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	<title>ViaggioIdeale &#187; Europa</title>
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	<description>Racconti, video, foto e informazioni utili per i tuoi viaggi</description>
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		<title>Viaggio nella Repubblica Ceca, agosto 2008</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 16:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1776" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/12/RepubblicaCeca.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/12/RepubblicaCeca-300x225.jpg" alt="Repubblica Ceca" title="Repubblica Ceca" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1776" /></a><p class="wp-caption-text">Repubblica Ceca</p></div>
<p><strong>Durata del Viaggio</strong>: 15 giorni, in auto dall&#8217;Italia.</p>
<p><strong>Itinerario</strong>: Di cose da vedere ce ne sono parecchie, e abbiamo suddiviso il viaggio in 3 tappe: Cesky Krumlov, Olomouc, Kutna Hora. Ovviamente in cosi poco tempo abbiamo dovuto fare delle scelte, lasciando da parte diverse zone.</p>
<p><strong>Alloggi</strong>: Tutti prenotati via internet dall&#8217;italia. Una curiosità: pur essendo hotel di buona categoria, nessuno ha voluto caparre e nemmeno numeri di carte di credito come assicurazione.</p>
<p><strong>Pagamenti</strong>: Tutti gli hotel da noi scelti accettavano il pagamento con carte di credito, ma diversi di quelli che avevamo contattato vogliono solo cash!! Per i prelievi in corone, ci siamo affidati ai tantissimi sportelli bancomat che accettano tutti la nostra fida Visa Electron.</p>
<p><strong>Guide utilizzate</strong>: Rough (Ottima e con fin troppe notizie), Lonely Planet (Buona la parte tecnica, troppo scarna su tutto il resto), Guida Verde TCI (Globalmente piuttosto scarsina).</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>- &#8220;Dove andate quest&#8217;anno in vacanza&#8230;&#8230; ? &#8221;<br />
- &#8220;In Repubblica Ceca .&#8221;<br />
- &#8220;Ah&#8230;.. Praga! Gran bella città!! &#8220;.<br />
- &#8220;Mah&#8230;.. veramente non andiamo proprio a Praga&#8230;.. &#8221;</p>
<p>Questo, più o meno, è il dialogo che abbiamo avuto con amici, parenti, e tutti coloro che ci chiedevano informazioni sulla meta delle nostre vacanze estive.</p>
<p>Se avessimo compiuto un&#8217;analisi demoscopica, potremmo tranquillamente affermare che il 100% degli italiani contattati afferma che la Repubblica Ceca = Praga.</p>
<p>L&#8217;idea di visitare zone un po&#8217; meno &#8220;battute&#8221; della capitale, ci e&#8217; venuta dopo aver letto le centinaia e centinaia di recensioni e commenti su Praga, che viene definita bella e affascinante, ma anche estremamente caotica e piena di italiani, sopratutto durante il mese d&#8217;agosto.</p>
<p>Dalle poche informazioni raccolte sul web da chi ha visitato quelle zone, ed in base a quanto letto sulle guide, abbiamo stilato un percorso di massima, che toccasse i principali siti protetti dall&#8217;Unesco, oltre ad altre varianti che ci interessavano.</p>
<p>Poco prima di partire pero&#8217;, le tanti voci di gente che non conosceva minimamente la nostra destinazione hanno fatto insorgere anche a noi qualche dubbio sulla scelta fatta&#8230;.. </p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Annotazioni</strong>:</p>
<p>- Le zone da noi visitate si sono rivelate inaspettatamente verdi, ricchissime di fitte foreste, neanche fossimo sulle Alpi. Dolci colline, laghi e fiumi donano al paesaggio un aspetto molto rilassante e piacevole.</p>
<p>- Occorre fare molta attenzione all&#8217;orario di cena. Esiste un &#8220;punto di non ritorno&#8221; che varia da zona a zona, passato il quale, è inutile cercare, nessuno vi darà più da mangiare! Potrete solo riempirvi di birra! A <strong>Cesky Krumlov</strong>, si attesta intorno alle 22:00, ad <strong>Olomouc</strong> è anticipato vertiginosamente alle 19:45 (McDonald a parte), verso le 20:30 a <strong>Kutna Hor</strong>a. In generale oltre le 23:00 è quasi tutto chiuso.</p>
<p>- Anche gli <strong>orari dei negozi</strong> nelle zone visitate sono molto particolari: oltre le 17:30 e&#8217; difficile trovarne di aperti. Sabato aperti solo la mattina dalle 7:30 alle 10:30 / 11:00 al massimo, pomeriggio sempre chiusi. Domenica ovviamente chiusi.</p>
<p>- <strong>Costi</strong>: ad oggi (2008) in Repubblica Ceca non e&#8217; ancora arrivato l&#8217;Euro, e la moneta locale è la Corona (cambio 24 corone = 1 euro ). Grazie al basso valore della valuta interna, alcune spese risultano molto convenienti. In particolare tutto il mangiare ha costi veramente ridicoli (con 400 corone, circa 16 euro, in birrerie &#8220;standard&#8221; abbiamo mangiato e bevuto a sazietà in 2 persone, in ristoranti di ottima qualità, abbiamo raggiunto le 1000 corone, 41 euro circa, in due, mancia compresa al cameriere). Conveniente la benzina (1,2 euro a litro) e i trasporti pubblici in genere. Invece prezzi di abbigliamento di marca o elettronica ci sono sembrati uguali, se non superiori ai nostri.</p>
<p>- <strong>Lingua Inglese</strong>: abbiamo trovato persone che parlavano inglese negli hotel e negli uffici di informazione turistica. Nei locali più piccoli (birrerie, etc&#8230;) capiscono a grandi linee, ma spesso rispondono in ceco. Abbiamo chiesto alcune volte informazioni a gente del luogo, e in un solo caso abbiamo trovato qualcuno che capisse e parlasse l&#8217;inglese. Comunque abbiamo trovato i cechi sempre disponibilissimi a farsi capire e ad aiutarci in qualsiasi modo.</p>
<p>- <strong>Lunedì quasi tutti i monumenti e i luoghi da visitare sono chiusi</strong>.</p>
<p>- <strong>Le autostrade sono poche</strong>, ed uniscono PLZEN a PRAGA, PRAGA con BRNO, BRNO con BRATISLAVA e BRNO con OLOMOUC. Quindi se dovete dirigervi al di fuori di questi itinerari dovrete viaggiare su strade comuni, che sono ben tenute, al pari di quelle italiane, ma comportano rallentamenti notevoli, a causa delle centinaia di piccoli paesini da attraversare dove sempre e comunque, il limite e&#8217; tassativamente quello dei 50 km/h. Quindi fate bene i conti su quello che volete visitare, e cercate di raggrupparlo in zone vicine tra loro. Come in Austria, anche qui per poter circolare in autostrada occorre acquistare una Vignetta, della durata variabile, che deve essere applicata sul parabrezza.</p>
<p>- I lavori in corso sulle strade tradizionali: ci e&#8217; capitato 3/4 giorni (su 15) di imbatterci in lavori in corso lungo le strade che dovevamo percorrere per arrivare a destinazione. E&#8217; vero che erano strade secondarie, che il navigatore considerava per farci arrivare prima alla meta, ma non ci e&#8217; mai capitato di vederci chiusi 5/7 km interi di strada (in entrambi i sensi!) perché la dovevano asfaltare!! Occhio perché&#8217; le deviazioni segnate non sono sempre molto chiare, e a volte abbiamo dovuto percorrere parecchi chilometri in più&#8217;, solo per saltare il pezzo di strada chiusa, perdendo molto tempo!</p>
<p>- In Repubblica Ceca, anche nei castelli più&#8217; famosi, non esistono Audioguide e visite individuali. La visita del castello deve avvenire sempre in gruppo accompagnati da una guida in carne ed ossa. Quindi ci sono orari e tempi da rispettare, e nei luoghi più&#8217; turistici è meglio prenotare se si vuole essere certi di poter entrare ad un orario stabilito. Visite in inglese solo nei castelli più&#8217; importanti, altrimenti se vi va bene, verrete forniti di un opuscolo da restituire al termine della visita, nella vostra lingua o comunque in inglese.</p>
<p><strong>Hotels</strong>:</p>
<p><strong>Romantick Garni Hotel</strong> (Cesky Krumlov): a 10 minuti a piedi dal centro del paese, in posizione tranquilla vicino al fiume, con parcheggio interno custodito (molto molto piccolo ), oppure esterno di fronte. Hotel molto intimo, poche camere, la nostra molto graziosa e pulita. Colazione a buffet discreta, non abbondantissima la parte &#8220;dolce&#8221;, in una piccola saletta staccata dalla struttura con le camere. Proprietari gentilissimi e carinissimi, Wifi in tutte le camere, e anche un PC per navigare 24h su 24h. C&#8217;è&#8217; un frigobar disponibile per gli ospiti dove prelevare bevande, pagamento a fine soggiorno sulla fiducia (non essendo in camera!).</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>Hotel Flora</strong> (Olomouc): in posizione perfetta, a 5 minuti a piedi dalla piazza centrale, passando attraverso i giardini che circondano il centro storico. Hotel di grandi dimensioni, adatto a meeting e convegni. Camera ampia e pulita, materassi discreti. A causa della grandezza dell&#8217;hotel, l&#8217;abbiamo trovato decisamente piu&#8217; rumoroso del precedente, sopratutto grazie ad una squadra / societa&#8217; sportiva composta da ragazzi molto molto caciaroni (di provenienza non Ceca). Colazione spettacolare, con buffet infinito di dolci e salato, veramente notevole! Wifi presente, ma un solo PC per navigare nella hall sembra un po&#8217; pochino.</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>Hotel U Vlasskeho Dvora</strong> (Kutna Hora): posizione centralissima, nella piazza principale. Parcheggio auto per sole 5 vetture, da dividere con altri hotel: se si va fuori dal paese durante la giornata, e&#8217; comunque facile trovare parcheggio la sera, visto che Kutna Hora si &#8220;svuota&#8221; di turisti verso le 18. Colazione a buffet con poco dolce e buona scelta di salato che preparano su richiesta. L&#8217;hotel ha una decina di camere, la nostra bella, pulita e spaziosa. Wifi presente. Al piano terra c&#8217;è&#8217; anche la birreria/ristorante dell&#8217;hotel che a dir la verità&#8217; abbiamo visto spesso vuota. Personale abbastanza distaccato.</p>
<p>Voto 7.</p>
<p><strong>Diamo i voti al Viaggio</strong>:</p>
<p><strong>10 &#8211; 11 Agosto</strong>.<br />
Dopo i 750 km che ci separano da Cesky krumlov, arriviamo in un bel pomeriggio di sole al nostro primo hotel. Durante il viaggio, da Linz a Cesky, il navigatore si imbanana e ci fa fare una strada forse piu&#8217; corta, ma sicuramente piu&#8217; tortuosa e lenta. Passiamo alcuni tipici paesini alpini incantevoli, poi la strada si restringe e prima del confine, si immerge nella folta Selva Boema, dove costeggia una caratteristica ferrovia prima di arrivare sulla strada principale per Cesky Krumlov. La sera siamo un po&#8217; cotti, stiamo un po&#8217; troppo in hotel a riposare, e alle 22:00 troviamo per miracolo un posto in centro che ci dia da mangiare. Cena ottima e un po&#8217; pesantina, con tipiche portate ceche.</p>
<div id="attachment_2001" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_8190_ok.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_8190_ok-300x200.jpg" alt="Cesky Krumlov" title="Cesky Krumlov" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2001" /></a><p class="wp-caption-text">Cesky Krumlov</p></div>
<p><strong>Cesky Krumlov</strong>: bella, bella, bella. Non a caso e&#8217; la seconda meta piu&#8217; visitata in Repubblica Ceca dopo Praga, ed e&#8217; soprannominata la &#8220;Perla della Boemia&#8221;. E&#8217; un piccolo paese medievale che si snoda tra due anse del fiume Moldava, con il castello che domina dall&#8217;alto. E&#8217; sicuramente il posto piu&#8217; turistico che abbiamo visitato, ci sono diversi negozietti di souvenir sparsi per il centro storico, ristoranti e birrerie. Si visita con calma in una giornata (senza interni del castello e musei!), ma e&#8217; molto piacevole passeggiare per le vie del centro, alla ricerca di qualche bello scorcio sul fiume. I canoisti e le loro urla vi accompagneranno nella visita del paese, quasi foste ai bordi di una piscina. Molto molto bello anche il castello al quale si puo&#8217; accedere da diverse punti.</p>
<p>Voto: 9</p>
<p><strong>12 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2003" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Hluboká-nad-Vltavou.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Hluboká-nad-Vltavou-300x200.jpg" alt="Hluboká nad Vltavou" title="Hluboká nad Vltavou" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2003" /></a><p class="wp-caption-text">Hluboká nad Vltavou</p></div>
<p><strong>Castelli intorno a Cesky Krumlov</strong>: intorno a Cesky Krumlov si trovano diversi castelli e fortezze (come un po&#8217; in tutta la Repubblica Ceca), alcuni piu&#8217; famosi, altri piu&#8217; isolati. Ognuno ha una sua visita guidata, diversi pero&#8217; meritano solo un&#8217;occhiata dall&#8217;esterno. Leggete una guida per avere un idea di cosa potrebbe piacervi di piu&#8217;. Quello di <strong>Hluboká nad Vltavou</strong> e&#8217; probabilmente il piu&#8217; spettacolare e caotico, di color bianco cangiante, con un bel parco intorno. Per rilassarsi invece, ci si puo&#8217; spostare piu&#8217; a nord, verso il castello di <strong>Červená Lhota</strong>, le cui rosse mura si specchiano nelle acque di un bel lago circondato da foreste. Bello anche quello di <strong>Jindřichův Hradec</strong> (notevole la rotonda della musica color rosa), che si trova nel centro dell&#8217;omonimo paese affacciato su un lago. In posizione spettacolare piu&#8217; per le cartoline che da visitare, alla confluenza tra due fiumi, il castello di Zvíkov .</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>13 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2014" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Telc.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Telc-300x200.jpg" alt="Telc" title="Telc" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-2014" /></a><p class="wp-caption-text">Telc</p></div>
<p><strong>Telc</strong>: è un piccolo capolavoro, con le sue case color pastello che si affacciano sulla grande piazza. Il suo castello e tutto il borgo circondato dall&#8217;acqua e da un bel parco dove rilassarsi lo rendono uno dei luoghi piu&#8217; incantevoli visitati in Repubblica Ceca. Veramente notevole. Ci sono negozietti e bancarelle, ma il paese non ci e&#8217; sembrato ancora invaso dal turismo di massa. Assolutamente da non perdere !!</p>
<p>Voto: 9</p>
<p><strong>Holasovice</strong>: iscritta nel patrimonio Unesco come altri luoghi della Repubblica Ceca, l&#8217;abbiamo visitata al tramonto, di ritorno da una giornata di visita. Si trova in un luogo piuttosto appartato, tra verdi colline e boschi dove corrono liberi diversi daini e cerbiatti. Deserta, l&#8217;abbiamo potuta ammirare forse meglio di altri. Pero&#8217; non ci ha particolarmente colpiti, sarà&#8217; che il tutto si concentra in un&#8217;unica via su cui si affacciano tipiche e graziose casettine bianche, sarà&#8217; che eravamo un po&#8217; stanchi, ma non ci ha lasciato un ricordo molto particolare. Carina.</p>
<p>Voto: 6</p>
<p><strong>14 Agosto</strong></p>
<p><strong>Trebonsko</strong>: è una zona particolare della Boemia, riserva naturale e patrimonio Unesco, situata nei dintorni della citta&#8217; di Trebon, che viene chiamata non a caso &#8220;Il Canada Ceco&#8221;. Concentrati in poche decine di chilometri quadrati, immersi in vaste foreste, si trovano circa 600 laghi e stagni per lo piu&#8217; creati artificialmente. Al di la&#8217; dell&#8217;aspetto paesaggistico di notevole bellezza, il luogo e&#8217; rifugio di diverse specie di uccelli e animali. In questi laghi, vengono allevate migliaia e migliaia di Carpe, il piatto tipico natalizio della Repubblica Ceca. Abbiamo abbandonato la strada principale e ci siamo addentrati nel cuore di questo territorio verso sera, per ammirarne ancor meglio la bellezza. Fermandosi sulle rive di qualche lago, basta attendere alcuni minuti per vedere guizzare dall&#8217;acqua enormi carpe&#8230;.. e&#8217; veramente buffo, nel silenzio in cui si e&#8217; immersi, sentire i continui &#8220;Ploff &#8221; dei tuffi dei pesci.</p>
<p>Voto : 7,5<br />
<strong><br />
15 &#8211; 16 Agosto</strong>.</p>
<div id="attachment_2016" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Olomuc.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Olomuc-300x225.jpg" alt="Olomuc" title="Olomuc" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-2016" /></a><p class="wp-caption-text">Olomuc</p></div>
<p><strong>Olomuc</strong>: è come una buona squadra di calcio, che vince senza individualita&#8217; e fuoriclasse, ma grazie al collettivo. Infatti, al di fuori della stupenda colonna della trinita&#8217;, non ha cose che ci abbiano lasciato a bocca aperta. Ma le due belle piazze del centro, il municipio con il particolare orologio astronomico, le chiese sparse un po&#8217; ovunque, i vicoletti nascosti, i parchi che la circondano e la poca affluenza di turisti la rendono molto armoniosa, e piacevole da visitare. Senza i musei, in una giornata la si gira tranquillamente, chiese comprese. Da Olomouc a Brno c&#8217;e&#8217; una comoda autostrada che in circa mezz&#8217;ora collega le due citta&#8217;.</p>
<p>Voto: 7,5</p>
<p><strong>17 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Area Lednice &#8211; Valtice</strong>: sinceramente non ci ha fatto impazzire. Carini i due castelli, anche se in quello di Lednice non esistono manco i pannelli con spiegazioni in inglese nelle varie stanze, e la visita il giorno in cui siamo andati era solo in lingua Ceca. Il parco che collega i due castelli e&#8217; immenso, e piu&#8217; che a piedi va girato in bicicletta. Ci e&#8217; sembrata una meta frequentata dai cechi per la classica uscita domenicale, con tanto di venditori di gelato con carriolino, e bimbi che giocano nei prati. A Valtice abbiamo trovato una tipica sagra paesana, con gli abitanti in costume tradizionale che ballavano al suono di un&#8217;orchestrina.</p>
<p>Voto: 6,5</p>
<p><strong>18 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Carso Moravo e Grotte Punkevny</strong>: partiamo di buon mattino da Olomouc, abbiamo prenotato la visita alle grotte dall&#8217;Italia via email alle 14:30, e vorremmo dare un&#8217; occhiata anche al paesaggio del Carso Moravo. Purtroppo oggi e&#8217; la giornata in cui ci becchiamo gli &#8220;asfaltatori stradali&#8221; che ci occupano un tratto per noi, anzi x il navigatore, di fondamentale importanza per raggiungere le grotte. Perdiamo 1 ora di tempo a girare intorno a ‘sto pezzo di strada, salendo e scendendo le colline morave. Il paesaggio e&#8217; bello, la giornata e&#8217; soleggiata, ma la perdita di tempo non ce la fa godere appieno. Riusciamo comunque ad arrivare a Mlyn alle 12:30, giusto in tempo per parcheggiare e riposarci un po&#8217;. La strada finisce in una valle molto stretta e boscosa, dove si trova il centro informazioni e la biglietteria. Da qui a piedi o con uno sgangherato trenino si percorre 1 km circa di strada per arrivare all&#8217;entrata delle grotte. Scambiamo alla biglietteria la nostra prenotazione, e prendiamo i biglietti cumulativi sia per il treno che per la funivia che sale sulla sommita&#8217; dell&#8217;abisso macocha (sicuramente da evitare, non ne vale la pena). C&#8217;è&#8217; un sacco di gente, il posto e&#8217; tra i piu&#8217; conosciuti della nazione. Entriamo puntuali. La visita dura circa 1 ora, ed e&#8217; particolare perche&#8217; per mezz&#8217;ora viene fatta nel modo tradizionale, a piedi. D&#8217;improvviso, dopo il buio delle grotte, una luce abbagliante: sbuchiamo <strong>nel punto piu&#8217; profondo dell&#8217;abisso di Macocha</strong>, spettacolare. Si tratta di una grotta come quelle viste prima, la cui volta e&#8217; pero&#8217; crollata tempo addietro, dando origine ad una spettacolare voragine, ricoperta di verdissimi muschi e piante. Da qui, si rientra sottoterra per arrivare ad un molo dove saliamo su barche elettriche da 20 posti, per completare la visita navigando il fiume sotterraneo. Il tragitto e&#8217; suggestivo, spesso c&#8217;e&#8217; da sdraiarsi perche&#8217; il soffitto e&#8217; bassissimo, ed essendoci un po&#8217; di traffico, e&#8217; facile incappare in un frontale con un&#8217;altra barca (come capitato a noi), comunque niente di pericoloso. A meta&#8217; del fiume, la barca attracca per visitare un&#8217;altra parte di grotte, e poi si riprende sino all&#8217;uscita. Chi ha visitato Frasassi, trovera&#8217; un po&#8217; deludenti le formazioni calcaree che si vedono qui, ma la visita nel complesso colpisce, grazie alla varietà&#8217; degli ambienti e delle cose che si vedono. Quando usciamo, ci dirigiamo verso la funivia poco piu&#8217; avanti, che porta in cima all&#8217;abisso Macocha. La vista pero&#8217; non e&#8217; granché&#8217;, molto piu&#8217; spettacolare dal basso! Ci gustiamo un ottimo Magnum visto che fa caldino, e ci apprestiamo a rientrare verso l&#8217;auto.</p>
<p>Voto : 8</p>
<p><strong>Castello di Pernstein</strong>: terminata la visita alle grotte, siccome sono le 16:30 ed il sole splende alto, decidiamo di fare una capatina al castello di Pernstein , che si trova a una quarantina di chilometri da li&#8217;. Il tragitto si rivela molto bello paesaggisticamente, scavalchiamo diverse valli passando attraverso foreste bellissime, ma le strade sono pessime, e i tempi si allungano. Arriviamo al castello e lo vediamo dall&#8217;esterno. E&#8217; tra i piu&#8217; belli, sia per la posizione molto isolata, che per la struttura: il classico castello medievale da film dell&#8217;orrore, immaginandocelo in una notte buia con lampi e fulmini mette i brividi! Nessun turista in giro, tutto e&#8217; chiuso.</p>
<p>Voto : 8</p>
<p>Ci accorgiamo che sono le 19:00&#8230;&#8230; tardissimo!! Non riusciremo mai ad arrivare ad Olomouc per trovare un locale aperto dove mangiare! Giriamo per un&#8217;ora su stradine secondarie in mezzo al nulla, finche&#8217; non arriviamo sulla statale principale. Ci fermiamo al primo paese di una certa dimensione, Boskovice, e cerchiamo i ristoranti nelle vicinanze, affidandoci completamente al caso. Finiamo in una birreria old-style, i cui proprietari sono appassionati d&#8217;auto d&#8217;epoca. Alcuni ragazzi bevono ai tavoli all&#8217;esterno. Scopriamo che fanno pure la pizza, e per curiosita&#8217; ordiniamo anche 2 gnocchini semplici oltre ai piatti principali. Consumiamo quella che sara&#8217; la nostra miglior cena di tutta la vacanza, spendendo meno di tutte le altre volte! Spettacolo! Ripartiamo alla volta di Olomouc sazi e soddisfatti.</p>
<p><strong>19 Agosto</strong>.</p>
<p>L&#8217;ultimo giorno disponibile ad Olomouc, lo sfruttiamo per andare a visitare la zona orientale confinante con la Slovacchia, dove si trovano ancora resti della cultura valacca in Repubblica Ceca. I valacchi sono un popolo particolare, si erano creati un loro stato autonomo, ovviamente mai riconosciuto dalle istituzioni, e avevano coniato una propria moneta.</p>
<p><strong>Stramberk e le chiese di legno</strong>: La giornata e&#8217; splendida, cielo azzurrissimo e sole bello caldo. Lasciata l&#8217;autostrada verso Ostrava, ci addentriamo per alcuni chilometri verso la valle di Stramberk. La zona e&#8217; verdissima. In breve arriviamo al paese che si trova arroccato su una collina. Non vediamo parcheggi a pagamento come negli altri posti visitati, e troviamo immediatamente un posto dove lasciare l&#8217;auto, all&#8217;ombra di diverse piante. Si sta bene, e l&#8217;aria profuma di resina. Mentre passeggiamo verso il centro, notiamo gia&#8217; le prime costruzioni in legno&#8230;. ce ne sono tantissime, e tutte abitate. La piazza del paese e&#8217; deliziosa, tutta circondata da case dalle facciate dipinte, con un bel giardino al centro. Intorno ci sono birrerie, qualche negozietto, un museo e un forno che vende i tipici dolci del paese, le &#8220;Štramberské uší&#8221; cioe&#8217; le &#8220;Orecchie di Stramberk&#8221;, fatte con un impasto a base di cannella. L&#8217;odore e&#8217; intenso e si sparge per tutta la piazza. Il paese e&#8217; dominato dalla scenografica torre in legno, alla quale ci si arriva percorrendo un comodo sentiero. Pochi turisti in giro, tutto molto tranquillo. Prendiamo due succhi di frutta e ci rilassiamo un po&#8217; su una panchina mentre leggiamo cosa dice la guida. Le tipiche chiese in legno non sono in questo paese, ce ne sono una decina, ma sono sparse un po&#8217; ovunque. La Rough da&#8217; qualche indicazione in piu&#8217; su quali siano le piu&#8217; belle, e partiamo verso quella di Guty. Ci arriviamo in circa mezz&#8217;ora d&#8217;auto. O meglio, arriviamo al paese, perche&#8217; della chiesa non v&#8217;e&#8217; traccia. C&#8217;e&#8217; solo un cimitero ed alcune case. Chiediamo ad un cicloturista ceco, molto gentile, che pero&#8217; non sa&#8217; una parola d&#8217;inglese. Capisce cosa cerchiamo, e a gesti ci indirizza. Non ci abbiamo capito un granche&#8217;, e dopo dieci minuti, riproviamo a chiedere ad una signora. Anche lei non sa nulla d&#8217;inglese, ma grazie ad una biro e ad un foglio di carta, ci indica esattamente dove trovarla. Finalmente dopo 5 minuti, fuori dal paese in mezzo ad un bosco, giungiamo alla meta! La chiesa&#8217; e come me l&#8217;aspettavo, immersa nel verde e nel silenzio del bosco. I raggi del sole che filtrano dagli alberi la illuminano leggermente. Il cancello che le gira intorno e&#8217; aperto, ed entriamo. Purtroppo l&#8217;interno e&#8217; chiuso, c&#8217;e&#8217; un numero di cellulare da chiamare, probabilmente per farsi aprire la porta, ma e&#8217; tutto scritto in ceco, e desistiamo dal provare a chiamare, probabilmente nessuno capirebbe.</p>
<p>Voto : 8,5</p>
<p><strong>20 Agosto</strong>.</p>
<p>Ultima spettacolare colazione ad Olomouc, la giornata e&#8217; grigia ed invoglia a mangiare alimenti energetici&#8230; bisogna approfittarne, tanta roba cosi&#8217; forse non la troveremo nel prossimo hotel.</p>
<p>Abbiamo circa 200 km da percorrere, non sara&#8217; un trasferimento lungo questa volta. Comunque abbiamo un&#8217;importante deviazione lungo la strada, verso la</p>
<p>Chiesa di S. Giovanni Nepomuceno: si trova a <strong>Žd´ár nad Sázavou</strong>, circa 40 km dall&#8217;uscita dell&#8217;autostrada Praga &#8211; Brno. La zona paesaggisticamente non dice granche&#8217;, ed il tempo grigio non aiuta piu&#8217; di tanto. Arriviamo seguendo i cartelli stradali, il posto e&#8217; ben segnalato, meta di molti pellegrinaggi. Parcheggiamo ai piedi della collina, c&#8217;e&#8217; solo un&#8217;altra skoda vecchissima. Saliamo pian piano lasciando in auto tutti i bagagli. Tira un fastidioso vento. L&#8217;entrata della chiesa e&#8217; sormontata da un vistoso stemma di una stella dorata a 5 punte. Sara&#8217; quello il tema ricorrente: e&#8217; a forma di stella la chiesa, le mura che la circondano, le vetrate, gli stemmi sopra le porte, e tanti altri particolari all&#8217;interno. Arriviamo x la pausa pranzo, dobbiamo attendere 1 oretta prima che arrivino le guide e possiamo pagare i biglietti per entrare. La guida parla ovviamente solo il ceco, e siccome siamo in 10 turisti tutti stranieri ( italiani, francesi, tedeschi) ci consegnano dei pratici fogli che descrivono in maniera dettagliata la chiesa (non c&#8217;e&#8217; l&#8217;italiano, solo tedesco, francese e inglese). Opera di Giovanni Santini e&#8217; un piccolo capolavoro, assolutamente da non perdere, giustamente inserita tra i monumenti patrimonio dell&#8217; umanita&#8217;. </p>
<p>Voto: 8,5.</p>
<p>Terminata la visita, ci mangiamo qualche biscotto che avevamo con noi e poi ripartiamo verso Kutna Hora dove arriviamo a meta&#8217; pomeriggio. Qui&#8217; c&#8217;e&#8217; piu&#8217; caldo, e addirittura spunta il sole. Troviamo la via per raggiungere l&#8217;hotel solo grazie al navigatore, siccome e&#8217; in pieno centro, con un sacco di sensi unici. Gran fortuna, ci becchiamo anche il parcheggio comodo per scaricare, e dopo esserci registrati, saliamo a riposare un po&#8217; in camera.</p>
<p><strong>21 Agosto</strong>.</p>
<p>Il piano iniziale prevedeva una capatina verso la zona di Cesky Ray, il &#8220;Paradiso Boemo&#8221;, ma siamo stanchi, le previsioni meteo sono incerte, e non abbiamo voglia di riprendere l&#8217;auto. Sfrutteremo la giornata per visitare bene Kutna Hora e rilassarci un po&#8217;!</p>
<div id="attachment_2018" class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Ossario-di-Sedlec.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/08/Ossario-di-Sedlec-200x300.jpg" alt="Ossario di Sedlec" title="Ossario di Sedlec" width="200" height="300" class="size-medium wp-image-2018" /></a><p class="wp-caption-text">Ossario di Sedlec</p></div>
<p><strong>Kutna Hora</strong>: per vederla bene bene senza fretta, visitando musei ed attrazioni varie, servono un paio di giorni, o comunque una giornata e mezzo. Altrimenti senza visite particolareggiate in una giornata si vede tutto. Se non avete problemi cardiaci e non soffrite di claustrofobia, vi consigliamo di iniziare la visita dal Museo dell&#8217;Argento (occhio che c&#8217;e&#8217; sempre molta gente!), dove abbiamo prenotato una delle tante visite guidate (in lingua ceca, con fogli scritti in italiano) della durata di 1 ora circa che sono suddivise in 2 parti: nella prima ci hanno fatto vedere gli strumenti usati dai minatori e come e dove lavoravano, mentre nella seconda parte, una volta indossati grembiuli bianchi, elmetti protettivi e torce elettriche, ci hanno fatto visitare i resti dell&#8217;unica miniera d&#8217;argento rimasta agibile nella citta&#8217;. Non vedrete nulla di incredibile, ma la visita serve per immedesimarsi in uno di quelle persone che lavoravano tempi addietro nelle tante miniere da cui si estraeva l&#8217;argento per coniare le monete di mezza europa. Si sta sotto per mezz&#8217;ora circa, ma sembra un&#8217;eternita&#8217;. Il cunicolo pian piano si restringe, l&#8217;acqua gocciola copiosa dalla roccia sopra le nostre teste, e pian piano ci si trova a strisciare attorno alle pareti con la schiena abbassata. Brutta sensazione, non faremo mai gli speleologi! Una volta usciti all&#8217;aria aperta dall&#8217;altra parte della citta&#8217;, verrete fotografati dalle decine di turisti sorridenti vedendovi tutti belli agghindati mentre rientrate al museo. L&#8217; argento e le sue miniere sono il punto centrale della storia di Kutna Hora. Tutto cio&#8217; che vedrete, in un modo o nell&#8217;altro, ricondurrà lì. Dalla stupenda e grandiosa cattedrale di S. Barbora (protettrice dei minatori) al Cortile Italiano, dalla fontana Kamenna Kasna agli scorci che potrete ammirare camminando senza meta per il centro storico. Senza dimenticare il macabro ossario di Sedlec, appena fuori dal centro cittadino, fatto costruire nel luogo dove un abate di ritorno da Gerusalemme, lascio&#8217; cadere una manciata di terra prelevata dal Golgota. Da quel momento, tutti i nobili del luogo vollero essere sepolti li&#8217; per essere sicuri di avere la vita eterna. Ma l&#8217;arrivo della peste porto&#8217; migliaia di vittime, e il numero di ossa accumulate era divenuto ingestibile, tanto che se ne dovettero ammassare un gran numero in un magazzino accanto alla chiesa. Fino a quando vennero trovate da un falegname di nome Frantisek Rint, che ebbe l&#8217;idea di utilizzarle per comporre ornamenti ed altro nella cripta dell&#8217;ossario. A prima vista molto macabro, in realta&#8217; il lavoro che Rint (che ha pure firmato la sua opera ad una delle pareti, ovviamente usando ossa) vuole mandare un messaggio ben piu&#8217; profondo. Imperdibile.</p>
<p>Voto: 8,5</p>
<p><strong>22 Agosto</strong>.</p>
<p><strong>Castello di Konopiste</strong>: il tempo non e&#8217; proprio malaccio, fa caldo ed il cielo e&#8217; semi coperto, e ne approfittiamo per dirigerci verso l&#8217;unico castello che, prima di partire, ci aveva risposto via email dicendo che era possibile visitarlo con audioguide in italiano. In un oretta arriviamo al gigantesco parcheggio ai piedi dello Zamek. E&#8217; uno dei piu&#8217; visitati del paese, e si vede. E&#8217; ancora presto e troviamo tranquillamente posto. C&#8217;e&#8217; una lunga fila di bancarelle che vendono un sacco di souvenir tipici, oltre ad un paio di bar, al trenino e alla carrozza che portano in giro la gente. Ci rendiamo conto di essere molto vicini a Praga, la zona e&#8217; nettamente piu&#8217; sfruttata turisticamente degli altri luoghi visitati sinora. Percorriamo il breve sentiero che sale al castello. Da fuori non dice un granché. Nel fossato che lo circonda c&#8217;è un orso che fa tanta tristezza, come quelli visti a Cesky Krumlov. Entriamo nella biglietteria. Sono molto attrezzati, un pannello LCD stile aeroporto elenca le visite in programma e l&#8217;orario di partenza. Di audioguide neanche l&#8217;ombra&#8230;.. chissà cosa avranno capito nell&#8217;email, ma comunque vediamo la bandierina bianca rossa e verde tra le visite in programma e la prenotiamo; nell&#8217;attesa andiamo a fare due passi. Qui gli italiani ci sono, e si sentono come al solito. Facciamo due passi nel bosco che circonda il castello, poi rientriamo nell&#8217;ampio cortile e ci sediamo su una panchina. D&#8217;un tratto un ragazzo dai capelli lunghi tinti di giallo e rosso, con una decina di orecchini, anelli e braccialetti di ogni tipo, esce da una porta laterale e si piazza in mezzo urlando: &#8220;Italiani ??? Italiani ?? &#8220;. Attendiamo un attimo. &#8220;Si fara&#8217; pur avanti qualcuno&#8230;.. &#8221; penso tra me. &#8220;Italiani&#8230;.. ???&#8221;. Ci alziamo e alzando la mano presentiamo i biglietti. Siamo soli. Il ragazzo sorride e ci fa strada verso la porta d&#8217;ingresso. Notiamo che ha allacciato alla vita uno strano marsupio. Arrivati nel primo corridoio, la guida si ferma. Schiaccia un pulsante sul marsupio, e parte una musica a tutto volume, che pian piano si abbassa lasciando spazio ad una voce che dice : &#8220;Benvenuti al castello di Konopiste&#8230;.&#8221; . Ecco dov&#8217;era l&#8217;audioguida&#8230;. non propriamente come la intendevamo noi, ma e&#8217; pur sempre qualcosa. La visita comunque e&#8217; molto gratificante, gli interni sono molto belli, tutti ben arredati e molto interessanti. Alla fine scopriamo che la nostra guida, molto gentile, di italiano non sa una parola, idem per inglese e francese, per cui chiediamo informazioni a gesti su altre cose che ci interessano prima che la visita si concluda. E&#8217; uscito il sole, e fa un gran caldo. Andiamo a visitare il roseto e il giardino che sta dietro al castello, e poi torniamo nel cortile dove c&#8217;e&#8217; una specie di bar, per prendere qualcosa di fresco. Mi pappo 2 magnum e ci riposiamo un po&#8217;, mentre un gruppone di italiani con guida ceca al seguito invadono Konopiste. Dopo alcuni minuti alcuni di loro partono con imprecazioni all&#8217;indirizzo della loro guida, quando scoprono che dovranno attendere un po&#8217; prima di entrare, perchè c&#8217;e&#8217; gia&#8217; un altro gruppo in visita. Uno di loro, un signore tranquillo, si siede accanto a me, e gli domando in italiano da dove venivano. Un po&#8217; sorpreso (ma dai ??? eh eh, qui in pratica son solo italiani) ci racconta che stanno in hotel a Praga, che sono usciti per un&#8217;escursione in giornata. Ieri sono stati a Karlstein, ma a lui, appassionato di antiquariato, non e&#8217; piaciuto per niente, in quanto gli interni sono piuttosto anonimi e spogli. Buono a sapersi, vorra&#8217; dire che lo vedremo soltanto dall&#8217;esterno. Lo ringraziamo per le informazioni e lo salutiamo lasciandolo alla visita.</p>
<p>Voto : 8,5</p>
<p><strong>23 Agosto</strong>.<br />
<strong><br />
Castelli di Sternberk, Karlstein e Krivoklat</strong>: l&#8217;ultimo giorno, col tempo imbronciato ma ancora asciutto, lo dedichiamo ad un veloce tour dei castelli intorno a Praga. La vista di Sternberk dalla strada e&#8217; indubbiamente di grande impatto. Una fortezza maestosa che si erge in una valle verdissima su uno sperone di roccia, merita sicuramente una sosta e qualche foto. Non tanti turisti in giro. Da qui ci avviamo verso Karlstein. Le belle e solitarie valli che attraversiamo non lasciano presagire quello che ci troveremo di fronte al nostro arrivo. Mamma mia&#8230;. sembra di essere a Roma! Che macello di gente, ovunque si sente solo parlare in dialetto romano. Una lunga strada piena di negozi, locali e hotel risale verso il castello. Noi per fortuna, non arrivando dalla strada principale, parcheggiamo senza pagare una corona ai bordi di una stradina di montagna, a fianco di una pensioncina dietro la roccia su cui si erge il castello. Da qui proseguiamo e in 5 minuti siamo all&#8217;inferno. Addirittura i negozianti che parlano in italiano, in romano!!! Ma non si puo&#8217;&#8230;..! Incredibile&#8230; c&#8217;è addirittura il discount dei souvenir&#8230;. Scatoloni pieni di cianfrusaglie fabbricate in Cina o chissa&#8217; dove, e comitive di italiani intenti a comprare questo o quello!!! Terribile!! Non fraintendeteci, non ce l&#8217;abbiamo coi romani&#8230;&#8230; ci saranno stati italiani di altre regioni, ma si sentivano soltanto loro. Il cielo migliora, e addirittura esce un po&#8217; di sole. Decidiamo di risalire verso il castello, almeno per vederlo un po&#8217; piu&#8217; da vicino. In effetti e&#8217; molto scenografico. C&#8217;e&#8217; da sperare che dentro non sia cosi&#8217; deludente come ci aveva descritto quel turista italiano. Comunque di sto&#8217; casino ne abbiamo gia&#8217; abbastanza, velocemente ritorniamo verso l&#8217;auto, e prima di rientrare in hotel facciamo una capatina al castello di Krivoklat che dista solo 25 km. Questa deviazione ci permette di attraversare le colline del Krivoklasto, dove ci fermiamo per alcune foto ai bei panorami. Arriviamo al piccolo borgo di Krivoklat, lo troviamo molto meno caotico di Karlstein, anche a causa della sua posizione isolata, in una stretta valle circondato da boschi. Riprendiamo la strada per Kutna Hora passando per l&#8217;ampia ma trafficatissima tangenziale di Praga.</p>
<p>Voto : 7.</p>
<p><strong>Conclulsioni</strong></p>
<p>Tutto sommato, la Repubblica Ceca ci ha fatto un&#8217;ottima impressione. Non abbiamo trovato un paese arretrato rispetto all&#8217;Italia, tenendo conto che abbiamo visitato zone fuori dalle rotte turistiche principali, anzi sotto certi punti di vista direi ci sia pure da imparare qualcosa. I dubbi che prima della partenza ci erano venuti, sono stati definitivamente fugati.</p>
<p>Sapevamo che non avremmo incontrato paesaggi spettacolari da lasciarci a bocca aperta, ma comunque il paese è ricchissimo di foreste e di laghi, che sono un piacevole diversivo alla visita pura e semplice di una città’ o di un castello.</p>
<p>La gente locale è sempre stata cortese e disponibile.</p>
<p>Unendo a tutto questo i favorevoli prezzi per dormire e mangiare, crediamo che sia una vacanza da consigliare caldamente a chi vuole scoprire angoli ancora poco conosciuti della Repubblica Ceca.</p>
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		<title>La mia Kastellorizo (Grecia)</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 11:11:47 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1666" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/01Hellas.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/01Hellas-300x200.jpg" alt="Kastellorizo (Grecia)" title="Kastellorizo (Grecia)" width="300" height="200" class="size-medium wp-image-1666" /></a><p class="wp-caption-text">Kastellorizo (Grecia)</p></div>
<p>Se chiedete ad un greco dove sia <strong>Kastellorizo</strong>, probabilmente non vi saprà rispondere. Se la cercate su una cartina della Grecia, troverete la piccola isola all&#8217;interno di un rettangolo staccato in basso a destra, non ben definito. Kastellorizo, conosciuta anche con il nome di <strong>Megisti</strong>, ha un fascino misterioso, dovuto a più fattori; il primo è la posizione geografica: 72 miglia marine ad est di Rodi (circa 40 minuti di volo, qualche ora di navigazione), solo 2 miglia a sud della costa turca. Ciò spiega la massiccia presenza di militari greci per contrastare (un&#8217;improbabile) invasione e il vano tentativo di scostarsi dall&#8217;influenza musulmana: lo stesso simbolo dell&#8217;isola è una croce legata ad un&#8217;ancora, unione della cristianità e del mare. A queste culture si aggiunge quella italiana: il nome Kastellorizo deriva da “<strong>castello rosso</strong>”, immagine che evoca le rovine della fortezza che si tingono al tramonto. Diventata famosa grazie al <strong>film premio oscar Mediterraneo</strong>, l&#8217;isola è stata abitata da militari italiani durante la seconda guerra mondiale e ancora oggi è possibile incontrare qualche vecchio che parla correntemente la nostra lingua. Ah, non preoccupatevi se non fate in tempo a vedervi il film prima della partenza: in agosto ogni ristorante assicura almeno una proiezione serale!</p>
<p>La prima volta che ho soggiornato a Kast mi aspettavo un&#8217;isola povera, la cui economia fosse basata unicamente sulla pesca. In realtà mi sbagliavo di grosso! Durante la stagione estiva (seconda metà di luglio e agosto) l&#8217;isola è frequentatissima da lussuosi mega yacht e i pochi isolani si contendono i clienti propinando conti salatissimi, più che raddoppiati e marchiati con la X di xenos &#8211; straniero. In questo periodo camminare lungo il kordoni, il bacino su cui si affacciano le case, diventa uno slalom impossibile tra i tavolini e le sedie, in un inferno di divertimento sfarzoso, lussuoso e mercenario, che non riflette affatto la pace e la solitudine del luogo. Recatevi invece a settembre o inizio ottobre e ve ne innamorerete. L&#8217;isola ritorna di proprietà della natura, che decide arrivi e partenze (in caso di vento forte l&#8217;aereo giornaliero non decolla) e che scandisce il tempo ad un ritmo incomprensibile, ma non casuale. Potrete godere del blu intenso del mare profondo e del rosso purpureo dei tramonti, e rivivere gli attimi del film davanti alla casetta azzurra o mangiando la moussaka a horaki, il ristorante dove sono state girate le scene del matrimonio. Sere intere sul tetto del faros ad ammirare il cielo stellato e le fioche luci di Kas, la città turca sull&#8217;altra costa, accompagnati dallo sciacquio delle onde.</p>
<p>Kastellorizo va vissuta ed è il rifugio perfetto per chi vuole scappare, ma è ancora più perfetta nei ricordi di chi ha saputo allontanarsene.</p>
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		<title>Viaggio in Normandia, &#8220;tra il cielo e il mare&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 13:13:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1643" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/1041_028_tris_galley_normandia.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/1041_028_tris_galley_normandia-300x197.jpg" alt="Pointe de la Hague, Goury e il suo Faro - Francia" title="Pointe de la Hague, Goury e il suo Faro - Francia" width="300" height="197" class="size-medium wp-image-1643" /></a><p class="wp-caption-text">Pointe de la Hague, Goury e il suo Faro - Francia</p></div>
<p>Sono sempre stato attratto dall&#8217;acqua e dal mare in burrasca, un elemento fotograficamente irresistibile. Un viaggio in Normandia mi sembrava la giusta conseguenza.</p>
<p>Dopo aver acquistato una guida e scaricato l&#8217;impossibile da internet, pianifichiamo a grandi linee il nostro tour. La nostra prima meta sarà la cittadina di Honfleur che ci permetterà di visitare la parte a nord est della Normandia con le alte scogliere e le spiagge a ciottoli. La partenza è fissata per il 9 agosto e percorriamo, partendo da Airasca (TO), i 980 Km di distanza in 2 giorni.</p>
<div id="attachment_1648" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0891_028_normandia_gallery-.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0891_028_normandia_gallery--300x201.jpg" alt="Città di Honfleur e il Vieux Bassin all&#039;alba - Francia" title="Città di Honfleur e il Vieux Bassin all&#039;alba - Francia" width="300" height="201" class="size-medium wp-image-1648" /></a><p class="wp-caption-text">Città di Honfleur e il Vieux Bassin all'alba - Francia</p></div>
<p><strong>Honfleur</strong> è una bellissima cittadina situata sull&#8217;estuario della Senna attraversato dall&#8217;imponente Ponte di Normandia, alle porte del Pays d&#8217;Auge e della Cộte de Grậce. Antichi palazzi si riflettono nelle acque del Vieux Bassin e nelle viuzze si possono ammirare i caratteristici edifici a graticcio che ospitano botteghe di artisti, pittori e scultori. Molto affollata dai turisti durante il giorno e la sera, magica con le primi luci dell&#8217;alba, quando i primi raggi solari iniziano a lambire le antiche facciate formando riflessi dorati nel Vieux Bassin.</p>
<p>Il mattino dopo partiamo alla volta di <strong>Dieppe</strong>, il punto più a nord est della Normandia che visiteremo. Per arrivarci, percorriamo il <strong>Ponte di Normandia</strong>, che fino al 1998 è stato il più lungo ponte a tiranti d&#8217;Europa. Passarci sopra (pagamento pedaggio) è veramente impressionante e, dopo averlo oltrepassato, è possibile fermarsi in un&#8217;area di sosta predisposta con passerella sospesa, per poterlo ammirare con calma.<br />
Arriviamo a Dieppe e parcheggiamo nei pressi della spiaggia. Il vento è forte e nel cielo cupi nuvoloni neri danzano veloci. A sud, si intravedono le alte <strong>falesie della Cộte d&#8217;Albậtre</strong> e una luce irreale illumina il mare spumeggiante.</p>
<p>&#8220;A Dieppe, la luce brilla come un gioiello&#8221; recitava Matisse. Incorniciata da alte scogliere, Dieppe è la spiaggia più vicina a Parigi; ne visitiamo il complesso portuale adiacente alla città vecchia con i suoi alti palazzi dai tetti neri in ardesia.<br />
Il tour con il trenino ci permette di esplorare i luoghi più caratteristici della cittadina e alla sera torniamo alla spiaggia per goderci il tramonto.</p>
<p>Il giorno successivo, ci spostiamo nella zona di <strong>Fécamp</strong>, cittadina a lungo capitale della pesca al merluzzo. Il vento è sempre molto fastidioso e, dopo un lauto pasto a base di cozze e una breve passeggiata sulla spiaggia, ci dirigiamo verso <strong>Cap Fagnet</strong>, in cima alla falesia a nord di Fécamp. Il paesaggio è maestoso: bianche scogliere a picco si affacciano su un mare in burrrasca, il sole buca le nuvole e i suoi raggi colpiscono i verdi pascoli. Dal 2006 sul Capo sorgono 5 aeromotori per la produzione di energia eolica, rendendo così il paesaggio circostante quasi irreale.</p>
<div id="attachment_1651" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0531_028_normandia_gallery-.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0531_028_normandia_gallery--300x201.jpg" alt="Etretat (Cote d&#039; Albatre) Falesia d&#039;Aval - Francia" title="Etretat (Cote d&#039; Albatre) Falesia d&#039;Aval - Francia" width="300" height="201" class="size-medium wp-image-1651" /></a><p class="wp-caption-text">Etretat (Cote d' Albatre) Falesia d'Aval - Francia</p></div>
<p>Seguendo la costa verso sud, nel tardo pomeriggio ci spostiamo ad <strong>Étretat</strong> che, con la <strong>Falesia d&#8217;Aval</strong> e la <strong>Falesia d&#8217;Amont</strong>, è, credo, il luogo più caratteristico della Costa d&#8217;Alabastro. Appena arrivati, un forte temporale fa fuggire i turisti, ma, dopo pochi minuti, il cielo si squarcia e annuncia una magnifica serata.<br />
Il vento non manca, ma la quasi assenza di persone sulla spiaggia invoglia a percorrerla per ammirare le imponenti falesie che, con la luce dorata del tramonto, assumono anch&#8217;esse il colore dell&#8217;oro. Il mare è molto agitato e alcuni surfisti ne cavalcano le onde.<br />
Da qui si può ammirare la famosa &#8220;proboscide d&#8217;elefante&#8221; della Falesia d&#8217;Aval che si immerge nel mare e, dalla spiaggia di Étretat, si possono raggiungere le sommità delle falesie, che assumono colorazioni diverse a seconda delle ore del giorno e la luminosità del luogo è un vero e proprio spettacolo della natura. Alle 21 il sole è ancora alto nel cielo; Alice (nostra figlia) getta i ciottoli della spiaggia in mare, convinta che più le pietre sono grosse, più il mare si arrabbia.</p>
<p>Viste le bellezze naturali della Normandia, decidiamo di saltare la Cộte Fleurie, sede delle più eleganti cittadine balneari del nord della Francia, e ci catapultiamo verso ovest di Honfleur a <strong>Courseulles sur Mer</strong>, sulla cui spiaggia (settore di Juno Beach) sbarcarono, il 12 giugno 1944, Winston Churchill e, il 14, il generale De Gaulle. Qui visitiamo il &#8220;<strong>Centre Juno Beach</strong>&#8220;, che racconta il ruolo del Canada nella seconda guerra mondiale.<br />
Spostandoci lungo la strada che costeggia il mare, è possibile vedere dall&#8217;alto tutte le spiagge utilizzate dagli Alleati per lo Sbarco in Normandia e i resti delle batterie di difesa tedesche. Ad <strong>Arromanches les Bains</strong> sono ancora visibili i resti del porto artificiale costruito con cassoni in cemento armato. In loco, moltissimi tabelloni e cartine che illustrano le operazioni dello sbarco. Poco più a ovest, <strong>Omaha Beach</strong>, il settore americano delle operazioni con il più alto numero di soldati uccisi tra gli alleati.<br />
L&#8217;aspetto austero e desolato che caratterizza la parte orientale della spiaggia, stretta e addossata ad una brulla scarpata, sembra rievocare gli avvenimenti tragici e gloriosi che vi si svolsero.<br />
<div id="attachment_1653" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0921_028_normandia_gallery-.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/0921_028_normandia_gallery--300x201.jpg" alt="Cimitero americano a Colleville-sur-Mer - Francia" title="Cimitero americano a Colleville-sur-Mer - Francia" width="300" height="201" class="size-medium wp-image-1653" /></a><p class="wp-caption-text">Cimitero americano a Colleville-sur-Mer - Francia</p></div>Molto interessante ed educativa la visita al <strong>cimitero americano di Colleville sur mer</strong>, che accoglie nei suoi curatissimi prati all&#8217;inglese 9387 croci in marmo bianco di Carrara, allineate in un silenzio commovente.</p>
<p>Il viaggio procede e il 14 agosto ci dirigiamo ancora verso ovest, a <strong>Cherbourg-Octeville</strong>, situata sulla costa settentrionale della penisola del Cotentin.<br />
La penisola del Cotentin è un territorio selvaggio e autentico, modellato dal vento e dal mare. Dai suoi punti panoramici si diventa partecipi di uno straordinario spettacolo naturale, dai colori cangianti delle baie all&#8217;imponenza dei promontori che vi si affacciano.<br />
Qui fisseremo il nostro &#8220;campo base&#8221; per i prossimi giorni.</p>
<p><strong>Cherbourg</strong> è una cittadina di mare, dotata della più grande rada artificiale del mondo che ospita più porti: turistico, militare, mercantile e peschereccio. Per la gioia di Alice visitiamo <strong>La Cité de la mer</strong>, dove è possibile ammirare l&#8217;acquario dedicato all&#8217;esplorazione dei fondali marini e salire a bordo del Redoutable (&#8220;Il Temibile&#8221;) il primo sommergibile nucleare francese.</p>
<p>Il giorno di ferragosto, torniamo verso le spiagge dello sbarco per recarci a <strong>St Vaast la Hougle</strong>, all&#8217;estremità del quale spicca <strong>Fort de la Hougle</strong>, con le sue distese di sabbia ricoperte di conchiglie durante la bassa marea. Da St Vaast è possibile raggiungere a piedi (in determinati momenti) la piccola <strong>isola di Tatihou</strong>.<br />
Il tempo è stabile e Alice, infilata la muta, approfitta della calda giornata senza vento per fare il bagno nelle limpide e calme acque.<br />
Nel pomeriggio, decidiamo di visitare la zona di <strong>Barfleur</strong> dove, dalla sommità del <strong>faro Raz de Barfleur</strong>, è possibile ammirare la costa est del Cotentin. Il faro è alto 75 metri e, dopo aver salito i 349 scalini della scala a chiocciola racchiusa all&#8217;interno, il panorama toglie davvero il fiato.</p>
<p>Un altro posto assolutamente da non perdere nella penisola è la punta estrema a nord, denominata <strong>Cap de la Hague</strong>. Ci arriviamo una sera al calar del sole. Il posto è davvero selvaggio: brughiera a vista d&#8217;occhio, scogli e&#8230; qualche turista.<br />
Proprio qui, godiamo del più bel tramonto di tutto il viaggio, con contorno di luna piena nel cielo. Possibilità di pernottare in camper nel parcheggio a pochi metri dal mare.</p>
<p>Un&#8217;altra meta di grande fascino a sud di Cap de la Hague è senza dubbio <strong>Carteret</strong>, con le sue dune di sabbia. Abbiamo la fortuna di arrivarci dopo un temporale e la spiaggia di sabbia finissima è deserta. Le dune sferzate dal vento forte sono molto suggestive e l&#8217;assenza di elementi umani ne accresce il fascino.<br />
Ci spostiamo a <strong>Cap de Carteret</strong>, dove sarà possibile effettuare il giro del capo a piedi e godersi con un solo colpo d&#8217;occhio tutta la zona.</p>
<div id="attachment_1655" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/1664_028_normandia_gallery-.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/1664_028_normandia_gallery--300x201.jpg" alt="Le Mont St. Michel" title="Le Mont St. Michel" width="300" height="201" class="size-medium wp-image-1655" /></a><p class="wp-caption-text">Le Mont St. Michel</p></div>
<p>Mancano ormai pochi giorni alla fine della vacanza, quindi decidiamo di spostarci verso <strong>Le Mont–St–Michel</strong> per visitare la famosa abbazia e le zone limitrofe.<br />
Fissiamo così l&#8217;ultimo campo base ad <strong>Avranches</strong>, piccola cittadina che occupa una posizione unica su di uno sperone granitico. Dalla collina di Avranches si stende la baia del celebre monte.<br />
Per tutto il viaggio ho sentito parlare di ostriche e, leggendo la nostra guida, scopro che la località che si proclama &#8220;capitale dell&#8217;ostrica di Normandia&#8221; è <strong>Gouville-sur-Mer</strong>, sita sulla costa a nord di Avranches. La sua visita si rivela una vera sorpresa.<br />
Dune di sabbia sulle quali sono poste piccole casette in legno verniciate di bianco con i tetti colorati, ma delle ostriche neanche l&#8217;ombra e in zona neppure una persona a cui chiedere informazioni. Dopo aver pranzato al riparo dal vento vicino ad una di queste casette, ci apprestiamo a ripartire. Getto un ultimo sguardo al mare e mi accorgo che sta arrivando la bassa marea. All&#8217;improvviso spuntano dalle acque dei tavolati metallici con sopra le ostriche raccolte in sacchi di plastica traforati ricoperti di alghe verdi.<br />
La spiaggia fino a quel momento deserta viene invasa da decine di persone armate di secchiello e rastrello che setacciano la sabbia a caccia di molluschi. Assolutamente da non perdere.</p>
<div id="attachment_1656" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/2153_028_normandia_gallery-.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/2153_028_normandia_gallery--300x201.jpg" alt="Le Mont St. Michel di notte" title="Le Mont St. Michel di notte" width="300" height="201" class="size-medium wp-image-1656" /></a><p class="wp-caption-text">Le Mont St. Michel di notte</p></div>
<p>Un giorno viene completamente dedicato alla visita di Mont st Michel e qui bisogna riabituarsi alla folla e alla confusione. Per evitarla, consigliamo assolutamente una visita notturna.<br />
Un suggerimento: leggete bene i cartelli che segnalano gli orari delle maree collocati nei parcheggi predisposti, eviterete così brutte sorprese al ritorno.<br />
Per godere appieno del misticismo del luogo non perdetevi infine il tramonto sulla baia visto dai piccoli villaggi o dai numerosi punti panoramici, come Caban Vauban, distribuiti sulla costa che da Avranches porta a nord verso Granville.</p>
<p>In questo viaggio alla scoperta delle bellezze naturali della Normandia abbiamo volutamente tralasciato le grandi città come Caen e Rouen preferendo il girovagare, a volte senza una meta precisa, lungo le coste e nella campagna disseminata di cascinali in pietra con i tetti in nera ardesia e animali allevati allo stato semi brado.<br />
Sembra impossibile, ma la maggior parte dei turisti si concentra a Mont-st-Michel.<br />
In questo tour abbiamo camminato su spiagge lunghissime senza incontrare anima viva e passeggiato su scogliere dove il solo compagno era il vento.<br />
Con un po&#8217; di intraprendenza, chiunque può trovare in Normandia dei luoghi dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Dario Bonetto<br />
<a href="http://www.historicando.net">www.historicando.net</a></p>
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		<title>Provenza e dintorni, il colore viola e non solo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 22:17:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[3 luglio 2005 ore 9.41 del mattino, partiamo. Direzione: Provenza, Francia. Abbiamo prenotato comodamente da casa un appartamentino, per meglio dire una stanza con bagno presso Le Clos des Lavandes a Luberon. Fidatevi del sito Gite des France, è una garanzia. All&#8217;arrivo veniamo accolti calorosamente dalla proprietaria che ci fa vedere la stanza. Aprendo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1625" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/clos_20de_20lavandes.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/clos_20de_20lavandes-300x225.jpg" alt="Le Clos des Lavandes - Luberon" title="Le Clos des Lavandes - Luberon" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1625" /></a><p class="wp-caption-text">Le Clos des Lavandes - Luberon</p></div>
<p>3 luglio 2005 ore 9.41 del mattino, partiamo. Direzione: Provenza, Francia.</p>
<p>Abbiamo prenotato comodamente da casa un appartamentino, per meglio dire una stanza con bagno presso <a href="http://pagesperso-orange.fr/leclosdeslavandes/">Le Clos des Lavandes</a> a Luberon. Fidatevi del sito <a href="http://www.gites-de-france.com/">Gite des France</a>, è una garanzia. </p>
<p>All&#8217;arrivo veniamo accolti calorosamente dalla proprietaria che ci fa vedere la stanza. Aprendo la persiana rigorosamente di colore lilla ne e&#8217; uscito un profumo di pulito veramente inebriante. La stanza ha un piccolo balconcino a terrazzo con l&#8217;ombrellone immerso nel vasto giardino della maison. Anche il bagno piccolo ma arredato anch&#8217;esso in maniera divina ti da già la sensazione che passerai una settimana fantastica.  </p>
<p>La mattina del 4 luglio ci siamo svegliati ed aprendo le imposte le cicale ci hanno dato il<br />
benvenuto, il fruscio della lavanda nel giardino riecheggia e il profumo di torta ci fa vestire velocemente per affrontare una abbondane colazione nel patio. Sul tavolo le loro marmellate erano già li pronte per gli ospiti, le torte appetitose ci stavano attendendo.</p>
<div id="attachment_1627" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/gole_20del_20verdon_204.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/gole_20del_20verdon_204-300x225.jpg" alt="Gole del Verdon" title="Gole del Verdon" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1627" /></a><p class="wp-caption-text">Gole del Verdon</p></div>
<p>Ora andiamo verso <strong>Merindol</strong> e poi via verso <strong>Roque d&#8217;Anthéron</strong> per visitare l&#8217;<strong>Abbazia di Silvacane</strong> che ha un chiostro cistercense molto carino con un organo antico dislocato sopra l&#8217;entrata. La zona offre platani e sequoie maestose. Anche quest&#8217;anno si è tenuto come sempre il festival internazionale di pianoforte. Imbocchiamo la 952 direzione <strong>Gole del Verdon</strong>, suggestive! Sono il grande Canyon europeo. Il fiume colore verde smeraldo che scende forma 5 laghi artificiali fatti da 5 dighe creando così energia idroelettrica. In alcuni punti arriva a 700 metri ed e&#8217; uno strapiombo vertiginoso. Abbiamo costeggiato tutta la cresta in un panorama unico.</p>
<div id="attachment_1630" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/roussignol_20dintorni.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/roussignol_20dintorni-300x225.jpg" alt="Valle di Roussignol" title="Valle di Roussignol" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1630" /></a><p class="wp-caption-text">Valle di Roussignol</p></div>
<p>Questa mattina si parte per <strong>Roussignol</strong>, una valle interamente color ocra. Si parcheggia fuori. Per entrare si paga dopodiché si sceglie il sentiero da percorrere a piedi. Non è difficile, si sale e si scende molto lentamente, ma la sensazione è molto particolare, si è attorniati solo ed esclusivamente dal color ocra. Attenzione all&#8217;abbigliamento anche le scarpe si possono compromettere. Quindi indossate capi poco costosi, così se non verrà via il colore non sarete tanto dispiaciuti. All&#8217;uscita ci sono tutti i negozietti che vendono i colori per dipingere.</p>
<p>Altro luogo da visitare assolutamente in Provenza è <strong>Senanque</strong>, con la sua Abbazia immersa nella lavanda, costruita dai monaci nel 1148. Si può visitare. All&#8217;interno c&#8217;è il chiostro con giardino alla francese. Il refettorio ed il dormitorio dove i monaci rispettavano il sonno/veglia. Ingresso: 6 euro. Come sempre all&#8217;uscita il negozio con i souvenir.</p>
<p><strong>Sault</strong> è un paradiso immerso nel viola. Tutte le strade della zona sono coltivate a lavanda in fazzoletti di terreno ben delineati. Questo borgo provenzale è coccolato dalla lavanda che le dà un tocco magico. Da Sault si arriva agilmente alle gole della Nesque (<strong>Gorge de la Nesque</strong>). Basta prendere la D942 e qui potete ammirare per chilometri ulivi e querce che si snodano attraverso gole e gallerie. Il punto migliore è senza dubbio <strong>Castellaras</strong>, siamo a circa 900 metri di altezza. In questa regione non bisogna percorre le strade principali ma le secondarie come la 30 oppure la 34. Certo sono strette, ma i panorami insoliti di campi di lavanda sono impagabili.</p>
<div id="attachment_1619" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/isle_20sur_20la_20sourge_206.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/isle_20sur_20la_20sourge_206-300x225.jpg" alt="Isle sur la Sorgue" title="Isle sur la Sorgue" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1619" /></a><p class="wp-caption-text">Isle sur la Sorgue</p></div>
<p>Vicino a <strong>Lacoste</strong> c&#8217;è l&#8217;<strong>Isle sur la Sorgue</strong> il fiume ci passa in mezzo e dà vita a tanti canali. E&#8217; la più provenzale delle città viste fino ad ora con il suo mercato domenicale di Brocantage. E quello del pesce che si sviluppa lungo il fiume. Da Lacoste si può anche raggiungere il <strong>Mont Ventoux</strong>. Non ci vogliamo perdere il panorama da 1912 metri, l&#8217;auto si arrampica fino in cima, la giornata è tersa ma l&#8217;aria che in vetta non manca mai penetra tra gli orditi e le trame della mia giacca di lana. Non riesco neppure ad avere una postura eretta. </p>
<div id="attachment_1631" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/ponte_20di_20millau_202.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/09/ponte_20di_20millau_202-300x225.jpg" alt="Ponte di Millau" title="Ponte di Millau" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1631" /></a><p class="wp-caption-text">Ponte di Millau</p></div>
<p>Ci dirigiamo infine verso <strong>Millau</strong> per ammirare il ponte veicolare più alto del mondo, siamo nella <strong>Alvernia</strong>. Abbiamo preso la N9, ci passa proprio sotto. Maestoso. Ci sentiamo proprio dei microbi vicino al lui. Le foto si sprecano, è leggermente più alto della Tour Eiffel. Parte da un lato della montagna attraversa la valle e termina sul lato opposto.</p>
<p>Ultima tappa è <strong>Carcassonne</strong>, con il suo fiabesco castello e l&#8217;aria pregna di storia. La cittadella è fatta di tortuose viuzze, di botteghe e vecchie costruzioni. L&#8217;impatto è veramente unico. Di sera la sua illuminazione rende tutto irreale, sembra veramente di far parte di qualche favola. Purtroppo la nostra di fiaba e terminata e ci dirigiamo verso casa. Quest&#8217;anno in auto abbiamo fatto solo 2300 km!</p>
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		<title>Lapponia, una terra dura dal cuore caldo</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Aug 2009 23:37:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Lapponia esercita da sempre un grande fascino su chi vive in climi temperati. Se ne ha una visione romantica, di estese foreste e deserti di ghiaccio. E&#8217; il paese di Babbo Natale e delle renne, il luogo magico dove d&#8217;inverno non si vede il sole e che in estate regala lunghe giornate di luce. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1551" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/08/bagno_polare.JPG"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/08/bagno_polare-300x225.jpg" alt="" title="Finlandia - Bagno polare" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1551" /></a><p class="wp-caption-text">Finlandia - Bagno polare</p></div>
<p>La Lapponia esercita da sempre un grande fascino su chi vive in climi temperati. Se ne ha una visione romantica, di estese foreste e deserti di ghiaccio. E&#8217; il paese di Babbo Natale e delle renne, il luogo magico dove d&#8217;inverno non si vede il sole e che in estate regala lunghe giornate di luce. Indubbiamente è tutto vero&#8230; ma la Lapponia è anche una terra dura, difficile da scegliere come casa. E&#8217; un posto dove non c&#8217;è immigrazione, perchè il lavoro comunque scarseggia. Ci vuole fantasia per attirare molti turisti qui&#8230; ma i Lapponi evidentemente ne sono dotati e sono capaci di offrire ai visitatori esperienze davvero uniche.</p>
<p>Siamo partiti una decina di giorni fa, sfruttando un convenientissimo volo Rynair sino a <strong>Tampere</strong> e di lì viaggiando verso il grande Nord in un comodo vagone letto. La prima tappa è stata <strong>Ylitornio</strong>, un gruppetto di case sulle rive del fiume Tornio, che divide la Finlandia dalla Svezia. E&#8217; a circa un&#8217;ora e mezzo di treno da <strong>Rovaniemi</strong> e altrettanto dista da <strong>Kemi</strong>. Qui ci aspettano i proprietari del lodge dove trascorreremo le prime due notti. Sono pronti a farci vivere alcune delle esperienze più belle del nostro viaggio: una corsa con la muta di husky, una gita in slitta con le renne e una passeggiata nella foresta guidando le motoslitte. </p>
<p>Letizia non vede l&#8217;ora di incontrare gli husky. Nemmeno si accorge dei -14 °C che ci accolgono. Siamo equipaggiati, ma in caso di emergenza gli organizzatori sono in grado di fornire ogni tipo di abbigliamento. Infatti decido di indossare una bella tuta da sci di tre taglie più grande, sotto la quale potere indossare tutto ciò che mi serve per sentirmi al caldo. Per fortuna dopo poche ore guadagniamo qualche grado e per tutta la giornata il termometro rimarrà sui -8° con tempo soleggiato.</p>
<p>Arrivano gli husky. Non avrei mai immaginato che fossero così simpatici qui, nel loro ambiente naturale. Sono vivaci e giocherelloni, pronti a farci correre sul letto del fiume ghiacciato. La nostra guida li prepara e prende con sè Letizia, adagiandola in una slitta ricoperta di pelli di renna. Io e Giulio siamo nell&#8217;altra slitta e decido di guidare per prima&#8230; eh eh! Seguiamo un rapido corso e partiamo&#8230; I cani sono velocissimi. Le zampette sollevano minuscole scaglie di ghiaccio che ci colpiscono in viso, ma per il resto l&#8217;esperienza è esaltante. Arriviamo in mezzo alla foresta e la nostra guida accende un piccolo fuoco per scaldare l&#8217;acqua e offrirci una bibita calda.</p>
<p>Il pomeriggio è dedicato alla visita di una fattoria dove si allevano le renne. I Sami, più comunemente conosciuti come lapponi, sono ormai tutti stanziali (dal 1950 hanno rinunciato al nomadismo), ma conservano molte delle loro tradizioni, come il rapporto speciale con le renne. Questi animali forniscono loro cibo, pelli per proteggersi dal freddo e sono ancora un importante mezzo di sostentamento. In fattoria ci accoglie un lappone nel tradizionale costume colorato. Ci insegna come prendere al lazo una renna (bhe&#8230;finta) e poi ci spiega come bardare l&#8217;animale per fargli trainare la slitta. Questa volta abbiamo a che fare con le bestie vere&#8230; per fortuna sono ben addestrate e molto mansuete. Ancora qualche spiegazione sui comandi essenziali e poi si parte. Sembra di vivere una scena di altri tempi: una carovana di slitte trainate da questi incredibili animali e tutto intorno solo il candore della neve e la magnificenza delle betulle. Anche qui ci fermiamo per una pausa ristoratrice: salsiccie cotte sul fuoco, bevande calde e un bel po&#8217; di licheni per le nostre renne.</p>
<p>Il giorno dopo è la volta della gita in motoslitta. Naturalmente dobbiamo seguire un ennesimo corso di sopravvivenza e poi siamo pronti a partire. Ci sarebbe la tentazione di lanciarsi sulla neve resca a tutta velocità e provare l&#8217;ebbrezza della vera libertà&#8230; tuttavia dobbiamo diligentemente seguire la nostra guida. La destinazione è un ruscello ghiacciato, dove proveremo a pescare alla maniera lappone, ossia facendo un buco nel ghiaccio. Non è un&#8217;operazione facile: occorre una specie di trivella lunga quasi un metro e mezzo! Una volta fatto il buco, si leva il ghiaccio in eccesso e si prova a calare la canna&#8230; di solito con poca fortuna.Infatti non prendiamo nulla&#8230; E&#8217; il momento dei saluti. </p>
<p>Raggiungiamo <strong>Kemi</strong> in circa due ore di autobus. La cittadina non ha assolutamente nulla di speciale, ma anche qui si possono vivere due esperienze straordinarie: la minicrociera in rompighiaccio e la visita al castello di ghiaccio più grande del mondo. Kemi si affaccia sul golfo di Botnia. Il Mar Baltico, in questo settore, perde quasi completamente la salinità, a causa dell&#8217;enorme quantità di acqua dolce dovuta al disgelo e ai fiumi che vi si gettano. Le conseguenze sono: pesci di acqua dolce e un &#8216;estrema facilità a ghiacciare. Proprio qui la <strong>rompighiaccio Sampo</strong> offre ai turisti l&#8217;occasione per vivere una straordinaria avventura di circa quattro ore. Si salpa per assistere alla lotta di questo colosso di acciaio contro la forza della natura. Il mare tutto intorno è un deserto bianco. Si può anche scendere e passeggiare, oppure si può vivere l&#8217;esaltante esperienza di un bagno in mezzo ai ghiacci (naturalmente equipaggiati con una muta galleggiante del tutto isolante). Entrare in acqua e stare abbracciata ad un piccolo iceberg è stato incredibile! </p>
<p>Kemi è anche il posto in cui ogni anno è costruito <strong>il grande castello di ghiaccio</strong> che ospita al suo interno persino un hotel e un ristorante.<br />
La costruzione è imponente&#8230; vi sono anche la chiesa, una sala giochi per i bimbi, una pista di discesa su ghiaccio con ciambelloni, sculture, saloni. Eravamo indecisi se dormire o no nell&#8217;hotel di ghiaccio e sinceramente sono contenta di non averlo fatto: la temperatura interna è mantenuta a -5°C e il ghiaccio dei letti è moderato da tantissime pelli di renne che emanano un odore un po&#8217; forte. Abbiamo, invece, pranzato al ristorante. </p>
<p>Dopo Kemi c&#8217;è stata la tappa forse più attesa da mia figlia: <strong>Rovaniemi</strong>, per l&#8217;incontro con Babbo Natale. Ho letto che l&#8217;anno scorso Santa Claus ha incontrato più di 300.000 persone da 190 paesi del mondo.<br />
L&#8217;incontro è sicuramente magico. Si percorre un corridoio incantato sino ad arrivare alla grande porta d&#8217;oro. Un elfo, all&#8217;entrata, prepara il grande avvenimento, che verrà filmato e fotografato. Babbo Natale parla un po&#8217; tutte le lingue. Letizia era così emozionata da non ricordarsi nemmeno il suo nome! L&#8217;entrata al <strong>Santa Village</strong> è gratuita&#8230; tanto si rifanno con le foto, i filmini e i vari regali.</p>
<p>L&#8217;ultimo giorno è stato dedicato alla visita dello zoo di <strong>Ranua</strong>, paesino a circa 80 Km da Rovaniemi. Non è proprio uno zoo, piuttosto un parco con spazi recintati dove gli animali hanno ampio movimento. L&#8217;incontro con gli orsi polari è stato davvero simpatico&#8230; peccato che gli orsi bruni fossero in letargo! La temperatura, però, non è stata clemente con noi durante la nostra ultima tappa: -25 per tutto il giorno!</p>
<p>In conclusione ho trovato la Lapponia una terra affascinante e difficile. Penso che occorra amarla molto per scegliere di vivere lì. La gente che ho incontrato è stata ospitale, caldamente cordiale. Sicuramente sono persone abituate a lavorare duramente, a trascorrere il tempo senza troppi agi. Persino i loro momenti di relax sono molto particolari: la piacevole sauna termina con un tuffo nella piscina di acqua gelata!<br />
Abbiamo provato anche noi&#8230; ma non ci sarebbe dispiaciuto galleggiare in acqua tiepida!<br />
Ho trovato poche concessioni al lusso, negli arredamenti e nell&#8217;architettura delle case. C&#8217;è l&#8217;essenziale, ma vi è anche la consapevolezza che nulla va sprecato, in condizioni ambientali così particolari. La Lapponia è una terra magica, quasi ipnotizzante nella sua monotona bellezza. A volte si macinano chilometri con l&#8217;impressione di essere fermi sempre nello stesso punto: betulle, neve, corsi d&#8217;acqua ghiacciati si alternano senza variazioni. Solo poche case colorate ci ricordano che c&#8217;è presenza umana. Un viaggio lassù è un&#8217;esperienza da vivere&#8230; sceglierla come casa è un atto d&#8217;amore che pochi fanno. </p>
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		<title>Barcellona economica: consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 23:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Info utili per una vacanza economica a Barcellona. Alcuni consigli su come risparmiare il più possibile senza rinunciare a nulla (o quasi). Barcellona è una delle città spagnole più visitate dai turisti, se progettate bene il vostro viaggio prima di partire vi renderete conto che potreste spendere davvero poco per visitarla. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1338" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/07/barcellona-economica-consigli-e-info-utili-di-viaggio/barcelona_casa_mila_gaudi/" rel="attachment wp-att-1338"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/07/Barcelona_casa_mila_gaudì-300x225.jpg" alt="Barcelona - Casa Mila Gaudì" title="Barcelona - Casa Mila Gaudì" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1338" /></a><p class="wp-caption-text">Barcelona - Casa Mila Gaudì</p></div>
<p>Barcellona è il capoluogo della Catalogna, nonché una delle città spagnole più visitate dai turisti, ma se progettate bene il vostro viaggio prima di partire vi renderete conto che potreste spendere davvero poco per visitarla. Di seguito troverete solo i consigli su come risparmiare il più possibile senza rinunciare a nulla (o quasi); per tutto il resto consultate l&#8217;articolo completo su <a target="_blank" href="http://www.wikivoyage.org/it/Barcellona">wikivoyage</a>.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
Grazie ai voli low cost, il modo più veloce ed economico per raggiungere Barcellona dall&#8217;Italia è sicuramente l&#8217;aereo. I <strong>voli low cost</strong> non atterrano all&#8217;aeroporto di Barcelona (BCN), ma all&#8217;aeroporto di Girona-Costa Brava (GRO) che si trova a 12 km da Girona e 100km da Barcellona. La Ryanair parte da Alghero, Bergamo, Bologna, Cagliari, Forlì, Perugia, Pescara, Pisa, Roma Ciampino, Torino e Treviso. La Easyjet vola solo da Milano Malpensa. Gli <strong>autobus della Barcelona Bus</strong> collegano l&#8217;aeroporto con Barcellona e fanno capolinea alla Estació d&#8217;autobusos Barcelona Nord. Il tragitto dura un po&#8217; meno di un&#8217;ora e il biglietto di sola andata costa circa 12 €, ma vi conviene prendere direttamente il biglietto di andata e ritorno che costa 21 €.</p>
<p><strong>Muoversi a Barcellona</strong><br />
Molte attrazioni turistiche sono raggiungibili a piedi, ma altrettante è consigliabile raggiungerle con i mezzi pubblici. Il biglietto di corsa singola per la <strong>metropolitana </strong>costa dai 1,30 € a 6,40 € a seconda delle 6 zone che si intende percorrere, mentre il biglietto di corsa singola per gli autobus è di 1,30-5,40 €. Esistono diversi tipi di abbonamenti turistici ma forse la soluzione migliore è la <strong>Travel card T-10</strong> che al costo di 7.20 € offre la possibilità di usufruire di 10 corse (anche in più persone). L&#8217;<strong>autobus turistico</strong> invece può essere una soluzione interessante per chi intende visitare molte attrazioni turistiche in quanto raggiunge anche quelle fuori mano e propone 3 itinerari al costo di 20 € (bambini 12 €) per 1 giorno oppure 26 € (bambini 16 €) per due giorni, e sono inclusi diversi buoni sconto per l&#8217;ingresso ad alcuni musei, tour guidati, trasporti e fastfood. Date comunque prima un&#8217;occhiata al sito in modo da capire se gli sconti proposti sono di vostro interesse, perché se no non conviene.</p>
<p><strong>Scoprire la città</strong><br />
Barcellona propone due card per i turisti: la <strong>Barcelona Card</strong> consente di usufruire gratuitamente dei trasporti pubblici e sconti/ingressi gratuiti in oltre 100 musei e l&#8217;<strong>Articket</strong> che invece consente l&#8217;accesso ai 7 principali centri d&#8217;arte della città al costo di 20€. La prima card offre molti sconti (e costa dai 25 ai 40€) ma è da chiedersi se avete veramente intenzione di visitare tutti questi musei &#8211; non fatevi tentare troppo dall&#8217;offerta perché facendo bene due conti e programmando bene il vostro itinerario riuscirete a risparmiare di più senza acquistarla &#8211; mentre la seconda tessera è un affare per gli appassionati dell&#8217;arte in quanto include l&#8217;ingresso gratuito ai seguenti musei Museu Picasso (5,80€), Fundació Caixa Catalunya-Casa Milà (9,50€), Fundació Antoni Tàpies, Museu d&#8217;Art Contemporani de Barcelona (MACBA) (7,50€), Centre de Cultura Contemporània de Barcelona (CCCB) (4,50€), Museu Nacional d’Art de Catalunya (MNAC) (8,50€) e Fundació Joan Miró (8€).</p>
<p><strong>Ingresso gratuito</strong><br />
La chiese sono tutte a ingresso gratuito.</p>
<p>- <strong>Park Güell</strong> sorge sulle pendici del monte Pelat (montagna calva). Nel 1900 il conte Eusebi Güell commissionò a Gaudí la realizzazione di questo parco che doveva ospitare 60 abitazioni, anche se l&#8217;opera non fu mai terminata e ad oggi vi sono solo 3 case (di cui una è la Casa/museo Gaduí dove visse l&#8217;artista). Entrando dall&#8217;ingresso principale si possono notare le due casette che Gaudí disegnò ispirandosi alla favola di Hansel e Gretel, e la scalinata sulla quale si trova la famosa Salamandra coperta di trencadis (collage di pezzi di ceramica/vetro). In cima alla scalinata sarebbe dovuto sorgere il mercato di cui oggi si possono notare le 86 colonne della Sala Hipostila. Indirizzo: Carrer Olot. Orario: da lunedì a domenica dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc Joan Miró</strong> sorto sulle ceneri del vecchio mattatoio che serviva la vicina arena. Il parco è caratterizzato dalla statua Dona i Ocell (Donna e uccello), opera di Mirò. Indirizzo: Carrer d&#8217;Aragò. </p>
<p>- <strong>Font màgica de Montjuïc</strong> posta ai piedi del Palau Nacional, fu progettata da Carles Buïgas nel 1929 (in occasione dell&#8217;Esposizione Internazionale) e costruita in meno di un anno. Per permettere la costruzione della fontana nel 1928 vennero demolite le Quattro colonne di Josep Puig i Cadafalch. Negli orari serali (da giovedì a domenica dalle 21.30 alle 23.30; da ottobre solo il venerdì e sabato dalle 19 alle 21) propone un favoloso spettacolo di luci, suoni, colori, giochi d&#8217;acqua e musica. </p>
<p>- <strong>Caixa Forum</strong> ex-fabbrica tessile di Casarramona trasformata nel 2002 nella sede della Fondazione &#8220;la Caixa&#8221;. La grande banca catalana finanzia questo centro di esposizione di arte moderna e la collezione delle opere cambia a rotazione tre volte all&#8217;anno. L&#8217;edificio è stato progettato dall&#8217;architetto modernista Josep Puig i Cadafalch, mentre il più moderno ingresso è stato aggiungo dall&#8217;architetto giapponese Arata Isozaki. Indirizzo: Av. Marquès de Comillas 6-8, tel. +34 093 4768600. Orario: da lunedì a domenica dalle 10 alle 20 (sabato fino alle 22). </p>
<p>- <strong>Palau Güell</strong> edificato da Gaudì su commissione di Eusebi Güell che voleva avere un nuova dimora a Barcellona. Dal 1984 fa parte del Patrimonio dell&#8217;Umanità UNESCO ed è l&#8217;unico edificio che Gaudí terminò completamente e non ha subito future modificazioni significative. Momentaneamente l&#8217;edificio è in fase di ristrutturazione e sono visitabili solo il pianoterra e i sotterranei che erano destinati alla scuderia per i cavalli. Indirizzo: Nou de la Rambla 3-5, tel. +34 93 3173974, fax +34 93 3173779. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 14.30. </p>
<p>- <strong>Anella Olímpica</strong> zona dove si svolsero i Giochi Olimpici del 1992. L&#8217;Estadu Olímpic Lluís Companys fu progettato già nel 1929 perché avrebbe dovuto essere un&#8217;alternativa ai Giochi olimpici di Berlino, anche se poi venne tutto annullato a causa della Guerra civile spagnola. All&#8217;interno dell&#8217;Anella Olímpica c&#8217;è anche il <strong>Palau Sant Jordi</strong> progettato dall&#8217;architetto giapponese Arata Isozaki. Oggi il Palau Sant Jordi è la principale struttura di Barcellona per i concerti e grandi eventi. Indirizzo: Passeig Olímpic 5-7, tel. +34 093 4262089. Orario: ogni giorno dalle 10 alle 18 (da maggio a settembre fino alle 20). </p>
<p>- <strong>Mercato del Bor</strong>n struttura ottocentesca in ferro battuto. Orario: sabato dalle 10 alle 20, domenica dalle 10 alle 15.</p>
<p>- <strong>Hospital de la Santa Creu i Sant Pau</strong> opera del modernista Lluís Domèneche i Montaner. Lo storico ospedale è ancora in funzione, con quasi 50 padiglioni. Al turista è consentito passeggiare nel giardino tra un padiglione e l&#8217;altro, tutti diversi tra loro. Indirizzo: C. Sant Antoni Maria Claret 167, tel. +34 093 2562504. </p>
<p>- <strong>Palau Reial de Pedralbes</strong> tra il 1919 e il 1931 fu la residenza della famiglia reale spagnola quando veniva in visita a Barcellona. Attualmente il palazzo ospita il Museo della Ceramica e il Museo della Arti decorative, ed è circondato da un giardino in cui si trova anche la Font de Gaudí. L&#8217;accesso al giardino è gratuito. </p>
<p>- <strong>Jardins Mossèn Costa i Llobera</strong>  dal lato del porto di Montjuïc si trova un fantastico giardino ricco di cactus e piante grasse provenienti da tutto il mondo. Indirizzo: Ctra de Miramar 1. Orario: dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc de la Ciutadella</strong> in passato era l&#8217;unico parco della città. Oggi è caratterizzato dalla Cascada monumento-fontana, dal laghetto che offre la possibilità di fare un giro con la barca a remi, dai giochi per i bambini e dalle numerose statue. Indirizzo: Passeig de Picasso. Orario: tutti i giorni dalle 10 al tramonto. </p>
<p>- <strong>Parc Espanya Industrial</strong> il parco si trova proprio dietro la stazione di Sants ed è caratterizzato da un laghetto (a volte prosciugato) e da 10 torri futuristiche simili a dei fari. Anche questa zona fu rinnovatain occasione dei Giochi Olimpici. Indirizzo: Carrer de Watt 24. Orario: tutti i giorni dalle 10 al tramonto. Metro: linea verde L3 fermata Sants-Estació; bus turistico linea blu. </p>
<p><strong>Gratuito limitato</strong><br />
Diversi musei sono gratuiti la prima domenica del mese e di seguito ve ne proponiamo alcuni. Recentemente il sindaco ha deciso che da 1° aprile 2009 i musei municipali saranno gratuiti ogni domenica pomeriggio dalle 15 alle 20.</p>
<p>- <strong>Museu Picasso</strong> propone la collezione più completa e significativa del mondo delle prime opere effettuate da Picasso. Indirizzo: Montcada 15-23, tel. +34 93 2563000. Orario: da martedì a domenica e festivi dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: under 16 e ogni prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu Nacional d&#8217;Art de Catalunya (MNAC)</strong> ha sede nel Palau Nacional ed espone dipinti e sculture dell&#8217;arte catalana dal periodo romanico fino a metà del XX secolo. L&#8217;edificio in stile neobarocco fu realizzato per essere il cuore dell&#8217;Esposizione internazionale. L&#8217;esposizione è suddivisa in due piani ed è composta da percorsi dedicati al periodo Romanico, Gotico, Rinascente e Barocco, Arte moderna e Numismatica. All&#8217;interno sono esposte anche alcune opere di Gaudí, Dalì e Picasso. Indirizzo: Parc de Montjuïc, tel. +34 93 6220376. Orario: da martedì a sabato dalle 10.00 alle 19.00, domenica e festivi dalle 10.00 alle 14.30. Ingresso gratuito: under 15 e over 65. </p>
<p>- <strong>Museu d&#8217;Art Contemporani de Barcelona (MACBA)</strong> Una vasta collezione di opere d&#8217;arte della seconda metà del XX secolo.  Indirizzo: Plaça dels Angels 1, tel. +34 93 4120810. Orario estivo (da fine giugno a fine settembre): nei giorni feriali dalle 11.00 alle 20.00 (martedì e venerdì fino a mezzanotte), sabato dalle 10.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 15.00. Orario invernale (da fine settembre a fine giugno): nei giorni feriali (chiuso martedì) dalle 11.00 alle 19.30, sabato dalle 10.00 alle 20.00 e domenica dalle 10.00 alle 15.00. Ingresso gratuito: over 65 e under 14. </p>
<p>- <strong>Cosmo Caixa</strong> un &#8216;science centre&#8217; ricco di sezioni interattive e divertenti soprattutto per i bambini e ragazzi. Il museo è diviso in diverse sezioni: il muro geologico, la foresta pluviale ricostruita in una sala a parte dove ammirare la flora e fauna tipica di quell&#8217;area, la sala degli exhibit hands-on dove scoprire e giocare con gli esperimenti scientifici, il planetario per imparare a trovare le costellazioni, e il toca-toca per conoscere meglio la natura e gli animali. Indirizzo: Teodor Roviralta 47-5, tel. +34 93 2126050. Orario: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: prima domenica del mese, e dopo le ore 17 (sabato, domenica e festivi dopo le ore 18). </p>
<p>- <strong>Museu Frederic Marès</strong> fondato nel 1946 ospita oggetti di uso quotidiano e dell&#8217;arte religiosa della collezione dello scultore Frederic Marès (1893-1991). Indirizzo: Pl. Sant Iu 5-6, tel. +34 93 2563500. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 19, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: la prima domenica di ogni mese e mercoledì pomeriggio. </p>
<p>- <strong>Sagrada Familia</strong>. Nel 1866 l&#8217;allora nata associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe si pose l&#8217;obiettivo di costruire un tempio dedicato alla Sacra Famiglia. A seguito dei disaccordi con il primo architetto, a condurre la realizzazione dell&#8217;imponente opera subentrò Gaduí che lavorò a questo progetto per 40 anni. Negli ultimi 15 anni di vita si dedicò completamente ad essa. Purtroppo durante la guerra civile spagnola numerosi disegni e alcune parti della chiesa vennero distrutti e la sua costruzione riprese solo dopo diversi anni. La chiesa è tutt&#8217;ora in fase di costruzione e una volta terminata avrà 18 torri che rappresentano i 12 apostoli, i 4 evangelisti, la Madonna e la più alta sarà dedicata a Gesù. Nel sotterrano della chiesa è allestito il museo della sua storia. Indirizzo: C. Mallorca 401, tel. +34 932 080414. Orario: da ottobre a marzo dalle 9.00 alle 18.00, da a aprile a settembre dalle 9.00 alle 20.00. Ingresso gratuito: under 12. </p>
<p>- <strong>Castell de Montjuïc</strong> roccaforte del Settecento al cui interno ha sede il Museo militare. La sua funzione era proteggere la città dagli attacchi dal mare. In origine ci fu solo una torre di avvistamento, ma nel 1640 venne edificata la prima fortificazione durante la rivolta contro Felipe IV e in seguito (1694) fu trasformata in castello. Tel. +34 093 3298613. Ingresso gratuito: per la parte esterna; interno solo under 8. </p>
<p>- <strong>Museu Etnològic</strong> collezione di oggetti appartenenti a culture dell&#8217;Africa, Asia, America latina e Oceania. Indirizzo: Pg. Santa Madron 16-22, tel. +34 093 4246807. Orario: da ottobre a giugno dalle 10 alle 14 (materdì e giovedì fino alle 19, chiuso il lunedì); da luglio a settembre da martedì a sabato dalle 12 alle 20, domenica e festivi dalle 11 alle 15. Ingresso gratuito: under 12 e la prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu de les Arts Decoratives</strong>, museo delle arti decorative al Palau Reial de Pedralbes. Indirizzo: Av. Diagonal 686, tel. +34 093 2563465. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: prima domenica del mese e under 16. </p>
<p>- <strong>Museu de Ceràmica</strong> fondato nel 1966, il museo della ceramica spagnola è situato dal 1990 nel palazzo reale. Indirizzo: Av. Diagonal 686, tel. +34 093 2563465. Orario: da martedì a sabato dalle 10 alle 18, domenica e festivi dalle 10 alle 15. Ingresso gratuito: prima domenica del mese. </p>
<p>- <strong>Museu d&#8217;Història de la Ciutat</strong> un ottimo modo per conoscere la città attraverso duemila anni storia narrati in questo museo. Indirizzo: Pl. del Rei, tel. +34 93 2562122. Ingresso gratuito: primo sabato del mese. </p>
<p>- <strong>Jardí Botànic</strong>, dal 1999 raccoglie circa 1.500 specie di piante mediterranee provenienti da tutto il mondo divise in sezioni: Australia, Africa meridionale, Cile, California, Mediterraneo orientale, Mediterraneo occidentale, Nordafrica e Isole Canarie. Indirizzo: Parc de Montjuïc, tel. +34 93 4264935. Orario: da novembre a gennaio dalle 10.00 alle 17.00, a febbraio, marzo e ottobre fino alle 18.00, aprile, maggio e settembre fino alle 19.00, giugno, luglio e agosto fino alle 20.00. Ingresso gratuito: under 16 e ultima domenica di ogni mese. </p>
<p>- <strong>Museu Tèxtil i d&#8217;Indumentària</strong> Indirizzo: Av. Diagonal 686. Ingresso gratuito: prima domenica del mese.</p>
<p>- <strong>Monestir de Pedralbes</strong>, il museo-monastero di Pedralbes in stile gotico catalano è stato aperto al pubblico nel 1983 e nel 1991 fu dichiarato monumento storico artistico. Il monastero fu costruito nel 1326 dal re Jaime II (Giacomo II d&#8217;Aragona) per la sua quarta moglie Elisenda de Moncada. Quando il re morì la regina Elisenda si rinchiuse fino alla sua morte (1367) in un palazzo attiguo al monastero delle clarisse. Indirizzo: Baixada del Monestir 9, tel. +34 93 2039282. Orario: da martedì a domenica e festivi dalle 10 alle 14, chiuso il lunedì e nei giorni 1/1, 1/5, 24/6, 25/12, 26/12 e Venerdì Santo. Ingresso gratuito: under 16 e prima domenica del mese. </p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
Se volete mangiare al fast food, al posto dei soliti fast-food americani scegliete quelli spagnoli come Bocatta o Pans &#038; Company che propongono panini decisamente più sani e altrettanto economici. I ristoranti nelle zone più turistiche come la Rambla non hanno sempre un buon rapporto tra qualità e prezzo, ma basta spostarsi di qualche metro nelle stradine interne e trovare qualche locale tipico dove mangiare decisamente meglio e a prezzi più convenienti. Due posti consigliati dove mangiare degli ottimi piatti locali spendendo poco sono:</p>
<p>- <strong>Los Pescadores</strong>, un piccolo locale spartano, frequentato dalla gente del posto dove di mangia dell&#8217;ottimo pesce a buon prezzo. C. Maquinista 48, Barceloneta, tel. +34 93 3193058<br />
- <strong>Romesco</strong>, un piccolissimo ristorante economico sempre affollato da turisti e gente del posto. C. Sant Pau 28, tel. +34 93 3189381. </p>
<p><strong>Dove alloggiare</strong><br />
Se state cercando una sistemazione economica in centro città vi conviene cercarla direttamente sul posto in quanto le pensioni poco costose, per tenere i prezzi bassi, non dispongono di siti internet e tantomeno sono prenotabili attraverso i principali portali in rete. Questi alloggi si trovano soprattutto nella zona della Rambla (quindi in pieno centro), di solito sono caratterizzate da arredamento modesto e assenza di ascensore, ma in compenso sono pulite e una camera doppia con bagno può costare sui 35-40 € a notte (per camera!). Un esempio è la <strong>Pensione Solarium</strong> in La Guardia 13, Ramblas, tel. +34 93 3184873.</p>
<p><strong>Shopping</strong><br />
I negozi più piccoli chiudono durante l&#8217;ora di pranzo (13-14) e riaprono verso le 16-17, mentre quelli più grandi rimangono aperti non-stop fino alle 20-21 (alcuni anche 22). Il Barri Gotic è la zona dello shopping per tutte le tasche, mentre il Passeig de Gràcia e La Diagonal sono dedicati all&#8217;alta moda. Per gli amanti della moda Barcellona offre numerosi negozi di marchi spagnoli come Zara, Mango, Desigual e stilisti tra cui Custo e Antonio Miro. Tra i grandi magazzini spicca El Corte Inglés. Nei negozi di Barcellona è possibile trovare degli ottimi articoli in pelle (scarpe, borse, cappotti etc.) a prezzi molto più economici rispetto all&#8217;Italia, e quasi sempre sono articoli fabbricati sull&#8217;isola di Maiorca. </p>
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		<title>Marco in Danimarca 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 16:05:12 +0000</pubDate>
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		<title>Budapest, video tour della capitale ungherese</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 15:42:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Video tour di Budapest, la capitale dell&#8217;Ungheria.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/05/budapest-travel-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> Video tour di Budapest, la capitale dell&#8217;Ungheria.</p>
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		<title>Barcellona, video tour sulle bellezze della città</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 15:21:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Seconda città di Spagna ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una metropoli affacciata sul mare dalle tante e contraddittorie anime. L’anima catalana è la più spiccata e la rende una città gelosa della propria cultura e delle tradizioni secolari, talmente orgogliosa della propria lingua da farla sopravvivere all’oblio franchista. La Barcellona cosmopolita è invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><p><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/05/barcellona-travel-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p> Seconda città di Spagna ma primo centro della Catalogna, Barcellona è una metropoli affacciata sul mare dalle tante e contraddittorie anime. L’anima catalana è la più spiccata e la rende una città gelosa della propria cultura e delle tradizioni secolari, talmente orgogliosa della propria lingua da farla sopravvivere all’oblio franchista.<br />
La Barcellona cosmopolita è invece quella da sempre aperta alle tendenze straniere, approdate grazie ad un porto attivissimo e alla vicinanza dei confini nazionali ed interpretate qui in maniera originale. </p>
<p>Città culturalmente vivace e protagonista di un vertiginoso progresso economico, la capitale catalana è anche espressione concreta di una continua volontà di rinnovamento, sia esso dettato da necessità civiche (è il caso dell’Eixample) o da esigenze strutturali (vedi gli interventi per le Olimpiadi del 1992). Il turista che la raggiunge scopre un città antica e moderna al tempo stesso, dove alle maggiori rappresentazioni del gotico catalano si affiancano spettacolari espressioni del Modernismo e dove l’accostamento tra un vecchio quartiere di pescatori ed una moderna città olimpica non sembra poi così irriverente. Le bellezze architettoniche ed i capolavori artistici – insieme ad una gustosa cucina e ad una vita notturna tra le più animate – fanno di Barcellona una delle mete preferite dei viaggiatori che raggiungono la Spagna.</p>
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		<title>Islanda, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 16:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Islanda è la seconda isola più grande d&#8217;Europa e diciassettesima del mondo. La montagna più alta dell&#8217;Islanda è il Hvannadalshnjùkur con 2119 m, i due laghi maggiori sono Thòrisvatn di 83 km² e Thingvallavatn di 82 km², Thjòrsà con 230 km è il fiume più lungo, mentre la cascata più alta è quella di Glymur [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_312" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/04/islanda-consigli-e-info-utili-di-viaggio/islanda_godafoss/" rel="attachment wp-att-312"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/04/islanda_godafoss-300x225.jpg" alt="Islanda" title="Islanda" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-312" /></a><p class="wp-caption-text">Islanda</p></div>
<p>L&#8217;Islanda è la seconda isola più grande d&#8217;Europa e diciassettesima del mondo. La montagna più alta dell&#8217;Islanda è il Hvannadalshnjùkur con 2119 m, i due laghi maggiori sono Thòrisvatn di 83 km² e Thingvallavatn di 82 km², Thjòrsà con 230 km è il fiume più lungo, mentre la cascata più alta è quella di Glymur in Botnsà 190 m, il ghiacciaio più esteso è Vatnajokull 8.300 km² e l&#8217;isola maggiore è Heimaey (Isole Westmann) con una superficie di 13.4 km².</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
Per tutti i cittadini dell&#8217;UE basta la carta d&#8217;identità valida per l&#8217;espatrio. Il principale aeroporto internazionale dell&#8217;isola è il Leifur Eiriksson di Keflavìk (KEF) a 48 km da Reykjavík. La compagnia islandese Icelandair non effettua collegamenti diretti con l&#8217;Italia, quindi bisogna fare uno scalo in altre città europee come Amsterdam, Copenaghen, Londra, Francoforte, Oslo, Parigi o Stoccolma. Nei mesi estivi, però, è disponibile un volo diretto Milano-Reykjavík. La compagnia Iceland Express invece offre voli economici da diverse città europee.</p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Lo spostamento di merci e persone avviene soprattutto su strada. Non esistono ferrovie. Collegamenti navali su tratte interne (Fiordi dell&#8217;Ovest, isola di Videy a Reykjavik, isole Vestmannaejar, &#8230;) e internazionali estivi (collegamenti con Scozia, Isole Faroe, Norvegia, Danimarca) e invernali (Olanda su bastimenti cargo). Il mezzo ideale per spostarsi in Islanda è l&#8217;auto. Le città stesse sono costruite &#8220;a misura di macchina&#8221;. Non esistono aree pedonali, grande disponibilità di parcheggi, multe per divieto di sosta basse, urbanistica delle città macchino-centrica.</p>
<p><strong>Cosa vedere</strong><br />
*  Reykjavik, la capitale, ed in particolare: il Parlamento, il Duomo, il Museo del primo insediamento vichingo, il Museo Nazionale, Kjarvalstadir (museo del più grande pittore islandese di tutti i tempi), Halgrimskirkja, il Porto vecchio (con le baleniere), l&#8217;isola di Videy, la Casa Nordica di Alvar Aalto, la Perla, Hofdi (casa dove ci fu il primo meeting Reagan-Gorbacev), Arbaejasafn &#8211; Museo etnografico e delle case vecchie di Reykjavik.<br />
* Parco di Thingvellir, patrimonio UNESCO dal 2004<br />
* Akureyri, la capitale del Nord che ha conservato il suo aspetto originario, ricevuto ad opera dei commercianti danesi che l&#8217;hanno fondata<br />
* Geyser sorgenti di acqua calda con eruzioni periodiche che si manifestano con getti di acqua calda e vapore.<br />
* Cascate di cui è ricco il territorio islandese: Gullfoss, Godafoss, Skogafoss&#8230;<br />
* Fiordi della costa frastagliata<br />
* Jokursarlon, laguna degli iceberg<br />
* Glaumbaer, la più antica fattoria in terra, sassi e torba<br />
* Museo di Skogar con visita guidata per capire la storia dell&#8217;Islanda rurale<br />
* Museo della guerra di Reydafjordur (per capire l&#8217;importanza strategica avuta dall&#8217;Islanda nel XX secolo delle guerre mondiali e della Guerra fredda)<br />
* Area di Myvatn<br />
* Colata lavica del vulcano Laki<br />
* Tomba di Bobby Fischer</p>
<p><strong>Divertimenti</strong><br />
Sport &#8211; L&#8217;Islanda è il luogo ideale soprattutto per praticare quegli sport che offrono il contatto con la natura: lunghe passeggiate sui numerosi sentieri, river rafting, equitazione, scalate dei ghiacciai, ciclismo, pesca sotto il ghiaccio o in mare aperto, golf (anche sotto il sole di mezzanotte), nuoto nelle numerose piscine e bagni termali, sci alpino o di fondo e altro ancora</p>
<p>Gite &#8211; Diversi sono i modi per scoprire il patrimonio naturale islandese: gite in battello, avvistamento delle balene e dei delfini, bird-watching (soprattutto a Látrabjarg, sulle isole Vestmannaeyjar e sul lago Mývatn), tour a cavallo o in bici, escursioni in moto slitta&#8230;</p>
<p>Vita notturna &#8211; Non stupitevi se uscendo il venerdì sera incontrate una marea di gente che si diverte fino alle 10 del mattino seguente&#8230; qui è cosa al quanto comune. Infatti sono numerose le discoteche, i pub, e i locali con musica dal vivo. Si dice che in Islanda ci siano più gruppi musicali che famiglie.</p>
<p><strong>Ricettività</strong><br />
Oltre che nei numerosi alberghi e pensioni, l&#8217;Islanda dispone di 26 <a href="http://www.hostel.is/" target="_blank">ostelli internazionali</a>, una cinquantina di campeggi aperti da giugno ad agosto e diverse <a href="http://www.farmholidays.is/" target="_blank">fattorie</a> per assaporare una sana vita a stretto contatto con la natura.</p>
<p><strong>Valuta e acquisti</strong><br />
La valuta nazionale è la corona. Le banconote sono da tagli di 5.000 kr, 2.000 kr, 1000 kr e 500 kr, mentre le monete sono da 100 kr, 50 kr, 10 kr, 5 kr e 1 kr.</p>
<p>I negozi sono generalmente aperti da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 18.00, e sabato dalle 10.00 alle 13.00-16.00, tranne alcuni supermercati che rimangono aperti tutti i giorni fino alle 23.00. Le banche lavorano da lunedì a venerdì dalle 9.15 alle 16.00.</p>
<p>I prodotti tipici dell&#8217;Islanda sono prevalentemente quelli di lana (maglioni, berretti, guanti), di ceramica e vetro, l&#8217;argenteria e soprattutto i pregiati prodotti ittici di ottima qualità e varietà.</p>
<p><strong>Quando partire</strong><br />
Giugno, luglio e agosto sono i mesi migliori. Comunque anche in maggio e settembre non è male. In aumento il turismo negli altri mesi dell&#8217;anno.</p>
<table>
<tbody>
<tr>
<th>Reykjavík</th>
<th> Gen</th>
<th> Feb</th>
<th> Mar</th>
<th> Apr</th>
<th> Mag</th>
<th> Giu</th>
<th> Lug</th>
<th> Ago</th>
<th> Set</th>
<th> Ott</th>
<th> Nov</th>
<th> Dic</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Temp. medie</strong></td>
<td>-0,2°C</td>
<td>1,5°C</td>
<td>3,7°C</td>
<td>4,2°C</td>
<td>5,7°C</td>
<td>10,5°C</td>
<td>11,8°C</td>
<td>10,5°C</td>
<td>6,3°C</td>
<td>3,0°C</td>
<td>1,6°C</td>
<td>2,3°C</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Alba</strong></td>
<td>11:19</td>
<td>10:09</td>
<td>08:36</td>
<td>06:47</td>
<td>05:01</td>
<td>03:23</td>
<td>03:04</td>
<td>04:33</td>
<td>06:08</td>
<td>07:35</td>
<td>09:09</td>
<td>10:44</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Tramonto</strong></td>
<td>15:44</td>
<td>17:15</td>
<td>18:45</td>
<td>20:18</td>
<td>21:51</td>
<td>23:30</td>
<td>23:57</td>
<td>22:33</td>
<td>20:45</td>
<td>18:58</td>
<td>17:12</td>
<td>15:49</td>
</tr>
<tr>
<th><strong>Akureyri</strong></th>
<th> Gen</th>
<th> Feb</th>
<th> Mar</th>
<th> Apr</th>
<th> Mag</th>
<th> Giu</th>
<th> Lug</th>
<th> Ago</th>
<th> Set</th>
<th> Ott</th>
<th> Nov</th>
<th> Dic</th>
</tr>
<tr>
<td><strong>Temp. medie</strong></td>
<td>-0,6°C</td>
<td>0,8°C</td>
<td>2,5°C</td>
<td>2,9°C</td>
<td>4,4°C</td>
<td>9,5°C</td>
<td>11,9°C</td>
<td>9,5°C</td>
<td>4,7°C</td>
<td>1,0°C</td>
<td>-0,3°C</td>
<td>0,7°C</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Alba</strong></td>
<td>11:32</td>
<td>10:06</td>
<td>08:25</td>
<td>06:28</td>
<td>04:34</td>
<td>02:34</td>
<td>01:55</td>
<td>04:00</td>
<td>05:47</td>
<td>07:21</td>
<td>09:04</td>
<td>10:52</td>
</tr>
<tr>
<td><strong>Tramonto</strong></td>
<td>15:00</td>
<td>16:46</td>
<td>18:26</td>
<td>20:06</td>
<td>21:49</td>
<td>23:49</td>
<td>00:33</td>
<td>22:35</td>
<td>20:36</td>
<td>18:42</td>
<td>16:47</td>
<td>15:10</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
L&#8217;Islanda è un paese dove il tasso di criminalità è in calo. A Reykjavik nel fine settimana possibilità di avere problemi a causa di bande di ragazzi ubriachi o sotto effetto di droghe che molestano i viandanti. Problemi eventualmente possibili a causa del numero limitato dei poliziotti. Manca un vero e proprio esercito.</p>
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