Bahrain, consigli e info utili di viaggio

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L’arcipelago del Bahrain, situato presso la costa orientale della penisola arabica è formato da una trentina di isole del Golfo Persico, costituite in massima parte da banchi sabbiosi e barriere coralline. Dal punto di vista climatico la regione è contraddistinta da estati estremamente calde con (media a luglio oltre i 35 gradi) e inverni miti (a gennaio la media è 17 gradi). Non piove praticamente mai. Salito alla ribalta delle cronache mondiali da poco tempo – grazie al petrolio e alla Formula Uno, con il Gran Premio che si corre dal 2004 a Manama, la capitale – il Bahrain ha in realtà un storia molto più antica, risalente alle origini della civiltà umana. L’arcipelago era abitato dall’uomo fin dall’epoca preistorica. Nel III millennio avanti Cristo era sede dell’impero commerciale di Dilmun, che sopravvisse per circa 2000 anni. L’epopea di Gilgamesh descriveva l’isola principale come un vero paradiso, dove gli eroi avevano il dono della vita eterna, mentre secondo alcuni studiosi in Bahrain sorgeva il biblico Giardino dell’Eden.

Nel corso dei secoli la regione fu conquistata dai Greci e poi ancora dagli Arabi. Nel XVI secolo furono i Portoghesi ad impadronirsi del Bahrain e a utilizzare le isole come scalo per i loro commerci. Nel secolo successivo vi fu la dominazione persiana e tra il 1810 e il 1970 l’arcipelago fu un protettorato britannico. Nel 1971 fu il primo Paese del Golfo Persico a raggiungere l’indipendenza. A partire dagli anni settanta iniziò anche il forte sviluppo economico e finanziario legato alle grandi risorse petrolifere. Oggi il Bahrain è un paese che concilia alla perfezione la storia millenaria con la modernità e il progresso ed è particolarmente attrattivo per i turisti. Nella capitale Manama merita una visita il Museo Nazionale, una moderna costruzione in cui si ripercorrono i 7000 anni di storia del Bahrain, con particolare attenzione alla sviluppo della cultura e della tradizione islamica, della scrittura e delle grafie arabe. Alla Bait al-Qur’an, la Casa del Corano, si possono ammirare splendidi manoscritti islamici e soprattutto, come è facile intuire dal nome, una vasta collezione di Corani, alcuni dei quali risalgono addirittura al VII secolo.

Chi conosce l’arabo e vuole provare a leggere alcuni versi del libro sacro scritti su un chicco di riso non può fare a meno di una lente d’ingrandimento. A Manama, come nel resto del Paese, la religione islamica è presente un po’ ovunque, e naturalmente anche nelle numerose moschee: quella di Al-Khamis, il cui nucleo originario è databile al 692 d. C. è un bellissimo esempio di architettura religiosa. La Moschea di Al-Fatih, che è la più grande di tutto il Bahrain e può essere visitata anche dai non musulmani, è invece un gigantesco edificio capace di accogliere fino a 7000 fedeli. Un altro interessante esempio di architettura araba è il Forte Arad, costruito nel XVI secolo e uno dei più begli esempi di ingegneria militare dell’epoca. Come in tutti i paesi islamici un ruolo fondamentale nella vita della città è ricoperto dai suk, i mercatini dove è possibile comprare di tutto con l’immancabile rito della contrattazione. I prodotti più venduti sono gli articoli di elettronica, l’oro e l’argento, l’abbigliamento e tutti i prodotti tipici dell’artigianato locale.

A un paio di km da Manama si può visitare Qal’at Al-Bahrain, noto anche come Portoguese Fort, il principale sito archeologico del paese. Gli scavi, iniziati alla metà del secolo scorso, portarono alla luce il forte costruito su una collina formata dalle rovine di città antiche, e proseguono ancora oggi. Sono stati infatti scoperti ben sette livelli archeologici differenti che risalgono alle diverse fasi del passato della città: il primo risale a circa il 2800 avanti Cristo, all’inizio dell’epoca Dilmun, di questo periodo è anche il Tempio di Ad-Dira. Nelle vicinanze è interessante anche il sito archeologico di Barbar, un complesso di templi risalenti al II e al III millennio dedicati a Enki, il dio della saggezza.

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