a dormire al fresco, per fortuna!</p>
<p><strong>DOMENICA 3 AGOSTO</strong><br />
Arriviamo a Feldkirch (A) prima di pranzo, dopo un viaggio di circa 6 ore in auto con bici a bordo. Si parcheggia vicino alla stazione ferroviaria, per facilitare il recupero dell&#8217;auto dopo la &#8220;pedalata&#8221; quotidiana. La cittadina è tranquilla, poca gente nelle piazze strette e sotto i portici. Dai palazzi spiccano le insegne in ferro battuto. Il caldo è arrivato anche qui, nonostante le Alpi circondino la zona. Decidiamo di partire verso Dornbirn e arriviamo a Rankweil, dove visitiamo la Wallfahrtskirche Unsere Liebe Frau, santuario fortificato costruito sul rilievo roccioso che si erge al centro del paese: la salita è ripida, occorre scendere dalle bici e proseguire a piedi. Il santuario merita la visita, sia per la costruzione (scalinate, porticati e cammino di ronda) che per il panorama sulla valle del Reno. Si prosegue, al caldo, pedalando un po&#8217; a caso perchè la pista qui non è ben segnata. Sostiamo presso un maneggio dove si sta svolgendo una gara di cavalli, gioia di Gian Marco. Decidiamo di fermarci a dormire a Hohenems, presso un B&amp;B (sarà il primo di una lunga serie, solo una notte abbiamo optato per un hotel per mancanza di alternative). Mi aspetta un viaggio in treno (circa 30 km) per recuperare l&#8217;auto. Passiamo la serata a Bregenz (dista solo 15 km) dove ammiriamo il tramonto sul lago e cominciamo ad apprezzare i vasti giardini che ospitano il Festival. Il locale dove ceniamo è carino: anche nostro figlio apprezza, e apprezza soprattutto i pennarelli e l&#8217;album da colorare che il simpatico cameriere gli dona.</p>
<p><strong>LUNEDI&#8217;</strong><br />
Si riparte di buon mattino verso Bregenz (A), che raggiungiamo in poco tempo. Decidiamo per il recupero dell&#8217;auto (io) mentre Laura e Gian Marco si riposano nel parco in riva al lago. Nel pomeriggio si cerca una sistemazione: un altro B&amp;B, questa volta un po&#8217; distante dal centro, sul monte Pfander (800 m), tranquillo e fresco, che ci ospiterà per 3 giorni. La sera è dedicata alla visita della città alta (Oberstadt), dove sopravvivono alcune case a graticcio, e al parco del Bregenzer Festspiele, brulicante di turisti assetati di musica. Alcuni gruppi musicali animano i vialetti lungo il lago. L&#8217;atmosfera è magicamente rilassante. Le nostre bici riposeranno qui, insieme ad altre. Basta legarle bene&#8230;</p>
<p><strong>MARTEDI&#8217;</strong><br />
Salita al monte Pfander: dal nostro alloggio sono solo pochi km da fare a piedi. Qui c&#8217;è un allevamento di rapaci con tanto di esibizione. Inoltre sono presenti anche altri animali in cattività, delizia dei bambini. Il rifugio è meta di ristoro per gli adulti, mentre i più piccoli si divertono nel giardino attrezzato. Nel pomeriggio riprendiamo a girovagare a piedi per Bregenz e il suo parco, oggi le bici si sono riposate.</p>
<p><strong>MERCOLEDI&#8217;</strong><br />
Oggi c&#8217;è in programma il primo passaggio di confine in bici: decidiamo di andare a Lindau (D), lungo la pista ciclabile che costeggia il lago e la ferrovia. Qui la gente prende il sole e fa il bagno, a pochi metri dalla pista. Il passaggio del confine non è neppure segnalato e in pochi km (10) arriviamo all&#8217;isola, forse la più pittoresca del nostro itinerario di quest&#8217;anno. Il centro storico è ben conservato: un piccolo mercato occupa la piazza della chiesa, ne approfittiamo per fare una scorpacciata di frutti di bosco. Nei borghi artisti di strada intrattengono i turisti. Anche il porto è molto carino. Dopo un giro della cittadina, lasciamo le bici in stazione e ritorniamo a Bregenz, dove dormiremo ancora, per recuperare l&#8217;automobile. In serata visita ancora a Lindau per le foto in notturna.</p>
<p><strong>GIOVEDI&#8217;</strong><br />
Oggi sarà una giornata tutta in bici. Da Lindau a Friedrichshafen, toccando alcuni paesini affacciati sul lago, tra cui Wasserburg. Qui ci appare nel cielo il dirigibile che accompagnerà il nostro giro fino a Konstanz. A Friedrichshafen infatti c&#8217;è lo Zeppelin Museum e qui si sollevò nel 1900 il primo dirigibile costruito da Zeppelin. La giornata scorre tra bicicletta e bagni nel lago, sotto il sole cocente.</p>
<p><strong>VENERDI&#8217;</strong><br />
In mattinata arriviamo a Meersburg, una delle cittadine più belle sul lago di Costanza, anch&#8217;essa piena di turisti. La strada principale si arrampica sull&#8217;altura a picco sul lago fra case a graticcio e negozietti caratteristici. Nel pomeriggio altro bagno nel lago e altri kilometri verso Nord lungo la ciclabile.</p>
<p><strong>SABATO</strong><br />
Giunti a Uberlingen decidiamo di rimanere qui qualche giorno. Le attrazioni non mancano. Troviamo sistemazione in un appartamento poco fuori dal paese, per tre giorni. Nel pomeriggio visita allo zoo di Affenburg/Salem, dove vivono un centinaio di scimmie allo stato libero. Gian Marco si diverte a dare loro i pop-corn. Vediamo inoltre un gruppo di trenta cicogne. Serata tranquilla nel nostro appartamento con cena italiana.</p>
<p><strong>DOMENICA</strong><br />
Oggi traghetto (a piedi) per Mainau, l&#8217;isola dei fiori che si trova dall&#8217;altro lato del lago, vicino a Konstanz. Trascorriamo qui quasi tutta la giornata. Il giardino è ricco di piante comuni, piante rare e piante esotiche, rose bicentenarie, sequoie gigantesche. C&#8217;è anche un&#8217;immensa serra con tante farfalle provenienti da tutto il mondo. Non mancano le attrazioni per i bambini, il pavone di fiori e le paperette fiorite. C&#8217;è anche una riproduzione floreale del Bodensee. Nel tardo pomeriggio visitiamo Uberlingen con i suoi monumenti.</p>
<p><strong>LUNEDI&#8217;</strong><br />
Inforchiamo le bici per raggiungere le palafitte di Unteruhldingen, ricostruzione di un insediamento primitivo. Quindi traghetto con bici da Meersburg a Konstanz, poi ancora verso Nord per Wallhausen: qui un bagno ristoratore e un pomeriggio di riposo sotto l&#8217;ombra a leggere un buon libro, per far passare la calura; poi si ritraghetta per Uberlingen.</p>
<p><strong>MARTEDI&#8217;</strong><br />
La mattinata trascorre veloce nel trasferimento auto verso Allensbach, sul Gnadensee (è sempre il lago di Costanza, solo che questo ramo prende un altro nome). Nel pomeriggio visitiamo la cittadina di Radolfzell in bicicletta. Serata a Konstanz, città caotica, non entusiasmante.</p>
<p><strong>MERCOLEDI&#8217;</strong><br />
Oggi è l&#8217;ultimo giorno di bici: si visita l&#8217;ultima isola del lago, Reichenau, con i suoi piccoli paesini attorno alle abbazie secolari. Una sottile striscia di terra la collega alla terraferma, la strada è fiancheggiata da filari di alti alberi affusolati. Le fontane rinfrescanti, numerose anche qui, consentono di trascorrere senza problemi la giornata molto calda e soleggiata. Nel pomeriggio il tempo si guasta e un temporale ci coglie mentre visitiamo Stein (CH), con i suoi palazzi decorati e le case a graticcio. La nostra vacanza è finita. Domani torneremo a casa.</p>
<p>Il lago di Costanza è veramente, secondo le aspettative, uno dei percorsi ciclabili più pittoreschi d&#8217;Europa. Non siamo riusciti a girarlo in tutta la sua interezza, ma sicuramente sarà meta di altre visite negli anni futuri. Se saranno d&#8217;accordo Laura e Gian Marco&#8230;</p>
<p>Visita il sito dell&#8217;autore: <a href="http://digilander.libero.it/lservent/" target="_blank">http://digilander.libero.it/lservent</a></p>
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		<title>Il Danubio tedesco in bici, dalle sorgenti a Passau</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 22:26:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_191" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/01/il-danubio-in-bici/danubio/" rel="attachment wp-att-191"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/01/danubio-300x179.jpg" alt="Danubio" title="Danubio" width="300" height="179" class="size-medium wp-image-191" /></a><p class="wp-caption-text">Danubio</p></div>
<p>L&#8217;idea è venuta grossomodo nell&#8217;estate 97: cercavamo una &#8220;passeggiata&#8221; in bicicletta in alternativa alle vacanze estive in Olanda (sempre in bici). Leggendo qua e là abbiamo scoperto che esisteva un itinerario ciclabile lungo il corso del Danubio tedesco, dalle sorgenti nella Foresta Nera fino al confine con l&#8217;Austria, ben segnalato, non troppo difficile per gambe non allenate ai saliscendi e soprattutto adatto anche a famiglie con prole (quindi ragionevolmente percorribile per i non professionisti del pedale). Un giro su INTERNET ci ha permesso di trovare una documentazione di base relativa al tratto tedesco della DONAURADWANDER-WEG, reportage di una vacanza dei coniugi Comai di Trento del 1992: consigli molto utili ed una sommaria suddivisione dell&#8217;itinerario in tappe di 50/60 km che abbiamo tenuto come riferimento per le nostre medie kilometriche, che si sono rivelate leggermente superiori. Un altro articolo interessante sul numero di QuiTouring di luglio 97 (fam. Coppola di PD, papà, mamma e bimba di tre anni!); materiale utile è stata una carta stradale dettagliata della Germania e l&#8217;immancabile guida verde del Touring, ma soprattutto tanta voglia di pedalare!</p>
<p><strong>LUN 10 AGOSTO</strong><br />
Bici sul tetto dell&#8217;auto e via! Fino a Donaueschingen dove comincia l&#8217;avventura ciclistica. Tempo previsto: un paio di settimane. Qualche ora di allenamento attorno a casa rigorosamente di pianura (max 30/40 km per ogni passeggiata, magari la sera dopo cena e nei fine settimana) e una attrezzatura senza troppe pretese. Indispensabili i pantaloncini con imbottitura per proteggere la &#8220;sella&#8221; e il necessario contro le forature accidentali. L&#8217;arrivo alla stazione ferroviaria di Donaueschingen (650 metri di altitudine) è alle 16 circa: questo è il punto di partenza della vacanza poiché è previsto un ritorno in treno a recuperare l&#8217;automobile. Dopo avere approntato i &#8220;mezzi&#8221;, si comincia alla ricerca della Donauquelle, sorgente ufficiale del Danubio nel parco del castello dei principi Von Furstenberg e punto di partenza della pista ciclabile. Il Danubio è poco più di un canale, stretto e tranquillo, davvero irriconoscibile come uno dei più importanti fiumi europei. Da qui il percorso si snoda lungo la campagna, qualche collina dolce circonda la vallata. La strada è pianeggiante e facilmente percorribile. Tratti asfaltati si alternano al ghiaietto, che provoca la prima delle due (fortunatamente poche!) forature che ci hanno &#8220;movimentato&#8221; la vita, giusto dopo mezz&#8217;ora dal via. Se il buon giorno si vede dal mattino… Una veloce sosta per cambiare la camera d&#8217;aria ed accorgersi del cattivo stato (mea culpa…) del copertone della bicicletta. Dopo un paio d&#8217;ore di campagna a fianco del corso d&#8217;acqua, decidiamo di cercare un albergo dove dormire, a Kirchen: come primo giorno (25 km) può bastare, considerando la fatica del trasferimento in auto. Non sappiamo se e quando arriveremo a Passau, meta ultima del viaggio, poiché non sappiamo valutare la nostra resistenza alle grandi pedalate. L&#8217;importante è provarci.</p>
<p><strong>MAR 11 AGOSTO</strong><br />
Oggi sarà una giornata intensa: dobbiamo, Laura ed io, recuperare il tempo e i km di ieri. Alla fine della giornata, giunti a Sigmaringen, avremo percorso 85 km in 6h e 30&#8242;. Buono come secondo giorno (chiedetelo alla sella…). Durante la giornata, rifornimento al supermercato di frutta fresca e camera d&#8217;aria, soste nei tratti in cui il Danubio scorre sotto terra (Donauversickerung), tappa sulle colline della graziosa cittadina medievale di Muhlheim. Subito dopo la pista si addentra nella foresta a fianco del fiume in un clima naturalmente suggestivo con panorami ricchi di abbazie e castelli. Le strade diventano a saliscendi e la salita per arrivare a Inzigkofen ci impegna notevolmente. A volte la bicicletta appesantita dai bagagli ci costringe a scendere e a proseguire a piedi… Poi la discesa verso Sigmaringen dove ci aspetta un posto dove dormire. Prima del buio, visita al castello e alla pittoresca cittadina. Giornata veramente ricca e intensa.</p>
<p><strong>MER 12 AGOSTO</strong><br />
Oggi fra l&#8217;altro è il mio compleanno. Partenza di buon&#8217;ora: una piccola deviazione dal circuito segnalato per vedere un&#8217;antica abbazia con chiostro a Heiligkreuztal. Purtroppo la zona collinare ci costringe a qualche saliscendi… Sull&#8217;itinerario c&#8217;è invece l&#8217;abbazia di Obermarchtal, anch&#8217;essa in zona collinare, piacevole a vedersi, dove siamo stati sorpresi da un acquazzone improvviso. Stradine strette e contorte su cui si affacciano case antiche decorano il borgo. Fuori, tratti suggestivi in mezzo alla foresta si alternano a larghi spazi incontaminati. L&#8217;arrivo quindi a Munderkingen, altro paesino antico e caratteristico, e l&#8217;obbligo della sosta dopo 72 km minacciati da un temporale incombente.</p>
<p><strong>GIO 13 AGOSTO</strong><br />
Tappa di trasferimento verso Ulm, città natale del fisico Einstein, anch&#8217;essa segnata dal tempo variabile. La città ci accoglie fra le sue vestigia antiche: la pista ciclabile arriva lungo il grande fiume fino a poche centinaia di metri dall&#8217;imponente cattedrale gotica. La gente sembra più &#8220;cittadina&#8221;, qualche turista in più del solito si sofferma ad ammirare i monumenti e passeggia fra le case a graticcio tipiche del quartiere dei pescatori. L&#8217;ultimo tratto del percorso verso Gunzburg si svolge all&#8217;interno di una zona boschiva in cui incontriamo un paio di simpatici signori in bici con cui scambiamo qualche parola e che ci aiutano a trovare una sistemazione per la sera. E via altri 75 km!</p>
<p><strong>VEN 14 AGOSTO</strong><br />
Lungo il Danubio, che si è fatto ormai navigabile, incontriamo paesini come Gundelfingen. L&#8217;arrivo nel primo pomeriggio a Donauworth ci consente di visitare la graziosa cittadina da cui parte la Romantischestrasse.</p>
<p><strong>SAB 15 AGOSTO</strong><br />
Altra tappa di trasferimento verso Ingolstadt senza particolari difficoltà, se non il caldo afoso delle ore centrali della giornata. La città, patria di note case automobilistiche, è addormentata in questo caldo pomeriggio di Ferragosto.</p>
<p><strong>DOM 16 AGOSTO</strong><br />
Un&#8217;altra giornata di sole caldo e sul finire uno dei tratti più suggestivi del nostro itinerario, Donaudurchbruch: il Danubio si incunea fra speroni rocciosi scavati nel corso dei secoli. La strada finisce nell&#8217;abbazia di Weltenburg, ora trasformata in ristorante brulicante di tedeschi in cerca di svago. Qui è d&#8217;obbligo traghettare per proseguire l&#8217;itinerario. Quando la portata del fiume lo consente, grandi battelli arrivano fino alla cittadina di Kelheim, altrimenti piccoli barcaioli trasportano persone (e bici) sull&#8217;altra sponda, dove ricomincia la pista ciclabile. Le rocce che si incontrano lungo il fiume sono state battezzate con nomi caratteristici. Si incontrano canottieri che remano controcorrente, alcuni si tuffano nelle acque tranquille per cercare refrigerio. Sosta per la notte a Bad Abbach, cittadina termale. Cominciamo a sentire la stanchezza, nelle gambe abbiamo ormai circa 500 km. Anche il caldo a volte ci costringe a soste nelle ore centrali della giornata.</p>
<p><strong>LUN 17 AGOSTO</strong><br />
Pochi chilometri e arriviamo a Ratisbona (Regensburg). Qui si impone la separazione per alcune ore: lascio moglie e bici per andare a recuperare l&#8217;automobile a Donaueschingen (1000 km fra treno e auto!). Laura approfitta per visitare le molte opere d&#8217;arte di Ratisbona con tutta tranquillità.</p>
<p><strong>MAR 18 AGOSTO</strong><br />
Devo recuperare la visita alla città. Poi ripartiamo ancora con il tempo che fa i capricci. Sosta al Walhalla, tempio degli eroi tedeschi sullo stile del &#8220;Partenone&#8221;, posto su un&#8217;altura che domina l&#8217;immensa valle del Danubio, da cui si può ammirare uno splendido panorama. Il fiume scorre lento fra le anse, lungo la corrente scivolano molti barconi carichi di merci. Arriviamo a Straubing dopo 65 km.</p>
<p><strong>MER 19 AGOSTO</strong><br />
La mattina comincia con la visita alla chiesa di San Pietro appena fuori le mura. Attorno alla chiesa un antico cimitero e cappelle decorate con danze macabre originali e suggestive. Lungo il fiume, varie occasioni per traghettare sull&#8217;altra sponda. Disponibili e abbastanza economici i battellieri. Sosta all&#8217;abbazia di Metten, fornita di una ricchissima biblioteca con volte decorate e volumi preziosi. Pernottamento a Osterhofen dopo 72 km.</p>
<p><strong>GIO 20 AGOSTO</strong><br />
Da Osterhofen a Passau, ultima tappa del nostro viaggio. Il tratto finale non è piacevole perché sull&#8217;onda dell&#8217;entusiasmo abbiamo perso le tracce della pista e abbiamo seguito la statale. Passau è alla confluenza di tre fiumi, è un po&#8217; diversa dalle altre città incontrate sul percorso. Tentiamo di percorrere un tratto verso il confine con l&#8217;Austria. Qui la pista è proprio a fianco di una strada molto trafficata. Rinunciamo e preferiamo riprendere la strada verso Ratisbona, dove ci attende l&#8217;automobile per ritornare a casa. Ce l&#8217;abbiamo fatta! Alla fine il contachilometri della bicicletta dice 750 km. Una bella passeggiata, niente da dire. E senza tanti allenamenti, senza tappe massacranti. Lungo un itinerario ben segnato dai cartelli della Donauradwanderweg.</p>
<p>Se amate la vita all&#8217;aria aperta e la bicicletta per passeggiate rilassanti, vi auguriamo Buon Viaggio.</p>
<p>Visita il sito dell&#8217;autore: <a href="http://digilander.libero.it/lservent/" target="_blank">http://digilander.libero.it/lservent</a></p>
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