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	<title>ViaggioIdeale &#187; Americhe</title>
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	<description>Racconti, video, foto e informazioni utili per i tuoi viaggi</description>
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		<title>Las Terrenas (Samanà), Repubblica Dominicana</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 16:11:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Las Terrenas si trova nella parte nord-orientale dell&#8217;isola, sulla costa Nord della penisola di Samanà (l’estremo Nordest della Repubblica Dominicana, sicuramente una delle zone a tutt&#8217;oggi più incontaminate e lontane dal turismo di massa), ed è incassata tra le colline assolate, costellate di palme e attorniate da numerose spiagge praticamente ancora vergini. Un arcobaleno dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1894" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/02/plage_las_galeras2.jpg"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2010/02/plage_las_galeras2-300x225.jpg" alt="Repubblica Dominicana" title="Repubblica Dominicana" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-1894" /></a><p class="wp-caption-text">Repubblica Dominicana</p></div>
<p><strong>Las Terrenas</strong> si trova nella parte nord-orientale dell&#8217;isola, sulla costa Nord della penisola di Samanà (l’estremo Nordest della Repubblica Dominicana, sicuramente una delle zone a tutt&#8217;oggi più incontaminate e lontane dal turismo di massa), ed è incassata tra le colline assolate, costellate di palme e attorniate da numerose spiagge praticamente ancora vergini.</p>
<p>Un arcobaleno dai colori vivi e brillanti elargiti con grande generosità dalla natura, costituiscono questi luoghi, che sono veri e propri paradisi, costeggiati per 20 km circa da un <strong>mare calmo, limpido e ricco di pesci</strong> per gli amanti della pesca subacquea.</p>
<p>In prossimità del famoso <strong>Parco Nazionale de Los Haitises,</strong> situato nella baia di Samanà ogni anno da metà dicembre ad aprile si danno appuntamento circa tremila balene, puntuali come balene svizzere, per partorire e allattare i loro piccoli. Vengono nelle acque protette, calme e calde della baia per riprodursi e poi se ne ritornano in alto mare. Sono megattere, tra le balene più grandi esistenti nell&#8217;Atlantico. Lunghe fino a 18 metri, pesano tra le 55 e le 65 tonnellate. Sono nere o grigio scuro con la gola e le pinne bianche. Quando risalgono in superficie e soffiano il getto arriva fino a 3 metri. Spettacolo imperdibile che almeno una volta nella vita vale la pena di essere visto! Vengono organizzate escursioni, per lo più guidate da persone locali esperte della zona che a prezzi ragionevoli permettono di poter osservare questo meraviglioso spettacolo da veramente molto, ma molto vicino! A Samanà c&#8217;è anche l&#8217;agenzia di KIM BEDDALL, una biologa marina canadese che sa tutto sulle megattere e ogni giorno organizza i battelli per il whale-watching a 45-50 dollari a persona per due ore tra le balene innamorate e i loro sonori rituali d&#8217;amore.</p>
<p><a href="http://www.viaggioideale.it/2010/02/las-terrenas-samana-repubblica-dominicana/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>Las Terrenas è famosa sia per la lunga e splendida spiaggia, caratterizzata dalle sue limpide acque e dalla sua sabbia dorata, sia per la presenza di molti ristorantini e bar sulla spiaggia che servono squisite specialità di qualsiasi cucina, dai frutti di mare freschi a quella italiana. A <strong>Playa Bonita</strong> potete spesso trovarvi, specialmente nell&#8217;ora di pranzo, in mezzo a grigliate di pesce improvvisate, dove fra aragoste arrostite in riva al mare e birra gelata c&#8217;è anche qualche musicista locale che vi intrattiene con la chitarra al suono melodioso della musica tipica!</p>
<p>Qui il tempo per molti aspetti sembra essersi fermato, ad almeno venti anni fa, ed ancora (nonostante il progresso avanzi) è facile vedere carretti trainati da cavalli. Fino a 15 anni fa qui non arrivava nemmeno la luce elettrica e le giornate erano scandite ancora dai ritmi della natura, per cui la giornata finiva quando calava il sole. Ora molte cose sono cambiate da allora e la modernità è arrivata anche qui in molti suoi aspetti, ma nonostante tutto si vive ancora una vita sana, dai ritmi umani, che non è stata troppo intaccata dalle masse turistiche. Pur presentando ormai moltissime strutture alberghiere, molte delle quali internazionali, questa zona per ora ha mantenuto il suo aspetto naturale inalterato grazie alla fitta vegetazione del territorio, ed alle vie di comunicazione ancora precarie che ne hanno mantenuto un certo isolamento. Il capoluogo della regione è <strong>Santa Barbara de Samana</strong>, affacciata sull&#8217;omonimo golfo nella parte sud della penisola; la località turisticamente più importante è appunto Las Terrenas a circa 40 km di strada ormai tutta asfaltata per fortuna! Queste terre offrono sicuramente la possibilità di soggiornare in estrema tranquillità in ambienti da sogno, a sconto, chiaramente della mondanità della Capitale. Per coloro che soggiornano in <strong>Boca Chica</strong> o zone limitrofe passare una settimana in questa zona può essere una piacevole escursione. </p>
<p><a href="http://www.viaggioideale.it/2010/02/las-terrenas-samana-repubblica-dominicana/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>A Las Terrenas si trovano inoltre moltissimi pittori haitiani da cui potrete comprare dei bellissimi e coloratissimi quadri su tela con colori acrilici. Alcuni sono delle vere opere d&#8217;arte. La scelta è vastissima, starà a voi trovare quello che più vi piace.</p>
<p>La <strong>moneta usata è il pesos dominicano</strong> (RD$) che varia nel cambio di valuta con il dollaro e l&#8217;euro molto frequentemente, perciò se volete sapere quanto vi potrebbe servire al momento del vostro viaggio informatevi prima di partire per avere notizie sulla situazione economica attuale.</p>
<p>Arrivare a Samana non è comodo, e questo, come detto precedentemente, ha contribuito a mantenere intatta la natura. La zona non è ancora dotata di un aeroporto internazionale, che a tutt&#8217;oggi in fase di costruzione non consente di fare previsioni per la sua apertura; e le strade che uniscono la regione alle città principali della RD sono modeste ed abbastanza insufficienti. Il turista che dopo 12 ore di volo arriva in RD deve sobbarcarsi ancora un lungo viaggio&#8230; ma una volta arrivato verrà ripagato della fatica che poi ha comunque in sé un ché di avventuroso e ci permette di immergerci sin da subito nella realtà dominicana.</p>
<p>Per maggiori informazioni visitate il sito <a href="http://www.playalasterrenas.it">playalasterrenas.it</a>, troverete tantissime altre informazioni su questa meravigliosa località.</p>
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		<title>La Monument Valley (video)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 21:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mete Ideali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/12/la-monument-valley-video/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p>
<p>La <strong>Monument Valley</strong> è un&#8217;icona degli Stati Uniti occidentali. Il pianoro desertico è in realtà di origine fluviale e si trova al confine tra Utah e Arizona in un&#8217;area abbastanza isolata quanto estesa che dista più di 70 km dalla cittadina più vicina: Kayenta. La strada che conduce alla Monument Valley nella parte terminale è altrettanto famosa: essa segue un percorso rettilineo in leggera discesa che dà al viaggiatore l&#8217;impressione di calarsi all&#8217;interno della valle. La strada principale che conduce al luogo è la <strong>Highway 163</strong>. Il territorio è prevalentemente pianeggiante ad eccezione del fatto che la pianura è cosparsa da una sorta di guglie dette <em>butte</em> o <em>mesas</em>. Questi edifici naturali formati da roccia e sabbia hanno la forma di torri dal colore rossastro (causato dall&#8217;ossido di ferro) con la sommità piatta più o meno orizzontale; alla base si accumulano detriti composti da pietrisco e sabbia.</p>
<p>La zona è abitata da indiani <strong>Navajo</strong> ai quali era stata destinata come riserva. Gli indiani si occupano dell&#8217;organizzazione sebbene non vi siano motel o alberghi nella valle e durante le escursioni, che è possibile in una certa misura effettuare con il proprio veicolo, si trovano una discreta quantità di bancarelle con le quali i Navajo vendono le loro manifatture.</p>
<p>Non è raro incontrare un set cinematografico durante la visita lungo le numerose strade sterrate che percorrono la valle infatti il luogo fa spesso da ambientazione a film western come in passato.</p>
<p>Al <strong>Monument Valley Visitor Center</strong> è possibile scegliere di visitare la vallata con una guida Navajo a cavallo della durata di 4 ore circa oppure in macchina della durata di 2 ore. La strada sterrata che percorre la valle è sconsigliata alle macchine che non siano fuoristrada in quanto è pericolosa e dissestata. Durante le piogge torrenziali che saltuariamente si scatenano nella valle alcune zone potrebbero allagarsi nell&#8217;arco di pochi minuti lasciando il guidatore in panne.</p>
<p>La tribù dei Navajo vive ancora nella Monument Valley ed è possibile, con discrezione, dialogare con alcuni durante la visita nel parco.</p>
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		<title>Toda Cuba! Il mio viaggio lungo tutta l&#8217;isola&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 21:54:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato… Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1596" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/08/toda-cuba-il-mio-viaggio-lungo-tutta-lisola/cuba-3/" rel="attachment wp-att-1596"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/08/cuba-300x192.gif" alt="Cuba" title="Cuba" width="300" height="192" class="size-medium wp-image-1596" /></a><p class="wp-caption-text">Cuba</p></div>
<p>Spesso chi viaggia non lo fa per conoscere, e chi vuol conoscere spesso è disinteressato…</p>
<p>Andare a visitare, ad esempio, la Statua della Libertà e rimanerne affascinati non basta per dire che l&#8217;America è il paese dei sogni che divengono realtà. Perché se tutt&#8217;intorno fosse pieno di barboni in cerca di elemosina, che non hanno di che vivere, allora forse potrei anche dire che l&#8217;America non è il paese che fa per me!</p>
<p>Questa sete di conoscenza mi porta a visitare i luoghi più disparati ed a scegliere le mete più incomprensibili… Ed è così che decido di visitare Cuba, il paese di Fidel, il leader maximo, quello più amato, più odiato, più discusso al mondo. Vado per vedere come vive la gente, per capire se tutto ciò che si narra di Cuba sia vero oppure no!</p>
<p>E arrivo in questo paese dove tutto è statale, dove la concorrenza non esiste, è lo stato che decide i prezzi, pesos più, pesos meno. Vedo subito che per chi non è cubano è difficile comprendere la realtà del luogo, ma non mi lascio scoraggiare sebbene il &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; ripetutomi da una guida locale.</p>
<p>E comincio a girare: <strong>L&#8217;Avana</strong> non è molto diversa dalle nostre città, caos e confusione. Così dopo un breve e rapido giro del centro, che val la pena di visitare perché molto caratteristico, decido di allontanarmi. Farlo in treno è improponibile, &#8220;très très difficile à comprendre&#8221; come funziona prendere un treno. Il noleggio è la mia unica salvezza. E così con la mia auto fiammante faccio strada per <strong>Matanzas</strong> passando sul <strong>Puente Bacunayagua</strong> alto 110 metri, per loro un&#8217;opera pazzesca, per noi sarebbe semplicemente bello. Arrivata alla mia prima destinazione visito il museo farmaceutico, la stupenda <strong>botica</strong> creata dal dottor Ernest Triolet, un insieme di &#8220;remedios&#8221; quasi alchimistici fatti di tanta tradizione omeopatica e di cure medico-scientifiche di sicura efficacia, qui tutto è curato e mantenuto perfettamente, in onore alla memoria di un uomo, Ernest Triolet, che diede tutta la sua vita per il bene altrui. Ed è proprio all&#8217;uscita dalla visita della stupenda Farmacia adibita ormai a museo, che incontro il primo, ma non unico, omosessuale della mia vacanza, e comincio a notare che se da un lato la legge li perseguita, dall&#8217;altro la gente li accoglie, ed è così che capisco che sono perseguitati se fanno qualcosa che non dovrebbero, come prostituirsi o &#8220;non stare al loro posto&#8221;. Che la gente sia così tollerante e priva di pregiudizi, mi fa già amare particolarmente questo luogo. Attraverso il piccolo e caratteristico ponte di pietra detto &#8220;concordia&#8221; per arrivare al mosaico del &#8220;Che&#8221; e poi riparto subito per Varadero, giusto il tempo per rimanere delusa dalla sua aridità, dalla sua falsità. In pieno contrasto con la pienezza dei sentimenti della donna conosciuta a Remedios, che mi narrò di aver avuto l&#8217;emozione più grande della sua vita quando strinse la mano di Che Guevara. Questa donna mi fa capire che ormai il comunismo non è più molto ben visto a Cuba perché mi dice &#8220;sono comunista, però io sono una brava persona&#8221;, un intero universo in questa frase. Non è capodanno e non posso quindi vedere i bellissimi fuochi d&#8217;artificio che fanno in questa città, così riparto alla volta di <strong>cayo Santa Maria</strong>, la spiaggia più bella che io abbia mai visto al mondo, fine e bianca, ed il mare con il suo mondo nuovo dentro, credo proprio che Dio volesse dare uno specchio del paradiso.</p>
<p>Prendo poi la strada per <strong>Florencia</strong>, dove volevo assistere ad uno dei famosi rodei che organizzano nella zona e invece trovo la festa del Carnevale con animazione in piazza ed ogni tipo di cibo servito tra le bancarelle. E&#8217; speciale la loro pizza, cotta in piccoli forni portatili. E strada facendo do un passaggio ad una signora che mi presenta a tutto il paese, con grande imbarazzo da parte mia, ma soprattutto compro il caffè cubano, buonissimo, in una di quelle botteghe &#8220;solo per cubani&#8221; dove si compra con la tessera… Dopo essermi riposata dalla festa faccio colazione con il loro buonissimo yogurt di soia, un&#8217;altra squisitezza, e parto per <strong>Santa Clara</strong>, città icona del mito di Che Guevara, il suo mausoleo, il treno, tutto sulla sua guerriglia è descritto minuziosamente. In ogni dove, un po&#8217; in tutta Cuba è costante la presenza di Guevara e Fidel e Cienfuegos e i protagonisti della rivoluzione… Eviva Cuba, eviva el compagnero, eviva la revoluciòn….</p>
<p>Gusto la mia solita &#8220;comida&#8221; ossia pranzo e/o cena cubana e mi dirigo verso <strong>Jatibonico</strong>. In questa cittadina della provincia di Sancti Spiritus si trovano diverse <strong>fabbriche di sigari</strong>, quelle vere, non quelle per turisti… Ne voglio visitare una ma non mi fanno entrare, però lì conosco Omar e la sua famiglia, Omar è un cubano che lavora nella fabbrica e mi regala un sigaro e io lo fumo tutto per intero e subito, è buonissimo, il suo sapore scende in gola e sale fino al cervello. Hola Omar, parto per <strong>Camguey</strong> splendida città coloniale con i suoi onnipresenti &#8220;tinajones&#8221; i grandi orci per la raccolta dell&#8217;acqua piovana simbolo della città. Nella periferia fermatevi a gustare il latte di cocco fresco.</p>
<p>Subito proseguo per <strong>Holguìn</strong>, la città dei parchi, a me non piace molto e allora seguo la strada 6-241 per banes, questa è una strada che scende verso la costa e si insinua nelle verdi vallate del Grupo Montanoso Maniabòn, dove giunti alla Central Rafael Freyre potete fare un giro sui vecchi treni a vapore che durante la zafra (raccolta della canna da zucchero) circolano quotidianamente tra i mogotes della zona, lasciandovi ammaliare dall&#8217;ambientazione caratteristica che sembra portarvi indietro nel tempo.<br />
<strong><br />
Proseguendo verso </strong>Playa Esmeralda e Guardalavaca rimango delusa perché qui il ciclone quest&#8217;anno ha devastato la spiaggia… Ma mi rifaccio appena arrivo nel piccolo villaggio di <strong>Yaguajay</strong> dove rimango affascinata dal <strong>Museo Aborigen Chorro de Maita</strong>, ambientazione simile, nel suo piccolo, all&#8217;immenso esercito di terracotta cinese. Questa strada mi conduce verso <strong>Banes</strong>, passando attraverso ai luoghi del principale sito precolombiano di Cuba, e ai discendenti degli Indio che un tempo popolavano questa splendida isola. Ed è qui che una donna mi fa entrare in casa sua, una di quelle tipiche fatte di paglia, e che mi fa salire su un mogote circostante ad ammirare il paesaggio e gli effetti devastanti dell&#8217;uragano che in quest&#8217;area ha causato fin troppi danni. Con quella vista nel cuore mi fermo a Banes a visitare il Museo Indocubano e la Chiesa dove si &#8220;casò&#8221; Fidel Castro.</p>
<p>Un po&#8217; tutte le strade di Cuba sono in buone condizioni a parte i rischi di buche, biciclette e carri trainati da buoi, ma <strong>la strada che da Banes porta a Baracoa è terribile</strong>, cinque ore di strada dissestata&#8230; La sconsiglio vivamente sebbene il paesaggio sia ancora una volta mozzafiato!</p>
<p><strong>Baracoa</strong> è la città più pittoresca dell&#8217;isola, piccola e raccolta circondata da montagne ricoperte di foresta pluviale, tutt&#8217;intorno è un susseguirsi di splendide spiagge e di percorsi di montagna. Io dopo aver visitato il busto del Taino, fiero e orgoglioso, miro e ammiro la <strong>Cruz de la Parra</strong>, ossia la Croce che Colombo infilzò sulla spiaggia giunto nel nuovo mondo. La leggenda secondo cui il genovese sbarcò lì è stata disattesa da fonti storiche, ma il fascino per una così bella e antica croce rimane. Un giro sul Malecòn giusto il tempo di farmi fare una doccia gelata dalle acque che si frastagliano sulle rocce, fate molta attenzione… E poi alla <strong>Casa de Chocolate</strong>, vera chicca del posto! Gustando il loro meraviglioso coco dolce mi allontano nei dintorni dove faccio un giro in barca sul fiume ad ammirare la splendida vegetazione della riva, che nel suo piccolo mi porta alla mente il Rio delle Amazzoni, anzi i suoi affluenti minori… Finito il giro nel fiume si va alla finca (fattoria) si assaggia il cocco fresco, si fa un giro tra i vari animali e ci si sofferma sui galli da combattimento, sport che nella zona è molto praticato. Torno al mio carro (auto) e lo trovo perfettamente limpio e pulito, la gente mi fa una festa mai vista e lascio qualche regalo per fare tutti contenti. Ma le bellezze del luogo continuano lungo la Farola, strada di montagna che congiunge Baracoa a Cajobabo, lungo una catena montuosa ricca di freddo e di gente da un grande cuore, che baratta cibo per vestiti. Sembra di essere sulle montagne della Sicilia…</p>
<p>Alla volta di <strong>Santiago de Cuba</strong> con il suo bellissimo centro storico e la Casa de la Trova, (proprio vicino al Museo del Carnevale) belle un po&#8217; dappertutto, dove chi conosce i passi può lasciarsi ammaliare dalle bellissime danze caraibiche! El Cobre invece ti ammalia con il fascino del suo volto da bambola…</p>
<p>E infine decido di attraversare la costa sud per arrivare a <strong>Manzanillo</strong>, qui la strada è ancor più terrificante di quella che ho fatto per arrivare a Baracoa… Lungo la via solo caldo, sole e deserto, <strong>il deserto di Cuba</strong>, con le sue strada che costeggiano il mare con il rischio di essere trascinati via dal mare e i ponti spezzati in due che vengono indicati come &#8220;in malo stato&#8221; ma transitabili! Pilon, Marea del Portillo e Manzanillo sono indicati come i luoghi più pescosi dell&#8217;isola ed in effetti troviamo dei gamberoni gustosissimi, assaggiati e cucinati in casa di una signora che ci apre le porte di casa sua, le porte veramente sono sempre aperte, come un tempo in casa da mia nonna, oggi sarebbe pericolosissimo da noi, lì è la normalità, la gente di valore ha solo la TV che si guarda tutti insieme la sera e che si tiene sotto chiave di giorno, perché si sa anche in Paradiso può passare un demone!</p>
<p>E poi dritto verso l&#8217;ultima tappa del mio viaggio, dulcis in fundo <strong>Trinidad</strong>, dove l&#8217;Aragosta offerta ai turisti è tantissima, dove questa cittadina merita il Patrimonio mondiale dell&#8217;umanità, simbolo di un&#8217;isola dove la gente danza e canta per le strade, pur rispettando la quiete dei luoghi. Il mare è stupendo e i fondali tipici del reef corallino fra il più ricco di vita del pianeta, attira da lungi gli appassionati di snorkeling e sport acquatici e immersioni. Con la spugna vaso, il pesce chirurgo azzurro, la tubaste, il pesce angelo-reale, il sergente maggiore ecc…</p>
<p>Se avete tempo potete visitare la <strong>Baia dei Porci</strong> e la <strong>Sierra Maestra</strong> dove si va solo con visite guidate perché luoghi politici della rivoluzione. Sconsiglio infine il lato ovest dell&#8217;isola o meglio potete arrivare solo fino al Pan de Guajabon e la strada piena di coltivazioni di riso e caffè e tabacco ma la città di Pinar del Rio è piena di pazzie ed è orrenda!</p>
<p>La vacanza si conclude assaporando del buon rum a L&#8217;Avana e acquistando dei ricordi per mantenere viva la memoria di un viaggio indimenticabile!!!!!!!</p>
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		<title>Cuba, video di La Habana</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 18:28:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra le strade della capitale di Cuba, La Habana.]]></description>
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		<title>L&#8217;Avana, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 14:44:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro: L&#8217;Avana vecchia (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_283" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/lavana-consigli-e-info-utili-di-viaggio/che-havana/" rel="attachment wp-att-283"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/che-havana-300x217.jpg" alt="Che Guevara in Havana" title="Che Guevara in Havana" width="300" height="217" class="size-medium wp-image-283" /></a><p class="wp-caption-text">Che Guevara in Havana</p></div>
<p>L&#8217;Avana (La Habana in spagnolo) è il nome della capitale di Cuba. Il suo nome completo è &#8220;Villa de San Cristóbal de La Habana&#8221;. I distretti di maggiore interesse per il turista sono essenzialmente quattro:</p>
<p><strong>L&#8217;Avana vecchia</strong> (La Habana Vieja) &#8211; Il fulcro di questo distretto è costituito dalla plaza de Armas, vicinissima alle installazioni portuali. Qui si trovano gli edifici del capitano generale e i fortini di El Templete e La Fuerza risalenti al primo periodo del dominio spagnolo. Le viuzze che si dipanano dalla Plaza de Armas sono assai pittoresche per via dei vecchi negozi che vi si affacciano. In particolare sul calle Obispo si trovano antiche farmacie decorate in legno che ancora espongono vasi d&#8217;epoca in vetro e ceramica.</p>
<p><strong>Centro Habana</strong> &#8211; Questo distretto, situato ad ovest della città vecchia sul lungomare Malecon non ha beneficiato degli interventi di restauro della città vecchia eccezion fatta per la sua porzione sul lungomare dove si trova il monumento al Generale Maceo e la Torre San Lazaro. La zona si è sviluppata a partire dal XVIII secolo. Uno dei suoi quartieri più pittoreschi è il &#8220;barrio chino&#8221; dove si concentra la maggioranza dei cinesi residenti a Cuba (1% della popolazione del paese). </p>
<p><strong>El Vedado</strong> &#8211; Oltre si trova El Vedado che può esser considerato il distretto finanziario dell&#8217;Avana. Vi si trovano le sedi delle maggiori banche cubane, numerosi ministeri, alberghi e locali d&#8217;intrattenimento tra i più lussuosi della città. Le vie del distretto si intersecano ad angolo retto e sono individuate non da nomi ma da cifre o lettere, secondo l&#8217;uso nord-americano. </p>
<p><strong>Miramar</strong> &#8211; (16 km dal centro). Il distretto di Miramar rappresenta la naturale espansione del precedente verso Ovest ma, a differenza di quello, è un quartiere dal carattere più residenziale e con abbondanza di &#8220;casas particulares legali ed illegali&#8221;. Miramar è anche la sede di numerose rappresentanze diplomatiche tra cui quella italiana. Fino al 1959 era il quartiere preferito dalla classe benestante come testimoniano le sue molte ville alcune delle quali versano ancora oggi in stato di abbandono. Molti fra coloro che conoscono bene Cuba preferiscono risiedere qui, snobbando la &#8220;Habana Vieja&#8221; che considerano troppo artefatta e più adatta a turisti con macchina fotografica a &#8220;tracollo&#8221;. Non mancano a Miramar nè i locali nè le occasioni di svago e tra gli scogli della sua spiaggia è possibile praticare la balneazione. </p>
<p>Da notare che parecchi Italiani preferiscono invece risiedere sulle spiagge del versante Est dove il mare è più bello: Playa del Este, El Mégano, Santa Maria del Mar, Guanabo. Altri ancora preferiscono Marina Hemingway, sempre ad ovest del centro, evidentemente attratti dall&#8217;atmosfera mondana di questo porto turistico.</p>
<p><strong>Come arrivare</strong><br />
L&#8217;Areoporto Internazionale José Martì è situato a 18 chilometri a sudovest della città e possiede tre terminals. il n° 1 è riservato ai voli domestici, il n° 2 ai voli charter e il n° 3 ai voli internazionali. I controlli alla dogana sono minuziosi e gli ufficiali addetti sospettosi ma per niente solerti cosicché code e ore di attesa (anche 2) sono la norma. Per raggiungere il centro occorre servirsi di un taxi. La società più nota è la Panataxi del gruppo Panatrans. Istituita nel 1992, pratica prezzi inferiori rispetto alla concorrenza ma ha vetture più vecchiotte. Se ci si rivolge al bancone della Cubatur ve ne chiameranno uno. Comunque fuori ce ne sono molti in attesa. I conducenti di taxi con regolare licenza portano sulla camicia un tesserino di riconoscimento. Bisogna fare estrema attenzione a non incappare in qualche abusivo nel qual caso i vostri bagagli prenderanno sicuramente il volo e voi sarete lasciati in tutt&#8217;altra zona da quella richiesta. Da notare poi che ancora oggi qualche taxi più vecchio non dispone di tassametro per cui occorre accordarsi in anticipo sul prezzo della corsa. Ci vogliono 3/4 d&#8217;ora per raggiungere il centro. La linea di autobus che dall&#8217;aeroporto faceva capolinea al Parque Fraternidad è stata soppressa e comunque gli autobus erano troppo affollati per poter essere presi in considerazione. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
Camellos &#8211; Il &#8220;camello&#8221; è un autobus trainato da un camion con una capacità di ben 300 persone.<br />
Guaguas &#8211; Un&#8217;Autobus normale.<br />
Colectivos &#8211; Taxi che effettuano un percorso prestabilito. Sono parcheggiati all&#8217;ingresso del Parque Fraternidad e sul Paseo all&#8217;altezza del Capitolio. Ai turisti stranieri è vietato servirsi dei taxi collettivi ma se capita il conducente chiederà un prezzo gonfiato.<br />
Particulares &#8211; La maggioranza dei taxi &#8220;particulares&#8221; non è abilititata ad accettare stranieri.</p>
<p><strong>Da vedere</strong><br />
Castillo del Morro &#8211; Posto proprio all&#8217;imbocco del canale che immette al porto, questo fortino fu costruito a cavallo dei secoli XVI e XVII ma subì in seguito notevoli modifiche. Vi si trova un faro risalente alla 1^ metà del XVII secolo la cui luce è visibile da 30 km di distanza.</p>
<p>Fortaleza de San Carlos de la Cabaña &#8211; Un altro fortilizio sempre sulla riva sinistra del canale che conduce al porto. Costruito tra il 1763 e il 1774, ha una forma poligonale con numerosi bastioni. In seguito la fortezza fu adibita a prigione e vi fu detenuto l&#8217;eroe nazionale Josè Marti. Il Comandante Ernesto Guevara occupò militarmente La Cabaña il 3 gennaio del 1959 e ne fece il suo quartier generale. Dal 1991 la fortezza costituisce un museo ove sono esposti documenti e oggetti relativi all&#8217;attività rivoluzionaria del &#8220;Che&#8221;. </p>
<p>Castillo de La punta &#8211; Un fortilizio sulla riva destra dello stesso canale di fronte el Morro risalente, come questo alla fine del XVI secolo. È aperto al pubblico e non si paga biglietto. </p>
<p>Castillo de la Real Fuerza &#8211; La più antica fortezza della città costruita intorno al 1570, dopo che la città aveva subito un rovinoso assalto dei bucanieri. L&#8217;edificio piuttosto basso è ornato di un&#8217;alta torre da cui si gode un meraviglioso panorama sulla città vecchia. Al suo interno sono state sistemate collezioni di armature e di oggetti vari tutti risalenti al periodo coloniale. </p>
<p>La cattedrale &#8211; Un edificio dalle forme barocche la cui costruzione fu voluta dai Gesuiti. Dopo la loro espulsione nel 1767 la chiesa divenne la cattedrale dell&#8217;Avana. Quando Santo Domingo cadde nelle mani dei Francesi (1795) vi furono trasportate le ossa ritenute di Cristoforo Colombo che vi rimasero fino al 1898, anno in cui furono trasferite nella cattedrale di Siviglia. Nella piazza antistante si tiene un mercato di prodotti artigianali. </p>
<p>Plaza de Armas &#8211; Recentemente riportata al suo antico splendore la piazza è contornata da notevoli edifici coloniali. Sul lato di Nord est si trova la chiesa detta &#8220;El Templete&#8221;, risalente al 1828. La colonna di fronte è stata collocata sul luogo dove, secondo la tradizione fu officiata la prima messa su suolo cubano (1519). Sulla sua sommità si erge una statua della Vergine del Pilar, protettrice dei naviganti. Su un altro lato spicca il Palazzo del capitano generale del 1780. Nel 1917 l&#8217;edificio fu adibito a sede del municipio. Oggi ospita il Museo de la Ciudad. Fu in questo edificio che nel 1899 rappresentanti dei governi statunitense e spagnolo firmarono il trattato che pose fine alla plurisecolare dominazione spagnola sulla &#8220;Isla Grande&#8221;. </p>
<p>La Plaza Vieja &#8211; Questa piazza, una delle più turistiche dell&#8217;Avana, è stata oggetto di un restauro accurato sotto il patrocinio dell&#8217;UNESCO. Qui si trova un edificio del 1763 che fu la residenza del Capitano Generale di Spagna, Conde de Ricla che riprese l&#8217;isola agli Inglesi. Gli altri edifici coloniali prospicienti la piazza risalgono tutti al XVIII secolo e si distinguono per le la loro elegante decorazione e in particolare per le balconate. </p>
<p>La Piazza di San Francesco d&#8217;Assisi &#8211; Situata sul fronte del porto a breve distanza dalla &#8220;Plaza Vieja&#8221; è una delle più animate della città vecchia. Vi si trovano la chiesa omonima e gli edifici della Lonja e del Terminal portuale della Sierra Maestra </p>
<p>La chiesa e il convento di San Francesco &#8211; Complesso del 1608 ma ricostruito nel 1737. Un edificio austero e massiccio; più che un luogo di culto dà l&#8217;impressione di una fortezza. La chiesa è oggi adibita a Sala di concerti mentre il convento è un museo con collezioni di oggetti religiosi. Per salire sulla torre campanaria occorre pagare un biglietto extra. </p>
<p>La Lonja del Comercio &#8211; Edificio restaurato davanti il molo dove attraccano le navi da crociera. È oggi adibito a sede della borsa cubana. </p>
<p>Terminal portuaria Sierra Maestra &#8211; Altro edificio del XIX secolo nella zona della Plaza Vieja piena di bar e ristoranti </p>
<p>Il convento di Santa Clara &#8211; Risale al 1644 ed ospitava l&#8217;ordine delle Clarisse. Interessante il &#8220;patio&#8221; , in ottimo stato di conservazione. </p>
<p>La chiesa de La Merced &#8211; La sua costruzione fu iniziata nel 1792 e fu completata quasi un secolo più tardi.Notevoli le decorazioni del suo interno. </p>
<p>Centro Gallego &#8211; Palazzo in stile neobarocco fondato tra il 1907 e il 1914 con il contributo degli emigrati galiziani a Cuba ed adibito a sede del loro club. La ricchezza delle decorazioni testimonia l&#8217;alto grado di opulenza raggiunto da questa comunità agli albori del XIX secolo. Il palazzo è situato all&#8217;incrocio del Paseo Marti 458 con San Rafael. </p>
<p>Palazzo del Parlamento (Capitolio Nacional) &#8211; Adiacente al centro Gallego e prospiciente il parco centrale, questo edificio che ricorda da vicino il capitol di Washington pur in scala ridotta, fu costruito nel 1929 e servì da residenza del dittatore Machado. In seguito fu adibito a sede del parlamento e del senato cubano fino al 1959. La cupola è di notevoli dimensioni. Al centro del pavimento è stato collocato un diamante di 24 carati che serve per misurare le distante kilometriche del paese. </p>
<p>Plaza de la Revolucion &#8211; Nota come piazza della Repubblica prima dell&#8217;avvento del Regime castrista, questa vasto spazio aperto fungeva e funge tuttora come centro di imponenti manifestazioni popolari soprattutto in occasione del 1° maggio. Questo è anche il luogo dove Fidel Castro soleva tenere le sue arringhe. La piazza ha al suo centro il memoriale a José Martí ed è contornata dagli edifici del Ministero degli Interni, delle Comunicazioni, delle Forze armate rivoluzionarie oltre che dal palazzo della Revolución, della Biblioteca Nacional e del Teatro Nacional. </p>
<p>Il Museo Nacional &#8211; Noto anche come &#8220;Palacio de Bellas Artes&#8221; è stato inaugurato nel 2001 al termine di un accurato intervento di restauro. Vi sono ospitate collezioni con tema la lotta per l&#8217;indipendenza nazionale ma vi si possono ammirare anche opere di pittori cubani ed europei i più antichi dei quali risalgono al XVI secolo. Contiene tra l&#8217;altro tele attribuite a Van Dyck, Velasquez, Tintoretto, Degas, etc. Vi si ammirano anche manufatti e sculture di epoca egizia, greca e romana </p>
<p>Museo de la Revolucion &#8211; Dedicato agli eventi che alla fine degli anni 50 del XX secolo condussero all&#8217;abbattimento della dittatura di Batista. Nel parco antistante vi si trova lo storico panfilo Granma usato nel 1956 da Fidel Castro e da 80 barbudos per raggiungere Cuba dal Messico dove si erano rifugiati in precedenza. Il nome &#8220;Granma&#8221; è un&#8217;abbreviazione dall&#8217;inglese Grand Mother (&#8220;Nonna&#8221;). Nel parco sono stati sistemati anchi alcuni carri armati di fabbricazione sovietica usati per contrastare il fallito tentativo di invasione di Cuba nella baia dei porci. Vi si trova anche il relitto di un aereo spia americano abbattuto nel 1970.</p>
<p><strong>Acquisti</strong><br />
Il rum cubano è eccellente e i sigari di ottima fattura ma il loro prezzo alle Tiendas non è a buon mercato. Attenzione a non comprare sigari di contrabbando offerti per strada perché solo la foglia che li riveste è di tabacco. Al Palacio de la Artesania vi è un&#8217;ottima scelta di oggetti artigianiali. Le botteghe di produzione si trovano sul retro del palazzo. Vale la pena fare una capatina al Duty Free dell&#8217;areoporto. </p>
<p>L&#8217;Avana può rivelarsi una città sorprendentemente cara se si decide di stare in alberghi a conduzione statale e mangiare al ristorante. Ciò è dovuto al fatto che a Cuba vige ancora un&#8217;economia di stampo comunista che solo nell&#8217;ultima decade del XX secolo ha cominciato a fare timide concessioni ai privati. Se non si vuole spendere conviene alloggiare presso i privati (casas particulares) che servono anche cibo, altrimenti caro a Cuba.</p>
<p>Gli ATM si trovano con una certa facilità ma solo le carte Visa sono abilitate. È vietato l&#8217;uso delle MasterCard/Maestro e delle debitcards americane eccezion fatta per un paio di uffici di cambio uno dei quali è nelle vicinanze dell&#8217;Hotel Nacional ma a tassi maggiorati. Cambiare euro in un ufficio CADECA (Casa de cambio) non comporta una maggiorazione delle commissioni che invece grava sui dollari USA per un buon 10%.</p>
<p><strong>Dove mangiare</strong><br />
I ristoranti dell&#8217;Avana non sono per niente a buon mercato. Fino al 2004 si pagava in dollari o con carte di credito se esposte sulla porta d&#8217;ingresso. Bisogna controllare attentamente il conto perché spesso vi compaiono voci o sovrapprezzi ingiustificati. Fino al 1995 i ristoranti che chiedevano il pagamento in dollari erano l&#8217;unica opzione per chi volesse mangiare fuori dal proprio albergo. Dopo quell&#8217;anno, però, è stato concesso anche a case private di svolgere attività di ristorazione e di chiedere il pagamento anche in pesos. La Licenza però limita la loro ricettività a 12 posti. Un&#8217;altra restrizione riguarda il menù: aragoste e frutti di mare ne sono banditi anche se poi nella realtà quotidiana sono serviti lo stesso, se solo richiesti. Questo tipo di ristorante è noto come &#8220;Paladar&#8221;. Il nome deriva da una telenovela brasiliana molto seguita dai Cubani. Nella fiction una delle eroine di questo serial decide di aprire un ristorante e quando si tratta di trovargli un nome sceglie appunto &#8220;Paladar&#8221;. Alcuni Paladares sono eccellenti ed offrono portate generose a prezzi molto convenienti.</p>
<p><strong>Sicurezza personale</strong><br />
Rispetto ad altri centri dei Caraibi L&#8217;Avana è una città che offre garanzie di sicurezza. La popolazione è cordiale ed animata da spirito di ospitalità anche se spesso un po&#8217; &#8220;maliziosetta&#8221; ma questo pare divertire la maggior parte degli Italiani che, a differenza degli Anglosassoni, spesso si prestano volentieri al &#8220;gioco&#8221;. Occorre naturalmente prendere alcune precauzioni essenziali come non lasciare oggetti di valore nella propria stanza o incustoditi sulla spiaggia. Come in ogni altra parte del mondo i borseggiatori sono in agguato nei luoghi affollati soprattutto sugli autobus.</p>
<p>Passeggiare per l&#8217;Avana Vecchia da soli implica essere scortati da un codazzo di ragazzini petulanti. Gli adulti invece vi faranno una quantità di proposte: stanze in affitto, sigari, coca e perfino &#8220;chicas&#8221;. Accettare queste proposte è da sciocchi perché sono &#8220;fregature&#8221; nel 100% dei casi. Se acquistate sigari o altri oggetti per strada sappiate che, se non potrete esibire la ricevuta d&#8217;acquisto al momento di partire, vi saranno confiscati. Se invece accettate l&#8217;invito di affittare una stanza in una casa particolare illegale, sappiate che al sensale andrà un compenso del 10% e sarete esposti a rischi gravi se la polizia vi becca (e non è l&#8217;unico rischio).</p>
<p>I Cubani e le Cubane che offrono le loro prestazioni (anche sessuali) ai turisti sono conosciuti come &#8220;jineteros&#8221; o &#8220;jineteras&#8221; (Letteralmente: fantino) perché montano&#8230; il di dietro dei turisti. Questo nel senso che cercano di rifilar loro fregature ma sempre in modo &#8220;delicato&#8221;. </p>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 00:32:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Brasile è la più estesa nazione del continente sudamericano. Famoso per la sua tradizione calcistica e per i carnevali di Rio de Janeiro e di Salvador, il paese è caratterizzato da una grande diversità sotto ogni aspetto. Si passa dal complesso mosaico urbano di San Paolo alla intensa energia di città come Pernambuco e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_281" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2009/03/brasile-consigli-e-info-utili-di-viaggio/rio_de-janeiro/" rel="attachment wp-att-281"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/rio_de-janeiro-300x225.jpg" alt="Rio de Janeiro" title="Rio de Janeiro" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-281" /></a><p class="wp-caption-text">Rio de Janeiro</p></div>
<p>Il Brasile è la più estesa nazione del continente sudamericano. Famoso per la sua tradizione calcistica e per i carnevali di Rio de Janeiro e di Salvador, il paese è caratterizzato da una grande diversità sotto ogni aspetto. Si passa dal complesso mosaico urbano di San Paolo alla intensa energia di città come Pernambuco e Bahia, per terminare nella selvaggia foresta pluviale dell&#8217;Amazzonia o in luoghi naturali spettacolari come le imponenti cascate dell&#8217;Iguaçu al confine con l&#8217;Argentina. In Brasile c&#8217;è veramente molto da vedere!</p>
<p><strong>Documenti</strong><br />
Il visto consolare non é obbligatorio per i cittadini italiani. Al controllo passaporti in occasione dell&#8217;ingresso in Brasile é consuetudine che il funzionario di polizia rilasci un permesso di soggiorno di 90 giorni. In alcune circostanze il permesso di soggiorno é rilasciato in base al periodo di validità del biglietto aereo se inferiore ai 90 giorni. In ogni caso il turista non puó soggiornare per un periodo di tempo superiore al consentito pena una multa diaria per i giorni di permanenza in eccesso, a partire da un minimo di 150 dollari (ricordate questo particolare perchè non sta scritto da nessuna parte). Nel caso s&#8217;intenda prolungare la permanenza, il permesso di soggiorno puó essere rinnovato presso gli uffici della Polizia Federale presenti solamente nelle grandi cittá e, comunque, per un periodo di tempo totale non superiore ai 180 giorni nell&#8217;arco di 12 mesi.</p>
<p>Nel corso del viaggio di andata, il personale di volo vi consegnerà un questionario da compilare e conservare fino al momento del rimpatrio sul quale é indicato il periodo di permanenza concesso. Conservate con cura tale documento che vi verrá richiesto al momento del rimpatrio. Lo smarrimento o il furto deve essere denunciato pena il pagamento di una multa. Insieme al documento accennato vi sará consegnato anche un questionario ad uso della dogana: leggete attentamente quanto disposto dalle leggi doganali soprattutto per quanto concerne l&#8217;esportazione di animali esotici vivi. Il solo tentativo é passibile di arresto e detenzione.</p>
<p>In alcune regioni amazzoniche e del Pantanal matogrossense é obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla. </p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
In aereo &#8211; L&#8217;intero Brasile é servito da linee aeree di ottimo livello: l&#8217;unico inconveniente di non poco conto é costituito dalle operazioni aeroportuali che, a seguito anche di un grosso incremento dei passeggeri e di sostanziali pecche strutturali, possono provocare notevoli disagi in termini di puntualitá e disservizio. Recentemente (2007), specie per i voli interni, sono frequentemente registrati ritardi superiori alle 12 ore e addirittura la soppressione di alcuni voli. Da registrare il fatto che molti voli annunciati come diretti, effettuano scali in aeroporti intermedi o cambio di aeromobile in centri di connessione quali S.Paolo, Rio de Janeiro, Brasilia, etc. In occasione dell&#8217;acquisto del biglietto aereo internazionale é possibile acquistare a prezzo ridotto il Brasil-pass che consente di effettuare 4 voli interni di qualsiasi durata e destinazione.</p>
<p>Molti voli domestici sono considerati internazionali quando hanno origine in paesi stranieri ed effettuano soste intermediarie in Brasile prima del destino finale. In tali circostanze il passeggero imbarcato in Brasile diretto alla localitá di destino finale del volo, sará soggetto di nuovo al controllo passaporti e doganale. Il turista in volo sulla tratta interna non dovrá compilare nuovamente il questionario d&#8217;immigrazione, ma solamente mostrare quello già compilato all&#8217;atto del primo ingresso nel paese insieme al passaporto.</p>
<p>In auto &#8211; L&#8217;atlante &#8216;Guia das Estradas&#8217; (editore Abril) che troverete in tutte le edicole e librerie é estremamente ben aggiornato ed offre informazioni dettagliate di mappe, punti turistici, ristoranti, posti di polizia, etc. Le condizioni delle strade, in certi tratti veramente pessime, possono essere verificate sul <a target="_blank" href="http://www1.dnit.gov.br/rodovias/condicoes/index.htm">sito del Ministero dei trasporti</a> sufficientemente obbiettivo e ben strutturato. Presso le stazioni aeroportuali sono presenti le più note agenzie di autonoleggio a prezzi interessanti. Conoscere il Brasile viaggiando in auto è un&#8217;eccellente opzione per piloti attenti, pazienti, prudenti e &#8230;senza fretta di arrivare. Ovunque guidiate prestate sempre la massima attenzione e sopprattutto evitate categoricamente di viaggiare nelle ore che vanno dal crepuscolo all&#8217;alba. I pericoli principali sono costituiti dal manto stradale in certi tratti veramente pessimo e dagli animali che invadono la pista di transito e, non ultimo, la presenza di allagamenti in caso di pioggia. Considerate inoltre che in certe regioni, molte strade di non secondaria importanza non sono asfaltate. Lungo le &#8216;rodovie&#8217; principali le stazioni di rifornimento sono frequenti e le meglio attrezzate offrono servizi ventiquattrore di vario tipo quali ristorante, toilette, farmacia, officina meccanica, gommista, etc. Evitate per quanto possibile di effettuare servizi di riparazione presso officine di dubbia fiducia ed in casi di forza maggiore, per evitare spiacevoli sorprese, contrattate in anticipo il prezzo del servizio.</p>
<p>In autobus &#8211; Gli autobus extraurbani sono convenienti, economici e costituiscono il mezzo più confortevole per spostarsi da una regione all&#8217;altra. La rete ferroviaria brasiliana é praticamente inesistente pertanto le stazioni di autobus nelle grandi come nelle piccole città corrispondono alle stazioni ferroviarie delle città italiane. Numerose compagnie fanno connessione tra città localizzate a distanze che superano alcune migliaia di chilometri con una velocitá media di percorso che si aggira sui 60-70 KMH. Il biglietto può essere acquistato presso gli sportelli delle varie compagnie presenti in stazione. Il percorso servito é indicato da grandi pannelli esposti alla vista dei passeggeri direttamente sopra la biglietteria.</p>
<p>I servizi urbani di autobus sono anch&#8217;essi abbondantemente ramificati ma, tranne che in poche città del sud-est (S. Paolo, Rio, Curitiba, Porto Alegre), l&#8217;indicazione del tragitto é molto precaria costituendo pertanto un&#8217;opzione difficoltosa persino per un utente brasiliano.</p>
<p><strong>Comunicare</strong><br />
Il linguaggio del corpo &#8211; I brasiliani fanno abbondante uso di espressioni gestuali nel comunicare ed il significato di certe parole o frasi ne possono essere influenzati. Il pugno chiuso col pollice diretto verso l&#8217;alto è universalmente usato per esprimere assenso e/o accettazione. Il gesto tipico americano di OK ha in Brasile un significato con connotazioni erotico-sessuali aberranti per cui éè consigliabile evitarlo per quanto possibile e continuare ad usare il pollice eretto. Il movimento circolare del&#8217;indice attorno al padiglione auricolare (da molti europei interpretato come &#8216;ti chiamano al telefono&#8217;)significa &#8216;sei impazzito!?&#8217;. Far schioccare le dita (che i francesi usano per indicare un costo eccessivo) è qui usato come espressione di &#8216;tempi lunghi, eccessivi&#8217;. Toccarsi il palmo della mano col pollice della contromano in un movimento circolare ha il significato di &#8216;sono stato derubato&#8217; e in certi casi &#8216;il prezzo é un furto&#8217;. Aprire e chiudere la mano in significato di &#8216;ciao!&#8217; in Brasile è usato per sollecitare chi osserva ad avvicinarsi. Un gesto informale per chiamare l&#8217;attenzione di qualcuno (simile al fischio in altre culture) è un suono sibilato uguale a quello che gli italiani amano emettere per chiamare l&#8217;attenzione di belle fanciulle (&#8216;psssiu&#8217;). In questo modo in Brasile si chiamano i camerieri. Ma non esagerate per non essere tacciati di &#8216;ropiscatole&#8217;, allo stesso modo si chiamano i gatti. Per indicare l&#8217;altezza da terra, anziché stendere la mano col palmo rivolto verso il suolo, i brasiliani usano unire le dita volgendo il palmo lateralmente.</p>
<p><strong>Alloggiare</strong><br />
Vasta e varia è l&#8217;offerta alberghiera in tutto il Brasile con particolare enfasi nelle regioni del litorale e nelle aree delle grandi città. Nei centri abitati dell&#8217;interno (ove per interno, &#8216;interior&#8217;, s&#8217;intende tutte le aree lontane da grandi centri abitati) il livello di qualità raramente supera le tre stelle. In regioni selvagge tipo il Pantanal matogrossense i viaggiatori possono trovare ospitalità in &#8216;fazendas&#8217; (aziende agrozootecniche) sul tipo dell&#8217;italico agriturismo. Numerosi e sovente di eccellente qualità sono gli &#8216;hotel-fazendas&#8217; sparsi nelle regioni agricole di tutto il paese. Il rapporto prezzo-qualitá è sempre convenientissimo. Nelle Regioni metropolitane, come Rio de Janeiro, Fortaleza, Salvador si trovano appartamenti dove oltre al fatto di poter dividere con amici o parenti lo spazio, si riducono notevolmente i costi, senza molta burocrazia da parte dei proprietari o agenti immobiliari. </p>
<p><strong>Mangiare</strong><br />
Alimentarsi in Brasile è economico e riserva piacevoli sorprese. Il servizio al ristorante è marcato da tempi rilassati anche se in generale di qualità discreta. Anche in città dal costo di vita alto (Rio, São Paulo, Curutiba) sarete sempre in grado di incontrare un ristorante di buona qualitá spendendo al massimo 15 Euro bevande incluse. Al conto finale é inglobato di rito il costo del servizio (10 %), &#8216;facoltativo&#8217;. In centro città e in tutti gli shopping-center incontrerete ristoranti indicanti &#8216;comida a quilo&#8217; (tr.: mangiare a peso). È una versione locale del tradizionale self-service: la differenza consiste nel fatto che, dopo aver riempito il vostro piatto con tutto ció che preferite lo appoggerete sulla bilancia e pagherete per kilo di peso senza differenziazione tra gli alimenti scelti. È un modo rapido ed economico di alimentarsi &#8216;on the road&#8217;, da consigliare a tutti coloro che non hanno molta dimestichezza con la lingua portoghese. Il &#8216;cardápio&#8217; (tr.: menú) elenca: entradas (antipasti), petiscos (stuzzichini) e pratos (il piatto principale). Non esiste la distinzione tra primo e secondo e la scelta anche solamente di un &#8216;petisco&#8217; per accompagnare una bevuta di birra é la regola. In molti ristoranti é ancora invalsa la regola di servire il piatto principale in dosi per due persone senza che ció sia indicato nel menú. É inutile protestare: se sfortunatamente siete soli e non riuscite a terminare il tutto, fatevi impacchettare i resti e conservateli per una merenda o donateli al primo necessitato che incontrate. Nessuno vi guarderá con sufficienza.</p>
<p><strong>Bere</strong><br />
La bevanda alcolica brasiliana più famosa è la cachaça (pron.: cashassa), un distillato della canna da zucchero famoso per mettere facilmente k.o. un incauto se pur robusto bevitore. Per gli amanti del genere è d&#8217;obbligo visitare l&#8217;Academía da Cachaça, nelle vicinanze di Leblon a Rio de Janeiro. Esistono anche tour guidati presso distillerie artigianali a Minas Gerais, molto simili ai tour dei vigneti in Sonoma Valley o in France, con l&#8217;aggiunta della loro famosa cucina regionale. In una città vicino Fortaleza nello stato del Ceará, c&#8217;è anche un museo della cachaça (Museu da Cachaça) in cui potete trovare la storia del più bevuto e antico risultato della cachaça la Ypioca, sapere come viene prodotta e assaggiare i vari tipi e sapori insieme a del buon cibo locale e trazionale.</p>
<p>Il sapore forte può essere temperato (nascosto?) in cocktails quali la famosa caipirinha, una combinazione di cachaça con zucchero di canna e succo di lime. La cittá storica di Paraty (litorale sud di Rio De Janeiro) pare abbia dato il nome alla bevanda: parati è un sinonimo di cachaça. Altre parole per indicarla sono: pinga, caninha, branquinha, malvada, aguardente (&#8220;acqua bollente&#8221;). Lo stesso mix utilizzando la vodka viene chiamato caipiroshka; con del rum bianco, parliamo di caipiríssima. Bere cachaça pura (come i Russi fanno con la vodka) è un abitudine comune nelle regioni del nord e nordest del Paese. Se amate del buon brandy o della grappa, assaggiate una cachaça invecchiata. Più scura e strutturata, tale bevanda non ha nulla da invidiare ai distillati più comunemente conosciuti.</p>
<p>La Birra (cerveja, pron. serveja) brasiliana ha una storia molto rispettabile grazie alla presenza di immigrati tedeschi. La birra alla spina è chiamata &#8216;chope&#8217; (pron. sciopi). In genere la birra brasiliana differisce da quella europea caratterizzandosi per un minore tasso alcoolico e un gusto amarognolo meno marcato. Le piú popolari marche sono Brahma, Antartica, Skol e Schincariol. Come per la cachaça, esistono piccole distillerie artigianali che offrono un prodotto decisamente superiore: famosa la Baden Baden di Campos do Jordão (San Paolo) che merita una visita per il solo fatto di essere localizzata in una amena cittadina di montagna con tutte le caratteristiche dei villaggi alpini.</p>
<p>I superalcoolici d&#8217;importazione sono estremamente cari mentre i prodotti locali, non sempre di adeguata qualitá, sono offerti a prezzi piú che convenienti. Per i bevitori accaniti il consiglio è di acquistare la propria dose presso il duty-free shop degli aeroporti. Il Brasile è uno dei pochi paesi al mondo che consente di acquistare prodotti importati all&#8217;arrivo.</p>
<p>La produzione vitivinicola é concentrata nella regione sud del paese (Rio Grande) favorita dalle condizioni climatiche piú temperate e dalla presenza massiccia di immigrati italiani di origine veneta soprattutto nei distretti di Garibaldi, Caxis do Sul, Gramado. Recentemente sono sorte cantine anche nella valle del Rio Saõ Francisco (nordest). Vini di ottima qualitá sono etichettati Miolo, Almadem, Forestier e Botticelli, venduti in una fascia di prezzo variabile tra i 5 e i 10 Euro (2007). Sangue de Boi, Canção and Santa Felicidade in offerta a prezzi stracciati, fanno parte di quella categoria di vini da prendere in considerazione solamente per farne dono al proprio nemico personale che per loro caratteristica intrinseca sono da consumarsi nello spazio di pochi mesi pena il decadimento delle caratteristiche organolettiche.</p>
<p>In occasione delle festivitá giunine (da S. Giovanni a S. Pietro e Paolo) in molte regioni del nordest si producono liquori derivati da frutti tropicali di sapore generalmente dolce e tasso alcoolico non agressivo.</p>
<p>Se vi trovate in spiaggia sotto il solleone e desiderate una bibita &#8216;refrigerante&#8217; (pr.: refrigeranci) chiedete un &#8216;agua de coco gelada&#8217;, oltre che rinfrescante è altamente reidratante e nutritiva. I medici la ricettano comunemente nei casi di disidratazione conseguenti a disturbi intestinali. Se desiderate una Coca-Cola chiedete semplicemente una Coca: la &#8216;cola&#8217; i brasiliani la usano per incollare. Il &#8216;Guaraná&#8217; è un&#8217;altra opzione: trattasi di una bevanda gassosa prodotta da un seme della foresta amazzonica. Nelle feste paesane incontrerete bancarelle che, insieme a vari succhi prodotti da frutta tropicale, offrono la &#8216;capeta&#8217; (tr.: diavolo) è un cocktail composto da latte condensato, rum o vodka a scelta, polvere di guaraná e ghiaccio. È un &#8216;ectasis&#8217; popolare da consumarsi in dosi moderate data l&#8217;alta concentrazione in caffeina del guaraná.</p>
<p>Il Brasile é un grande produttore di caffé di media qualitá anche se esistono regioni dove il prodotto assume caratteristiche di grande pregio. Il Cafezinho (pr.:cafezignu) è preparato versando acqua bollente su di uno strato di caffé macinato sparpagliato sopra un filtro di carta disposto ad imbuto. Leggero e non sempre apprezzabile al palato dei turisti italiani è servito gratuitamente al termine dei pasti in ristoranti e fast-food. I buoni ristoranti sono dotati di macchine espresso ed è esattamente la parola &#8216;Expresso&#8217; che differenzia la bevanda europea dal cafezinho. Nell&#8217;estremo sud ed in alcune regioni della frontiera orientale è diffusissima l&#8217;abitudine di bere &#8216;cimarrão&#8217;: un caldo miscuglio di erbe di campo tritate finemente messe in infusione in un contenitore ricavato dalla corteccia di una zucca con proprietà diuretiche e rinfrescanti (se questo termine significa qualcosa !). Il thé comunemente conosciuto in europa é quasi assente dalle tavole brasiliane.</p>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
Sfortunatamente tutte le grandi cittá del Brasile soffrono di una epidemica &#8216;violenza di strada&#8217; in particolare Rio de Janeiro e S. Paolo. Non lasciatevi tuttavia intimorire: adottate alcune precauzioni e godetevi la vostra vacanza come fanno milioni di altri turisti tutto l&#8217;anno. Non passeggiate di notte nelle grandi città: prendete un taxi. Per nessuna ragione entrate in una &#8216;favela&#8217; a meno che non siate accompagnati da una guida turistica riconosciuta o da un amico brasiliano di provata fiducia. Per intendersi diffidate del simpatico vicino/a di spiaggia che parla italiano e vi ha pagato da bere per tutto il pomeriggio. Lasciate nella cassaforte dell&#8217;hotel tutte le cose di valore e, meglio ancora, non portatevele in Brasile se proprio non ne avete bisogno. Evitate di trasportare grandi valori in moneta, indossare gioielli ed orologi manifestamente costosi, borsette e borse firmate, apparecchi fotografici stile &#8216;blow up&#8217;. Riponete i soldi in un luogo nascosto per aver la garanzia di poter ritornare in Hotel e tenete in tasca lo stretto necessario per le spese programmate. Per quanto possibile cercate di mimetizzarvi indossando abiti e calzando scarpe simili a quelle che incontrate addosso ai locali per evitare di richiamare l´attenzione di coloro che sono a caccia di &#8216;gringos&#8217;. Non contate denaro in pubblico e all&#8217;ora del pagamento fatelo con discrezione e rapiditá. In caso di tentativo di rapina mantenete la calma, consegnate qualche soldino e non reagite bruscamente né accennate a qualchessia gesto di reazione. Quale documento di identitá é sufficiente portarsi appresso la fotocopia del passaporto.</p>
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		<title>Cuba, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 21:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_266" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/cuba-300x241.jpg" alt="Cuba" title="Cuba" width="300" height="241" class="size-medium wp-image-266" /><p class="wp-caption-text">Cuba</p></div>
<p><strong>Quando partire</strong><br />
Essendo compresa tra i 20° e i 23° di latitudine Nord, Cuba presenta un clima tipicamente tropicale, moderato dalla presenza del mare e da masse di aria fredda che giungono dall&#8217;America del Nord. A Luglio le medie sono attestate sui 27° e a gennaio sui 22° con punte che possono scendere fino a 10° in periodi in cui soffiano venti freddi provenienti dall&#8217;America settentrionale. Le precipitazioni sono abbondanti nei mesi di maggio-giugno e di settembre-novembre con valori massimi di 3000 mm annui sui versanti settentrionali delle Sierre e minimi di 1000 mm sul versante del Mar delle Antille. La regione più secca è quella che si affaccia sulla baia di Guantanamo. Da agosto a ottobre sono frequenti i cicloni che colpiscono soprattutto la parte sud occidentale dell&#8217;isola.</p>
<p><strong>Requisiti d&#8217;ingresso</strong><br />
Un visto turistico (visada tarjeta del turista) è necessario per i viaggiatori provenienti dall&#8217;Italia. Questo visto costa circa 25 CUC (pari a circa 25 Euro), in base a dove ottenuto. È importante ricordare che esiste una tassa di uscita dal Paese, pari a 25 CUC, da pagare in contanti all&#8217;aeroporto, prima di lasciare Cuba. Mettete sempre questi 25 CUC nel passaporto subito dopo essere arrivati a Cuba, ne avrete bisogno alla partenza. Il passaporto dev&#8217;essere valido per almeno sei mesi dopo la partenza prevista da Cuba. Il visto turistico è generalmente valido per 30 giorni; la validità può essere estesa per altri 30 in un qualsiasi ufficio immigrazione nel Paese. Questo prolungamento può essere richiesto una volta, dopodiché avrete bisogno di una seria motivazione se vorrete richiederne una secondo. All&#8217;arrivo dovrete essere in possesso di una prenotazione presso un albergo o una casa particular per almeno tre giorni. I regolamenti doganali sono rigorosi, ma nella pratica i turisti sono difficilmente trattati con severità.</p>
<p><strong>Come spostarsi</strong><br />
In autobus &#8211; Probabilmente il miglior modo per uno straniero di spostarsi in autobus è Víazul. Víazul offre viaggi confortevoli in autobus moderni, dotati di aria condizionata e toilette molto usati da visitatori stranieri e da cubani benestanti. Ricordarsi di prenotare il biglietto un giorno prima della partenza per assicurarsi il posto. Portatevi un pullover per il viaggio &#8211; l&#8217;aria condizionata di solito è sempre al massimo. In alternativa ci sono i bus della Astro, usati dai locali, che inoltre collegano città non turistiche e più piccole. Gli stranieri pagano un prezzo più alto, che è comunque 3 &#8211; 4 volte più economico di Víazul. Prenotare anticipatamente è obbligatorio: in questo caso è necessario conoscere lo spagnolo. Purtroppo questi autobus spesso non rispettano l&#8217;orario, a causa di guasti meccanici e sovraffollamento. È inoltre possibile effettuare piccoli viaggi su dei minibus per turisti, furgoni per 4 &#8211; 5 persone. Il costo è un po&#8217; più elevato, ma altamente raccomandato se non avete intenzione di dormire tutto il viaggio, in più è possibile chiedere all&#8217;autista di fermarsi lungo la strada.</p>
<p>In auto &#8211; Il tragitto L&#8217;Avana-Viñales costa circa 90 &#8211; 100 CUC. Tuttavia, ci sono alcuni cittadini locali che trasformano illegalmente la loro vecchia vettura in un &#8220;taxi&#8221;, chiedendo molto meno denaro per il passaggio. L&#8217;autonoleggio parte da circa 65 CUC al giorno (compresa l&#8217;assicurazione), più il costo del pieno di benzina. Il deposito versato a titolo di garanzia parte da 200 CUC. Le macchine a noleggio sono quasi sempre vetture recenti, con modelli importati dall&#8217;Europa o dal Giappone. Generalmente il traffico non è elevato, In particolare fuori dall&#8217;Avana. Fuori dai paesi e dalle città le strade sono spesso deserte, a volte non si incrocia un&#8217;altra vettura per chilometri. Attenzione: dovrete condividere le autostrade con i veicoli a cavallo e con i ciclisti (a volte contromano, e di notte regolarmente senza luci). E&#8217; bene ricordare inoltre che l&#8217;autostrada (Autopista) è ricca di incroci con altre strade, e occasionalmente anche di passaggi a livello; è fondamentale attraversare i binari a passo d&#8217;uomo, per evitare danneggiamenti ai pneumatici o alle sospensioni. Molti di questi passaggi a livello sono preceduti da un segnale di Stop &#8211; Pare &#8211; e gli autisti possono essere multati di 30 CUC per la mancata osservanza del segnale, anche se non sta arrivando nessun treno. Le eventuali multe ricevute sono segnate sul foglio di noleggio, e saranno dedotte dal deposito cauzionale. L&#8217;autostop è una pratica molto comune a Cuba, ed è generalmente considerato sicuro dare un passaggio ad un autostoppista.</p>
<p>In treno &#8211; A Cuba viaggia un treno che collega L&#8217;Avana e Santiago, con un viaggio di circa 12 ore. I treni, importati dalla Francia, sono moderni, confortevoli, con un vagone adibito a servizio di ristorazione e con l&#8217;aria condizionata che funziona al massimo.</p>
<p>In aereo &#8211; La compagnia di bandiera cubana è la Cubana de Aviación. Se desiderate spostarvi da una parte all&#8217;altra dell&#8217;isola (come ad esempio da Santiago de Cuba a L&#8217;Avana), potete rendere questo viaggio rapido e confortevole con uno dei voli interni.</p>
<p><strong>Valuta e acquisti</strong><br />
Ci sono due valute che circolano a Cuba: il peso cubano (CUP) ed il peso convertibile (CUC). Il peso convertibile è la moneta più usata dai turisti a Cuba. Con questa pagherete alberghi, taxi autorizzati, entrate ai musei, pranzi al ristorante, sigari, rum, eccetera. Il cambio di valuta puà essere fatto in una delle case di cambio (Cadeca). Si trovano nei maggiori alberghi ed in molti centri cittadini. CUP valgono 1/24 di CUC. CUP sono anche conosciuti come Moneda Nacional. I CUP possono comprare solo alcuni beni, come gli acquisti ai mercati ortofrutticoli o presso i venditori in strada. E&#8217; meglio non cambiare più di 5 &#8211; 10 CUC alla volta, poiché il loro uso è limitato, e con un tasso di cambio di 1 a 24, i CUP ottenuti bastano per una settimana. Alcuni posti non cambiano valuta straniera direttamente in CUP. Pertanto, la moneta straniera sarà cambiata in CUC, e quindi da CUC a CUP. Ci sarà un doppio conteggio di commissioni, ma resta comunque la strada più conveniente. Arrivando dall&#8217;area &#8220;Euro&#8221; o dalla Gran Bretagna, è meglio convertire la propria moneta in CUC. I dollari americani possono essere cambiati, ma dietro pagamento di una penale del 10%. Fino alla fine del 2004 c&#8217;erano tre valute circolanti a Cuba: il peso cubano (CUP), il Peso Convertibile (CUC) ed il Dollaro americano (USD). USD e CUC avevano lo stesso valore, e potevano essere usati per gli acquisti in negozi gestiti dallo Stato. Nel novembre 2004 il Governo ha deciso di non accettare più il dollaro americano come valuta corrente. Ora la valuta ufficiale per i turisti è il CUC, ed il dollaro subisce inoltre una penalizzazione nel cambio del 10%. Un&#8217;ulteriore penalizzazione è stata decisa nell&#8217;aprile 2005, quando il CUC è stato svalutato a 1,08 USD. Come nella maggior parte dei paesi poveri, gli oggetti trovati in vendita sono fatti per i turisti.</p>
<p>I prodotti maggiormente acquistati dai turisti sono il rum, i sigari ed il caffè. Tutti questi prodotti sono disponibili nei negozi autorizzati (incluso il duty free in aeroporto), o per le strade. Un&#8217;altra tipica &#8220;produzione&#8221; cubana è la musica, come la salsa, il son e l&#8217;Afro-Cubano. I CD o le cassette si possono acquistare ovunque nei negozi, tenendo presente che il prezzo medio di un CD originale è di 20 CUC. I turisti possono importare o esportare un massimo di 100 CUP o 200 CUC alla volta. La maggior parte delle carte di debito (bancomat) non sono utilizzabili. Visa e Mastercard possono essere usate, anche per il prelievo di contante. I negozi che accettano Visa, tuttavia, non sono molti. La maggior parte delle banche chiude alle 15, la chiusura è inoltre anticipata l&#8217;ultimo giorno del mese. Le CAdeCa (agenzie di cambio valuta) sono generalmente aperte più a lungo, specialmente negli alberghi. Agli sportelli bancari sono abbastanza frequenti code, quindi è consigliabile avere un po&#8217; di tempo a disposizione.</p>
<p><strong>A tavola</strong><br />
Il cibo a Cuba è notoriamente leggero, tuttavia questo dipende da hotel a hotel. Un albergo con buone recensioni sul cibo è l&#8217;Iberostar Tainos o il Sol Sirenas a Varadero. I fagioli neri sono un tipico piatto servito nelle famiglie cubane. I cubani mangiano essenzialmente maiale e pollo. La carne di manzo e le aragoste sono invece sottoposte al controllo dallo stato. Un piatto buono e saporito, a base di riso, verdure, piantaggine, e carne di maiale (chiamato &#8220;cajita&#8221;) è un&#8217;ottima opzione, e generalmente è venduto per 1 CUC fuori dalle case private. Quando si mangia in un ristorante privato (paladar), è meglio ordinare solo ciò che è contenuto nel menu con i prezzi stampati, è un ottimo modo per evitare sovrapprezzi indesiderati.</p>
<p>I drink nazionali cubani sono il Cuba Libre (rum e cola), il Daiquiri (ideato ai primi del &#8217;900 nel locale Floridita, di Habana) ed il Mojito (rum, lime, zucchero, foglie di menta, club soda e ghiaccio). La &#8220;Cristal&#8221; è una birra chiara, disponibile in tutti i negozi che accettano CUC. I cubani preferiscono la &#8220;Bucanero Fuerte&#8221;, che con il 5,5% di alcool ed è una birra più forte. Sia la Cristal, sia la Bucanero sono prodotte grazie ad una joint venture con la Labatt&#8217;s canadese. Queste sono le sole birre vendute in CUC. Ci sono inoltre altre birre, non disponibili dappertutto, come la Hatuey e la Corona del Mar. Queste sono vendute in CUP.</p>
<p><strong>Ricettività</strong><br />
Se volete provare la vita reale dei cubani, i migliori posti sono le &#8220;casas particulares&#8221; (case private autorizzate ad offrire servizio di alloggio ai visitatori). Sono più economiche rispetto agli alberghi (mediamente 20 CUC a stanza per notte), più la colazione (3 o 4 CUC) ed i pasti (da 7 a 10 CUC). La qualità del cibo è spesso migliore di quella offerta negli alberghi.</p>
<p><strong>Sicurezza</strong><br />
Cuba è una nazione molto sicura; l&#8217;ordine pubblico è sempre mantenuto, ed un continuo monitoraggio dell&#8217;ordine pubblico rendono le strade pressoché libere da crimini. Tuttavia è sempre consigliabile una certa prudenza, in particolare nelle grande città. Le leggi sulla droga sono particolarmente severe, lo stesso vale per la prostituzione. La microcriminalità è praticamente assente, anche se negli ultimi anni i turisti sono sempre più spesso vittime di piccole truffe, come ad esempio la vendita di sigari a basso prezzo e di dubbia autenticità, venduti dalla gente per strada.</p>
<p><strong>Situazione sanitaria</strong><br />
Cuba è considerato un paese assai sicuro, anche a livello sanitario, ad eccezione dell&#8217;acqua; molti cubani preferiscono bollire la propria acqua. C&#8217;è anche da dire che alcuni turisti bevono acqua del rubinetto senza risentirne ma non devono essere imitati. La soluzione migliore è bere acqua imbottigliata, meglio se in abbondante quantità viste le temperature spesso superiori a 30°C. Il sistema sanitario cubano è giudicato buono. Reperire un medico è facile visto che il loro numero percentuale su 100 abitanti è più elevato che in Canada. Trovare medicinali è invece più difficile e per questo è consigliabile portarsene una buona scorta da casa più una cassetta di pronto soccorso. L&#8217;Avana possiede inoltre una clinica ed un pronto soccorso per stranieri che offre un servizio più rapido ed efficace.</p>
<p><strong>Piccoli problemi</strong><br />
Molte sistemazioni turistiche offrono la corrente a 220V, così come quella a 110V. Problemi di continuità di energia elettrica e acqua corrente sono presenti ovunque, anche nelle principali destinazioni turistiche. Il 2006 è stato designato come l&#8217;anno della &#8220;Rivoluzione energetica&#8221; di Cuba e sono stati messi in funzione molti generatori di corrente nell&#8217;intento di sopperire ai frequenti black-out.</p>
<p>Se avete intenzione di acquistare grosse quantità di sigari (diverse scatole), accertatevi di averli comprati da un negozio autorizzato, che fornisca l&#8217;idonea documentazione. Se comprate sigari a basso costo per la strada e non possedete una fattura, i sigari acquistati potrebbero essere confiscati.</p>
<p>La legge cubana prevede che i dipinti con dimensione superiore a 70 cm debbano assere accompagnati da un&#8217;autorizzazione: acquistando prodotti presso un negozio autorizzato, sarà fornito il documento necessario, formato da un foglio e da una marca da bollo, che sarà incollato nel retro della pittura. I codici riportati nel foglio e nella marca da bollo devono corrispondere. Il costo di questa apposizione è di 2 o 3 CUC.</p>
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		<title>Repubblica Dominicana, consigli e info utili di viaggio</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 20:20:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il nome originario dell&#8217;isola di Hispaniola era Quisqueya che nella lingua dei Taino significa &#8220;Madre di tutte le terre&#8221;. I Taino erano gli abitanti originari dell&#8217;isola stimati a circa 250.000 individui al tempo del primo sbarco di Cristoforo Colombo (5 dicembre 1492). Essi vivevano di caccia e pesca ed erano altresì dediti all&#8217;agricoltura e alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_261" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2009/03/playa_de_cayo_levantado-300x218.jpg" alt="Playa de Cayo Levantado (Repubblica Dominicana)" title="Playa de Cayo Levantado (Repubblica Dominicana)" width="300" height="218" class="size-medium wp-image-261" /><p class="wp-caption-text">Playa de Cayo Levantado (Repubblica Dominicana)</p></div>
<p>Il nome originario dell&#8217;isola di Hispaniola era Quisqueya che nella lingua dei Taino significa &#8220;Madre di tutte le terre&#8221;. I Taino erano gli abitanti originari dell&#8217;isola stimati a circa 250.000 individui al tempo del primo sbarco di Cristoforo Colombo (5 dicembre 1492). Essi vivevano di caccia e pesca ed erano altresì dediti all&#8217;agricoltura e alla coltivazione del tabacco. Proprio dai Taino gli europei assunsero la dannosa abitudine di fumarne le foglie. In seguito le angherie dei conquistadores, i lavori forzati cui furono obbligati, le malattie importate dagli Europei decimarono l&#8217;originaria popolazione nel giro di un cinquantennio.</p>
<p>L&#8217;isola di Hispaniola divenne il punto di partenza per l&#8217;espansione nei Caraibi e nel resto del continente da parte dei Conquistatori Spagnoli.</p>
<p>Nel 1697, la Spagna riconobbe il dominio della Francia nella parte occidentale dell&#8217;isola, che nel 1804 diventò Haiti. Il resto dell&#8217;isola, fino a quel momento conosciuto come Santo Domingo, cercò di guadagnare la propria indipendenza nel 1821, ma fu conquistato e governato dagli haitiani per 22 anni; conseguì l&#8217;indipendenza, con il nome di Repubblica Dominicana, nel 1844, grazie a un trio di liberatori: Juan Pablo Duarte, Ramon Matias Mella e Francisco del Rosario Sanchez. Nel 1916 gli Stati Uniti occuparono l&#8217;isola. Al ritiro delle truppe americane nel 1924 seguì la dittatura di Rafael Trujllo assassinato nel 1961. Dopo la sua morte la democrazia fu reintrodotta nel paese.</p>
<p><strong>Quando partire</strong><br />
Il clima è tropicale marittimo, con piccole variazioni stagionali di temperatura. La temperatura media diurna varia dai circa 25° di gennaio ai 30° di luglio nella città di Santo Domingo. Il periodo da giugno ad ottobre è stagione di piogge ed è anche il periodo in cui compaiono uragani che tuttavia nella Repubblica Dominicana hanno una portata meno distruttiva che altrove. In ogni caso è bene informarsi sulle condizioni meteorologiche del paese se la partenza è programmata in questo periodo.</p>
<p><strong>Da sapere</strong><br />
Il principale aeroporto è quello di Las Americas a 20 km dalla capitale. All&#8217;aeroporto di Punta Cana arrivano altri voli, sia di linea che charter tra cui Meridiana, Livingston, Iberworld. La tassa di sbarco è di 10 USD, da pagare esclusivamente in valuta americana, (esiste un ufficio di cambio in aeroporto, prima di passare la dogana). Attenzione alla tassa d&#8217;imbarco: dipende dalla durata del soggiorno, è importante leggere il coupon consegnato dalla dogana all&#8217;arrivo nel Paese.</p>
<p>Per spostarsi all&#8217;interno del Paese ci si serve di autobus interurbani. Questi sono sempre dotati di aria condizionata ed offrono un viaggio confortevole. Numerose agenzie di autonoleggio, anche di compagnie internazionali sono presenti ovunque. Il costo del noleggio si aggira sui 50 &#8211; 60 € al giorno per una macchina di media cilindrata. Sebbene tutte le strade principali siano asfaltate, le carreggiate non sono sempre curate, ed è abbastanza facile imbattersi in buche improvvise.</p>
<p>L&#8217;ambra è un prodotto del posto. Vi verrà offerta per strada ovunque nei luoghi turistici ma siate pur sicuri che è plastica. A Puerto Plata esiste un museo dedicato all&#8217;ambra con annesso un negozio munito di spettrometro che mostra come la vera ambra cambi colore.</p>
<p>È opportuno osservare le dovute misure di precauzione per la propria sicurezza, in particolare se si gira non accompagnati nella capitale: sono abbastanza frequenti i casi di furti e scippi a danni dei turisti. Se si è fermi in macchina al semaforo, è consigliabile chiudere la serratura delle portiere.</p>
<p>Nella zona delle foreste pluviali il rischio principale è rappresentato dalla malaria, causata dalle zanzara anofele. Al di fuori dei luoghi boschivi il rischio è inesistente. Eventualmente consultare un medico prima di partire. Alcune zanzare, comunque, potrebbero causare febbre; è fortemente consigliabile usare un repellente per zanzare.</p>
<p>I cibi locali sono di norma sicuri, e non presentano alcun pericolo. Gli stranieri, tuttavia, non dovrebbero bere acqua di rubinetto ma solo quella imbottigliata.</p>
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		<title>Amazzonia senza filtri</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 22:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_129" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2008/10/amazonia-senza-filtri/malocas/" rel="attachment wp-att-129"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/10/malocas-300x225.gif" alt="Malocas" title="Malocas" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-129" /></a><p class="wp-caption-text">Malocas</p></div>
<p>Quando si parte per il Brasile e in particolare per la parte nord del Brasile, si crede di poter arrivare a vedere con i propri occhi la foresta vergine, per poi tornare velocemente con i piedi per terra, alla constatazione che difficilmente sarà così. Per raggiungere la Foresta Primaria, ovvero la vera Foresta Amazzonica, per capirci, quella con alberi alti oltre gli 80 m, liane e fiori sgargianti e che risulta così fitta da essere impenetrabile, bisogna attraversare una fascia urbanizzata e sfruttata di circa un centinaio di chilometri che avvolge le città e le maggiori vie di comunicazione, Rio compreso. La vera foresta primaria è praticamente inaccessibile ai profani, non organizzati e con poco tempo.</p>
<p>Quando nel 2005 io e il mio ragazzo andammo in Brasile, pianificammo all’interno del nostro viaggio di un mese, una cosa come 5 giorni nel Norte per poter dare &#8220;un&#8217;occhiata&#8221; alla foresta amazzonica. All’epoca non ci rendevamo conto, e infatti tornammo dall&#8217;esperienza brasiliana, senza aver visto null&#8217;altro che foresta secondaria&#8230; bella per carità, ma nulla a che vedere con la Foresta Primaria e con la fauna e la flora di cui avevo sentito parlare.</p>
<p>Inoltre, mi resi conto che era praticamente impossibile fare un viaggio in Brasile e pensare di dedicare una settimana all&#8217;Amazzonia, perché lì tutto scorre lento e il viaggio in Brasile, deve essere un viaggio in Amazzonia e basta, solo allora si comincia a ragionare.</p>
<p>Così al ritorno iniziai a scandagliare la rete internet decisa a trovare qualcosa, di poco turistico, ecocompatibile nel vero senso della parola, e il più reale possibile che mi permettesse di visitare la vera Foresta Amazzonica. La cosa risultò difficile, sui siti nazionali ed esteri vi sono offerte di pacchetti turistici, già visti anche in Brasile, che sull’onda del turismo mordi e fuggi, propongono il miraggio della vera Amazzonia, propinandoti 4 giorni per la &#8220;modica cifra&#8221; di 400 euro tutto incluso, a 50 km dalla capitale come Belem, Manaus, usando paroline chiave quali: delfini rosa, pesca ai piranha, tramonto sul Rio delle Amazzoni, etc. E che, con il senno di poi, non hanno nulla a che vedere con quello che stavo cercando io.</p>
<p>Ma la ricerca raggiunse lo scopo, incappai infatti nel sito di un’associazione che tra l’altro promuoveva viaggi in una Riserva a 30 h di battello a nord di Manaus. Una riserva naturale gestita dalle popolazioni locali, la Riserva Xixuau, sul Rio Jauperì. Chiesi info e non persi tempo, il costo era relativamente abbordabile, sui 900euro per un soggiorno di 15 giorni, tutto incluso, trasferimenti compresi, eccetto birrette. Decisi che ne valeva la pena, anche dopo aver visitato a dovere il sito dell’Associazione Amazonia, sito web <a href="http://www.amazonia.org" target="_blank">www.amazonia.org</a>, che si occupa di Ricerca, studio della biodiversità, sviluppo ecosostenibile, e che usa il turismo come un modo per finanziare tutto ciò. Grandioso! Preservare e dare la possibilità a chi è interessato, di vedere ciò che si sta preservando, con i ritmi e i costumi locali.</p>
<p>Partii, questa volta da sola, perché si sa, certe esperienze volute e desiderate fino in fondo, possono anche essere assaporate in solitudine e in compagnia di chi magari ha la tua stessa passione: la natura. L’esperienza è stata davvero incredibile. E così due anni dopo, a Ottobre partii. Zaino in spalla, riempito secondo i suggerimenti avuti contattando Emanuela di amazonia.org, biologa italiana che per 6 mesi all’anno vive nella Riserva studiando la lontra gigante… wow! Arrivo a Manaus, volo da Malpensa 16 orette, con scalo a Sao Paulo, con me altre 5 persone accomunate dalla stessa curiosità. Raccolti da un pulmino siamo stati accompagnati all’imbarco del Battello, prima però abbiamo dovuto acquistare un amaca, al prezzo di circa 15 euro al mercato centrale di Manaus, mai acquisto è stato più veloce e proficuo, chi l’avrebbe detto che avrei avuto bisogno di un’amaca, e invece si… si è resa necessaria per dormire sulla battello nel viaggio di andata e ritorno (si avete capito bene… e non si dorme nemmeno male), 30 h di scivolamento in battello lungo il Rio Negro e il Rio Jauperì.</p>
<p>La Riserva è un vero paradiso naturale dove si è ospiti della comunità locale in capanne di legno, le cosiddette &#8220;Malocas&#8221;, tutto ciò fa molto backpackers…ma vi assicuro che non hanno nulla di turistico e sono confortevoli quanto basta. Il gruppo di &#8220;ecoturisti&#8221;, e per la prima volta accetto una definizione che contiene la parola &#8220;turista&#8221;, era di circa 10, infatti la riserva accoglie massimo 100 visite l’anno, che arrivano solo ed esclusivamente tramite l’associazione e che partecipano con il loro turismo al sostentamento della Riserva stessa. La lingua parlata è il portoghese, ma ci si capisce a gesti, si sa che noi italiani ce la caviamo.</p>
<p>I primi giorni sono stati di ambientamento, svegliarsi la mattina con i suoni della foresta e con l’odore della natura, è un’esperienza indimenticabile, a pochi passi il Rio Jauperì con le sue acque trasparentissime e purissime (lo garantisce l’analisi biologica!!). Nei mesi che vanno da Novembre a Marzo, il livello delle acque è più basso e permette l’emergere di spiaggette paradisiache lungo la sponda del Rio a pochi passi dalle Malocas, dove è possibile fare il bagno e prendere il sole in tutta tranquillità.</p>
<p>Le escursioni venivano fatte nel numero di 2/3 persone, con la guida locale, un personaggio stranissimo, con le conoscenze di un Botanico e l’aspetto di un indio vissuto. In un’escursione in canoa sul Rio Jauperì, abbiamo avvistato la lontra di fiume, alcuni delfini rosa, un giaguaro. Abbiamo fatto anche un’escursione notturna in canoa per avvistare i caimani.. i cui occhietti gialli si riflettono sulla superficie dell’acqua… e un trekking all’interno della foresta con tanto di preparazione del campo base e di lezioni di botanica!!! Per fortuna avevo con me una macchina fotografica con uno zoom adeguato, non avrei mai potuto perdonarmelo se non fosse stato così, diciamo che servirebbe anche un grandangolo… certe piante proprio non ci stanno!</p>
<p>Il villaggio è proprio un villaggio immerso nella foresta amazzonica, con tutto quello che vi potreste aspettare, ma fatto in maniera consapevole, c’è persino un laboratorio artigianale, dove le donne del posto intrecciano braccialetti e manufatti che si possono acquistare. La vita scorre lenta e la filosofia è quella brasiliana…</p>
<p>Devo dire che l’Amazzonia vista così soddisfa davvero la curiosità, stuzzicata dalle riviste con le foto patinate. Lì si vede la foto… bellissima del paesaggio, ma si vede anche quello che c’è dietro… fatto di impegno e amore per la propria terra. A proposito… c’è l’ADSL!!!!</p>
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		<title>Viaggio in Patagonia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 22:52:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>oissela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un volo di oltre 14 ore atterriamo all&#8217;aeroporto di Buenos Aires dove ad attenderci c&#8217;è Carolina, la nostra referente per l&#8217;Argentina. Venerdì 14.03.08, Buenos Aires &#8211; L&#8217;albergo dove pernotteremo è il Broadway All Suites, situato in pieno centro. Subito dopo aver sistemato le nostre cose in camera usciamo per un giro di perlustrazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_126" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2008/10/viaggio-in-patagonia/lagoargentino/" rel="attachment wp-att-126"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/10/lagoargentino-300x180.jpg" alt="Parque Nacional Los Glaciares" title="Parque Nacional Los Glaciares" width="300" height="180" class="size-medium wp-image-126" /></a><p class="wp-caption-text">Parque Nacional Los Glaciares</p></div>
<p>Dopo un volo di oltre 14 ore atterriamo all&#8217;aeroporto di Buenos Aires dove ad attenderci c&#8217;è Carolina, la nostra referente per l&#8217;Argentina.</p>
<p><strong>Venerdì 14.03.08, Buenos Aires</strong> &#8211; L&#8217;albergo dove pernotteremo è il Broadway All Suites, situato in pieno centro. Subito dopo aver sistemato le nostre cose in camera usciamo per un giro di perlustrazione della città. Ci rechiamo all&#8217;Obelisco e successivamente ci mettiamo alla ricerca di Calle Florida, l&#8217;area pedonale caratterizzata da numerose attività commerciali, ristoranti e alberghi. Grazie al navigatore GPS scopriamo che si trova proprio vicino al nostro albergo, decidiamo quindi di pranzare in un ristorante della zona dove per soli 15 Euro consumiamo un enorme filetto con patate, un insalata, una macedonia e il caffè.<br />
Alle ore 14, accompagnati dalla nostra guida, partiamo per la visita della città. La prima tappa è Plaza de Mayo, il cuore pulsante della capitale Argentina. Uno degli edifici più importanti di questa piazza è sicuramente la casa Rosada, ancora oggi sede degli uffici presidenziali. Il lato che si vede dalla piazza è in realtà il retro, ma è proprio da uno dei balconi di questo lato del palazzo che si affacciavano Juan ed Evita Peron. Al centro della piazza si trova la piramide de Mayo circondata da manifesti e cartelloni con descrizioni e foto dei desaparecidos della guerra sporca. Qui, ogni giovedì, le madri vengono ancora a chiedere giustizia per i propri cari scomparsi. Girando in senso antiorario si giunge alla Catedral Metropolitana, al cui interno sono seppellite le spoglie del generale Josè de San Martin, eroe della guerra d&#8217;Indipendenza argentina del XIX secolo. All&#8217;esterno una fiamma sempre accesa simboleggia il suo spirito sempre vivo. Sul lato opposto a quello della casa Rosada sorge il Cabildo, un palazzo bianco con colonnato della metà del XVIII secolo, dove si dice sia nata la repubblica Argentina. Proseguiamo per i quartieri San Telmo e la Boca che si raggiungono fiancheggiando lo stadio La Bomboniera, colorato di giallo e azzurro. La via più rinomata di questa zona è El Caminito, una strada coloratissima dove i ballerini di tango si esibiscono per i clienti dei bar locali. Le case sono dipinte con tinte forti, e si dice che la popolazione abbia usato le pitture avanzate dai cantieri vicini per colorarle. E&#8217; un quartiere davvero molto pittoresco, dove la città confina con la foce del fiume Riachuelo, le cui acque sono inquinatissime.<br />
Proseguiamo il nostro tour della città e giungiamo ai vecchi magazzini del porto ora completamente ristrutturati e sede dei migliori ristoranti. Successivamente facciamo una passeggiata all&#8217;interno del parco Palermo, una zona tranquilla, verdissima e ricca di alberi secolari. Facciamo rientro in albergo attraversando i quartieri Retiro (quello dei grattacieli) e La Recoleta, la zona più &#8220;in&#8221; della città, passando vicino al cimitero dove è sepolta Evita Peron. La nostra guida ha solo tre ore a disposizione e la visita si conclude alle 17, con il sole ancora alto e noi che non sappiamo se coricarci o uscire di nuovo. Decidiamo di riposarci un po&#8217; e uscire alle 19 per la cena che consumeremo presso il ristorante suggerito da Carolina. Il ristorante La Nazarenas è situato a Puerto Madero, vicino alla darsena. Carolina ci ha prenotato un posto al primo piano, vicino alla vetrata. Mangiamo la parrilla, un piatto di carne e verdure alla brace: bue, agnello, pollo, salsiccia e salsiccia nera simile al nostro sanguinaccio. La spesa totale è di 100€. Il taxi costa intorno ai 6 peso, poco più di un euro. Prima di rientrare in albergo ci rechiamo al Pacifico, una galleria di negozi in Calle Florida, dove adocchiamo delle belle giacche in pelle che ci promettiamo di acquistare prima di ripartire per Italia.</p>
<p><strong>Sabato 15.03.08, Ushuaia</strong> &#8211; Oggi inizia la nostra avventura in Patagonia, l&#8217;immensa regione dell&#8217;estremità meridionale dell&#8217;America Latina divisa tra Argentina e Cile. La partenza per Ushuaia, la capitale della Terra del Fuoco, è prevista alle ore 7.40 dall&#8217;albergo. Il nostro aereo partirà alle ore 11.10 e atterrarà dopo circa tre ore. L&#8217;atterraggio è a dir poco spettacolare, con le ali ci sembra di sfiorare i picchi innevati che circondano la città. La temperatura è intorno ai 15 gradi ed il tempo è ottimo. Il nostro albergo, il Merabeagle, è un po&#8217; scomodo, si trova ad un quarto d&#8217;ora di auto dalla città. Posiamo velocemente i bagagli e partiamo per una visita al Parco della Tierra del Fuego. Visitiamo la Bahia di Lapataia, splendida, dove facciamo anche una breve passeggiata fino ad uno splendido belvedere, per poi proseguire ad un lago delle vicinanze dove gli abitanti di Ushuaia vengono a prendere il sole ed a pescare. Il sole è caldo e la giornata è quasi estiva. Dopo una cena a base di granchio in Rue Martin, la strada dei negozi, ritorniamo in albergo. Enrico continua a lamentarsi per la distanza dal centro. All&#8217;alba capisco il motivo per cui l&#8217;albergo è stato costruito in questa zona isolata: le finestre delle stanze sono posizionate in modo da godere pienamente dello spettacolo della nascita del sole sul canale di Beagle, uno spettacolo straordinario che immortalo in diversi scatti con la mia macchia fotografica.</p>
<p><strong>Domenica 16.03.08, Ushuaia</strong> &#8211; In mattinata chiediamo a un tassista di portarci in giro per mostrarci i luoghi più panoramici della zona. Veniamo trasportati sulla riva del canale Beagle dove abbiamo la possibilità di fotografare le coloratissime case che si specchiano nell&#8217;acqua calmissima, uno spettacolo che capita solo poche volte all&#8217;anno! Tornati in città andiamo in giro per acquisti e musei. Visitiamo il Museo del Fin del Mundo, che conserva opere d&#8217;artigianato degli indiani Onas, resti di naufragi, documenti e foto riguardanti la storia della regione e il Museo Marittimo installato nell&#8217;antico carcere (una delle prigioni più famose della storia argentina, la prima costruzione di Ushuaia). Sono entrambi interessanti.</p>
<div id="attachment_128" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.viaggioideale.it/2008/10/viaggio-in-patagonia/itinerariocrocieraaustralis/" rel="attachment wp-att-128"><img src="http://www.viaggioideale.it/wp-content/uploads/2008/10/itinerariocrocieraaustralis-300x277.gif" alt="Itinerario Crociera Australis" title="Itinerario Crociera Australis" width="300" height="277" class="size-medium wp-image-128" /></a><p class="wp-caption-text">Itinerario Crociera Australis</p></div>
<p>Alle ore 13 consegniamo i bagagli presso il check-in della nave da crociera che ci porterà a scoprire le bellezze dei fiordi australi della Terra del Fuoco, una crociera della durate di 4 giorni e 3 notti con termine a Punta Arenas, in Cile. Pranziamo in un ristorante molto caratteristico, la cui particolarità è che con il proprio piatto si va dal cuoco e si chiede il pezzo di carne che si preferisce. Noi mangiamo la parillada: cordero (agnello) cotto alla brace, il mio era buonissimo! Qui a Ushuaia il cambio è molto conveniente: 4,75-4,80 molto più alto dei 4,32 dell&#8217;aeroporto! Alle 17 ci imbarchiamo, il tempo improvvisamente muta: il cielo si copre di grossi nuvoloni neri e l&#8217;atmosfera sembra proprio quella della Fin del Mundo! La nave Via Australis è molto bella e confortevole, dopo un cocktail di benvenuto ed una breve presentazione dell&#8217;escursione del giorno successivo, andiamo a cena. Facciamo conoscenza con un italiano che vive a Parigi con una francese e notiamo che la nave è popolata soprattutto da europei, americani, messicani e cileni. In tutto 120 persone. Intanto la nave prosegue la sua crociera lungo il Canale Murray verso Capo Horn.</p>
<p><strong>Lunedì 17.03.08, Capo Horn</strong> &#8211; Arriviamo a Capo Horn di prima mattina. Alle 6 siamo già pronti per una leggera colazione nella sala Sky e alle 7 iniziamo lo sbarco. L&#8217;equipaggio della nave è organizzatissimo. Con le apposite gru mettono in acqua diversi gommoni da 10/12 posti con i quali giungiamo a una piccola passerella attraccata al muraglione di Capo Horn. Grazie a una scalinata in legno raggiungiamo il monumento all&#8217;Albatros mentre il cielo diventa plumbeo e il vento inizia a salire. Da qui la vista è spettacolare, l&#8217;incrocio dei due oceani è di fronte a noi, poco distante c&#8217;è il famoso faro di Cabo de Hornos, quello che guida i naviganti nelle insidie dei due oceani. E&#8217; un&#8217;esperienza indimenticabile che vale il viaggio!<br />
Il mare comincia a incresparsi, diventa tutto bianco, le guide ci invitano a tornare alla nave per evitare di bagnarci. La temperatura non è bassissima, intorno ai 10 gradi. Torniamo alla nave con la consapevolezza che la navigazione lungo il canale di Murray sarà difficoltosa. Facciamo colazione mentre la nave prosegue in modo agitato, il vento supera i 45 nodi con raffiche fino a 60. E&#8217; impossibile sostare sul ponte alto all&#8217;aperto, il freddo è penetrante. Poco più tardi partecipiamo a una conferenza sulla vegetazione locale in vista dello sbarco nella Bahia Wulaia. Alle 17.20, sotto una leggere pioggerellina, sbarchiamo sull&#8217;isola di Navarino a sud di Puerto Williams. Qui visitiamo un piccolo museo sulla navigazione nella Patagonia Cilena che l&#8217;Australis ha allestito all&#8217;interno di una costruzione ristrutturata. L&#8217;isola ha una vegetazione tipicamente Patagonica, facciamo una breve passeggiata fino ad un belvedere da dove si gode di una vista stupenda, anche il sole fa capolino ed inizia il tramonto. La baia è molto riparata e la burrasca è ora solo un ricordo. Dopo una piacevole cena e il bingo nello Sky lounge ci ritiriamo nella nostra cabina mentre la nave prosegue verso Gunter Pluschow.</p>
<p><strong>Martedì 18.03.08, Gunter Pluschow</strong> &#8211; Dopo la colazione ci trasferiamo sul ponte della nave per vedere le foche che saltano nell&#8217;acqua, gli albatros, i cormorani ed una piccola balena. Il cielo è sempre più coperto da grossi nuvoloni che comunque ci regalano uno spettacolo meraviglioso. Rimaniamo tutto il pomeriggio sulla nave in attesa dello sbarco che ci avvicinerà al ghiacciaio Pilota (Gunter Pluschow), sbarco che avverrà solo alle ore 19. Le operazioni di sbarco avvengono in tre turni e ahimè noi veniamo inseriti nell&#8217;ultimo turno. Non si scende a terra ma ci si avvicina semplicemente con il gommone. Il ghiacciaio ha un bel colore azzurro nonostante sia coperto dalle nuvole. E&#8217; un vero peccato, il maltempo ci sta perseguitando!</p>
<p><strong>Mercoledì 19.03.08, Punta Arenas e Puerto Natales</strong> &#8211; Anche oggi la sveglia è di primo mattino in previsione dello sbarco sull&#8217;isola Magdalena, abitata da una colonia di 120 mila pinguini Magellano. Piove e il vento è intorno ai 20 nodi. Un primo gommone giunge sulla riva dell&#8217;isola ma fa subito ritorno a causa delle pessime condizioni atmosferiche. Dopo circa mezz&#8217;ora ci avvisano che possiamo sbarcare, quindi ci prepariamo e usciamo sul ponte Yamanà per attendere il nostro turno. Tutti i gommoni vengono calati in acqua, il cielo è scuro e continua a piovere. Il primo gommone porta a terra il personale per consetire le operazioni di sbarco, presto però lo stesso gommone rientra annunciando che lo sbarco non può avvenire a causa del cattivo tempo. Siamo tutti delusi, specialmente io che sognavo di scattare tante belle foto ai pinguini. Mi accontento di fotografarli con il tele e la macchina sul cavalletto, sotto la pioggia e con il cielo nerissimo. Il risultato è un vero disastro, purtroppo non è uscita nemmeno una foto decente, che peccato!! Ci consoliamo vedendoli che dalla spiaggia, da dove attendevano il nostro sbarco, si tuffano in acqua e vengono verso la nave.<br />
Alle ore 11 giungiamo a Punta Arenas, città cilena dove ha fine la nostra crociera. Ad attenderci c&#8217;è un autista che ci condurrà in città per un breve tour panoramico. Continua a piovere! Dopo aver depositato i nostri bagagli presso la stazione dei pullman, liberi dai pesi, andiamo a cambiare i nostri soldi in Peso Cileni (50€ = 32.000 peso C.). Scopriamo così che la vita in Cile è molto più cara. Il pranzo ci viene a costare quasi 100 € in 4! Alle 14.30 con un bus ci dirigiamo a Puerto Natales, a circa 250 km a nord da Punta Arenas. Le strade sono diritte e senza traffico, attraversiamo un solo borgo, il resto è una distesa di pascoli con migliaia di pecore. Tutti i campi sono recintati, alcuni hanno l&#8217;indicazione &#8220;Estancia&#8230;&#8221;, altri solo una piccola porticina con una strada che sembra non portare da nessuna parte.<br />
Il nostro albergo, il Weskar Lodge, situato anch&#8217;esso fuori città, gode di una vista stupenda sul Seno dell&#8217;Ultima Esperancia. Purtroppo continua a piovere quindi non riusciamo a coglierne appieno la bellezza. Dopo aver sistemato le nostre cose in stanza ci rechiamo in centro città. Scopriamo subito che Puerto Natales è in realtà un piccolo villaggio che conta solo circa 5.000 abitanti. I negozi per turisti sono davvero pochi e hanno prezzi troppo alti per le nostre tasche. Qui non c&#8217;è nient&#8217;altro a parte alcune botteghe di abbigliamento, elettrodomestici e generi alimentari per la gente del posto. Torniamo in albergo per la cena, fortunatamente si mangia bene ed i piatti sono superabbondanti.</p>
<p><strong>Giovedì 20.03.08, Parco Nazionale di Torres del Pain</strong> &#8211; Ore 8, partenza per l&#8217;escursione al Parco Nazionale di Torres del Pain. Per fortuna oggi c&#8217;è un po&#8217; di sole. Ci inoltriamo in vallate che sembrano paradisiache: laghetti d&#8217;acqua dolce color turchese e laghetti salati color smeraldo. Le torri del Pain, nonostante le nuvole grigie minacciose, sono fantastiche. Sul Pullman conosciamo due ragazzi di Montevideo, lei è di origini italiane, sono molto carini e simpatici. Ci sono due signori di Santiago molto gentili, una coppia di Brasilia, due spagnoli che avevano fatto la crociera con noi e dei tedeschi. Parliamo inglese, spagnolo e spesso anche italiano. Notiamo che i turisti che hanno orgini europee hanno un fare diverso, più &#8216;nobile&#8217; rispetto alla gente del posto e con orgoglio ostentano le proprie origini italiane. Fisicamente sono più belli e più alti rispetto ai locali. Anche la coppia di Brasilia parla un po&#8217; di italiano, la ragazza è stata qualche mese a Firenze, il ragazzo ci saluta con &#8220;Piacere di avervi conosciuto&#8221;, sono sempre pronti ad aiutarci. Mentre il signore Cileno chiede informazioni e la signora vuole che faccia delle foto per lei perché pensa che io sia una brava fotografa, dopo che le ho fatto vedere le inquadrature delle foto appena scattate.<br />
Mangiamo all&#8217;interno del parco in una zona panoramica per poi proseguire fino al lago Grey e raggiungere la morena del ghiacciaio omonimo. Ci incamminiamo per circa un ora mentre le condizioni atmosferiche peggiorano: il vento si alza e comincia a piovere. Enrico ed io ci bagniamo completamente. Sulla strada di ritorno a Puerto Natales il tempo migliora, comincio a pensare che i ghiacciai attirino il brutto tempo. Nonostante le avverse condizioni meteo questa escursione è stata davvero emozionante, se nel mondo esiste ancora una copia del paradiso terrestre il posto è sicuramente questo! Ceniamo in albergo, Enrico mangia un piatto tipico della cucina Cilena a base di formaggio e centolla (granchio): è davvero squisito.</p>
<p><strong>Venerdì 21.03.08, El Calafate</strong> &#8211; Lasciamo il nosto hotel di Puerto Natales alle ore 7 per prendere il bus delle 7.30 per raggiungere la tappa successiva del nostro viaggio, la città in territorio argentino di El Calafate. Alla frontiera Cilena perdiamo circa un&#8217;ora per le formalità doganali. Il paesaggio, lungo il tragitto, è sempre brullo, sembra quasi un deserto, non ci sono alberi né cespugli, ogni tanto si intravvedono cavalli, mucche, pecore, guanachi e qualche nandù, animali simili agli struzzi. Alle 13.30 siamo a destinazione. L&#8217;albergo dove soggiorneremo, il Kau Yatun, è una costruzione in mezzo agli alberi. La nostra camera è ampia e ha un grande bagno ma la pulizia lascia molto a desiderare. Appena entrato in stanza Enrico trova un paio di slip nella doccia. Mancano gli asciugamano per il viso e le coperte leggere. Il piumone a nostra disposione è troppo caldo, in camera ci sono almeno 25 gradi! Ceniamo al ristorante Argentino, dove siamo anche allietati da canti e balli patagonici. La cena è a base di asado e parrilla: agnello e bue alla brace.</p>
<p><strong>Sabato 22.03.08, Lago Argentino</strong> &#8211; Si parte nuovamente presto, alle 7.15, per la visita ai ghiacciai Onelli, Upsala e Spegazzini, sul Lago Argentino. Dopo 40 minuti di macchina ci imbarchiamo su un catamarano con tre ponti. La prima visita è al ghiacciaio Onelli. Verso le 11 sbarchiamo e ci inoltriamo in un bosco quasi magico, una breve camminata di 20 minuti e siamo in vista del lago. Le guardie del parco ci controllano a vista, non si fuma e non ci si allontana dalla spiaggia, oltre un certo limite non si può andare. Ci sediamo su un tronco morto per mangiare al sacco. Il lunch box dell&#8217;albergo è una vera schifezza (35 peso). Il ghiacciaio è piccolino e non raggiunge più l&#8217;acqua, mentre nel laghetto galleggiano tanti piccoli iceberg. Alle 12.30 risaliamo sulla barca, dopo aver riattraversato lo splendido bosco di lenga, ci dirigiamo verso il ghiacciaio Upsala. Prima di avvicinarci la barca sosta a lungo vicino agli spettacolari iceberg che hanno forme molto grandi e colori che vanno dal bianco al blu scuro. Proseguiamo tra i ghiacci per fermarci proprio di fronte al ghiacciaio. Successivamente ci dirigiamo verso il ghiacciaio Spegazzini con un fronte molto alto e rumori continui dovuti al frantumarsi del ghiaccio. Spegazzini è un ghiacciaio stupendo, rimaniamo impressionati per le sue enormi dimensioni. E pensare che quello che vediamo è solo il 15-20% del fronte completo, il resto è sott&#8217;acqua!</p>
<p><strong>Domenica 23.03.08, Parco Nazionale Los Glaciares</strong> &#8211; Accompagnati dalla guida partiamo alle ore 9 per la visita al Perito Moreno, un immenso ghiacciaio situato nel Parco Nazionale Los Glaciares. Lungo la strada ci fermiamo per scattare alcune foto del Lago Argentino e di alcuni scorci del Perito Moreno, lo spettacolo è unico. Il ghiacciaio avanza nel Lago Argentino formando una diga naturale che separa le due metà del lago. Quando raggiunge la riva opposta forma un arco che cede rovinosamente per la gioia dei fortunati turisti e delle televisioni che stazionano per giorni in attesa dell&#8217;evento. Questo processo è molto lento, l&#8217;ultima volta è successo nel marzo 2004. Ora il ghiacciaio ha completato la chiusura del lago superiore e non è ancora iniziato il passaggio dell&#8217;acqua tra il lago superiore e quello inferiore. Dopo le varie visite sui balconi panoramici facciamo un giro in barca della durata di un ora. Mentre la barca avanza lentamente davanti al fronte ci sono diverse frane. La più grande, purtroppo, avviene mentre siamo all&#8217;interno del boschetto che consente di raggiungere il balcone panoramico inferiore. Rientriamo in albergo alle ore 17 e dopo un ora siamo di nuovo fuori per fare un po&#8217; di shopping. Tra le altre cose acquisto anche uno splendido libro di fotografie di Andrés Bonetti con le spettacolari immagini delle frane del 2004.</p>
<p><strong>Lunedì 24.03.08, El Calafate</strong> &#8211; Partiamo alle ore 10 con un potente camion 4&#215;4 per raggiungere i balconi rocciosi a sud-ovest di El Calafate. La pista è terribile, adatta solo ai 4&#215;4. La prima sosta avviene in vista del lago, le nuvole nascondono il ghiacciaio Chaltén, per Enrico è un vero peccato, ci teneva tanto vederlo. La econda sosta è in vista di una splendida formazione rocciosa che ricorda i deserti Americani. Mentre noi ci attardiamo a fotografare, l&#8217;autista e la guida preparano le bistecche alla griglia. C&#8217;è una piccola tenda all&#8217;interno della quale servono del buon vino, pane, pomodori e maionese, mentre la carne cuoce all&#8217;esterno. Ottima carne devo dire! Vicino al campo ci sono delle volpi quasi domestiche, faccio molte foto con il tele sperando di averne qualcuna buona. Presto arriva l&#8217;ora del ritorno, se la salita sembrava ripida, la discesa è impressionante, il camion viaggia con pendenze superiori al 50%, tutti i passeggeri restano in silenzio a guardare la strada che compare verticale di fronte alla cabina di guida. Facciamo ancora una sosta vicino ad una formazione rocciosa dove sono cresciute delle forme simili ad enormi cappelli (sombrero), una formazione stranissima. Percorriamo ancora qualche strada ripida in discesa e poi arriviamo in albergo. Subito decidiamo di impegnare il resto del pomeriggio facendo un giro in bici in riva al lago. Il vento è fortissimo e si fatica molto a pedalare. Vediamo dei bellissimi cigni con il collo nero e al ritorno, nel parco dell&#8217;albergo, dei meravigliosi cavalli. Nel tardo pomeriggio veniamo trasferiti all&#8217;aeroporto per il volo di rientro a Buenos Aires. L&#8217;agenzia di Calafate pecca un po&#8217; nell&#8217;organizzazione, tarda tantissimo a venirci a prendere, quasi mezz&#8217;ora. All&#8217;aeroporto troviamo una coda lunghissima e per questo le due guide che ci hanno accompagnato si dileguano lasciandoci nei casini senza assisterci nell&#8217;imbarco. Il nostro volo è previsto per le 20.22. Riusciamo a non perderlo solo grazie alla decisione dell&#8217;equipaggio che ha deciso di chiudere l&#8217;imbarco solo quando tutti i passeggeri sono a bordo. Arriviamo a Buenos Aires dopo 2 ore e 40.</p>
<p><strong>Martedì 25.03.08, Buenos Aires</strong> &#8211; Ci alziamo di prima mattina per visitare lo zoo di Buenos Aires, vogliamo assolutamente vedere i pinguini Magellano che ci siamo persi durante la criciera. La mia speranza è di fotografarli ed eventualmente fare un fotomontaggio ma ahimè sono in un angolo buio, nascosti dietro un vetro e fanno pena, sono prigionieri senza averne nessuna colpa! Dopo lo zoo visitiamo il cimitero della Recoleta, dove troviamo senza fatica la tomba di Evita Duarte Peron. E&#8217; molto semplice, simile a molte altre tombe, all&#8217;interno di un anonimo corridoio, non ci sono persone in preghiera ma solo qualche fiore appoggiato alla porta. Per pranzo andiamo al mitico caffè Tortoni, un antico caffè che ha conservato lo stile di quando era un caffè per artisti, nel secolo scorso. Nel pomeriggio torniamo nell&#8217;Avenida Florida, dove ci sbizzarriamo nello shopping che risulta molto vantaggioso per le nostre tasche. Il magazzino che preferiamo è El Pacifico, qui troviamo tutti i migliori negozi monomarca. Torniamo in albergo per prepararci per la serata di Tango. Probabilmente quando avevamo chiesto alla guida di indicarci un locale non per turisti dove si balla il tango non ci ha ben compreso. Ci ritroviamo infatti al Senor Tango, un capannone con un palcoscenico centrale e alcune centinaia di turisti seduti ai tavoli intorno al palco. Il nostro posto è quasi dietro al palcoscenico, la cena è schifosa e lo spettacolo racconta la storia dell&#8217;Argentina e tocca l&#8217;argomento &#8216;tango&#8217; solo marginalmente. Siamo molto arrabbiati perché non è possibile nemmeno scattare qualche foto, così decidiamo di andare via prima della fine spettacolo. Cerchiamo un altro locale tipico e l&#8217;autista ci porta alla Cumparsita di San Telmo, caratteristico locale con alcuni cantanti, una piccola orchestra e due ballerini. Faccio qualche foto però la luce è bassa ed il risultato è molto misero. Unica consolazione: abbiamo visto un locale tipico, anche se credo che anche qui siano soprattutto i turisti a frequentarlo. Pensiamo di andare in una Milonga ma rinunciamo, ormai è tardi e dobbiamo fare rientro in albergo</p>
<p><strong>Mercoledì 26.03.08, Buenos Aires</strong> &#8211; Ultimo giorno a Buenos Aires e del nostro viaggio. Di mattina facciamo un giro della città con uno di quei pullman con il tetto scoperto usati per i sightseeing tour al costo di 100 peso (20 €). Il pullman fa due soste: la prima in plaza de Mayo, dove la guida scende con noi e racconta, in inglese, la storia della Plaza e dei monumenti: la casa Rosada, il Cabildo e la Cattedrale. La seconda sosta è al quartiere Boca. Passiamo in San Telmo per poi raggiungere il quartiere Palermo. Visitiamo con più calma i docks ristrutturati e consumiamo il pranzo al Puerto Madero, sulla riva del canale con le barche a vela ormeggiate e il famoso ponte di Santiago Calatrava. Dopo pranzo torniamo nelle vie commerciali Florida e Santa Fe per gli ultimi acquisti. Alle 18 torniamo in albergo e alle 18.45 arriva il pulmino che ci conduce in aeroporto. Alle 22 parte l&#8217;aereo per l&#8217;Italia, con 12.30 ore di volo. Atterriamo a Roma alle 14.30, l&#8217;aereo per Torino parte alle 19.50. Alle 21.20 siamo a Caselle.</p>
<p>Grazia Bertano<br />
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