Paura di volare: come affrontarla?

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L’aereo è considerato il mezzo di trasporto più sicuro del mondo: statisticamente, rimanere vittima di un incidente è altamente improbabile. Per di più, i pochi incidenti che avvengono nel mondo, accadono purtroppo in paesi poveri, dove le linee aeree non hanno i fondi necessari a provvedere alla manutenzione dei velivoli e non esistono leggi che impongano rigidi controlli. Morale della favola, i voli di linea delle nazioni industrializzate non cadono praticamente mai!

Cos’è allora quella sensazione di inquietudine che assale molte persone già in fase di rullaggio? Sono tanti gli elementi che creano ansia nel viaggiatore: si parte dalla sensazione di impotenza per arrivare alla claustrofobia, o semplicemente alla paura dell’altezza.

Questo articolo si rivolge a tutti i viaggiatori che nonostante la paura continuano a viaggiare in aereo, con la speranza di poter far luce su alcuni aspetti della navigazione aerea che spesso non sono comprensibili. Rumori, turbolenze, variazioni di rotta e altri elementi che rendono il volo una fonte inesauribile di tensione: cercheremo quindi di spiegare queste situazioni, in modo che una volta in volo, siate in grado di riconoscerle, decifrarle e accettarle come normali e quindi non pericolose.

Il decollo

Il decollo è una fase molto particolare; l’aereo spinge i motori al massimo e vi è una forte accelerazione. Il rumore dei reattori cresce, perché devono spingere l’aereo a oltre 250 Kmh, velocità necessaria a prendere quota. Una volta in volo si può udire un rumore sordo nella parte bassa: niente paura, sono solo i carrelli che tornano a posto. A 500 metri l’aereo si allinea, e può succedere che un fruscio insistente denoti l’inizio della pressurizzazione della cabina. A questo punto può verificarsi qualche scricchiolio ma non abbiate timore, sono le plastiche interne che si adattano alla pressione interna mentre la struttura esterna, ben solida, va alla grande!

Turbolenze e Perturbazioni

Le turbolenze e le perturbazioni sono frequentissime, fastidiose ma non pericolose. Capitano spesso a bassa quota, mentre in fase di crociera il pilota può vederle tramite il radar meteo e decidere di evitarle. L’aereo sembra avere un andamento strano, ma sono solo dei piccoli vuoti d’aria (ovvero rapida perdita e riacquisto di metri di quota). I cosiddetti vuoti d’aria, anche se molto pronunciati, non sono pericolosi. Pensate che un grosso aereo di linea può flettere le ali senza spezzarsi per 18 metri (9 in alto e 9 in basso).

Avarie ai motori

Con una frequenza statisticamente irrilevante, capita purtroppo che un motore si rompa o prenda fuoco. Nel secondo caso, un sistema antincendio lo spegne subito, mentre l’altro (o altri) motori sono predisposti a svolgere il lavoro necessario a compensare la mancanza. Pertanto, dopo un piccolo momento di instabilità, il pilota, con una manovra provata dozzine di volte al simulatore, rimetterà l’aereo in asse e raggiungerà lo scalo più vicino per un atterraggio di emergenza. Pensate che un aereo di linea può atterrare anche con tutti i motori spenti.

Qualora non fosse possibile raggiungere uno scalo a breve, è prevista la rarissima procedura di ammaraggio: l’aereo plana così sul mare fino a fermarsi. Se le condizioni del mare sono buone, l’impatto non sarà traumatico e l’aereo galleggerà senza problemi per molto tempo, più di quello necessario a evacuare i passeggeri o attendere i soccorsi.

I fulmini

Può succedere che un aereo venga colpita da un fulmine; a parte qualche scossone, nessun problema! Il velivolo è completamente isolato e scarica l’elettricità lungo la struttura senza creare danni, secondo i principi fisici della gabbia di Faraday.

Il cellulare in volo

Quante volte avete guardato con orrore il vostro vicino di sedile, col sospetto che il suo telefono cellulare fosse in realtà ancora acceso? Niente paura! Da una recente inchiesta è emerso che in un normale volo di linea sono mediamente 10 i cellulari accesi. Eppure non succede niente… visto?

Le variazioni di rotta

Se durante una bella trasvolata atlantica notate che l’aereo vira senza apparente ragione, non fatene un dramma. Le rotte aeree sono spesso fuori dalla nostra comprensione, e il pilota si limita a seguirle, così come è tenuto a seguire eventuali indicazioni da terra. Può succedere ad esempio che l’aeroporto di destinazione sia intasato da un eccessivo traffico; pertanto al nostro comandante verrà chiesto di svolazzare anche per mezz’ora in cerchio, in attesa di un posto libero! Quante volte lo avete fatto anche voi prima di trovare parcheggio al supermercato?

Il pericolo di collisioni

Ogni singolo apparecchio in cielo vola sotto controllo radar, e il regolamento impone che tra due velivoli intercorra una distanza di 5,5 km in avvicinamento e ben 36 in fase di crociera! Ma anche se un velivolo si trovasse distrattamente nelle vicinanze di un altro, interverrebbe in aiuto il TCAS (Trafic Alert and Collision Avoidance System), dispositivo montato sui moderni jet che indica appunto una intromissione nello spazio di volo a noi dedicato.

Il carrello bloccato

Il carrello fuoriesce poco prima dell’atterraggio, ma può succedere che si blocchi: in questo caso il personale di bordo è in grado di sbloccarlo manualmente, e procedere così al normale atterraggio. Qualora neanche questo fosse possibile, il pilota svuoterà in volo i serbatoi mentre a terra verranno predisposte le misure di emergenza: la pista verrà quindi cosparsa di una schiuma sulla quale l’aereo scivolerà evitando che l’attrito possa generare un incendio. L’apparecchio subirà gravi danni, ma la struttura resterà integra!

L’atterraggio

Finalmente siamo arrivati! Circa 45 minuti prima dell’orario di arrivo, i motori subiranno un brusco calo di potenza, mentre l’aereo prenderà una lieve pendenza verso il basso. Niente paura, abbiamo iniziato la discesa e l’avvicinamento all’aeroporto di destinazione. In questa fase può accadere che i motori prendano giri di colpo, per poi tornare a minimo: non è un problema, ma una discesa graduale assistita dagli addetti radar della torre di controllo. Dopodiché l’aereo subirà una sorta di brusca frenata, con forti vibrazioni: questo significa che il comandante ha estratto i flaps e gli slats, che aumentano la superficie alare consentendo all’aereo di volare normalmente anche a bassa velocità. A questo punto escono i carrelli (si può avvertire qualche lieve vibrazione) e dopo pochi minuti si tocca terra, pronti a godere la meritata vacanza!

E se viene il panico?

Se per qualsiasi motivo avete l’impressione che tutto stia andando a rotoli, e vi sentite in gabbia, ansiosi e propensi al panico, cercate di respirare e fatevi aiutare da un assistente di volo! Non abbiate timore a esporgli le vostre paure, spiegategli pure cosa vi turba, e quale episodio ha scatenato in voi la paura di un incidente. Gli assistenti di volo sono addestrati a questo, e vi spiegheranno le procedure in atto, facendovi capire con calma che le vostre sono impressioni errate, e che tutto procede secondo i piani.

Detto questo, buon viaggio!

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  • Ferdinando

    Salve, ho volato poco qualche anno fa.
    Oggi non riesco più a volare (e mi piacerebbe tanto) perché ho il terrore più nero dei vuoti d’aria, conosco il fenomeno: jet stream, aria fredda che si incunea sotto aria calda ecc. so anche che non sono pericolosi, ma mi verrebbe un infarto comunque.
    Potete consigliarmi cosa posso fare? Grazie!

  • Un mio amico prima di volare prende dei tranquillanti, prova a consultare il tuo medico..

  • mauro aldighieri

    soffro terribilmente di claustrofobia!!!!!!!!!! Purtroppo devo prendere l’aereo. C’è qualcuno che mi può dare qualche suggerimento su come affrontare questa situazione. Grazie mille.

    • Ciao Mauro, se l’articolo qui sopra non ti ha rassicurato forse è meglio che consulti un medico.. prova a sentire cosa dice il tuo medico di famiglia, magari può prescriverti qualcosa che attenui la tua ansia. Stai tranquillo, alla fine volare è come prendere un grosso pullman, in bocca a lupo! 😉