Australia, Parco nazionale di Kata Tjuta – Uluru

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Il Parco Nazionale di Kata Tjuta è forse l’icona più famosa d’Australia. Chi non conosce il monolite rosso al centro di questo continente chiamato Uluru (Ayers Rock). Le aspettative per questa visita sono sempre molto elevate, e quando si approcia il parco viene automatico chiedersi se tutta questa distanza percorsa, non soltanto dall’Italia, ma anche all’interno dell’Australia, verrà poi ripagata in modo adeguato.

Certo è che il parco è uno dei pochi posti in Australia inclusi nel lista dell’Unesco World Heritage. La visita è quindi normalmente nella lista dei posti da vedere per ogni viaggio in questo continente. Anche se una buona parte dei turisti dedica solo 1 giorno a questa parte remota, è suggerito pianificare almeno 2 giorni. Questo vi permetterà di vedere Uluru al tramonto e all’alba, con i suoi magnifici colori, oltre visitare Kata Tjuta (the Olgas) con la sua bellissima Valle dei venti.

Il Parco nazionale di Kata Tjuta – Uluru si trova esattamente nel mezzo dell’Australia ed è uno tra i siti che, geograficamente, è tra i più isolati al mondo. Uluru, il monolita rosso, può essere paragonato ad un grosso iceberg del deserto, infatti ben 5-6 km di questa roccia risede sotto terra e risulta non visibile. Per chi non venisse ripagato dallo spettacolo di Uluru, che può risultare sotto le aspettative, è consigliata la visita a Kata Tjuta, il secondo posto d’interesse del parco, caratterizzato da ben 36 teste (formazioni rocciose alte fino a 540 metri) e una varietà di paesaggi, compresa la bellissima Valle dei Venti, che lascia veramente a bocca aperta.

Quando visitare
Il caldo e l’umidità sono un fattore importante per considerare la visita al Parco nazionale di Kata Tjuta – Uluru. Mentre Uluru non chiude mai, a meno che vogliate fare l’arrampicata (non suggerita), Kata Tjuta chiude la valle dei venti in caso la temperatura salga oltre i 36 gradi dopo le 11am. Chiaramente non si viene in Australia solo per questo parco quindi non rimane che essere preparati alle condizioni del periodo che si visita questo continente, che possono essere, in base ai mesi, completamente differenti, e qualche volta anche sorprendenti. Riassumendo in poche parole:

  • da Novembre a Marzo le temperature possono salire fino a 45 gradi durante il giorno, e possono anche esserci delle giornate di pioggia, anche se non sono rari periodi di anni senza pioggia. In questi mesi concentrate le visite al mattino molto presto (alba) ed in tardo pomeriggio.
  • da Giugno fino a Settembre le temperature durante la giornata sono molto piacevoli, intorno ai 20 gradi perfetti per visitare e camminare nei siti. Attenzione che le notti possono essere molto fredde, anche sotto zero, e anche di giorno potrebbe esserci quel vento fresco che richiede un maglione. Se campeggiate portatevi l’equipaggiamento giusto per la notte.
  • negli altri mesi le temperature sono più moderate

Permessi\Tariffe
Il parco rimane aperto dalle 5.00 am alle 9.00 pm tra Dicembre e Febbraio, questo periodo si accorcia in base alle ore di sole nella giornata. Il centro culturale é invece aperto dalle 7.00 am alle 6.00 pm. L’ingresso é libero per i ragazzi sotto i 16 anni mentre per gli adulti esistono due tipi di permessi/biglietti:

  • Standard 3 Day Pass a $25.00
  • Annual Individual Ticket a $32.50, da considerare solo quando si voglia stare piú di tre giorni

Come arrivare
Il centro abitato più vicino è Alice Springs a circa 470Km. Stazioni di benzina sono presenti lungo il tragitto, circa ogni 100Km.

  • In aereo: l’aereoporto si trova a circa 5 km dal Yulara Resort. L’unica compagnia di linea a volare a Uluru è Qantas, con voli giornalieri da Alice Springs o da altre città con scalo comunque a Alice Springs. Esistono altri voli charter ma questi sono organizzati da grandi tour operator.
  • In autobus: Greyhound Australia è l’unica compagnia ufficiale di bus che collega Alice Springs con Uluru, in circa 5 ore. Non esistono collegamenti diretti con Adelaide.
  • In auto: preparatevi per lunghe distanze, acqua e controllate sempre il livello della benzina. Non è inusuale incontrare anche una sola auto in 100km di tragitto. I benzinai si trovano a distanza di 50-100Km, ma meglio fermarsi in eccesso, che in difetto, evitando di rimanere senza benzina nel deserto, con 40-50 gradi sotto il sole. La Stuart Hwy collega Alice Springs alla stazione di benzina Erldunda (2 ore); da qui la statale 4, Lasseter Hway, vi porterà direttamente al parco (3 ore). Traffico ovviamente inesistente. Soltanto da 2 anni sono stati introdotti i limiti di velocità oggi a 110Km. E’ facile passare questo limite, vista l’assenza del traffico e la strada sempre e comunque dritta, ma non é suggerito in quanto la polizia installa frequentemente laser per il controllo della velocità.

Se avete deciso di affittare una macchina a Alice Springs, accertatevi che sia a chilometraggio illimitato. Oltre le solite compagnie come Avis, Budget e Europcar, é consigliato anche verificare con Outback Auto Rentals, un fornitore locale, e AutoEurope, uno dei rari operatori che affittano a chilometraggio illimitato. Attenzione che tendono a fatturare i Km oltre 100/giorno, fate scrivere unlimited mileage sul contratto, per non avere brutte sorprese dopo (controllate la carta di credito comunque e fatevi dare il numero di telefono, nel caso potete almeno ritelefonare).

Inoltre l’assicurazione della macchina normalmente non copre se viaggiate fuori strada, anche sterrato, con un 2WD e se viaggiate di notte, comunque sconsigliato per la massiccia presenza di animali sulle strade. Prima di partire fate quindi il conto delle ore (almeno 5 ore prima del calar del sole). Ricordatevi inoltre che il Territorio del Nord ha un’ora diversa dagli altri stati.

Da vedere

  • Uluru-Kata Tjuta Cultural Center. Lasciate la visita del centro quando la giornata diventa più calda, soprattutto se venite a Gennaio-Febbraio. Non perdetevela però, perchè qui troverete dei murali che vi faranno capire meglio la storia e la cultura aborigena. L’interno del centro offre una mostra sulle usanze odierne con una descrizione delle piante della zona e di come gli Aborigeni riescono a vivevere con i prodotti del posto.
  • Uluru (Ayers Rock). L’aspettativa cresce con l’approcio a questo grosso monolite. Il deserto rosso fa sempre più spazio a questa roccia immensa e improvvisamente ve la trovate di fronte dopo alcune curve e piccole colline che la nascondano negli ultimi Km. Scordatevi del viaggio fatto per arrivare qui e incominciate a godervela in silenzio, sempre che potete, perchè l’orda di turisti può essere a volte irritante (ma non siete anche voi uno dei tanti turisti?). Approciando Ayers Rock, vi accorgerete che non è poi quel pezzo unico che immaginavate, esistono piccoli canyon e laghetti (pozze) inaspettati. Prendete il vostro tempo e fate la camminata attorno al monolite (10Km in circa 3-4 ore, facile). Non perdetevi il tramonto e possibilmente anche l’alba. L’aspetto negativo di entrambi i momenti è la massa di turisti e bus che farebbero di tutto per avere uno spazio aperto per fare una foto, preparano colazione al mattino e brindano alla sera con il sole che scende dietro la roccia. Può risultare esagerato. Non fatevi la domanda se è giusto o meno arrampicarsi; sappiate che gli aborigeni non sono d’accordo, in quanto posto sacro, e anche se la terra è in affitto all’uomo bianco, con le sue leggi, non sembra proprio corretto procedere. C’è da chiedersi perchè le autorità Australiane non la blocchino del tutto invece che cercare di convincere i turisti.
  • Kata Tjuta (the Olgas). Situato a 55Km circa da Yulara questo sito non è sicuramente secondo a Uluru, anzi, molti visitatori lo trovano addirittura più interessante. Sicuramente è più vario, con 36 picchi rocciosi (Kata Tjuta significa molte teste in aborigeno) alti fino a 546 metri. Quando Ernest Giles scoprì Kata Tjuta nel 1872, riportò nel suo manoscritto che Uluru è si più antico e sublime ma le Olgas sono magnifiche e grottesche. Effettivamente è intrigante pensare come queste due formazioni, una volta appartenenti alla medesina catena montagnosa, possano essere così differenti. A pochi Km dalle Olgas fermatevi al punto di vista, molto meno affollato di Uluru, avrete la possibilità di fare delle bellissime foto con un interessante paesaggio desertico. Arrivati al parcheggio non perdetevi l’immancabile camminata nella valle dei venti, magnifica, per alcuni la parte più bella del parco. Se la giornata è calda iniziatela molto presto perchè rischiereste di trovarla chiusa se la temperatura sale oltre i 36 gradi alle 11.00 am.

Attività ricreative
Le principali attivitá ricreative sono legate alle camminate nei siti sopra riportati. In particolare vengono suggeriti i seguenti sentieri:

  • Base di Uluru (10 Km, 3-4 ore, facile): è un sentiero che segue il perimetro di Uluru. Potrete vedere da vicino ogni angolo nascosto.
  • Kuniya Walk e Mutitjulu Waterhole in Uluru (1Km, 45 minuti, facile): lasciate la macchina al parcheggio Kuniya. Da qui seguite il semplice tragitto che vi porterà alla pozza (waterhole). Molto bella al mattino presto, con il sole che crea delle ombre interessanti per le vostro più belle foto.
  • Valle dei venti (7,4 Km, 3 ore, difficoltà media): qui camminerete in spettacolari canyon con vista mozzafiato, soprattutto nella seconda parte del tragitto. La camminata più bella del parco.

Altre attività sono organizzate dal Yulara Resort. Qui potrete optare per un giro con cammello, oppure con Harley, o ancora con elicottero. La scelta é vasta, ma si paga un certo margine dovuto al posto.

Dove mangiare e bere
Per il mangiare, bere e dormire, non vi é molta scelta a Uluru. C’é solo un resort, il Yulara Resort. All’interno potrete optare per la soluzione a budget limitato, o per il super-lusso.

  • Sounds of Silence. 155$. Da fare o non fare, questa é la domanta che si fanno molti viaggiatori. L’esprienza é molto turistica ovviamente, ma questo é un resort e voi siete turisti, quindi nessuna sorpresa. L’esperienza non é culinaria, niente di eccezionale, ma l’ambiente qui é organizzato, con vista di Uluru con il calar del sole. La scelta é molto personale.
  • Pioneer BBQ and Bar. Attenzione!! La carne viene servita fino alle 9.00 pm. 15$-25$. BBQ fai da te in questo resort. Ispirati da Ikea, pagherete alla cassa il piatto che volete e vi sará data la carne che dovrete cuocere voi stessi sul barbeque. Questo ristorante si trova proprio accanto al campeggio, é quindi la soluzione ideale per i viaggiatori coscienziosi, nel caso non vogliate cucinare da soli. Musica dal vivo accompagna la serata. Portate con voi la chiave del resort dove siete (o le carte del campeggio), altrimenti non vi servono alcolici.
  • Outback Pioneer Hotel. Musica dal vivo stile western, tavoli e panche di fronte al palco. Un bel bancone che offre birre tipiche dell’Outback (suggerita la NT). Una serata senza nulla d’eccezionale, ma quello che offre questo resort. Portate con voi la chiave del resort dove siete (o le carte del campeggio), altrimenti non vi servono alcolici.

Dove alloggiare
Una soluzione alternativa al Yulara resort é la stazione Curtin Springs che si trova a 85 Km da Uluru. Una esperienza unica, in mezzo al deserto, ma vi perderete l’alba e il tramonto al monolite.

  • Ayers Rock Campground, 20$(tenda)/150$(bungalow 6 persone). L’alternativa meno costosa per dormire a Uluru. Se intendete campeggiare durante i mesi di Giugno-Settembre, preparatevi con sacco a pelo pesante, perche’ la temperatura puo’ scendere anche al di sotto dello 0 di notte. Il bungalow è perfetto per 4 persone, per 6 è un po’ stretto con una piccola stanza doppia e un’altra stanzetta con 4 letti stile dormitorio (o catacomba per quanto sono stretti)
  • Outback Pioneer Hotel, da 200$. Appartamenti e stanze a 2 stelle (lodge) o 3 stelle
  • Curtin Springs Station, Lasseter Hwy (85Km da Uluru), 65$-150$. Probabilmente l’alloggio a miglior rapporto qualita’-prezzo nella zona di Uluru. Si trova a 85Km dal monolite, il che vuol dire che é comunque conveniente per la visita in giornata ma vi perderete l’alba e il tramonto, perché non é assolutamente consigliato viaggiare di notte nell’outback. Ottimo cibo nel ristorante, é un’ottima alternativa se comunque pensate di perdervi il calare o sorgere del sole.

Avvertenze
Nessun problem con furti o malvivenza, ovviamente. Fate solo attenzione a possibili serpenti anche se rarissimi nel resort. Se siete in campeggio, ricordatevi di chiudere sempre la tenda, per non trovarvi delle sorprese di notte.
Comunicazioni: avrete il segnale per il telefonino a Uluru, con tutti gli operatori. Sulla strada per Uluru, il segnale e’ completamente assente (se non in rare zone) tranne che per Telstra, l’unico operatore veramente a copertura nazionale. Se pensate di avventurarvi in 4WD per molti giorni, soprattutto in tracciati poco battuti, considerate l’opzione di affittare un telefono satellitare.

Flora e fauna
Il parco, a prima vista, può risultare un grosso arido deserto. In realtà molti sono gli animali che risiedono in questa zona, a partire dai canguri rossi, dai dingoes ed altri animali della famiglia dei marsupiali. Non mancano ovviamente i serpenti a cui bisogna sempre prestare molta attenzione. Visitate il Centro Informazioni, proprio all’ingresso del centro vi sono degli interessanti murali che raccontano l’evoluzione del parco nel corso dei millenni con menzione agli animali che lo abitano. L’interno del centro riporta anche foto e ed alcuni esemplari.

Le piante in questa parte d’Australia sono tipiche dell’outback, ovvero grasse e legate alle zone desertiche. La mulga è una tipica pianta del centro Australia, con tronco molto duro, usato per la creazione di utensili da parte degli aborigeni. Sono presenti anche eucalipti, anche se non estremamente comuni.

Se siete così fortunati d’arrivare dopo una pioggia noterete subito come poca acqua possa improvvisamente svegliare il deserto. Il verde vince sul marrone e il rosso. Le piante crescono con una velocità impensabile. E’ come se la natura improvvisamente voglia sfruttare quella poca acqua per concentrare un anno di vita in pochi giorni, magari una settimana.

Storia del parco
La presenza umana su questo sito risale a oltre 10.000 anni fa (alcuni libri riportano fino a 20.000 anni or sono). Ovviamente si parla di una presenza aborigena che tuttora qui risiede con gli Anangu. Qualche anno fà, vi è stato però un accordo tra Parks Australia e gli Anangu per un affitto di 99 anni del parco. I soldi ricevuti vengono poi investiti per progetti a sfondo comunitario e culturale per le popolazioni aborigene.

L’uomo bianco ha approciato questa parte d’Australia solo a fine 800 e gli esploratori del tempo, tra cui Ernest Giles e William Gosse, rinominarono i siti richiamando i nomi della regina Olga di Wurttemberg (Kata Tjuta) e del primo Ministro dell’Australia Meridionale, Henry Ayers (Uluru). Da allora la presenza bianca aumentó, ma non in modo considerevole, fino al 1950, quando venne costruito anche un piccolo aereoporto. Quelli furono anche i primi tempi in cui le due culture, bianca ed aborigena, incominciarono a scontrarsi.

Nel 1970 iniziò la costruzione del Yulara Resort, ancora oggi centro unico per la ricezione turistica. Se da un lato questo aumentò notevolmente l’afflusso turistico, arrivato oggi a 50.000 persone l’anno, dall’altro lato aiutò a riorganizzare la zona in modo più vivibile per entrambe le culture.

Come si può leggere nel Centro Informazione, il parco è stato riconosciuto di proprietà aborigena solo nel 1985, dopo molte lotte non soltanto legali ma anche mediatiche, con la firma del contratto d’affitto a Parks Australia per 99 anni.

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